ZUCCHI, CARLO

ZUCCHI, CARLO. - Generale, n. il 10 marzo
1777 a Reggio Emilia, m. ivi il 31 dic. 1863.

Giovanetto, lasciò gli studi per combattere a fianco
dei francesi e, sottotenente nel 1796, prese parte a tutte
le guerre della Rivoluzione e dell'Impero, guadagnandosi
il titolo nobiliare di barone, giungendo nel 1813 al grado
di generale di divisione. S.rvì poi per poco nell'esercito
austriaco, ma venuto in sospetto per i suoi sentimenti
liberali, dopo aver subito quattro anni di prigionia nel
Ducato di Modena (1823-27), fu nel 1831 a capo delle
milizie rivoluzionarie dell'Italia centrale, scontrandosi va-
lorosamente con gli austriaci fra Rimini e Cattolica.

Catturato in mare con altri esuli sulla rotta Ancona-
Corfù, venne processato in Venezia e condannato a morte
con commutazione della pena in venti anni di carcere
duro, in parte scontati a Munchaz, a Josephstadt ed a
Palmanova. Qui lo sorpresero gli avvenimenti del 1848:
difese strenuamente quella fortezza; ebbe poi il comando
d'una divisione del governo provvisorio di Milano. L'armi-
stizio di Salasco lo costrinse, a causa delle intempéranze
della plebaglia, a cercare breve rifugio nella Svizzera.

L'ottima fama militare e tali precedenti indussero nel
l'autunno 1848 Pio IX a chiamare lo Z. in Roma come mi-
nistro delle Armi nel Gabinetto di Pellégrino Rossi (v.).
Non meno inviso di quest'ultimo agli estremisti, s'accinese a
sciogliere e disarmare quei facinorosi e violenti corpi fran-
chi, che costituivano il nerbo del fermento insurrezionale.
Svolse così opera fattiva per ristabilire l'impero della
legge tanto a Roma, quanto nelle province ed a Bologna,
contro lo stesso Garibaldi, ma di breve durata perché
interrotta dall'uccisione del Rossi, dalle violenze del 16
nov. e dalla partenza di Pio IX per l'esilio di Gaeta.

Membro, per volere del Pontefice, della Commis-
sione governativa di Stato presieduta dal card. Castra-
cane, lo Z., fedele al suo giuramento, raggiunse il scon-
vrano in Gaeta, diramandosi il 7 genn. 1849 un ordine
del giorno ai soldati pontifici affinché non facessero causa
comune con il regime rivoluzionario, KANZLER, HORMANN (v.) a ricostituire dapprima in Bene-
vento, poi a Bologna adeguate forze regolari pontifici
grazie all'afflusso dei militari che per fedeltà disertavano
le bandiere repubblicane.

Ritiratosi a vita privata nella città natale (10 ott.
1850), ebbe gli ultimi anni amareggiati dal livore di quanti
settari non sapevano comprendere l'onesta e coerente
rettitudine, e solo nel 1860 ottenne dal governo italiano
il definitivo riconoscimento del grado di tenente generale.

BIBL.: N. Bianchi, Memorie del gen. Z., Torino 1861; P. Dalla Torre, Materiali per una storia dell'esercito pontificio, in Rass. storica del Risorg., 28 (1941), pp. 20-25, 50, 51 dell'estr. P. Schiarini, s. V. Dis. del Risorg. naz., IV, pp. 650-53.