VOGELSANG, KARL, BARONE DI

VOGELSANG, Karl, barone di. - Sociologo cattolico, n. 11 s. sett. 1818 a Liegnitz (Slesia), m. a Vienna l'8 nov. 1890.

Studiò diritto e scienze politiche a Bonn, Rostock e Berlino, poi entrò al servizio dello Stato prussiano. Insoddisfatto del comportamento cedevole di Federico Guglielmo IV nei confronti della Rivoluzione del 1848, abbandonò il servizio di Stato e si dedicò all'amministrazione dei suoi beni nel Mecklenburg. Si occupò molto delle questioni religioso-sociali del tempo e fin d'allora divenne propagatore del corporativismo sulla base delle riforme sociali. Nel 1850, sotto l'influsso di Emanuele, barone von Ketteler, il futuro vescovo di Magonza, si convertì, entrando ad Innsbruck nella Chiesa cattolica. Divenutagli perciò impossibile la convivenza coi suoi parenti e conterranei protestanti nel Mecklenburg, dopo anni di peregrinazioni e privazioni, nel 1864 si portò in Austria, dove trovò una seconda patria. A Vienna assunse nel 1875 la redazione del giornale cattolico conservatore Vaterland. Nel 1879 fondò la Österreichische Monatsschrift für Gesellschaftswissenschaft und Volkswirtschaft. Con M. Schindler, Carlo Lueger e il principe Luigi von Lichtenstein introdusse il Christlich-soziale Bewegung. V. è considerato padre e ispiratore di questo movimento in Austria. Fu uno dei più geniali teoretici del socialismo cristiano e dell'ordinamento organico della società. Era un uomo che guardava alla vita con mente integralmente cattolica e considerava la Chiesa come principio vitale del consorzio umano, ponendo tale pensiero a base delle sue idee sociali. Nemico acerrimo dell'economia capitalista, insieme col suo contemporaneo Carlo Marx, fu uno dei più notevoli critici del sistema capitalistico. Quale avversario dell'assolutismo di Stato e del centralismo burocratico, propugnò una società armonicamente divisa in classi. Con la parola e con gli scritti V. contribuì molto alla chiarificazione della dottrina sociale cristiana, e grande fu il suo influsso sui movimenti cattolici sociali nell'Europa centrale e orientale. Un anno dopo la sua morte apparve l'encic. Rerum novarum, i cui insegnamenti concordavano largamente con le richieste del V. Il suo programma sociale egli non lo espose mai in un'opera sistematica, ma lo sviluppò nella stampa quotidiana, seguendo il corso degli avvenimenti.

BIBL.: E. Scheffelt, s. V. in Staatslexikon, V. coll. 868-875; Joh. Allmayer-Bech, V., Vom Feudalismus zur Volksbewegung, Vienna 1951 (contiene l'intera bibli. relativa al V.). Giovanni Baur