YEASTS, WILLIAM BUTLER

YEASTS, WILLIAM BUTLER. - Poeta irlandese, n. a Dublino il 13 marzo 1865, m. a Roquebrune Cap Martin il 29 gen. 1939.
YEASTS, WILLIAM BUTLER. - Poeta irlandese, n. a Dublino il 13 marzo 1865, m. a Roquebrune Cap Martin il 29 gen. 1939.

Il padre, irlandese protestante, era un pittore e anche il giovane Y. studiò pittura per tre anni, ma l'abbandonò ben presto per la letteratura e, sebbene trascorresse gli anni formativi della sua vita a Londra, aderendo al movimento estetico, attinse però largamente già nei suoi primi libri di poesia dal folklore della nativa Irlanda. Le sue esperienze di vita e di cultura furono assai complesse. Capeggiò il movimento della « Rinascita letteraria irlandese » e, sebbene non prendesse parte attiva nella politica; abbracciò la causa del nazionalismo irlandese. Accanto a Lady Gregory fondò la « Società del Teatro nazionale irlandese », per quanto i drammi che egli compone non spicchino per qualità propriamente drammatiche, anzi, accanto agli influssi del teatro simbolistico di Maeterlinck, manifestano il fondamentale lirismo della sua ispirazione. Altri influssi egli derivò da Blake, dell'opera del

YANGCHOW, PREFETTURA APOSTOLICA di - II p. Francesco A. Roubeau, S. J., del Bellarmine collegio di Baguio City, nelle Filippine, addita al calco della pietra tombale su cui è graffita in alto l'immagine della Madonna. Ecco il testo dell'iscrizione: "In nomine D(omin)i Amen. Hic jacet / Katerina filia qu(od)nam domini / D(omin)icj de Villonis que obiit in anno Domini mileximo CCC / XXXIII de mense Junii".

quale egli curò un'edizione (1803), dal Mallarmé e in generale dai simbolisti francesi, direttamente e indirettamente attraverso il loro interprete, Arthur Symons. Né va dimenticato l'apporto di Shelley, di Keats, di Spencer e di Morris, specialmente nei suoi versi giovanili. Più complesse le esperienze esoteriche di anni più maturi e della vecchiaia: astrologia, filosofia, spiritismo, scritti ermetici, filosofie orientali, che il poeta in parte riferì negli scritti autobiografici, ove ricorre spesso un'oscura simbologia e s'allude a un perenne conflitto fra l'essere e il divenire. Le poesie della vecchiaia contengono versi di rara bellezza, sebbene abbondino in esse spunti sensuali e quasi brutali. Contemporaneamente la sua opera assumeva un tono sempre più pessimistico e apocalittico. In una sua poesia: The Second Coming, esasperata e quasi blasfema, sembra di leggere un fosco presagio del secondo conflitto mondiale. Y. vinse il premio Nobel per la poesia nel 1923.

BIBL.: L. Mac Neice, The poetry of W. B. Y., Londra 1941; J. Hone, W. B. Y., 1934; cfr. inoltre: C. Pellizzi, Il teatro inglese, Milano 1934, pp. 234-42, e le trad. II. di C. Linati, ivi 1945.