VIBALDO (Wibaldus, GUIBALDO) di STAVELOT. - Abate benedettino di Stavelot, di Malmedy e di Corvey, n. presso Stavelot (Stablo) in Belgio nel 1097 o 1098 e m. in Paflagonia, a Bitolia, il 18 luglio 1158.
Dopo aver studiato nelle scuole monastiche di Stavelot e di Liegi, entrò nell'Ordine di S. Benedetto nel 1117 a Waulsort, presso Namur, donde l'anno seguente passò al monastero di Stavelot. Il 16 nov. 1130 fu eletto abate di Stavelot e di Malmedy; nel 1146 ebbe anche il potere abbaziale di Corvey, confermatogli l'anno dopo da Eugenio III, estendendo la sua giurisdizione anche sui conventi femminili di Fischbeck e Kemnade, annessi a Corvey dall'imperatore Corrado III. Fu tra i consiglieri più influenti di Lotario II e di Corrado III, compì varie missioni presso la S. Sede, fu il tutore del figlio di Corrado, Enrico, durante la spedizione dell'Imperatore in Palestina (1147-49), portò al suo massimo splendore il monastero di Stavelot e ristabilì a Corvey la disciplina monastica. Nel 1137, avendo accompagnato in Italia Lotario II, fu eletto, il 19 sett., abate di Montecassino, alla presenza dell'Imperatore e di S. Bernardo; ma il 2 nov. dell'anno stesso rinunzò alla carica, per scongiurare la minaccia di Ruggero di Sicilia che, ostile a V. come creatura dell'Imperatore, voleva distruggere l'abbazia.
Benvisto anche da Federico Barbarossa, riuscì, finché visse, a impedire la rottura tra questi e il Papa. Il Barbarossa lo inviò due volte in missione a Costantinopoli, nel 1154 e nel 1157; durante il viaggio di ritorno da quest'ultima ambasceria morì improvvisamente, destando il sospetto che fosse stato avvelenato. Di V. rimangono più di 400 epistole, a partire dal 1146, fronte importantissima per la storia dell'Impero di Corrado III e i primi anni di quello del Barbarossa, e preziose anche per le notizie sulla tradizione di autori classici durante il medioevo.