URBANO IV, PAPA

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URBANO IV, PAPA - U. IV mostra agli Orvietani il Corporale. Riquadro sesto degli affreschi, di Ugolino di Ilario (1357 ca.). Gli affreschi sono stati malamente restaurati nel sec. XIX - Orvieto, Duomo, cappella del Corporale.

la raccolta delle sue lettere è testimonianza della molteplicità dei suoi interventi negli affari ecclesiastici, e le Decretali contengono un numero considerevole di decisioni emanate da lui. Il suo potere sulla cristianità si manifestò anche per mezzo dell'azione dei legati permanenti.

BIBL.: I. M. Watterich, Pontif. Roman... ab exeunte saec. IX usque ad finem saec. XIII vitae ab aequilibus conscriptae, II. Lipsius 1862, pp. 663-83; PL, 202; Lib. Pont., II. p. 451; Jaffé-Wattenbach, II. pp. 492-528; E. Jordan, L'Allemagne et l'Italie au XIXe et XIIIe siècles, in G. Glotz, Histoire du moyen âge, I. Paris 1939, pp. 136-49; Ch. Diehl - L. Oeconomos - R. Guilland - R. Gousset, L'Europe orientale de 1081 à 1453, ibid., IX, 1, 1945.

URBANO IV, PAPA - Di famiglia, Giacomo Pantaleón, n. a Troyes ca. il 1200, m. a Perugia il 2 ott. 1264.

Nel 1240 era arcidiacono a Liegi; nel 1247-49 legato in Slesia, Polonia e Prussia; nel 1249 arcidiacono a Laon; nel 1253 vescovo di Verdun, nel 1255 patriarca di Gerusalemme. Morto Alessandro IV (1261), i cardinali riuniti in conclave a Viterbo, per mancanza di reciproca intesa, dispersero talmente i loro voti, che resero impossibile eleggere uno dei loro numero, e portarono la loro scelta sul patriarca di Gerusalemme (29 ag. 1261), il quale fu consacrato il 4 sett. L'elettore, non potendo risiedere a Roma, troppo agitata dalle turbolenze, soggiornò prima a Viterbo, poi ad Orvieto e finì i suoi giorni a Perugia.

U. ebbe il merito di liquidare la spinosa questione del Regno di Sicilia. Messa da parte la candidatura di Corradino, figlio di Corrado, e quella di Manfredi, figlio naturale dell'imperatore Federico II, pensò di offrire a un principe francese il trono. Difficile fu ottenere l'accettazione del re Luigi IX, e lunghi furono i negoziati, che però finirono in un accordo definitivo (15 ag. 1264), secondo cui Carlo di Angiò avrebbe conquistato il Regno nello spazio di un anno. Erano state prese tutte le precauzioni perché il vassallo della Chiesa non brigasse per avere l'impero, né pensasse ad un'egemonia in Italia. U. intervenne anche nelle contese di cui era teatro l'Inghilterra, e prese risolutamente partito per il re Enrico III contro i baroni, che gli volevano imporre condizioni restrittive della sua autorità, conosciute sotto il nome di provvedimenti di Oxford. U. le respinse e diede il suo pieno appoggio alla sentenza arbitrale pronunziata ad Amiens da S. Luigi (24 genn. 1264). Il suo legato, Guido Fulcoli (il futuro Clemente IV), fu inviato in Inghilterra per metter fine al disaccordo del Re con i suoi sudditi; ma dovette subire un affronto mortale, perché gli fu proibito il passaggio dello stretto di Calais.

La politica pontificia seguita in Oriente intralciò in modo particolare la causa dell'unione delle Chiese greca e latina, perché qualsiasi accordo diventava impossibile dal momento che il Papa lavorava alla restaurazione dell'Impero latino. In materia religiosa U. si segnalò con l'istituzione della festa del Corpus Domini ([v.] 11 ag. 1264).

BIBL.: fonti: Potthast, II, pp. 1474-1542; L. Dorez-J. Guiraud, Les registres d'Urbain IV, 4 voll., Parigi 1901-29. Studi: W. Norden, Das Papsttum und Byzanz, Berlin 1903; E. Jordan, Les origines de la domination angevine en Italie, Parigi 1909 (opera capitale); C. Petit-Dutailis-P. Guinard, L'essor des Etats d'Occident (France, Angleterre, pènnusle Bèriveau), in Hist. du moyen-âge (col. Z. G. Glotz), IV, II, Parigi 1937; E. Jordan, L'Allemagne et l'Italie au XIXe et XIIIe siècles, ibid., IV, I, 1939; Ch. Diehl - L. Oeconomos - R. Guilland - R. Gousset, L'Europe orientale de 1081 à 1453, ibid., IX, 1, 1945; G. Mollat, Clément IV, in DHG, IX (1952), coll. 1109-15.