VALLO DI LUCANIA, DIOCESI DI

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VALLO DI LUCANIA, DIOCESI di. - Città e diocesi in provincia di Salerno. Ha una superficie di 3000 kmq. con una popolazione di 152.000 ab. tutti cattolici, distribuiti in 107 parrocchie, servite da 90 sacerdoti diocesani e 25 regolari; ha un seminario minore, 8 comunità religiose maschili e 38 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 418).

Nel territorio della Lucania fu in origine l'antica diocesi di Pesto di cui fu protettore il martire Vito che nel Martirologio geronimiano è ricordato al 15 giugno in Lucania (p. 321; BHL, 8711). Nel 592 s. Gregorio Magno ordinò a Felice vescovo di Agropoli di visitare le diocesi di Velia, Buxentum (Capo della Foresta) e Blanda Iulia, rimaste senza vescovi. Della prima e della terza non si conoscono i nomi dei presuli anteriori, di Buxentum è noto un Rusticus al principio del sec. VI; di Blanda Iulia è poi noto il vescovo Romano che fu presente al Sinodo romano del 5 luglio 595. L. Duchesne e F. Lanzoni ritennero che Felice fosse il vescovo di Pesto ritirati ad Acropoli a causa dell'invasione longobarda; un vescovo di Pesto è presente a Roma nel Concilio del 649. Pesto venne poi distrutta nel 930 dai Saraceni; allora la diocesi si trasferì a Capaccio, ma fino al sec. XII i vescovi ne mantenero il titolo; nel 1159 col vescovo Leonardo si comincia a trovare il titolo di Capaccio (Caputaquen.); in seguito furono unite a Capaccio le sedi di Blanda Iulia e di Acropoli. Nel 1568 la sede vescovile però si trasferì a Diano; nel 1851 il papa Pio IX con la bolla Cum propter iustitiae dilectionem del 16 luglio creò la diocesi di V. quale suffraganea di Salerno e il 12 ott. successivo la locale chiesa di S. Pantaleone venne elevata a cattedrale. Il 24 nov. 1945 il titolo della diocesi veniva mutato in V. di L. Oltre i già citati si ricordano tra i vescovi: Arnolfo che nel 1179 intervenne al Concilio Lateranense; il monaco Pietro Matta de Haro (1611); il card. Francesco Brancacci (1627); Tommaso Caraffa (1639); Giovanni della Pace (1684). Sul Monte Sacro (m. 1705), dominante tutta la regione del Cilento, si erge il santuario veneratissimo della Madonna di Novi Velia e del S. Monte di Novi. Nella diocesi furono i due monastri basiliani di S. Maria di Centola e di S. Niccolò di Controne.

Bibl.: Ughelli, VII, pp. 464-85; Cappelletti, XX, pp. 338-65; Eubel, I, p. 171; II, p. 132; III, p. 167; IV, p. 134; V, p. 142; L. Duchesne, Les évêches d'Ital. et l'invasion lombarde, Roma 1906, p. 22; P. Fr. Kehr, Italia Pontificia, VIII, Berlino 1935, pp. 367-70.