UHLAND, LUDWIG

UHLAND, LUDWIG. - Scrittore tedesco, n. 1 di 26 apr. 1787 a Tubinga, ivi m. il 13 nov. 1862. Rappresenta con Justinus Kerner e altri la cosiddetta Scuola poetica sveva.

Recatosi giovane a Parigi a studiarvi il Codice napoletano (U. si laureò in giurisprudenza e fece anche l'avvocato a Stoccarda), scoperse quivi la letteratura francese medievale, destinata a lasciare durevole suggestione sul suo spirito così di poeta che di storico. Dedicatosi infatti allo studio della letteratura tedesca antica e media, pubblicò nel 1822 un volume su Walther von der Vogelweide, che è opera viva e suggestiva, forse di poeta più che di storico, e che, nel 1829, gli valse la cattedra di Lingua e letteratura tedesca all'Università di Tubinga. Ad essa fecero seguito, oltre a vari studi sulla storia della poesia medievale tedesca e sulle saghe nordiche, i volumi Der Mythos von Thor (1836) e Alte hoch-und niederdeutsche Volkslieder (1844-45), che riflettono, con un nuovo ricco possesso delle fonti, le dottrine e gli atteggiamenti di gusto dei romantici, da Herder a Schlegel, fino ai contemporanei Arnim e Brentano. Partecipando attivamente dal 1816 alla vita politica e specie alla lotta per lo Statuto württembergese (era stato eletto deputato alla Camera degli Stati), U. dovette, per divergenze con il suo governo, abbandonare nel 1832 l'Università; ma nel 1848 era membro dell'Assemblea nazionale di Francoforte, cui partecipò fino al suo scioglimento.

Come personalità di poeta U. possiede, rispetto a Kerner e anche ai romantici di Heidelberg, una originalità minore, ma compensata non solo da più vasta cultura e perizia letteraria, ma anche dalla scoperta di un tono nuovo che caratterizza la sua lirica: tono tratto bensì dall'esempio della poesia medievale tedesca, ma riaccordato su una chiave di singolare obiettività, cioè di voluta e raggiunta impersonabilità. Di qui il carattere veristico e narrativo della poesia di U., specialmente espresso nelle famose ballate e romanze. In esse non rivive quasi alcuna movenza dei precedenti cultori del genere, che pur si chiamano Bürger, Schiller, Goethe (quest'ultimo, certo, più presente al suo spirito degli altri): le ballate di U., popolate di re e di regine, di cavalieri, di monaci e di pastori, rappresentano il risultato nuovo di un abbandonato contatto con il mondo medievale tedesco ed europeo (insieme ai trovatori francesi lo attraversero specialmente le romanze spagnole) oltre che con la vita contemporanea. La prima edizione dei suoi Gedichte è del 1815. Tentò anche il genere teatrale, scrivendo, oltre vari frammenti, due drammi: Ernst Herzog von Schwaben (1818) e Ludwig von Bayern (1819).

Bibl.: ed. giubilare delle opere poetiche, Gedichte und Dramen, Stoccarda 1886; ed. delle opere storiche, Schriften zur Gesch. der Dichtung und Sage, ivi 1865-73. Studi: J. M. Mejasson, Le sentiment religieux dans les poésies de U., Parigi 1913; H. Schneider, U. Leben, Dichtung, Forschung, Berlino 1920. Sergio Lupi