VERMIGLI, PIETRO MARTIRE

VERMIGLI, PIETRO MARTIRE. - Canonico regolare, apostata. N. a Firenze l'8 sett. 1500, m. a Zurigo il 12 nov. 1562.
VERMIGLI, PIETRO MARTIRE. - Canonico regolare, apostata. N. a Firenze l'8 sett. 1500, m. a Zurigo il 12 nov. 1562.

Entrò fra i canonici regolari a Fiesole a 16 anni, a 19 era allo studio a Padova, a 26 predicatore e maestro. Fu per tre anni abate a Spoleto, nel 1528 priore a S. Pietro ad Aram (Napoli). Qui entrò a contatto con il circolo che si radunava intorno a Juan Valdes e conobbe frate Bernardino Ochino. Visitatore dell'Ordine nel 1541, era nel giugno priore a S. Frediano di Lucca, dove si propose di creare un centro di studi in armonia con le nuove dottrine che stavano ormai diffondendosi; chiamò perciò ad insegnare Celso Martinengo da Brescia, Paolo Lazise da Verona, Emanuele Tremellio per l'ebraico, oltre a Celio Secondo Curione che già vi si trovava, profittando della condiscendenza delle autorità cittadine, e pubblicò anche un opuscolo anonimo in senso eretico. Chiamato a Genova d'aiuto superiori, s'incontrò a Firenze con l'Ochino e poi a Strasburgo accolto dal Butzer, insegnò ebraico e s'ammogliò (1546). Chiamato ad Oxford dal Cramer l'anno dopo collaborò all'iniziativa riforma della Chiesa inglese e del diritto ecclesiastico. Costretto a lasciare l'Inghilterra all'avvento della regina Maria, tornò ad insegnare a Strasburgo e poi a Zurigo e partecipò al colloquio di Poissy (1561). Fu il teorizzatore più sistematico e conseguente delle dottrine zwingliane-calviniste che spinse all'estremo specialmente quanto all'Eucarestia ed alla predestinazione. Lasciò commenti biblici ed altre opere teologiche e fu tra i più risoluti avversari degli antitrinitari italiani che tentavano acquistare favore negli ambienti riformati.

BIBL.: K. Benrath, s. V. in Realencycl. für protest. Theol. u. Kirche, XX, p. 550 seg.; Pastor, V, 667-71; Fr. C. Church, I. Reformatori ital., trad. it., I, Firenze 1935, p. 112 seg.; e passim; D. Cantimori, Eretici ital. del '500, Firenze 1939, passim. Pio Paschini