ZABULON (ebr. Zêbûlân). - Giacobbe (v.), da cui si denominò la tribù di cui fu il capostipite. Di Z. come persona si parla pochissimo; era il sesto figlio di Lia (Gen. 30,20; 35,23), e fu padre di Sared, Elon e Iahelel (ibid. 46, 15).
Anche la tribù di Z. ebbe una parte esigua nella storia di Israele. All'uscita dall'Egitto si segnalano 57.000 e 60.500 (Num. 1, 13; 26, 27) uomini atti alle armi discendenti di Z., da intendersi in relazione agli altri numeri dei due singolari censimenti. Nella benedizione di Giacobbe (Gen. 49, 13) si menzionò solo la zona della tribù a nord della Palestina lungo il litorale sino a Sidone. Lo stesso concetto con qualche aggiunta è il tema della benedizione di Mosè (Deut. 33, 18 sg.). Nella divisione della Terra Promessa con termini geografici non sempre identificabili si assegna a Z. la bassa Galilea con la parte settentrionale della pianura di Esdrelon, ma la parte costiera è lasciata alla tribù di Aser (Ios. 10, 10-16 e 24-31).
In Iud. 1, 20 si rileva che, al pari di altre tribù, Z. iniziò una convivenza con i Cananei, che non era riuscito ad eliminare dal suo territorio. Partecipò attivamente con la tribù di Nephthali, all'azione di Barac contro Sisara sotto la guida della profetessa Debora (ibid. 4, 6 sg.), che ne esaltò l'eroismo (ibid. 5, 18). Il fatto spiega l'encomio per i suoi capi, che si legge in Ps. 67, 28. La tribù di Z. venne convocata anche da Gedeone per la lotta contro i Madianiti; ma non sembra che rispondesse con slancio (Iud. 6, 35). Alla tribù di Z. apparteneva il giudice minor Ahiakon, che per dieci anni esercitò il suo ufficio (ibid. 12, 11 sg.).
La tribù di Z. faceva parte del Regno d'Israele dopo la divisione, ma viene ricordata solo occasionalmente. In I Par. 27, 17 è nominato Iesmaias, figlio di Abdia, quale capotribù durante il regno di David.
per la cui esaltazione i discendenti di Z. cooperarono sinceramente (cf. ibid. 12, 33). Caduto il Regno d'Israele (722 a. C.), i resti della tribù di Z. furono invitati, al pari degli altri, alla celebrazione solenne della Pasqua; ma solo pochi risposero all'appello (II Par. 30, 10 sg. 18).
Nei libri profetici Z. è nominata in Is. 9, 1 come partecipante alla pace ed al benessere dell'epoca messianica. Il testo è utilizzato dall'evangelista Matteo, che lo pone in relazione con il trasferimento temporaneo di Gesù a Cafarnao, località posta vicino al confine fra la tribù di Nephthali e quella di Z. (Mt. 4, 13 sg.).