UGUCCIONE da PISA. - Decretista e lessicografo medioevale, n. a Pisa nella prima metà del sec. XII, m. a Ferrara il 30 apr. 1210.
Nello Studium di Bologna, presso il quale, dopo avervi conseguito il dottorato, insegnò diritto canonico dal 1178 al 1190, brillò come il più celebre magister decretorum del suo secolo. Tra i suoi discepoli si distinse Lotario dei Conti di Segni, il futuro pontefice Innocenzo III, che gli conservò sempre stima e considerazione, come risulta dalle lettere decretali che gli dedicò e inviò, essendo papa, raccolte in seguito nel Liber Decretarium di Gregorio IX. Nel 1190 fu nominato vescovo di Ferrara. Dal 1197 al 1201, per ordine del Papa, attese in Nonantola al riordinamento della celebre abbazia.
È autore di una celeberrima Summa Decretorum (tuttora inedita), composta tra il 1187 e il 1190, il più ampio, il più originale e insieme il più importante lavoro del ge-
ne, che estese il suo influsso di sommo maestro a tutto il medioevo. Per le cause XXIII-XXVI, che U. lasciò senza commento, l'opera ebbe diverse continuazioni anonime: la principale fu fatta da Giovanni di Dio (ca. il 1240). Sono pure di U. numerose importanti glosse al Decreto, inserite poi nella Giossa ordinaria al Decreto stesso.
U. fu inoltre un benemerito cultore di grammatica e lessicografia. In questo campo, l'opera sua principale sono le Derivationes (incidite), una specie di lessico etimologico, eseguito sulla falsariga dell'analoga opera di Papia, le quali, benché non secche dei difetti del tempo, ebbero grande diffusione e autorità nel medioevo e furono il dizionario di Dante. Scrisse pure, nel campo grammaticale, de dubio accentu, il Rosarium e la Summa artis grammaticae, scoperta dal Grabmann.