ULTERIORI SVILUPPI DELL'U

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ULTERIORI SVILUPPI DELL'U. DONNE DI A.C. - L'U. Donne di Azione Cattolica, durante il ventennio del regime fascista, nonostante le ostilità più o meno palesi e le difficoltà di attuare iniziative che avessero carattere sociale, riuscì a consolidare la sua compagine organizzativa, ad approfondire lo studio dei principi di cattolicesimo sociale, ad estendere la sua influenza anche fuori d'Italia costituendo associazioni tra le donne italiane all'estero e nelle colonie. I settori di lavoro apostolico, in cui l'opera della donna è più preziosa ed efficace, si sono venuti sempre meglio delineando: attività familiare, educativa, morale, sociale, stampa, ed hanno un'osservazione sempre più organico mentre varie iniziative sorgono a fiancheggiarli.

Ma la seconda guerra mondiale del 1940 riporta un lungo periodo di emergenza. L'U. Donne di A.C. deve adeguare le sue opere alle nuove esigenze che la impegnano a fare tutto il possibile per sostenere la resistenza morale delle donne italiane. Partecipa con tutte le sue forze all'assistenza pubblica e l'integrazione con iniziative private di apostolato che raggiungono persino i campi di concentramento e gli ospedali da campo. L'allora Centro Nazionale diventa una «Sezione» molto attiva dell'Ufficio Notizie della S. Sede e compie un poderoso lavoro di milioni di pratiche.

E dopo lo sfacelo della guerra, la ricostruzione trova le Donne Cattoliche serenamente pronte ed attive: prendono il proprio posto di lavoro con mirabile spirito di collaborazione e di abnegazione, scegliendo quei compiti specifici che la natura stessa della donna fa loro preferire. La reazione alle minacce di correnti ed organizzazioni femminili di ispirazione marxista o laicista si manifesta con la costituzione del C.I.F. (Centro Italiano Femminile), ma più intensa ancora è l'opera pacificatrice delle Donne Cattoliche per sedare gli odi e placare le lotte che tengono divisi i fratelli, per arginare l'immoralità e far riprendere coraggio nella disastrosa crisi economica che devastava l'Italia. Eliminato il fascismo, tutti i campi ormai sono aperti e le Donne Cattoliche sentono il dovere di essere presenti ed operanti anche in campo sindacale, civico e politico: ottimi elementi passano quindi alle nuove istituzioni che sorgono con questi specifici scopi (CIF, ACLI, Unioni Professionali, Sindacati, Fronte della Famiglia, MIM). Sempre per iniziativa dell'U. Donne di A.C. si costituiscono le Associazioni professionali delle Infermiere ed Assistenti sanitarie e Visitatrici, e delle Ostetriche.

Nelle elezioni per la Costituente e nelle successive elezioni politiche del 1948, ben 14 su due dirigenti riuscirono le elezioni di partenza, mentre numerose sono le Donne di Azione Cattolica che coprono cariche amministrative nei Comuni italiani.

BIBL.: oltre i periodici ricordati nel testo, cfr. Atti e docum. del XVII Congresso Catt. ital., Venezia 1901, p. 19 seg.; F. Rinaldi, Cronaca, in Civ. Catt., 1909, IV, p. 32; 1910, IV, p. 713; 1911, III, p. 483; 1916, IV, p. 366; 1922, III, p. 460; 1928, III, p. 271.