VITTORE II, PAPA. - Già vescovo di Eichstätt, fu eletto nel 1055 dopo un anno dalla morte di Leone IX (apr. 1054), durante il quale si protrassero le trattative fra l'imperatore Enrico III ed i rappresentanti del clero e del popolo romano.
L'intronizzazione ebbe luogo a S. Pietro il 13 apr. V. ebbe cura di proclamare subito, nel Concilio tenuto a Firenze nel giugno seguente, la sua ferma intenzione di lavorare alla riforma dei costumi del clero, combattendo la simonia e il concubinato. Le sue prescrizioni non restarono senza effetto: molti vescovi, infatti, furono depositi nel Sinodo di Lione dal card. Ildebrando.
Il Papa servì costantemente gli interessi del suo sovrano; minacciò di scomunica Ferdinando, re di Castiglia e di León, che si rifiutava di pagare il dovuto tributo all'Impero; riconciliò con l'Imperatore Goffredo, duca di Lorena, e accettò per se stesso il titolo di vicario, nelle cose temporali, per l'Italia centrale. Nel sett. 1056, V. partì per la Germania, si incontrò con Enrico III, ne raccolse l'ultimo respiro (5 ott.) e accettò di vegliare sul figlio di appena 6 anni. Mantenendo la promessa esercitò un forte influsso sulla nobiltà e sui vescovi per far affidare

(da C. Scherer, Die Codices Bonificiani in der Landesbibliotärze zu Fulda, Fulda 1905, tav. 1)