TUSCANIA, DIOCESI DI

TUSCANIA, DIOCESI di. - Nel Lazio, in provincia di Viterbo, unita alla diocesi di Viterbo (v. , anche per i dati statistici). T. sorge sul pendio di una collina tufacea; di origine etrusca, divenne poi municipio romano e, quando fu costituito lo Stato Pontificio, ebbe notevole importanza fino al sec. XIII. Verso il 1130 prese il nome di Toscanella, che conservò fino al 1911.

La predicazione evangelica a T. deve essere avvenuta dopo la pace costantiniana anche se nomi di martiri ivi venerati possano dare impressione contraria. Una Passione (BHL, 7550), composta a Roma, molto probabilmente tra il v e vi sec., ricorda Veriano, Marcellino e Secondiano come sepolti in S. Pietro di T. e li dice tutti e tre di Roma. Altri martiri, pure venerati in T., hanno una storia oscura, come Tesidio (1 apr.), Potente (7 dic.), Giustina (23 dic.). L'iscrizione cristiana più antica trovata nella chiesa di S. Pietro, risale al 407 (CIL, XI, 1, 2994-95). Il primo nella serie dei vescovi noti è Virbonus, nel 595. Alla sede vescovile di T., nel sec. XI, sembra fossero soggetti i vescovati di Civitavecchia e di Bieda. Nel 1192 Celestino III Viterbo (v.) e vi uni T., Civitavecchia e Bieda, sicché da allora i vescovi si chiamarono di Viterbo e T.: ciò dovette avvenire tra l'ag. e l'ott. dell'anno suddetto, perché ancora in ag. il card. Giovanni di S. Clemente si sottoscriveva vescovo di T., mentre il 4 ott. si sottoscrisse vescovo di Viterbo e T. Non può negarsi che con la erezione della sede viterbese, T. passasse in secondo ordine, soprattutto per l'importanza che venne ad assumere la città di Viterbo, dove i vescovi fissarono man mano la residenza stabile. Le carte più antiche conservate negli archivi di T. portano le date del 1086 e 1097.

Tra gli antichi monasteri del territorio tuscanese, di cui oggi rimangono solo le rovine, vanno ricordati quello benedettino di S. Giusto, vicinissimo a T., che nel sec. XII passò ai Cistercensi; quello di S. Savino, sul quale nel sec. X si estendeva la giurisdizione dell'abazia di Cluny; quello di S. Stefano dell'isola Martana

del lago di Bolsena, conosciuto già da un privilegio di Leone IV al vescovo Virbono di T., tra l'847 e l'855. Sono invece conservate e ritenute le più belle chiese romaniche del Lazio, S. Maria Maggiore e S. Pietro, presso la via carrozzabile, ai margini dell'abitato di T. S. Maria Maggiore fu anche la prima cattedrale di T., che poi fu trasferita in S. Pietro, e nel 1572 nella chiesa di S. Giacomo. Le due chiese suddette mostrano il loro divenire architettonico dal sec. VIII al XIII, ma dovettero sostituire edifici di culto preesistenti.

T. è immediatamente soggetta alla S. Sede e ha il tribunale d'appello al vicariato di Roma. - Vedi tav. XLIV.

BIBL.: F. A. Turiozzi, Mem. istor. della città T., che ora volgarni. dicesi Toscanella, Roma 1778; E. Sarzana, Della capitale de' Tuscaniensi e del suo vescovado, Montefiascone 1783; Cappelletti, VI, p. 73 sgg.; Moroni, LXXVIII, pp. 233-312; CII, pp. 72-73; S. Campanari, Delle ant. chiese di S. Pietro e di S. Maria Maggiore nella città di Toscanella, Montefiascone 1852; id., T. e i suoi monum., 2 voll., ivi 1852-56; G. Di Lorenzo, Ant. monum. di relig. crist. in Toscanella, Rocca San Cassiano 1883; P. F. Kehr, Italia Pont., II, Berlino 1907, pp. 196-99; Lanzoni, p. 597. Cf. illustr.: vol. III, tav. 100; vol. X, tav. 84.

Benedetto Pesci

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“TUSCANIA, DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 417. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/tuscania-diocesi-di.