VLADIMIRO il GRANDE, santo. - Figlio del principe normanno-russo Snjatoslaw e di Malfreda, una donna al seguito della moglie, in opposizione al fratello Jaropolk fu educato da pagano, come era anche suo padre; m. nel 1015.
Dopo la morte di questi (972), avvenuta in Bulgaria durante una guerra, V. fu costretto a fuggire da Novgorod, dove si trovava presso lo zio Dobrynia, in Sardinavia. Ritornato nel suo paese natio, vinse suo fratello Jaropolk e si istallò a Kiev. Per molto tempo visse da pagano: aveva diverse mogli, tra le quali qualcuno cristiana e venerava i suoi dèi anche con sacrifici umani. Guerreggiando contro i Boemi ed i Bizantini divenne molto famoso. Perciò gli imperatori bizantini Basilii I ed Costantino VIII domandarono il suo aiuto quando si trovarono a fronteggiare un'insurrezione che alcuni generali avevano sollevato contro di loro. V. domandò come ricompensa la mano della loro sorella Anna. Non vedendo nessuna via di scampo i due imperatori acconsentirono a condizione che si facesse cristiano. Dopo alcuni tutele di pietà e di pietà, dopo il suo gesto energico di V. contro la città di Cherson il matrimonio fu celebrato, e V. BASILICA. Ritornato a Kiev, il novello cristiano fece battezzare tutta la popolazione del suo Regno e per la liturgia fu adottato il rito bizantino in lingua slava. Della nuova Chiesa si conosce appena il nome di uno e due vescovi. Probabilmente V. volle tenersi libero da un soggiogamento, anche soltanto ecclesiastico, dalle autorità bizantine. Si tenne anche libero dall'influsso politico-religioso dell'Impero germanico di Ottone. Con i papi ebbe le normali relazioni che in quel tempo erano usuali per un principe della sua condizione; scambiava legazioni con loro e riconosceva quelli che i suoi cognati bizantini riconoscevano. Costruì a Kiev una chiesa in onore della Madonna della quale lasciò il culto in certe città al suo popolo.
V. fu certo una delle più importanti figure nella storia delle terre che oggi formano la Repubblica Ucraina. Appartiene ad essa per ragioni geografiche, e per ragioni dinastiche come capostipite della famiglia che per secoli regnò colà. Ma soprattutto appartiene a tutte le terre dove abitano slavi orientali come il principe che vi portò il cristianesimo in unione con la sede romana.