WILBERFORCE, HENRY WILLIAM. - Scrittore, n. a Clapham (Inghilterra) il 22 sett. 1807, m. a Stroud il 23 apr. 1873.
Terzogenito di Guglielmo W., noto statista britannico che consacrò tutta la sua attività politica all'abolizione della schiavità, egli compì i suoi studi nell'Oriente. Collegio di Oxford, avendo in animo di esercitare l'avvocatura. Ma il futuro card. Newman, che fu suo maestro, avendone ammirato la profonda pietà, lo indusse ad abbracciare invece lo stato ecclesiastico, e il W. fu ordinato sacerdote anglicano nel 1834, al pari dei due suoi fratelli, Samuele, che sarebbe divenuto vescovo della High
Church, e Roberto, destinato invece a convertirsi - come Enrico - al cattolicesimo. Dopo avere percorso una rapida e brillante carriera, grazie al personale appoggio del principe consorte della regina Vittoria, il W. abiurò infatti nel 1850 lo scisma e abbracciò la fede cattolica. Suo desiderio sarebbe stato quello di divenire sacerdote, ma poiché era coniugato con nove figli dovette rimanere allo stato laicale: il che non gli impedì comunque di svolgere una mirabile attività nel campo dell'apostolato, soprattutto attraverso la stampa. Non solo egli fondò e diresse per un decennio il Catholic Standard, intitolato successivamente Weekly Register; non solo collaborò intensamente a numerosi altri periodici ed esplicò a lungo le mansioni di segretario della Catholic Defence Association, ma pubblicò anche libri di battaglia che suscitarono memorabili polemiche e contribuirono a diffondere la conoscenza della verità cattolica. Egli che, ancora pastore anglicano, aveva rivolto un caldo appello agli ecclesiastici inglesi perché intensificassero i loro sforzi per ricondurre lo spirito cristiano nel paese (The parochial system: an appeal to English Churchmen, Londra 1838), spiegò i motivi della sua conversione nel famoso scritto Reasons for submitting to the catholic Church (ivi 1851), che ebbe ben sei edizioni in soli cinque anni. Nel 1852 scrisse una commossa apologia del cattolicesimo perseguitato dell'Irlanda, Proselytism in Ireland; per gli Essays on Religion and Literature del Manning dettò il fondamentale saggio storico Some events preparatory to the English Reformation (1867) e finalmente compose quello splendido volume The Church and the Empires, dato alle stampe nel 1874, poco dopo la sua morte.
ROBERT ISAAC, teologo, suo fratello, n. il 19 dic. 1802 a Clapham, m. il 3 febbr. 1857 ad Albano.
Studiò all'Oriel College di Oxford. Suddiacono, fu uno dei tre tutori del College (gli altri due erano Newman e Froude), ma si trovò in conflitto con il nuovo prevosto E. Hawkins che non tollerava l'eccessiva libertà da lui dispiegata nell'elaborazione del piano di studi. Esercitò quindi il ministero sacerdotale nel Kent e nello Yorkshire e nel 1840 divenne arcidiacono di East Riding. La sua amicizia con Manning ed il fitto scambio di corrispondenza con lui, lo allontanò sempre più dalla Chiesa anglicana; si convertì al cattolicesimo nel 1854. L'anno successivo a Roma entrò nell'Accademia Ecclesiastica. Tra i suoi scritti si ricordano The doctrine of Holy Baptism (1849), sulla dottrina trattataria del Battesimo; A sketch of the history of Erastianism (1851), contro la teoria della supremazia del re nella Chiesa anglicana; An inquiry into the principles of Church Authority (1854), sul primato del Sommo Pontefice.