UNIONE ECONOMICA SOCIALE

UNIONE ECONOMICA SOCIALE. - Istituzione cattolica italiana, coordinatrice di molteplici opere economiche e sociali fra i cattolici italiani, sorta dopo l'enciclic. Il fermo proposito (11 giugno 1905), ereditando i compiti del Secondo Gruppo per Congressi (v.). Medolago Albani (v.), nel 1906 si costituì in U. E. S., che tenne la sua prima assemblea il 5 marzo 1907.

I compiti assegnati all'U.E.S. dal b. Pio X, con un suo breve, furono: coordinare e dirigere per l'attività

Article illustration
(fot. Giordan).
Unione Donne di Azione Cattolica - I fanciulli dell' Associazione fanciulli di Azione Cattolica, si avyiano a rendere omaggio all'altare della Patria, durante le manifestazioni per il XXV (1922) - Roma.

economico-sociale le riunioni diocesane di Azione Cattolica; promuovere le Unioni professionali tra i lavoratori, coordinando l'attività; alle cure degli interessi materiali unire scopi più elevati, di educazione e di cultura. Verso il 1911 aderivano all'U.E.S. 353 associazioni di propaganda, 36 segretariati del popolo, 1056 società di mutuo soccorso, 242 cooperative, 205 unioni professionali, 76 banche, 1902 casse rurali, 353 associazioni contro la mortalità del bestiame e contro gli incendi e la grandine (tra cui la Cattolica di Verona), 87 casse operaie. L'U.E.S. era governata da una presidenza (elettiva dal 1911 per una terna da presentarsi al Papa, che sceglieva e nominava il presidente); da un consiglio direttivo; da quattro segretariati: per l'organizzazione professionale, per le cooperative ed istituti agricoli, per gli istituti di assistenza e presidenza, per gli istituti di credito, con le proprie sezioni in tutte le direzioni diocesane. Ai segretariati si sostituirono con lo Statuto del 1916 le federazioni nazionali, le quali avevano rappresentanze nel Consiglio Generale. Con la riforma di Benedetto XV del 26 febbraio 1915 anche l'U.E.S. si inquadrò nell'unificazione dell'Azione Cattolica.

L'Opera dell'U.E.S. fu efficace in ogni suo settore, riuscendo ad assicurarsi la solidarietà di vaste masse popolari, specialmente agricole, a tutelare i diritti e gli interessi delle classi lavoratrici, impedendo nello stesso tempo l'opera di scardinizzazione dei socialisti, alle cui organizzazioni tenne testa, anche nella parità di azione e nel prestigio di fronte allo Stato. Nel 1919 l'U.E.S. si scioglieva, cedendo i suoi compiti a nuove organizzazioni: la Confederazione italiana dei lavoratori, la Confederazione cooperativa, la Confederazione della mutualità e previdenza (dette bianche), che si divisero i compiti, ispirandosi sempre a principi cristiano-sociali. Ad illustrare questi principi rimase però, oltre un apposito Segretariato economico sociale presso la Giunta direttiva, l'Istituto cattolico di scienze sociali di Bergamo, fondato, si può dire, dal conte Medolago Albani, e autorizzato dal b. Pio X a conferire gradi accademici in scienze sociali. La scuola, più tardi Istituto, ammetteva studenti con un titolo di studi secondari; comprendeva un biennio di corsi estivi con un terzo corso estivo di perfezionamento per adire alla laurea. Contribuì così per molti anni (cessò la sua attività solo di fronte a quella dell'Università Cattolica del S. Cuore) a formare dirigenti, preparati alla organizzazione e propaganda.

BIBL.: Cronache e comunicazioni, in Civ. Catt., 1906, I, p. 730; II, pp. 239, 474; ibid., 1907, I, pp. 740; II, p. 137; ibid., 1911, II, p. 103; ibid., 1915, II, p. 117; III, p. 627; ibid., 1916, I, pp. 146, 490; P. A. Casoli, Un campione della causa cattol., Acquarendente 1922; F. Olgiati, Storia dell'As. Catt. Ital., 2a ed., Milano 1922; A. Dalla Torre, I cattolici e la vita pubblica italiana, Città del Vaticano 1944, passim. Giuseppe Palazzini