Enciclopedia Cattolica vol. XII, 1954 Azione Cattolica Organizzazioni di Azione Cattolica, aderenti, coordinate, dipendenti

UNIONE DONNE DI AZIONE CATTOLICA

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DONNE DI AZIONE CATTOLICA rimanda qui.

UNIONE DONNE DI AZIONE CATTOLICA. - L'U. Donne di Azione Cattolica sorse nel 1908, quando anche in Italia le forze femminili si venivano via via affermando con programmi innovatori e risentivano necessariamente dell'ambiente sociale antieristiano, caratteristico di quel tempo.

Fu il voto formulato dal Congresso delle donne italiane contro l'insegnamento religioso nelle scuole, che determinò il distacco netto delle cattoliche da tale Associazione che, in apparenza neutra, era invece nascosta, influenzata dalla massoneria. Si rese quindi necessario dar vita ad un'altra organizzazione la quale, pur perseguendo finalità tendenti all'elevazione delle masse femminili, fosse però cattolicamente ispirata, anzi, apertamente si schierasse in difesa dei diritti cristiani contro qualsiasi sopraffazione.

Il papa Pio X, al quale la principessa Cristina Giustiniani Bandini sottopose l'idea della costituzione dell'Unione tra le donne cattoliche d'Italia, benedisse la nuova Associazione, ne postillò di suo pugno gli statuti e sempre l'appoggiò con la sua massima autorità. Pio X si mostrò in questo molto chiarovegente, ben comprendendo il grado di maturità raggiunto ormai dalla donna, la quale, intendendo la gravità del momento storico e il bisogno della Chiesa, superava così le secolari tradizioni che la vedevano al suo posto soltanto nella casa e si disponeva ad uscirne, perché, per difendere la famiglia, occorreva ormai lavorare più al largo, ricostruire una società cristiana.

Nel discorso inaugurale del 21 apr. 1909, egli precisava il fine per cui le donne cattoliche italiane intendevano riunirsi «per governare cristianamente la famiglia, educare i figli e compiere degnamente una missione sociale». In altre parole, la salvezza della famiglia era fin d'allora la fisionomia caratteristica dell'U. Donne Cattoliche, pur in mezzo ad altre numerose attività benefiche e sociali, proprie della donna. L'Associazione seguì quindi le vicende, le forme, i programmi dell'Azione Cattolica, mediante un ufficio di presidenza a Roma e comitati locali in centri urbani di tutte le regioni d'Italia.

Il terremoto di Messina del dic. 1908 mise in luce l'impegno generoso dell'U. Donne Cattoliche, accorsa ad assistere la popolazione sinistrata. I lunghi anni della guerra 1914-18 videro le donne cattoliche prendere parte ai Comitati di preparazione civile, procurare l'assistenza religiosa alle truppe, organizzare corsi di infermiere, posti di ristoro, ospedali militari, uffici notizie e varie iniziative pubbliche e private di carattere assistenziale, economico, morale, caritativo e persino sindacale e professionale. Fin dall'inizio, ove sorse un comitato di donne cattoliche si cercò di far sorgere anche un'Associazione operaia femminile, con relativa cassa mutua, per togliere alle operaie lo sgomento della vecchiaia e della malattia. Si propugnò un'azione di categoria, formando operaie-apostole tra le loro stesse compagne. Si promossero unioni professionali (gli attuali sindacati) per la difesa dei diritti, non solo economici ma anche spirituali e morali delle lavoratrici.

Anche nella triste ora di Caporetto, con il suo collasso nello spirito nazionale e la dolorosa processione di profughi e di fuggiaschi, i comitati delle donne cattoliche diventarono per essi casa, famiglia, provvidenza, oasi di serenità, fonti di coraggio, centri di fede, di preghiera e di attesa per il giorno della riscossa.

UNIONE DONNE DI AZIONE CATTOLICA - La Casa dell'Annunciazione - a Roma, dove si tengono i corsi di studio per dirigenti e socie, e dove si ospitano, durante il viaggio di nozze, gli sposi appartenenti all'Azione Cattolic
UNIONE DONNE DI AZIONE CATTOLICA - La Casa dell'Annunciazione - a Roma, dove si tengono i corsi di studio per dirigenti e socie, e dove si ospitano, durante il viaggio di nozze, gli sposi appartenenti all'Azione Cattolica - Roma.(fot. Vaseri)

Il dopoguerra, con il suo strascico di miserie materiali e morali, con esigenze di assestamento economico, sociale e politico, presentò all'U. Donne Cattoliche nuovi problemi da studiare e nuove attività a cui dedicarsi. E mentre le forze rivoluzionarie del socialismo bolscevico premevano minacciose sull'Italia, l'U. Donne Cattoliche si schierò, parallelamente agli altri movimenti maschili di Azione Cattolica, in difesa dei principi cristiani in ogni campo. Da ricordare: la preparazione delle donne all'esercizio del voto (amministrativo), la ripresa e clamorosa vittoria della campagna antidivorizzata, la collaborazione alla S. Sede per l'Opera internazionale assistenza bambini abbandonati, la difesa legislativa delle mogli dei dispersi in guerra, la lotta contro l'analfabetismo, le scuole di economia domestica, lo studio dei problemi del lavoro, ecc.

Quando nell'immediato dopoguerra (1919) divenne urgente raccogliere le forze giovanili per le battaglie dell'ora e la preparazione alla vita sociale del tempo nuovo, si rese necessario organizzare distintamente la gioventù dalle donne più mature e quindi si istituirono (a base diocesana e parrocchiale) i «Circoli della gioventù femminile», a fianco dell'U. Donne Cattoliche. A questi due rami, costituenti la U. femminile cattolica, si aggiunse quello della Segreteria femminile della F.U.C.I.

Col passare degli anni si va sempre più delineando la fisionomia caratteristica dell'U. Donne Cattoliche, che mira particolarmente alla salvezza della famiglia: curando la sanità interiore delle anime (con una più approfondita conoscenza della verità religiosa), la purificazione esterna perché l'ambiente sociale non porti contagio alla famiglia (occupandosi di moralità pubblica e privata, infanzia abbandonata, delinquenza minorile, redenzioni traviate, ospedali d'ogni tipo, carceri, ecc.), e legittime rivendicazioni perché la famiglia abbia il sufficiente per la vita ed il suo normale sviluppo (attività specifiche in campo sociale).

Nel campo culturale i Congressi di studio e di lavoro, iniziati nel 1912 su temi sociali, divennero triennali dopo il 1925 con «Settimane sociali» per dirigenti e propagandiste. Si ebbe la stampa dell'organo sociale In alto in diverse edizioni per le dirigenti, le socie, i fanciulli, i bimbi; di Incontro al fanciullo per le spose e le madri (trasformato poi in Mamme d'oggi); di Apostolato della culla per le ostetriche; di Fede e Professione per le infermiere e assistenti sanitarie; di fascicoli mensili di recensioni bibliografiche come All'erta. Si istituì la «Casa Editrice Sales» (1931) per pubblicazioni specialmente dedicate alla gioventù e alla famiglia, i cui quaderni bimestrali Sales sostituirono l'antica Rivista di cultura e attività femminile. A queste pubblicazioni si associò la rivista Il Solco e poi Donna e Vita su problemi domestici, educativi, sociali. Intanto alla presidenza si erano avvicendate Emma Vallauri Lombardi (1922-23), Angelina Paternò Castello (1923-24) e Maria Rimoldi (1925-1949).

UNIONE DONNE DI AZIONE CATTOLICA - I fanciulli dell'Associazione fanciulli di Azione Cattolica - si avviano a rendere omaggio all'altare della Patria, durante le manifestazioni per il XXV (1952) - Roma.
UNIONE DONNE DI AZIONE CATTOLICA - I fanciulli dell'Associazione fanciulli di Azione Cattolica - si avviano a rendere omaggio all'altare della Patria, durante le manifestazioni per il XXV (1952) - Roma.(fot. Giardani)

FANCIULLI DI AZIONE CATTOLICA

Sul finire del 1925, per desiderio di S. S. Pio XI, sorse l'Associazione Fanciulli di Azione Cattolica e venne affidata all'U. Donne di A. C. In un primo tempo raggruppava i piccoli dai 6 ai 12 anni; successivamente vi si unirono i Bambini di Azione Cattolica dai 4 ai 6 anni e si fissò il «passaggio» agli «aspiranti» della Gioventù Italiana di Azione Cattolica a 10 anni compiuti.

Scopo della nuova Associazione era quello di integrare la formazione religiosa, morale e sociale dei piccoli ed avviarli all'apostolato preparando i futuri giovani di Azione Cattolica.

Per tale finalità educativa, i piccoli sono divisi in 3 sezioni: «Fiamme bianche» (da 4 a 6 anni), «Fiamme verdi» (da 6 a 8 anni) e «Fiamme rosse» (da 8 a 10 anni), e le delegate parrocchiali a cui sono affidati si attengono al «metodo attivo» per l'educazione dei fanciulli, svolgendo un programma denso di geniali iniziative.

Ricevendo la tessera di iscrizione, il fanciullo di Azione Cattolica fa la solenne promessa di servire Dio, la Chiesa e la Patria; s'impegna inoltre ad osservare la «Legge» ed a essere un piccolo apostolo di Gesù Cristo. La «Legge» esige che il fanciullo si mantenga sempre puro nell'anima e nel corpo, leale con tutti, coraggioso nelle prove, lieto nell'adempimento del dovere. Egli deve frequentare le lezioni di catechismo e le apposite adunanze che via via gli imprimono una formazione cristocentrica e sociale, seguendo opportunamente i vari tempi dell'anno liturgico. L'attività dell'Associazione Fanciulli non ha nulla di pesante o di forzato, ma si svolge in una atmosfera di serena gaiezza, con gare, concorsi, iniziative varie e interessanti. I vincitori delle gare eliminatorie diocesane di studio e di attività hanno diritto al «Premio Roma», ossia al viaggio e soggiorno gratuito di tre giorni a Roma, durante i quali sono ricevuti in udienza dal Santo Padre. In tali giornate possono inoltre concorrere all'ambitissimo premio di «Araldi del Papa» (uno per regione) i quali sono decorati della «Croce di Araldo» dalle mani stesse del Santo Padre.

Anche i Fanciulli di Azione Cattolica hanno un'apposita stampa organizzativa (Fiamme Tricolori, quindicinale per Fanciulli; Noi Delegate, mensile per le delegate) oltre a Corrierino, settimanale illustrato di penetrazione, e numerose collane di libri di formazione e di piacevole lettura.

In pochi anni l'Associazione Fanciulli di Azione Cattolica suscitò tale interesse da avere un numero stragrande di iscritti, che è tuttora in continuo aumento. Nel 1936 venne celebrato solennemente il decennio di fondazione e nel 1952 il XXV.

ULTERIORI SVILUPPI DELL'U. DONNE DI A.C. - L'U. Donne di Azione Cattolica, durante il ventennio del regime fascista, nonostante le ostilità più o meno palesi e le difficoltà di attuare iniziative che avessero carattere sociale, riuscì a consolidare la sua compagine organizzativa, ad approfondire lo studio dei principi di cattolicesimo sociale, ad estendere la sua influenza anche fuori d'Italia costituendo associazioni tra le donne italiane all'estero e nelle colonie. I settori di lavoro apostolico, in cui l'opera della donna è più preziosa ed efficace, si sono venuti sempre meglio delineando: attività familiare, educativa, morale, sociale, stampa, ed hanno uno sviluppo sempre più organico mentre varie iniziative sorgono a fiancheggiarli.

Ma la seconda guerra mondiale del 1940 riporta un lungo periodo di emergenza. L'U. Donne di A. C. deve adeguare le sue opere alle nuove esigenze che la impegnano a fare tutto il possibile per sostenere la resistenza morale delle donne italiane. Partecipa con tutte le sue forze all'assistenza pubblica e l'integra con iniziative private di apostolato che raggiungono persino i campi di concentramento e gli ospedali da campo. L'allora Centro Nazionale diventa una «Sazione» molto attiva dell'Ufficio Notizie della S. Sede e compie un poderoso lavoro di milioni di pratiche.

E dopo lo sfacelo della guerra, la ricostruzione trova le Donne Cattoliche serenamente pronte ed attive: prendono il proprio posto di lavoro con mirabile spirito di collaborazione e di abnegazione, scegliendo quei compiti specifici che la natura stessa della donna fa loro preferire. La reazione alle manovre di correnti ed organizzazioni femminili di ispirazione marxista o laicista si manifesta con la costituzione del C.I.F. (Centro Italiano Femminile), ma più intensa ancora è l'opera pacificatrice delle Donne Cattoliche per sedare gli odi e placare le lotte che tengono divisi i fratelli, per arginare l'immoralità e far riprendere coraggio nella disastrosa crisi economica che devastava l'Italia. Eliminato il fascismo, tutti i campi ormai sono aperti e le Donne Cattoliche sentono il dovere di essere presenti ed operanti anche in campo sindacale, civico e politico: ottimi elementi passano quindi alle nuove istituzioni che sorgono con questi specifici scopi (CIF, ACLI, Unioni Professionali, Sindacati, Fronte della Famiglia, MIM). Sempre per iniziativa dell'U. Donne di A. C. si costituiscono le Associazioni professionali delle Infermiere ed Assistenti sanitarie e Visitatrici, e delle Ostetriche.

Nelle elezioni per la Costituente e nelle successive elezioni politiche del 1948, ben 14 sue dirigenti riuscirono elette deputate al Parlamento, mentre numerose sono le Donne di Azione Cattolica che coprono cariche amministrative nei Comuni italiani.

Bibliografia7 opere
BIBL.: oltre i periodici ricordati nel testo, cf. Atti e docum. del XVII Congresso Catt. ital., Venezia 1901, p. 19 SGG.; F. Rinaldi, Cronaca, in Civ. Catt., 1909, IV, p. 32; 1910, IV, p. 713; 1911, III, p. 483; 1916, IV, p. 366; 1922, III, p. 460; 1928, III, p. 271.

Maria Sola

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), coll. 809–812.

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Sola, Maria. “Unione Donne di Azione Cattolica.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XII, coll. 809–812. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954. https://azioneromana.com/it/article/unione-donne-di-azione-cattolica.

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Sola, Maria. “Unione Donne di Azione Cattolica.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954, coll. 809–812. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/unione-donne-di-azione-cattolica.

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