WILMERS, WILHELM. - Gesuita, teologo, n. a Boke (Vestfalia) il 30 giugno 1817, m. a Roermond (Olanda) il 9 maggio 1889.
Entrato nell'Ordine nel 1834, fu professore di filosofia e di teologia ai suoi confratelli a Issenheim, Lovanio, Colonia, Bonn, Aquisgrana, Maria Lasch; nel 1860 prese parte al Concilio provinciale di Colonia, chiamatovi come suo collaboratore dal card. Geissel; nel 1869-70 al Concilio Vaticano, come teologo del vicario apostolico di Bombay. Ivi, in risposta agli opuscoli di Rauscher, Hefele e Mayer, e alla « quaestio » di Ketteler, pubblicò: Animadversiones in 4 contra Romani Pontificis infallibilitatem editos libellos (Roma 1870). Tornato alla cattedra, insegnò teologia nella Facoltà teologica di Poitiers (1875-80) e a St-Hélier (1880-82); indi attese unicamente alle sue opere.
Di queste la principale rimane Lehrbuch der Religion (4 voll., Münster 1851-57; 7ª ed., ivi 1909-12 a cura del p. J. Honteim; 8ª ed., ivi 1922-28, a cura del p. A. Daneffe) molto diffusa e ricercata, completata poi da una Geschichte der Religion (2 voll., ivi 1858; 7ª ed., ivi 1924 a cura del p. O. Pföll). Anche il compendio: Kurzgefasstes Handbuch der Religion (ivi 1871, vers. it., Roma 1901) fu molto diffuso e tradotto in varie lingue come testo di scuola. Infine attese a compii re i suoi trattati teologici latini: De religione revelata (Ratisbona 1897); De Ecclesia Christi (ivi 1897); De Fide (ivi 1902, postuma a cura del p. A. Lehmkuhl). Passato dal cartesianesimo, appreso ancor secolare, alla scolastica, dopo studi solidi e diuturni, il W. è da annoverarsi col p. J. Klutgen un pioniere della neoscolastica, dalla esposizione chiara, solida e ordinata, anche se generalmente concisa.