WALA, SANTO

WALA, santo. - Benedettino, oriundo dalla famiglia reale dei Carolingi, n. ca. il 755; m. a Bobbio il 31 ag. 836.

Educato nella scuola palatina, esercitò tra l'altro l'ufficio di consigliere presso Ludovico il Pio; ma presto se ne allontanò, entrando nel monastero di Corbie, dove ebbe vari uffici. Collaborò nell'81° alle fondazioni di Corvey ed Herdford; accompagnò Lotario nel viaggio a Roma nell'82-25. Successe al fratello nell'86 come abate di Corbie, dove si sforzò di restaurare la disciplina monastica molto decaduta. Si dimostrò valido difensore della santità del matrimonio nella questione dell'imperatrice Giuditta con il margravi Bernardo di Septimania, e per questo motivo fu cacciato in esilio (830-33). Gregorio IV lo mandò in Alsazia per risolvere le discorde della famiglia imperiale. Morì nell'abbazia di Bobbio, dove era stato nominato abate.

BIBL.: ne scrisse la vita Pascasio Radberto: Vita Walae in forma di dialogo (BHL, 8761; PL 120, 1557-1650; MGH Scriptores, II, 533-69); J. Mabilion, Acta SS. Ord. s. Bened., 2° ed., IV, 1, Venezia 1936, pp. 455-522; G. Rodenberg, Die 'Vita Walae' als historische Quelle, Gottinga 1877; A. Zimmermann, Kalend. Benedict., III, Metten 1937, pp. 4-8.

Anscario Mundò Marcel