UGENTO, DIOCESI DI

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UGENTO, DIOCESI di. - Città e diocesi in provincia di Lecce. Ha una superficie di 350 kmq. con una popolazione di 87.000 ab. tutti cattolici, distribuiti in 33 parrocchie, servite da 72 sacerdoti diocesani e 13 regolari; ha un seminario, 4 comunità religioshe maschili e 18 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 438).

Antico centro messapico all'estremo punto del Salento, conserva monumenti di quella primitiva civiltà; sentì l'influenza ellenica, ma perdette ogni importanza sotto il dominio romano per il costante prevalere di Otranto e di Taranto. Condivise con queste città le sorti, quando prevalsero successivamente le dominazioni dei Longobardi, dei Bizantini, poi dei Normanni, intramezzate da invasioni musulmane che si ripeterono persino nel sec. XVI. Quanto alle origini cristiane manca ogni particolare; all'elemento latino prevalente sul principio, sussegui col sec. VIII un periodo di prevalenza bizantina con numerosi monasteri greci che più tardi, con la dominazione normanna, vennero a poco a poco a sparire. Come diocesi è ricordata la prima volta in una bolla di Innocenzo III del 23 giugno 1198 quale suffragane di Otranto, insieme con Leuca e Lecce; ma la lista dei suoi vescovi non comincia che con un Lando nel 1254. Anche del vescovato di Leuca sono ignote le origini. L'anonimo vescovo di Leuca, che Liutprando di Cremona ricorda così sfavorevolmente nel 968, appartiene probabilmente alla Leucade bizantina (S. Maura) certo non a Leuca (PL 136, 935 sg.). Nel sec. XIV per lo meno il vescovo del luogo passò ad abitare ad Alessandro nell'interno della penisola, forse per maggiore sicurezza, ed il primo vescovo sicuro dell'episcopatua Leucadiensis et Alexanensis è il domenicano Riccardo eletto il 6 sett. 1333; la serie si chiude nel nov. 1804 e dopo una lunga vacanza la diocesi fu unita a quella di U. nel 1818, in seguito al Concordato borbonico con la S. Sede. U. continuò ad essere sempre suffragane di Otranto; la sede rimase vacante dal 1863 al 1873.

MONUMENTI. - L'antica fiorente Uxentum, che ebbe zecca ed esercito proprio, conserva del passato solo pochi ruderi di mura megalitiche. La Cattedrale è dedicata a S. Vincenzo diacono di Saragozza, protettore della diocesi. Edificio interessante è la trecentesca chiesa della Madonna del Casale, fuori dell'abitato, avanzo di un antico complesso monastico oggi distrutto. Di scarso rilievo sono i pochi monumenti sparsi nella diocesi. A Leuca, presso il promontorio (il romano *Japygium promontorium*), sul quale si eleva la colonna corinzia voluta da Filiberto d'Aragona (1694) come memoria del supposto approdo e predicazione di S. Pietro, sorge il veneratissimo santuario di S. Maria o *De finibus terrae*, ricostruzione barocca (1720) di più antico edificio sorto su un tempio di Minerva, la cui ara è tuttora conservata nell'interno. Taurisano serba una chiesetta del *3000* intitolata a S. Maria della Strada, con baldacchino a cuspide, rosone e archetto pensili. Presiece, oltre alla parrocchiale barocca (1778-81), possiede la chiesa degli Angeli, opera del concittadino F. Cito (1596), con un grande Crocifisso di legno di fra' Pasquale da S. Cesario, e l'annesso convento dei Riformati. A Tricase spicca l'ampia chiesa matrice (1770) con ricco coro barocco e la chiesa dei Domenicani, pure barocca, con due tele settecentesche.

Di grande interesse sono invece le superstiti cripte eremitiche basiliane, numerose in tutto il Salento. La più importante da segnalare è la cosiddetta cripta del Crocifisso presso U., trapezoidale e sorretta da colonne, con affreschi del sec. XIV tuttora ben conservati: l'Annunzazione, due *Madonne col Bambino*, *S. Nicola*, e un bel Cristo benedicente che ha scorci figurativi con forti richiami a esempi siculi e veneziani. Altre laure minori si trovano presso Castrignano e Ruffano (cripta del Carmine con affreschi del sec. XV).

BIBL.: Ughelli, IX, coll. 86-93, 110-14; X, coll. 121-22, 203-206; G. Arditi, *La corografia fis. e stor. della prov. di Terra d'Otranto*, Lecce 1879-85, pp. 13-32, 295-98, 633-42; F. Carabellese, *L'Ampia e il suo Comune nell'alto medioevo*, Bari 1905, p. 96; G. Gigli, *Il tallone d'Italia*, II. Gallipoli, *Otranto e dintorni*, Bergamo 1912, pp. 56 sg., 63-64; D. Ventola, *Rationes decimarum Italiae*, *Ampia-Lucania-Calabria* (Studi e testi, 84), Città del Vaticano 1939, pp. 95, 115-19; id., *Documenti Vatic. relativi alla Puglia*, Trani 1940; A. Medea, *Gli affreschi delle cripte eremitiche pugliesi*, Roma 1939, pp. 154-56 e passim, tavv. 82-87. Per Leuca in particolare cf.: F. Preca, *Hist. della Madonna Santis*. di Leucae, della S. Maria De finibus terrae, Lecce 1633; L. Tasselli, *Antichità di Leuca*, Lecce 1693; G. Arditi, *La Leuca salentina*, Bologna 1871; id., *Leuca*, in illustraz. dei princ. monum. di Terra d'Otranto, Lecce 1889, pp. 83-83, figg. 82-87; G. Ruotolo, *U.-Leuca, Alessandro*, Siena 1952; Eubel, I, pp. 374-75; II, p. 228; III, p. 279; IV, p. 351; V, p. 397. Pasquale Testuni.