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diocesana, che ancora la distingue, non ostante l'eccentricita della sua sede vescovile. Ad un vescovo fiesolano si accenna in una lettera di papa Gelasio. Al Concilio di Costantinopoli, sotto Giustiniano, fu presente un suo vescovo, di nome Rustico. Nel sec. vi era insigne la povertà della chiesa fiesolana, i cui beni sog-
giscquero a spoliazione e rapina, durante la supremazia longobarda: tanto che il vescovo Alessandro, reduce dalla corte di Autari, dove aveva patrocinato i diritti della sua Chiesa, fu dagli usurpatori affogato nel Reno. Fu allora che la basilica di S. Pietro in Gerusalemme, già sorta sulle rovine di un tempio pagano, ne accolse le spoglie ed ebbe il titolo di S. Alessandro. Ma che anche in seguito tale poverta perdurasse, ne è testimone una petizione del prete Agrippino e del diacono Servando in favore della loro Chiesa, che il papa Gregorio Magno raccomanda a Venanzio vescovo di Luni. Un altro vescovo Gesulfo sottoscrive ad un Concilio romano sotto Eugenio II (824-27). Vescovo dotto e famoso fu poi l'irlandese Donato, venerato come santo; non solo perché ottenne, prima ancora che Firenze, il riconoscimento delle immunità ecclesiastiche, assisti in Roma alla incoronazione di Lotario II e ai Concili Romano, sotto Leone IV, e Lateranense, sotto Niccolò V, ma anche perché, nella rinasconza degli studi, dopo il capitolare di Olona, insegnava ai suoi discepoli grassuata et scherenta metrorum. F.ti tardi si rese celebre come maestro di grammatica Teuzo primicerio. Si ba notizia che nel sec. x il vescovo Zanobi fece donazione di alcuni beni al clero della cattedrale e di S. Alessandro, a putro che si riducease a vita comune, e provvide con numerosi sacerdoti a ministeri vacanti nella sua diocesi; mentre un suo antecessore ed omonimo aveva ottenuto in suo favore beni situati tra Firenze e F. Ma, senza dubbio, un vescovo che contraddistingue un momento importante della storia fiesolana, è Jacopo Bavaro, perché egli dall'antica cattedrale sita dove e oggi la badia fiesolana, trasferi le reliquic del patrono s. Romole nella nuova cattedrale (sec. xi), che egli stesso fece sorgere nella parte superiore della collina, trovandosi ormai l'antica alla periferia della città a quasi alle radici del colic. E il nuovo Duomo, cosi sorto, fu a rimase sempre centro e cuore della vita cittadina. Intanto le pendici selvose della diocesi si popolavano di centri illustri, in cui la vita monastica si iniziava a fioriva; sorgevano le abbazie di Vallombrosa, di Passignano, che anche oggi accoglie il corpo di s. Giovanni Guelberto, di Coltibono, Montescalari, S. Godenzo in Alpe, Badia fiesolana. Il b. Carlo di Montegranello si riduceva a vita penitente presso la cima della collina fiesolana, dando origine all'Ordine religioso, che fu detto di s. Girolamo.

Nel medioevo il clero fiesolano esercitava notevole influenza nella vita municipale. Il podestà giurava fedeltà agli statuti nella chiesa di S. Maria Primetanus; il clero, a sua volta, il lunedi di Pasqua procedeva al sorteggio del gonfaloniere fra le famiglie cospicue della città. Il vescovo esercitava giurisdizione feudale su molte terre, fra le quali la contea di Turicchi, che Pasquale II con bolla gli confermó, e a conferma della quale altra volta intervenne Onorio III; non senza frequenti conflitti giurisdizionali prima con la Repubblica fiorentina e poi con il Granducato, finché la giurisdizione feudale del vescovo non venne ad estinguerti con l'incorporazione della Toscana all'Impero francese. Nel sec. xiv la diocesi fu insigne per 8 ministero episcopale di s. Andrea Corsini, sotto il cui episcopato la cattedrale fu ampliata. Ma già i vescovi fiesolani avevano abbandonato la città della loro cattedra. Fin dal i228 la Repubblica fiorentina aveva ad essi ceduto con piena giurisdizione la chiesa di S. Maria in Campo, sita nel centro di Firenze, perché ivi risiedessero. E da quella data tale chiesa costituisce oggi pure un'oasi di giurisdizione ecclesiastica fiesolana in territorio diocesano fiorentino. Di qui anche i molti nomi di patrizi fiorentini nell'albo dei vescovi fiesolani. Nel i400

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(1st Aluami)
Fiesole, dioctsi di - Campanile (1213) della Cattedrale visto dal cimitero.
il vescovo di F. veniva dichiarato suffraganeo della sede fiorentina. La residenza fiorentina non impedì ai vescovi fiesolani di zelare affiancemente l'incremento religioso della diocesi. Francesco Cattani da Diacceio, reduce da Trento, celebrò in S. Maria in Campo nel 1585 il Sinodo diocesano; altro sinodo vi adunava nel 1612 Bartolomeo Lanfredini. Vengono poi altri sinodi, quali quelli di Tommaso Ximenes nel 1622, di Lorenzo Della Robbia nel 1636, di Roberto Strozzi nel 1648 e 1664, di Filippo Soldani nel 1674 . I sinodi più recenti sono quelli celebrati da mons. D. Cammilli nel 1902 e 1907 e da mons. G. Fossà nel 1936; sinodi celebrati se F. perché già fin dal 1874 , postulandolo ormai il decoro della riferente città e i nuovi tempi, il vescovo L. Corsani aveva restituito a F. la residenza vescovile. Poco appresso anche la curia vescovile veniva restituita a F. pur conservando ancora S. Maria in Campo, per più facile accesso del clero, alcuni uffici della curia stessa.
3. Personaggi illustri. - Oltre i santi già ricordati si fa menzione dei vescovi: Braccio Martelli, che partecipò al Concilio di Trento e Francesco Cattani da Diacceio, già console dell'Accademia fiorentina, autore di opere eglografiche e teologiche e traduttore del De officiis di s. Ambrogio. Anche il vescovo Francesco M. Ginori fu noto per la sua cultura ed accademico della Crusca. Ma più noto ancora fu il canonico Angelo M. Bandini, nato e deceduto in diocesi fiesolana. Egli fu bibliotecario della Marucelliana a della Laurenziana in Firenze; oltre eruditissimi studi sui classici greci, fra i quali Callimaco e Nicandro, compose il famoso catalogo dei manoscritti greci e latini della Laurenziana, anche oggi apprezzatissimo. Morendo legò al Seminario di F. la sua ricca biblioteca. - Vedi tesi LXXXIII.
BnL.: G. Villani, Istorie fiarentine, lib. IV, cap. 12 e passim: S. Razzi, Fite dei Sauti e Beati toscani, Firenze 1627, p. 623; F. Ughelli, Italia Sacra, III, Roma 1647, col. 270-344; G. Luca Cerrandini, Posti teologali, Firenze 1738, p. 281 a 129, e s. 712 ; E. Reparti, Dizionario geografico fisico storico della Tassana, II, ivi 1832, pp. 107-24; A. Guerri, F. e il suo Comune, ivi 1807; G. Salvioli, L'istrua, pobol. in Iodlia nei secc, VIII-X, ivi 1808, p. 106; Costineau, I, col. 1140; P. Fr. Kehr, Iodlia

Pontificia, III, Berlino 1908, pp. 73-80; E. Gelli, F., gli santi ed il Museo civico, Milano 1914; Lanzoni, pp. 582-84; R. Quilici, La chiesa di Firenze nell'alto medioevo, Firenze 1018, n. 12 e passim; U. Devini, La villa di Busini, ivi 1040, p. 1 e passim; M. Lombardi, Fiesulae, Istituto di studi romani 1941; M. Giusti e P. Guidi, Rationes decimarum italiae nei secc, XIII e
XIV, Città del Vaticano 1922, pp. 80-138. Emilio Sanesi
FIGI. - Arcipelago di 250 isole ( 80 abitate) nel Pacifico australe; Viti Levu e Vanua Levu di origine vulcanica, le altre coralline.

Il clima tropicale, umido, favorisce le molte colture che vi furono introdotte (canna da zucchero, mais, tè, tabacco, arachidi, cotone, noci di cocco e di copra); notevole anche l'allevamento. Scoperte da Tasman nel 1643, le Isole F. (o Viti) si diedero spontaneamente alla Gran Bretagna, di cui formano una colonia, che gode di qualche autonomia. L'arcipelago misura ca. 18.3+ kmq., e conta 270 mila ab. di cui 120 indiani. Il capoluogo è a Suva ( 11 milioni di ab.), in Viti Levu.

Bial.: N. Walker, Fiji: their people, history and commerce, Londra 1936; J. W. Coulter, Fiji: little India in the Pacific, Chicago 1942.

Giuseppe Caceci
Il vicariato apostolicO delle Isole F. - Nel 1835 per mezzo di un certo Giorgio Tubou, oriundo dell'isola Tonga, fu introdotto nelle Isole F. il metodismo anche con la forza delle armi. Solo il 2 ag. 1844 vi approdarono due missionari della Società di Maria che per 15 anni non ottennero quasi nessuna conversione e dovettero molto soffrire ad opera dei protestanti. Le Isole F. facevano parte del vicariato apostolico dell'Oceania centrale, da cui furono separate e il 27 marzo 1863 erette in prefettura apostolica. Dal 1860 aveva avuto inizio un consolante movimento di conversioni, ma i catecumeni furono vittime di una cruenta persecuzione da parte dei metodisti. Il 13 maggio 1887 furono elevate a vicariato apostolico. Esso comprende circa 200 isole, chiamate F. e Rotuma. Si stendono tra i paralleli 12.30 a 22 e tra il meridiano 175 orientale e 177 occidentale. Tutta la superfice è di ca. 18.34+ kmq., con clima tropicale umido per l'abbondanza di pioggia. Il terreno è vulcanico e montagnoso, per cui le vie di comunicazione presentano grandi difficoltà. Nel passato malattie contagiose hanno ridotto di molto la popolazione. Si crede che gli abitanti siano venuti dall'Africa centrale attraverso le isole Malaya a Nuova Guinea. Erano antropofagi e pagani ed ora sotto il governo inglese sono molto pacifici.

Secondo le statistiche del 1948 i cattolici sono 22.103, catecumeni 411 , sacerdoti esteri 39 , indigeni 4, fratelli esteri 25 , indigeni 20 ; suore estere 123 , indigene 92 , catechisti 221 , scuole 50 con 6000 alunni, orfanotrafi 3 con 148 bambini.

I protestanti sono rappresentati dagli anglicani, presbiteriani, avventisti e metodisti, e sono considerati tali tutti gli altri non cattolici, sebbene non manchino coloro che sono ancora pagani.

Boz.: J. M. Destable-Sédès, La Croix dans l'archipel Fidji (de 1844 à nos jours), Parigi 1943; MC. pp. 164-65.

Saverio Paventi
FIGLI: v. PROLE.
FIGLIASTRO, FIGLIASTRA: v. AFFINITÀ.
FIGLI DELLA BEATA MARIA VERGINE IMMAGOLATA DI LUCCON. - Congregazione religiosa fondata a Sables-d'Olonne nel 1800 dal sacerdote Luigi M. Baudoin. Si sviluppò poi nel Seminario di Chavagnes-an-Paillers. Un decreto del vescovo di La Rochelle del 1818 la soppresse, ma il Baudoin nel 1828 le ridette nuova vita, e nel 1841 il p. Balzé la consolidò giuridicamente. Nel 1857 la

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Figli della sacra famiglia - Chiesa della S. Famiglia, architcrtro Antonio Gaudi (1882) - Barcellona.
S. Sede dette il decreto di lode e nel 1898 l'approvazione definitiva. Si compone di sacerdoti e fratelli conversi e si dedica all'insegnamento e all'apostolato religioso in Francia e nelle missioni. Consta attualmente di 166 membri in 13 case.

Bim.: P. Michaud-M. A. Aillesume, Vie du vile. I. M. Bauduin, 3^{°} ed., Bruxelles 1924; J. Rabin. L'entciquement spiritual du vile. L. M. Bauduin, Fontenot-Le-Conte 1948. Silverio Mattei
FIGLI DELLA CARITÀ D'ISSY. - Congregazione fondata a Parigi nel 1918 dal p. Jean-Emil Anizan (n. nei 1833 , m. nel 1928) per l'evangelizzazione della classi operaie per l'esercizio del ministero nelle parrocchie più povere ed operaie, realizzando l'unione della vita religiosa con le esigenze parrocehiali. Approvato dalla S. Sede nel 1934, l'Istituto conta attualmente 176 religiosi professi in 23 parrocchie in Francia a una nel Marocco. A Parigi ha il contro della Union des Oeuvres.

Bim.: G. Bard, Jean-Emil Anizana, Parigi 1942.
Silverio Mattei
FIGLI DELLA SACRA FAMIGLIA. - Congregazione religiosa fondata a Tremp, nella Spagna, da G. Mañaset y Vives nel 1864, per la diffusione della devozione alla S. Famiglia e per la salvaguardia dei principi cristiani e sociali della famiglia. Lo stesso Mañanet istituì all'identico scopo le "Figlie della S. Casa di Nasaret». La nuova Congregazione, approvata dalla S. Sede il 22 giugno 1901, si diffuse principalmente nella Catalogna, e nel suo seno sorse la pia pratica della "Visita domiciliare della S. Famiglia" che conta oggi più di 2.500 .000 iscritti. Propagatasi anche in America a in Italia, ha oggi 20 case con ca. 160 religiosi.

Magino Morera
FIGLI DEL SACRO GUORE DI GESƯ. Questa Congregazione, dipendente dalla S. Congregazione di Propaganda, è nota anche col nome di Istituto delle Missioni africane di Verona. Nel 1867 mons. Daniele Comboni iniziava in Verona un seminario per la Nigrizia, che venne poi canonicamente eretto con decreto 8 dic. 1871 dal vescovo di Verona, che il successore mons. Francesco Sogaro trasformò (1885) in Congregazione religiosa. Ebbe il a decretum laudis " nel 1895 " l'approvazione definitiva delle costituzioni nel 1910. Nel 1923 il ramo tedesco divenne autonomo costituendo la Congregazione dei missionari F. del S. C. di G.

Scopo dell'Istituto è la conversione degli infedeli e in particolare di quelli africani. Attualmente conta 25 case in Italia, Inghilterra, Portogallo, Stati Uniti, ed eser-
cita l'apostolato missionario nel Sudan anglo-egiziano, in Uganda, Egitto, Eritrea, Mozambico, tra i negri e gli indiani degli Stati Uniti a nel Messico. Conta oltre 800 profossi, 160 novizi, 600 aspiranti.

Bim.: C. Tappi, Cenno storico della scisnare dell'Afrizi centrale, Torino 1894; F. Vianello, La misilene dell'Afrizu centrale e del Sudan, Verona 1899; anon., L'Istituto del F. del S. C. ivi 1930.

Agostone Caporella
FIGLI DI MARIA IMMACO. LATA. - Istituto fondato a Brescia nel 1849 dal ven. Lodovico Pavoni. Nel 1819 egli aveva già aperto un'istinto d'artigianili per accogliervi gratuitamente i giovani poveri e bisognaai, educandoli alla virtù ed istruendoli nelle scienze e nelle arti. A perpetuare questa opera fondò la Congregazione religiosa del F. di M. I., composta di sacerdoti (per la direzione spirituale e materiale degli istituti) e di fratelli coadiutori (applicati all'assistenza e all'insegnamento delle arti e delle scienze ai giovani), tutti con gli stessi diritti e doveri. La Congregazione fu approvato nel 1892.

L'opera si diffuse, ma nel 1866 venne la soppressione da parte del governo italiano. I superstiti si rifugiarono nel Trentino e di là ricomincerono l'espansione. Oggi la Congregazione conta 250 mentiri. La casa generalista è a Brescia dove è anche il noviziato. Ha istituti a Milano, Monza, Pavia, Trento, Genova, Roma. Nel 1941 ha aperto una prima casa nel Brasile, dove attualmente ne ha tre. Gli alunni rimangono nell'Istituto fino a 18 anni, applicandosi a quel ramo tecnico che preferiscano. Per l'apostolato della buona stampa hanno a Milano la casa editrice "Ancora ".

Biat.: P. G. Alloarano, Irradiazione spirituale d' Ladorizo Pavoni, Milano 1947; L. Traverso, Ladorizo Pavoni, un pizziere della educazione professionale, ivi 1948; R. Bertoldi, Ladorizo Pavoni educatore, ivi 1940; G. Anichini, Un ricastruttore morale, ivi 1949.

Vincecas Clarici
FIGLI DI SANTA MARIA IMMACOLATA. Giuseppe Frassinetti, priore di S. Sabina in Genova, nel 1861 aveva fondata la "Pla Unione dei F. di S. M. I. ". I membri, pur vivendo nel secolo, avevano una particolare regola di vita cristiana.

Nel 1865 il Frassinetti lasciò agli iscritti l'idea di una casa per far vita comune: risposero tre giovani che il 14 genn. 1866 ne realizzarono il programma. Morto nel 1868 il fondatore, l'opera fu continuato da d. Antonio Pincardo il quale, chiamato a Roma nel 1902, fondò l'Istituto ecclesiastico "Maria Immacolata", che fu la sede della Congregazione diocesana romana dei F. di S. M. I., eretta con decreto dell'8 dic. 1903, riconosciuta poi di diritto pontificio da Pio X il 21 maggio 1904, con lo scopo di coltivare le gioventù ecclesiastica, di assistere, istruire, educare la gioventù in genere.

La Congregazione ebbe la sua definitiva approvazione il 4 giugno 1910 e le Costituzioni il 17 giugno 1931. Conta al presente ( 1949 ) ca. 100 religiosi.

Quirino Proni
FIGLIE DEI S.mi GUORI DI GESÙ E MARIA. - L'idea e la fondazione dell'opera si devono alla marchesina Eugenia Ravasco, che iniziava nel 1868 e poi fondava nel 1871 in Genova la prima casa dell'Istituto, eretto canonicamente il 12 genn. del 1882 .

Ha come scopo l'istruzione a l'educazione della gioventù in asili, laboratori, ecc., ed inoltre quello di prestarsi a tutte le opere destinate a proteggere la giovane dai pericoli ai quali è esposta, ed a riconducris, se onorrita, nella via del bene. Nel 1905 Pio X invitava le suore di Ravasco in Roma per farle collaborare all'opera di protezione della giovane. Nel 1907 fu concesso il decreto

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di lode, e nel 1909 l'approvazione definitiva; le costituzioni furono approvate il 28 febbr. 1920. Nel 1948 l'Istituto aveva az onse e 195 suore professe.

BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, G. 32. Giulio Mandelli
FIGLIE DEL CAIVARIO (Messico). - Istituto religioso sorto nella città del Messico ad iniziativa delle pie e ricche signorine Enrichetta ed Ernestina Larraines nel 1885 per la cura degli infermi e per la istruzione ed educazione cristiana della gioventù. Fu approvato dalla S. Sede nel 1909, e novera oggi ca. 200 suore in 25 case.

BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi.
Silverio Mattei
FIGLIE DEL GROCIFISSO DI SANTA MARIA MADDALENA. - Nel 1836 il sac. Giovanni Quilici, parroco di Livorno, riunì alcune donne in pia associazione per dare asilo alle giovani pericolanti e derelitte, offrire un ritiro alle penitenri e prestare anche opera caritatevole ad ogni ceto di fanciulle con la cristiana civile educazione. Con l'appoggio e l'aiuto finanziario del granduca di Toscana era sorto intanto il Collegio di S. Maria Maddalena per l'educazione delle giovinette. In tale Istituto si recarono le prime associate del Quilici.

L'amministrazione e la direzione dell'opera erano tenute da un rappresentante del governo civile, detto - operaio -. Fu l'ingercnza sempre più progressiva di questi operai negli affari interni dell'associazione che diede origine ad altri rami delle F. del C. Difatti, alcune associnte, portatesi a Firenze nell'Istituto di S. Francesco e S. Maria Maddalena, si dichiararono nel 1833 indipendenti, e cosi pure fecero altre che erano andate nel 1880
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(per metede dei F. di S. M. I.) Figli di s. Maria Immadalava - Ritratto del sac. Giuseppe Pressinati, fondatore della Congr. del F. di S. M. I.
a Fauglie, nella diocesi di S. Miniato. Questo ramo, libero da tutte le ingerenze civili, ebbe maggior sviluppo ed ottenne l'approvazione pontificia il 28 sett. 1882 e il 2 marzo 1906. Il 14 dic. del 1922 la S. Congregazione dei Religiosi decretava l'unione dei rami di Livorno e di Firenze; e il 12 luglio 1927 approvava l'unione di tutti e tre i rami. Unito cosi, l'Istituto ottenne nel 1830 l'approvazione temporanea delle costituzioni, che vennero definitivamente approvate il 4 gcon. 1946.

Ha oggi poco più di 20 case con circa 200 suore.
Bibl.: Arch. S. Congr. dei Reliziosi, L. 8; R. Angeli, D. Giovanni Quilici. Bergamo 1936. Giulio Mandelli

FIGLIE DEL CUORE DI GESU. - Congregazione religiosa fondata a Malines nel 1872 da Maria Deluil Martiny sotto la direzione del gesuita P. Calange, ed approvata dalla S. Sede il 9 ag. 1896. Suo scopo è la riparazione al Cuore di Gesù. Esistono ca. 300 suore, fra coriste e coadiutrici, in 15 case.

Bibl.: A. Raimbert, Guide de vocation religieure. II. Parigi 1024, pp. 280-90; M. Laplace, La m. Maria di Gesù (Deluil Martiny), trad. m. Milano 1924. Silverio Mattei

FIGLIE DEL CUORE DI MARIA (Parigi). Dopo la soppressione dei religiosi in Francia, il gesuita p. Picot de la Clorisiére nel 1790 pensò a formare una società di donne, che, senza vivere in comunità a senza portare abiti religiosi, supplisse, in qualche modo, le congregazioni soppresse. Il nuovo Istituto si chiamò delle «F. del C. di M. -, con lo scopo di procurare incessantemente la propria santificazione mediante la santificazione e perfezione del prossimo. Alcune associate vivevano in comunità, altre nelle proprie case.

L'Istituto si dilatò in Francia, in Inghilterra e Italia, e, nonostante le sue caratteristica, la S. Sede concesse molte approvazioni, prima sotto Leone XII, 19 luglio 1825, con rescritto della S. Congregazione degli Affari eccl. straordinari, a poi sotto Pio IX con decreto della S. Congregazione dei Vescovi e Regolari del 29 apr. 1853. Le costituzioni furono approvate da Leone XIII 1'8 giugno 1890.

Hanno al presente 138 case con 3799 membri.
BibL.: M. Heimbucher, Die Orden und Kongregationen der katholischen Kirche. II. Paderborn 1934, pp. 490-91; Arch. S. Congr. dei Religiosi, B. S. Giulio Mandelli

FIGLIE DEL CUORE IMMAGOLATO DI MARIA (Los Angeles). - Istituto fondato nel luglio del 1848, da p. Giocahino Masmitja y Puig, in Olot, diocesi di Gerona (Spagna); nel 1871, su invito di mons. Amat Taddeo, vescovo di Montevay e Los Angeles, alcune suore si recarono a lavorare in quella diocesi. In seguito le vocazioni a le case aumentarono in parecchie diocesi americane.

La diversità della lingua, la distanza dal governo centrale, ed altre cause portarono a ripetuti tentativi di separazione, che la S. Congregazione dei Religiosi concesse l'i1 marzo 1924, erigendo le case di America delle F. del C. I. di M. in Congregazione di diritto pontificio indipendente.

Le costituzioni ricevute dal fondatece, modificate già dai vescovi locali, furono rivedute ed approvate dalla S. Sede il 16 febbr. 1916. Nel 1947, le suore erano 230 con 20 case.

Bibl.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, L. 76.
Giulio Mandelli
FIGLIE DEL CUORE PURISSIMO DI MARIA (Varsavia). - La Congregazione venne fondata a Wilno nel 1884 dal cappuccino p. Onorato Kuzminski, iniziatore di altri istituti in Polonia, che avevano la struttura degli attuali istituti secolari, approvati dalla cost. Provida mater Ecclesia di Pio XII del 2 febbr. 1947.

La Polonia nel 1864 aveva soppresso tutte le scuole cattoliche, ma erano sorte qua e là associazioni di donne

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che, segretamente, continuavano l'insegnamento cattolico. Una di queste trovò nel p. Onorato e poi nella contessa Pelagia Potochs l'appoggio sicuro, che la fece fiorire e superare tutte le difficoltà. L'associazione, con l'osservanza dalla vita religiosa senza abito e con soli voti privati, si proponeva l'educazione delle giovani. Finite le persecuzioni di Polonio, l'Istituto venne approvato dalla S. Congregazione dei Vescovi e Regolari il 22 giugno 1899 "quale pia associazione", ma il 13 apr. 1907, la S. Sede concesse il decreto di lode e rivide le costituzioni, riportandole al tipo dalla congregazioni religiose propriamente dette. Prima della guerra l'Istituto aveva ca. 300 suore in 20 case.

Bial.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, V. 63. Giulio Mandelli
FIGLIE DEL DIVINO AMORE (Vienna).- Istituto religioso femminile fondato a Vienna nel 1868 da Francesca Lechner per la educazione ed istruzione delle giovani. Approvato dalla S. Sede nel 1891, conta 73 case con 1200 suore.

Bial.: Archivio della S. Congr. dei Religiosi.
FIGLIE DEL DIVIN REDENTORE (Giavarina). - A Niederbronn, diocesi di Strasburgo, sorse nel 1849 ad opera di Elisabetta Eppinger un istituto detto del Divin Redentore, approvato dalla S. Sede nel 1863. In tale anno mons. Giovanni Simor, vescovo di Giavarina (Ungheria), chiese ed ottenne l'opera di alcune suore del nuovo Istituto.

La lontananza dalla casa-madre, la difficoltà di comunicazione e di lingua ed altre cause consigliarono il distacco delle case di Ungheria dall'antica casa-madre. Quella di Sarponio divenne la nuova casa madre e mons. Zolka, nel 1867, diede nuove regole. Nel 1913, il 15 luglio, l'Istituto di Ungheria del Divin Redentore divenne di diritto pontificio; il 31 luglio 1923 ebbe dalla S. Sede l'approvazione definitiva, e quella temporanea delle costituzioni. Le suore si dedicano alla cura degli infermi, anche a domicilio, ed all'educazione della gioventù. Nel 1947 le suore erano 1584 , distribuite in 135 case.

Bial.: M. Heimbucher, Die Orden und Kongregationen der hatalischen Kirche. II, Paderborn 1934, p. 333; Arch. S. Congr. dei Religiosi, G. 39.

Giulio Mandelli
FIGLIE DEL DIVIN SALVATORE (Buenos Aires). - La m. Maria Antonia de la Paz y Figueroa, nel 1795, aveva dato origine ad un "bearerio", ossia una riunione di persone pie, le quali, pur non ammettendo voti, vivevano una vita comune sotto la guida di una superiora con lo scopo di promuovere gli Esercizi spirituali di a. Ignazio presso i fedeli, radunando chi lo desiderava in apposite case. L'iniziativa visse e si sviluppò, prima solo come società approvata dal governo, poi come pia società che nel 1878 mons. Mariano Giuseppe de Escalada, arcivescovo di Buonos Aires, eresse in Congregazione religiosa con voti semplici.

Il 19 maggio 1933 l'Istituto ebbe il decreto di lode, e l'approvazione temporanea delle costituzioni; e il 26 genn. 1942 quella definitiva. Oltre l'opera degli esercizi, le congregate si dedicano alla preservazione della gioventù femminile dai pericoli del male, accogliendola in appositi collegi. Nel 1947 aveva 7 case con 65 suore.

Bial.: Archivio S. Congr. dei Religiosi, B. 133.
Giulio Mandelli
FIGLIE DEL DIVIN SALVATORE (Vienna). L'Istituto ha la sua prima origine nel 1849, ad opera di Elisabetta Eppinger, coadiuvata dal reverendo Davide Richard, parroco di Niederbronn in Alsazia. Nel 1857 alcune suore del nuovo Istituto furono richieste a Vienna per la direzione di un orfanotrofio nella parrocchia di Reindorf, dove, più tardi, presero anche a curare malati negli ospedali e a domicilio.

Il 3 apr. 1866 per ragioni di ordine politico, soprattutto perché l'Alsazia era passata sotto la Francia, 8 card.

Rauscher, arcivescovo di Vienna, staceò la casa di Vienna da quella di Niederbronn, e la eresse in Congregazione diocesana. Lo sviluppo del nuovo Istituto fu Sorente; il 10 luglio 1928 ottenne dalla S. Sede l'approvazione definitiva e nel 1936 anche le costituzioni furono approvate. La casa-madre è a Vienna; nel 1948 l'Istituto aveva 60 case e 1100 suore.

Bial.: M. Heimbucher, Die Orden und Kongregationen der hatalischen Kirche. II, Paderborn 1934, p. 236; Arch. S. Congr. dei Religiosi, V. 86.

Giulio Mandelli
FIGLIE DEL DIVIN ZELO. - Congregazione religiosa, fondata dal canonico Annibale Maria di Francia, nel 1887, con la riunione delle prime aggregate che desideravano dedicarsi alle molteplici opere di carità iniziate da lui stesso in Messina, ed approvata dall'arcivescovo di Messina il 5 ag. del 1906.

Il 19 febbr. 1935 ottenne il decreto di lode e la prima approvazione delle costituzioni. Suo fine specifico è la istruzione cristiana della gioventù abbandonata e la preghiera costante per le vocazioni sacerdotali, alla quale si obbligano con voto. La casa-madre è a Roma. Nel 1949 l'Istituto aveva 25 case e 390 suore.

Bial.: anon., Cieno bibliografici del con. Di Francis Annibale Maris (1851-1917). Messina 1931; Arch. S. Congr. dei Religiosi, M. 123.

Giulio Mandelli
FIGLIE DELLA BEATA MARIA VERGINE ADDOLORATA. - Istituto religioso del Terziar-line di S. Francesco sorto a Zakrazio (Polonia) nel 1881, ad opera del p. Onorato da Biala, cappuccino, e di Lucia Szcwczyk, per l'educazione della gioventù povera e per l'assistenza dei malati negli ospedali. Approvato dalla S. Sede nel 1909, conta oggi 43 case con altre 300 religiose.

Bial.: Archivio della S. Congr. dei Religiosi.

Silve ria Matri
FIGLIE DELLA BEATA MARIA VERGINE DELLA MISERIGORDIA. - Congregazione religiosa sorta a Pisa, diocesi di Majoeca, nel 1856 per opera del sacerdote Gabriele Maria Ribas e di sua sorella Giuseppa, per l'educazione religiosa e civile della gioventù e l'assistenza dei malati a domicilio. Nel 1937 fu approvata dalla S. Sede e conta oggi 70 case con altre 500 religiose.

Bial.: Archivio della S. Congr. dei Religiosi.
Silve ria Matri
FIGLIE DELLA BEATA MARIA VERGINE E SAN GIUSEPPE. - Il fondatore dell'Istituto fu Giacomo Heeren, parroco di Oirschot, in Olanda, che diede vita, verso il 1820 , ad un'associazione di pie donne per l'assistenza ai malati poveri e per l'educazione delle fanciulle specialmente orfane, sordomute o in pericolo. Il 7 luglio dello stesso anno il vescovo di Boisée-Duc erigeva ecclesiasticamente la pia associazione, che, in seguito ai suoi sviluppi, veniva poi approvata dalla S. Sede il 7 sett. 1850. Nel 1947 la Congregazione aveva 34 case e 690 suore.

Bial.: M. Heimbucher, Die Orden und Kongregationen der hatalischen Kirche. II, Paderborn p. 507; Arch. S. Congr. dei Religiosi, B. 113.

Giulio Mandelli
FIGLIE DELLA CARITA (Strasburgo). Congregazione religiosa fondata a Strasburgo nel 1734 da suor Francesca Genoveffa Pichard, uscita dal monastero di S. Paolo di Chartres. Le suore si dedicano alla cura dei malati e all'istruzione religiosa dei fanciulli poveri. Fu approvata dalla S. Sede nel 1870 e conta oggi 425 case con più di 4000 religiose; è diffusa in Alsazia e nella Germania occidentale.

Bial.: Archivio della S. Congr. dei Religiosi. Silve ria Matrei

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FIGLIE DELLA CARITÀ, dette Serve deI poveri. - Istituto fondato a Montréal nel 1843 da mons. Ignazio Bourget e dalla signora Marie Emmélie Eugène Tavernier, vedova Gamelin, per l'assistenza ai poveri e malati in ospedali e case di cura, ai fanciulli in ooll, orfanotrofi, dispensari ecc. Approvato dalla S. Sede nel 1900, hanno oggi 125 case con 3552 religiose.

Iriai: Le Camata erelibutriique, Montréal 1949, pp. 844-53. Silverio Mattei
FIGLIE DELLA CARITÀ, dette Suore della Misericordia di S. Vincenzo de' PaO-Li.- Congregazione religiosa sorta a Zagabria nel 1856 ad opera di alcune religiose venute dalla casa di Zams (Bressanone), appartenenti all'Istituto delle Suore della Carità di S . Vincenzo de Paoli, del quale ritenne il nome, pur costituitasi in Congregazione autonoma. Le suore si dedicano alla cura dei malati negli ospedali ed in case private, nonché alla istruzione ed educazione dell'infan zia. Approvato dalla S. Sede nel 1930, l'Istituto contava
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Figlie della carita di S. Vincenzo de' Paoli - Ate di nomina delle prime ufficiati: firme delle prime. E. della C. D ag. 1652 d dopo quella di Luiza di Marilac - Parigi. Archivio nazionale.
nel 1942 oltre 2000 suore in 140 case, diffuse in Jugoslavia, Albania e Bulgaria.

Bial: Archivio della S. Conar, dai Religiosi. Silverio Mattei
FIGLIE DELLA CARITÀ DEL PREZIOSISSIMO SANGUE. - Istituto fondato dal can. Tommaso Maria Fusco a Pagani (Salerno) nel 1872. Il suo scopo è l'educazione dell'infanzia e della fanciullezza negli asili, scuole, orfanotrofi e l'assistenza degli infermi e degli invalidi. Approvato dalla S. Sede nel 1921, conta ca. 500 religiose in 50 case, tutte in Italia.

Siverio Mattei
FIGLIE DELLA CARITA DEL SACRO GUORE DI GESU. - A La Salle-de-Viniere nel 1823 l'abate Catroux e Rosa Giet fondarono questa nuova congregazione religiosa per l'istruzione ed educazione della gioventù nelle campagne. Ben presto diede buoni frutti e si diffuse in Francia e negli Stati Uniti. Approvata dalla S. Sede, conta oggi 205 case con oltre 1500 religiose.

Silverio Mattei
FIGLIE DELLA CARITA DI SAN VINCENZO DE' PAOLI (Farigi). - Istituto religioso fondato da z. Vincenzo de' Paoli (v.) e da s. Luisa di Marillac (v.). Le origini risalgono al 1617 , quando s. Vincenzo istituì a Châtillon-les-Dombes (Bresse) la prima Compagnia della Carità, o, più esattamente, al 1629 , quando dalle parrocchie rurali la Compagnia passò nei grandi centrí (Parigi, parrocchia di S. Salvatore). Le signore della città, che non sempre potevano compiere personalmente verso i poveri gli opportuni servisi, ne incaricavano spesso le proprie
domestiche, ciò che riusciva a scopito degli assistiti. S. Vincenzo ideo allora di associare alle dame delle buone giovani che si dedicassero all'esercizio della carità. Le giovani di campagna gli parvero le più adatte allo scopo; ne scelse quindi alcune, che distrìbui nelle varie compagnie di Parigi. Ma dopo qualche tempo l'esperienza mostrò che bisognava prima conoscerle e formarle; cosi si inizid una specie di comunità. L'opera fu affidata a Luisa di Marillac, vedova Le Gras, presidente della a Carità di S. Nicola, che ne ricevette 304 in casa il 29 nov. 1633. Il popolo le chiamò «F. della C., serve dei poveri malati»; e questo nomeè rimasto, insieme con l'abito grigio primitivo «alla campagna» con quel capricapo, che nel sec. xix formò la caratteristica a cornetta attuale. Il primo regolamento e di poco posteriore al 29 nov. 1633 . Dal mattino alla sera la vita di pietà permea l'attività caritativa delle F. della C. «Lasciare Dio per Iddio» ripeteva s. Vincenzo, e voleva dire che la suora, all'occorrenza, deve saper rinunziare alla stessa preghiera per servire i poveri, che, nello spirito della vocazione, essa riconosce per suoi padroni. Per 27 anni ( 1633-60 ) s. Vincenzo attese con amore di padre alla loro formazione. Le sue «conferenze» settimanali, raccolte dalle suore, formano due grossi volumi.

Legislazione. Costante preoccupazione di s. Vincenzo fu che le sue figlie non fossero considerate e non si considerassero religiose, secondo i concetti giuridici del tempo. Elimini quindi dal loro linguaggio tutto ciò che richiamava l'idea di comunità religiosa. L'Istituto si chiama Compagnia; il novizisto, seminario; la superiora, suor servente; la residenza, casa. I voti furono permessi a titolo di esperimento e Luisa di Marillac e ad altre 4 suore il 25 marzo 1642. Definitivamente fu stabilito che fossero «privati e solamente annuali». Il giorno 25 marzo, festa dell'Annunciazione della S.ma Vergine, è la data conoscenza alla rinnovazione di questi voti annuali, quando cioè la F. della C., già libera di sé, si offre al Signore con rinnovato ardore. Il fine dell'Istituto è precisato dal fondatore in questi termini: «Dorsi a Dio per amarlo e servirlo nella persona dei poveri, assistendoli corporalmente e spiritualmente». Attendere cioè alla santificazione propria ed altrui nell'esercizio della carità. All'opera iniziale «visita ai poveri a domicilio * si aggiunsero poi la scuola alle fanciulle, l'assistenza ai trovatelli (1638), ai forzati ( 1640 ), ai vecchi e ai soldati feriti ( 1653 ). L'arcivescovo di Parigi, G. F. Gondi, l'approvo il 20 nov. 1646 e di nuovo il 18 genn. 1655 . Il Re conferì le lettere patenti nel nov. 1657 ed il Parlamento le registrò il 16 dic. 1658. Dopo la morte di s. Vincenzo i successori provvidero a consolidare e preservare da qualsiasi alterazione l'opera del fondatore. Renato Almèras, primo successore

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(1660-73), chiese ed ottenne dal card. di Vendóme, legato del Papa, l'approvazione pontificia, rivide ed ordino anche le regole comuni, promulgate poi dal successore, Edmondo Jolly (1672-97). Nel 1718 Giovanni Bennet (1711-33) promulgo le costituzioni, che determinano le condizioni di ammissione, l'organizzazione della Compagnia in genere e delle singole case, in formolità delle elezioni, ecc. La giovane, prima di entrare nell'Istituto, resta per 3 mesi postulante, poi è ammessa al seminario (noviziato) per un anno di prova, dopo il quale veste l'abito proprio delle F. della C. Passati 5 anni dall'entrata in seminario, emette per la prima volta senza alcuna speciale salennità : i santi voti, che poi rinnoverà ogni anno. La massima autorità nella Compagnia spetta al superiore generale della Congregazione della missione dal quale, per legittima tradizione non mai interrotta ed ufficialmente confermato da Leone XIII (25 luglio 1882), dipende ed al quale si indirizza il voto di ubbidienza. La Compagnia è governata dalla superiora della casa madre eletta ogni 3 anni, coadiuvata da un Consiglio di suore, anch'esse elotte ogni 3 anni, che rivestono le cariche di assistente, economa ed ufficinte. A questa organizzazione, fissata dai primi regolamenti, s'aggiunse nel sec. xviti il raggruppamento di varie case in provincia a capo delle quali sta una suora come visitatrice con un proprio Consiglio, e un sacerdote della Missione eletro dal superiore generale come direttore.

Alla morte di s. Vincenzo la Compagnia contava 51 case; nel 1700, 300 con 1000 suore; nel 1790, 430 con 4300 suore. La Rivoluzione Francese la sciclse con tutte le altre comunità religiose. Molte, in abito secolare, continuarono di nascosto il servizio ai poveri. Diverse di esse subirono il martirio. Napoleone nel 1809 ridiede loro l'esistenza legale, ma tentò di sottrarle alla giurisdizione del superiore generale della Congregazione della missione. Ci volle tutta la fermezza del vicario generale della Congregazione, Domenico Hanon (1807-16), per resistere all'imperatore a costo della reclusione a Fenestrelle (1811-14). Dal 1815 l'ascesa non ebbe più soste e nel sec. XIX la Compagnia raggiunse tutte le parti del mondo.

Con i soggetti e le case si sono moltiplicate le opere, sicché tutte le forme di assistenza, realizzate dai tempi moderni, hanno trovato le F. della C. in prima linea. I nomi di suor Rosalia Rosalu (1787-1856), "madre spirituale" della Conferenza di s. Vincenzo fondate da F. Ozanam a quello di suor Giuseppina Nicoli (18631924) "l'artista della carità di Sardegna ", restano legati in questo campo alle più svariate e geniali iniziative. Le suore lavorano in ospedali, ambulanze, sanatori, opere di maternità e infanzia, dispensari, case di salute, pensionati, collegi, laboratori, ecc. Le scuole gratuite ripresenti con ritmo crescente dopo il 1830 . Gli soli dove, per prime, le F. della C. introduzsero i metodi Froebel e Montessori, fioriscono dovunque. Numerose le associazioni a scopo religioso-sociale create e dirette dalle F. della C. i basti citare i patronati, ed in Francia i sindacati femminili, ora opera nazionale, ideati e organizzati con sagace intuizione da suor Milcent nel 1902. Rientrano in questo campo l'associazione delle Figlie di Maria, che fa capo a s. Caterina Labouré (v.), con ca. 500.000 associate e 4000 sedi, quella degli Angeli, della Medaglia miracolosa, delle Leisine, degli Oratori, ecc. Anche le missioni estere occupano un posto d'onore e attualmente la Compagnia conta 4339 suore missionarie sparse in Asia, Africa, Oceania. Alcune di esse hanno suggellato col martirio il ministero di carità. Sono poi da ricordare, nel sec. XIX, la manifestazione della Medaglia miracolosa a s. Caterina Labouré (1830), dello Scapolare verde a suor Giustina Bisqueyburu (1840) e di quello della Passione a suor Apollina Andriveau (1846).

L'organizzazione e gli intenti delle F. della C. servirono di esempio ad altre Compagnie che si vennero fondando negli ultimi tempi.

Attualmente (1949) le F. della C. formano il più numeroso esercito religioso femminile che conti la Chiesa con ca. 45.000 suore, 4000 case, divise in 33 provincie. - Vedi tav. LXXXIV.

Bist. L. Ccher, La F. della C., trad. it., Piacenza 1990; P. Cocte, C. Bouson, G. Goyau, Les Filles de la Charité, Parigi 1933.

Annibale Bussini
FIGLIE DELLA CHIESA. - Congregazione religiosa sorta a Venezia nel 1940 ad opera di suor Maria Oliva del Corpo Místico e canonicamente eretta dal cardinale patriarca il 21 apr. 1946. Ha avuto il decreto di Iode dalla S. Sede il 21 dic. 1949.

Presentemente in 12 case, tutte in Italia, vivono 120 religicse dedite a sostenere e salire l'educazione pubblica e ad aiutare i parrocí nel loro ministero spirituale e sociale.

Bist. : onor. Oliva della Madre di Dio, Fialta della Chiera, 2 ed. Roma 1950: Gabriele di S. M. Maddalena. La F. della C., in Rivista di vita spirituale, 4 (1950), pp. 42-57. Silverio Mattei

## FIGLIE DELLA COMPASSIONE, SERVE

DEL SIGNORE. - Il 5 dic. 1841 la nobildonna Alfonso Petit, dopo la morte del marito e delle figlie, si consacro tutto al servizio dei malati poveri, radicandoli nella sua tenuta di Demfront. Aumentato il numero dei malati essa cercò delle aiutanti, con le quali iniziò una associazione, che mons. Gignoux, vescovo di Benavois, crease il 18 febbr. 1854 in Congregazione religiosa. La Petit ne fu la prima superiora con il nome di suor Maria della Compassione.

Fine specifico dell'Istituto è l'assistenza ai malati poveri, anche a domicilio. Il 19 ag. 1867 Pio IX conosce il decreto di Iode: le costituzioni furono approvate temporaneamente nel 1906, e il 30 nov. 1932 definitivamente. L'Istituto conta una ventina di case a 150 suore.

Bist.: Archivio S. Conur. dei Religiosi, B. 27.
Giallo Mandelli
FIGLIE DELLA CROCE (Palermo). - Fondato dal sac. Nunzio Russo da Palermo, l'Istituto fu eretto canonicamente dal vescovo di Cefalù nel 1893, ma nel 1924, per desiderio dell'arcivescovo di Palermo, la casa generalizia si trasferì in questa città. Il decreto di Iode è del 17 luglio 1932 insieme con l'approvazione temporanea della costituzione.

La natura dell'Istituto è quella di più società di persone viventi in comune senza voti : terminato il noviziato le suore emettono una promessa di perseveranza nell'Istituto per un periodo di tre anni e quindi in perpetuo. Sono distinte in due classi : le maestre e le coadiuvati. Promuovono nel popolo, e specie nelle parrocchie più abbandonate, l'istruzione religiosa della gioventù a la pratica delle prime Comunioni; nonché l'educazione cristiana e civile della gioventù femminile con scuole, convitti, case di lavoro, assistenza alle chiese povere e aiuto ai parrocí nell'istruzione catechetica nella promozione alla frequenza dei Sacramenti e all'assistenza liturgica alla S. Messa. Sono ca. 300 suore in 40 case.

Bist.: Archivio S. Conur. dei Religiosi, P. 99.
Agostino Pugliese
FIGLIE DELLA CROCE (Saint-Brieuc). L'origine di questa Congregazione rimonta a s. Francesco di Sales, che nel 1619 concertò a Parigi con madame Marie l'Huillier de Villeneuve l'istruzione di una associazione avente per scopo specifico l'educazione della gioventù femminile mediante pensionati, convitti, opera dei ritiri, catechismi, ecc. Egli stesso redasse le prime costituzioni che si conservano a Guingamp. Tuttavia la Congregazione prese una consistenza giuridica solo nel 1642 , aiutata anche da s. Vincenzo de' Paoli. Nonostante molte difficoltà l'opera si estese in diverse diocesi, specialmente in St-Brieuc, dove, dopo la Rivoluzione,

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ebbe la sua casa centrale. Il 22 nov. 1853, la S. Sede concesse il decreto di lode, e le costituzioni, approvate in un primo tempo da mons. Sainflant, ebbero l'approvazione apostolica definitiva il 15 genn. 1935.

Nel 1948 l'Istituto aveva 9 case e 220 professe.
Bib.: M. Hoinbucher, Die Orden und Kongregationen der bathalischen Kirche, II. Paderborn 1934, p. 248; Archivio S. Congr. dei Religiosi, P. 3.

Partinico (Monresle) nel 1892, per opera specialmente della madre Maria Rosa Zangara, ed ha attualmente la sede generalizia a Palermo. Ottenne l'approvazione il 10 dic. 1928 e il 3 ag. 1937 quella definitiva delle costituzioni.

Suo fine è l'esercizio della carità eristiana verso gli infermi (anche a domicilio), i poveri vecchi, e le fanciulle abbandonate, pericolanti o altrimenti bisognose d'assistenza e d'aiuto.
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Figlie della Divina Provvidenza - Asilo infantile - Gerace (Reggio Calabria).

Nel 1949 l'Istituto aveva +1 case e 267 suore.

BibL.: Archivio S. Congr. dei Reliziosi, P. 91.

Agostino Pugliese
FIGLIE DELLA PRESENTAZIONE DI MARIA S.ma AL TEMPIO (Como). - Sorsero in Borgo S. Vitale, Como, nel 1833 a iniziativa di due giovani, Francesca Butti e Maria Rossi, le quali presero a vivere in comune occupandosi dell'istruzione e della formazione cristiana delle fanciulle povere e abbandonate, assistendo nella parrocchia quelle che si accostavano ai Sacramenti e nell'insegnamento del catechismo. Quattro anni dopo l'Istituto fu approvato dal vescovo di Como come Pia Associazione e nel 1895 divenne di diritto diocesano. Nel 1934 ebbe dalla S. Sede il decreto di lode e l'approvazione temporanea delle costituzioni, le quali furono poi definitivamente approvate il 4 maggio 1941.

Il fine dell'Istituto è l'educazione e l'istruzione della gioventù con educandati, esternati, oratori femminili festivi, asili infantili, orfanotrofi e pensionati femminili. Inoltre le suore insegnano il catechismo nelle parrocchie e preparano i bambini alla prima Comunione. Nel 1948 le suore erano 183 con 28 case.

BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, C. 103. Agostino Pugliese
FIGLIE DELLA PROVVIDENZA (Modena). Nel 1828 si scioglieva la Comunità della Figlie di Gesù che in Modena aveva cura della scuola di carità. In seguito a clò tre suore della disciolta Comunità, per opera del pio e dotto sacerdote Severino Fabriani, prendevano il nome di F. della P. e, dietro invito del governo ducale, rimanevano in una parte dell'edificio per la cura delle sordomute, che già prima vivevano con altre bambine nella scuola di carità. Il nuovo Istituto fu approvato da Gregorio XVI il 9 genn. 1845, e nei primi giorni di luglio 1857 fu confortato dalla visita di Pio IX, che, commosso dallo spettacolo delle inferme così bene educate, lasciò nel partire questa benedizione alle suore: "Benedetto F. della P., che fate parlare i muti!".

Le costituzioni, approvate nel 1855 , dall'Ordinario di Modena, ricevettero l'approvazione apostolica temporanea il 6 luglio 1932, e definitiva il 7 genn. 1941.

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Il fine dell'Istituto è l'educazione e l'istruzione delle fanciulle sordonute; esso ha 5 case con 45 suore che emettono un quarto voto di carità verso le sordomute.

BibL.: M. Heimbucher, Die Orden und Kongregationen der katholischen Kirche, 1, Paderborn 1924. Dp. 539: Arch. S. Congr. dei Religiosi, M. 1.

Agostino Pugliese
FIGLIE DELLA SANTA CROCE (Liegi). Istituto religioso sorto in Liegi nel Belgio nel 1833, con lo scopo speciale di educare le ragazze specialmente povere, di riabilitare le carcerate e le penitenti. Nel 1843 ebbe il decreto di lode e di approvazione definitiva e nel 1851 l'approvazione delle costituzioni. Nel 1947 si aggregò l'Associazione delle "Ausiliatrici laiche della Croce", della quale la S. Sede approvò gli statuti e i regolamenti.

Con decreto del 30 nov. 1943, le suore di un istituto diocesano locale, dette di S. Giuseppe, fondato a Liegi nel 1853 e approvato nel 1840 , ormai ridotte di numero e impossibilitate a esercitare le loro opere, furono unite con pari diritto alla classe delle coriste delle F. della C.

Al presente le suore sono 1867 con 93 case.
BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, L. 7.
Agostino Pugliese
FIGLIE DELLA SANTAVERGINE «SUORE DEL RITIRO" (Vannes). - Dopo le guerre di religione sorsero in Bretagna uomini evangelici che lavorarono strettamente per la rinascita spirituale della loro terra. L'iniziativa speciale per ottenere il risveglio religioso del popolo furono le missioni popolari che il p. Huby volle perpetuare suggerendo, verso la fine del sec. xvir, alle ven. Caterina di Francheville l'opera dei ritiri, che il vicario generale di Vannes, mons. de Kerlivio, doveva organizzare. Ne nacque una Congregazione di suore di voti semplici, approvata il 21 ott. 1675 dal vescovo di Vannes, che successivamente nel 1703 ne approvava pure le costituzioni.

Dopo la Rivoluzione, l'opera si riprese; nel 1864 ritornò alla sua calla primitiva, l'11 giugno 1866 ottenne il decreto di lode e il 17 dic. 1887 l'approvazione definitiva. Le costituzioni furono rivedute dopo la pubblicazione del Codice ed approvate il 24 marzo 1931.

Le suore si consacrano alla santificazione del prossimo non solo col promuovere i ritiri, ma anche con l'impertire una sana educazione alla gioventù femminile e con l'esercizio di altre opere di carità e di apostolato. Nel 1937 avevano 11 case ed erano 140.

BibL.: M. Heimbucher, Die Orden und Kongregationen der katholischen Kirche, II, Paderborn 1934, p. 219: Arch. S. Congr. dei Religiosi, V. 25.

Agostino Pugliese
FIGLIE DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE (Buenos Aires). - L'esistenza giuridica dell'Istituto risale al sett. del 1904, quando l'arcivescovo di Buenos Aires lo riconobbe come Istituto di diritto diocesano.

Le sue origini però si allacciano all'Istituto delle Suore di Carità Figlie dell'Immacolata, dette "Turchine", fondate da Maria Foliano nella diocesi di Caristi (Catanzaro). Questo Istituto, fondato il 30 genn. 1898 , fu sciolto il 30 genn. 1901, e fu data facoltà agli Ordinari dei luoghi dove ne esistevano case a riunirle se congregazioni di diritto diocesano, modificando soltanto l'abito, il titolo e le costituzioni dell'Istituto. La Congregazione argentina si sviluppò ed ottenne dalla S. Sede il decreto di lode il 14 febbr. 1934, mentre le costituzioni, approvate temporaneamente nel 1934, ebbero l'approvazione definitiva nel 1942. Nel 1946 aveva 16 case e 180 suore professe.

BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, B. 131.
Giulio Mandelli
FIGLIE DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE (Reggio Calabria). - Nel 1897 la signora Bri-
gida Pastorino gettava le basi della Società delle F. dell'I. C. di Reggio Calabria. Incoraggiata ed aiutata dall'arcivescovo locale, il 6 nov. 1898 con 9 compagne fondava la prima casa. Due mesi dopo l'arcivescovo dava loro l'abito religioso; il 26 apr. 1901 ne approvava l'Istituto e il 16 luglio dello stesso anno le costituzioni.

Il decreto di lode fu dato l'11 dic. 1911; il 10 apr. 1921 fu approvato l'istituto e temporaneamente anche le costituzioni.

Suo fine è di procurare la cultura religiosa, morale ed intellettuale della gioventù femminile con educatori, scuole, pensionati, laboratori per fanciulle di ogni condizione. Nel 1943 aveva 41 case con 276 suore.

BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, R. 46, b.
Agostino Pugliese
FIGLIE DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA MARIA VERGINE. L'Istituto ebbe principio a Roma nel 1854, dove due nobili signore polacche, Giuseppina Karska e Marcellina Darowska, sotto la guida del g. Kaysiewicz, iniziarono una vita in comune con altre due che intanto si erano loro aggiunte. Nacque così una piccola comunità che nel 1859 ottenne di portare un abito distinto.

Dopo il 1860 l'opera prese a svilupparsi lentamente e nel 1863 ottenne il decreto di lode. Trasferitosi in Polonia a Saztowice, diocesi di Leopoli, essa soggiacque alle vicende politiche polacche di quei tempi, ma continuò lentamente a prosperare tanto che nel 1874 ottenne il decreto di approvazione definitiva e dodici anni dopo quello di approvazione temporanea delle costituzioni, che furono poi approvate definitivamente nel 1899 , e rifuse di nuovo il 22 nov. 1925.

Dopo la morte della Darowska (1911) l'Istituto, attraversò una lunga e laboriosa crisi di assestamento, aggravata dal