UNIVERSITÀ CATTOLICHE. - A T. esistono tre università, a cui si può aggiungere l'altra che si trova a Nagoya, con una popolazione scolastica complessiva di 3000 studenti.
I. Sophia University (Jochi Daigaku), fondata a T. nel 1913 dai Padri della Compagnia di Gesù, dai quali è diretta. Comprende le seguenti Facoltà: a) Lettere con le sezioni di filosofia, letteratura, storia, pedagogia e giornalismo; alla sezione di filosofia è collegata la Facoltà ecclesiastica di filosofia, canonicamente eretta; b) Economia con le sezioni di economia nazionale e di commercio. Già riconosciuta dal governo giapponese nel 1951, ottenne anche il riconoscimento del corso superiore (Graduate course). È frequentata attualmente (1953) da 1220 studenti, di cui 305 cattolici, e ne è direttore il p. Oizumi S. I.
Da questa Università sono edite le seguenti pubblicazioni: a) Monumenta Nipponica, in fascicoli semestrali, contenenti studi in lingue straniere, riguardanti specialmente le antichità cristiane giapponesi e il rispettivo periodo storico, nonché i contatti culturali e scientifici tra Oriente e Occidente. La pubblicazione è diretta dal p. Wilhelm Schiffer S. I. Quando uscì per la prima volta
nel 1937, subito vi si sottoscrissero ben 400 istituti governativi. b) Sophia Kirishistan Bunko (dal 1940), che è un catalogo bibliografico delle opere concernenti le antichità cristiane e il loro periodo storico. Si pubblica una volta l'anno sotto la direzione del p. Laurens S. I. c) Sophia, rivista trimestrale, iniziata nel marzo 1952. Redatta in giapponese, con riassunti in inglese, è organo dell'Università. Tratta questioni scientifiche e culturali, interessanti l'Oriente e l'Occidente. d) Seiki, periodico mensile. È collegato con i Padri dell'Università. Di carattere divulgativo, è destinato agli intellettuali. Nel giro di pochi anni, cioè nel dopoguerra, dall'Università sono usciti ben 200 tra libri e articoli, in massima parte di indole scientifica. Per contribuire ad una soda formazione religiosa e morale degli studenti funziona un pensionato annesso allo «Studium». Vi sono accolti 160 studenti. L'Università è anche sede di due importanti nuclei di studiosi: la Federazione dei medici cattolici e la Società degli scienziati cattolici.
II. Seishin Daigaku, fondata dalle religiose del S. Cuore a T. Già affiliata all'Università cattolica di Washington, nel 1950 venne riconosciuta ufficialmente dal governo e autorizzata a rilasciare diplomi in letteratura inglese e giapponese e di licenza in storia. Fino a quell'anno nessuna università femminile in Giappone era stata autorizzata ad impartire un insegnamento superiore al baccellierato. L'Università pubblica un annuario.
III. Seisen Jochi Daigaku, fondata dalle Ancelle del S. Cuore come scuola superiore di lingue nel 1949 e riconosciuta dal governo come università nel 1950. Vi si conferiscono diplomi di letteratura inglese e giapponese. Le studentesse sono oltre 100.
IV. La Nanzan University, si trova a Nagoya e fu fondata dai Padri della Società del Verbo Divino. Aperta dapprima come scuola superiore di lingue estere, venne poi ampliata e riconosciuta dal governo giapponese come istituto universitario nel 1949. La Facoltà di lettere comprende le seguenti sezioni: lettere, lingue e letterature dell'Estremo Oriente (giapponese e cinese), filosofia e pedagogia, Scienze giuridico-sociali. Vi è annesso un Istituto antropologico, che è collegato con l'Istituto «Anthropos» di Friburgo in Svizzera diretto dal notissimo p. Guglielmo Schmidt, accademico pontificio soprannumerario. Organo dell'Istituto è il periodico scientifico Gakkai zasshi (Man and Culture). L'Università conta 160 professori e 1034 studenti; ad essa sono collegate quattro scuole medie, maschili e femminili, con oltre 2000 tra studenti e studentesse, e 120 professori.
Esistono, inoltre, due «Colleges» universitari: parecchie scuole superiori, tra cui una di lingua giapponese per i missionari diretta dai Frati Minori a T., fondata per impulso del p. Schnusenberg, delegato generale O. F. M. per l'Estremo Oriente, e inaugurata il 10 sett. 1951. - Vedi tav. XXII.