VEXILLA REGIS PRODEUNT

«VEXILLA REGIS PRODEUNT ». - Inno dei Vespri nel tempo della Passione, composto a Poitiers ca. il 569 da Venanzio Fortunato in occasione dell'arrivo di una reliquia della S. Croce, donata a S. Radegonda da Giustiniano II, imperatore d'Oriente.

È l'apoteosi della Croce e di quello che in essa è stato compiuto da Gesù per la redenzione del mondo.

BIBL.: G. G. Belli, Gli inni del Breviario tradotti, Roma 1856, p. 154; S. G. Pimont, Les hymnes du Bréu, rom., III, Parigi 1884, pp. 30-46; A. Mirra, Gli inni del Breviario romano, Napoli 1947, pp. 114-16.

Silverio Mattei

VÉZELAY, SANTUARIO di - Interno della chiesa abbaziale di V. sec. XI e restaurata da Viollet-le-Duc nel 1840.

le offerte; ma nel 1103 il papa Pasquale II tolse l'interdetto. I pellegrinaggi aumentarono sempre più e V. divenne il centro di raccolta, nel nord-est della Francia, per i pellegrinaggi a S. Giacomo di Compostella.

L'abate Artaudo nel 1096 iniziò la costruzione di una nuova basilica sul luogo di quella carolingia; nel 1104 celebrò la dedica del nuovo edificio, ma, in una sommossa contro le imposte, fu ucciso nel 1106. Il nuovo abate fu Renaudo de Semour, nipote di S. Ugo abate di Cluny. Il 21 luglio 1120 un violento incendio distrusse la chiesa e vi perirono oltre mille persone. L'abate iniziò subito la ricostruzione. Nel 1131 Innocenzo II nominò il nuovo abate Albrico e nel 1132 assiste alla consacrazione della nuova abbazia, che fiorì rapidamente sotto Ponzio di Montboissier (1138-61). Nella Pasqua del 1146 s. Bernardo venne nell'illustre monastero a predicare la seconda Crociata (PL 182, 306-307). Poi l'abate dovette lottare contro Guglielmo III conte di Nevers, e il suo successore contro Guglielmo IV, tanto che nel 1165 i monaci si rifugiarono per qualche tempo a St-Germain des-Prés a Parigi. Alessandro III nel 1162 concesse nuovi privilegi. Nel 1165 un incendio danneggiò la Basilica e l'abate Gerardo di Arcy (1171-98) ne iniziò la ricostruzione in stile gotico. Ugo suo successore fu deposto da Innocenzo III nel 1207.

Nel monastero si rifugiò nel 1166 Tommaso Becket arciv. di Canterbury. Fu visitato più volte da Luigi VII, nel 1190 da Filippo Augusto, dal re Riccardo Cuor di leone e più volte dal re S. Luigi il quale assiste alla traslazione del 1267 alla quale fu presente il cardinale legato Simone de Brion, poi Martino IV.
In seguito alle polemiche, circa le reliquie, con S. Massimino di Provenza, l'abbazia di V. decadde e Paolo III nel 1537 sostituì i monaci con 15 canonici. Gli ugonotti occuparono V. nel 1569. Essi rubarono le suppellettili liturgiche e istallarono scuderie nella chiesa. Fra gli abati commendatari si ricordano O. de Châtillon card. di Lorena e il card. di Tencin. La Rivoluzione nel 1790 soppresse i monaci e la chiesa divenne la parrocchia di V.
43. - ENCICLOPEDIA CATTOLICA. - XII.

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(feb. Bullez)
VÉzelay, sANTUARIO di - Interno della chiesa abbaziale di V. sec. xi e restaurata da Viollet-le-Duc nel 1840.