ZUCCHI, NICOLA. - Fisico-matematico, predi-
catore e scrittore ascetico, n. a Parma il 6 dic. 1586,
m. a Roma il 21 maggio 1670.
Entrato nella Compagnia di Gesù a Padova (1602),
insegnò filosofia, teologia, matematica al Collegio Romano
per molti anni, divenendone poi rettore. Governò pure
il Collegio di Ravenna e fu predicatore apostolico in
Vaticano per 7 anni. Accompagnò il cardinale Alessandro
Orsini nella sua legazione alla corte di Ferdinando II
ed ivi conobbe Tommaso Keplero.
Scrisse parecchie opere sulle macchine e sull'ottica.
Nell'Optica philosophia experimentis et ratione a funda-
mentis constituta (Londra 1656) consegnò la sua scoperta
del telescopio e così fu il primo a scoprire le macchie del
pianeta Giove (1630).
Come apostolo, lo Z. è celebre per molti opuscoli
di devozione tra cui: Pratica della vera divotione in aiuto
delle Anime, che sono in Purgatorio, Roma 1659; Pratica
per passare le feste del santo Natale con vera pietà cristiana,
ivi 1667; Sulla vera devozione nella servitù della Vergine
Nostra Signora (Roma 1666), in cui è la celebre preghiera
diffusa in tutte le lingue: O Signora mia e Madre mia
(O Domina mea et mater mea [Preces et pia opera, Roma
1952, p. 340]), ed anche un pregevole lavoro sullo stato
religioso: Breve notitia della vita religiosa (ivi 1671).