emporanea delle costituzioni, che furono poi approvate definitivamente nel 1899 , e rifuse di nuovo il 22 nov. 1925.
Dopo la morte della Darowska (1911) l'Istituto, attraversò una lunga e laboriosa crisi di assestamento, aggravata dalla guerra, che terminò con l'intervento diretto della S. Sede nel 1935.
Nel 1947 aveva 11 case e 293 suore.
Scopo dell'Istituto è l'educazione gratuita della groventù femminile e il lavoro manuale.
BibL.: M. Heimbucher, Die Orden und Koorregationen der katholischen Kirche, II, Paderborn 1934, p. 219: Arch. S. Congr. dei Religiosi, R. 18.
FIGLIE DELL'IMMACOLATO CUORE DI MARIA (Langres). - L'Istituto fu fondato verso il 1835 a St-Loup-sur-Anjou, diocesi di Langres, dal vescovo diocesano, dietro la cui ispirazione una pia signora si consacrò con due compagne all'educazione cristiana delle fanciulle e a sollievo dei malati e dei poveri. L'opera si sviluppò fino a diventare una Congregazione religiosa sotto la Regola di s. Agostino, e, come tale, ebbe le costituzioni approvate dallo stesso Ordinario di Langres. Il 7 ag. 1867 fu concesso il decreto di lode e il 21 maggio 1890 l'approvazione dell'Istituto, mentre quella delle costituzioni è del 1938 ad experimentum.
Le suore si occupano dell'educazione cristiana delle fanciulle, promuovono corsi di esercizi spirituali tra secolari, hanno orfanotrofi, opere di zelo cristiano, come quella dei catechismi e dei tabernacoli.
Hanno al presente 8 case e 80 suore.
BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, L 33; M. Heimbucher, Die Orden und kongregationen der katholischen Kirche, II, Paderborn 1934, p. 314.
Agostino Pugliese
FIGLIE DELL'ORATORIO (Lodi). - Istituto fondato in Regona (diocesi di Cremona) verso il 1870 dal parroco locale Vincenzo Grossi. Nel 1901 la casa generalizia si trasferì a Lodi dove sta tuttora.
L'Istituto ebbe il decreto di lode e l'approvazione temporanea delle costituzioni nel 1915, quella definitiva dell'Istituto e delle costituzioni il 29 apr. 1926.
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Scopo specifico sono le opere parrocchiali catechismi, ritiri alle operaie, scuole, oratori festivi.
Nel 1943 le stiore erano 387 con 55 case.
BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, L. 61.
Agostino Pugliese
FIGLIE DEL SACRATISSIMO CUORE DI GESƯ. - Ebbe origine come Congregazione di diritto diocesano nella prefettura apostolica di Niigata con decreto del 31 maggio 1920. La fondatrice è stata la sttora tedesca Teresa Illerhaus che allo scopo aveva lasciato la Congregazione delle Serve dello Spirito Santo. Diventta cittadina giapponese cambio il cognome in quello di Misono.
La Congregazione ha il fine di aiutare l'apostolato dei missionari con opere sociali, caritative ed educarive. Nel 1938 la casa generalizia fu trasferita nella diocesi di Yokohama e precisamente a Fujisawa. Da Propaganda in data 7 apr. 1949 ottenne il * decretum laudis e l'approvazione delle Costituzioni ad septemnium s. Coma ora 130 suore, tutte giapponesi, che lavorano in nove centri dispersi nel Giappone.
Saverio Pavent
FIGLIE DEL SACRO CUORE (Bergamo). Istituto fondato a Bergamo nel 1831 dal can. Giuseppe Senaglio e dalla ven. Teresa Eustochio Verzeri. Suo scopo è l'educazione e l'istruzione con scuole d'ogni grado, asili ed orfanotrofi. E diffuso in Italia ed in Brasile con 45 case ed oltre 1000 suore.
BibL.: G. Arcangeli, Vita della ven. Teresa E. Verzeri, 2^{2} ed., Bergamo 1806.
Silverio Mattei
FIGLIE DEL SACRO CUORE DI MARIA, ADORATRICI DI N. S. G. C. IN SACRAMENTO (Angers). - Poco prima della Rivoluzione Francese il parroco di Baugé nella diocesi di Angers, Renato Bernult, servendosi dell'opera della pia signorina Gironardière, aprì una casa di carità destinata a raccogliere ed istruire cristianemente gli incurabili ed i fanciulli poveri. Dopo la tempesta, l'opera fu approvata dal vescovo e costituita in Congregazione religiosa, approvata, insieme alle costituzioni, da Pio VII il 14 sett. 1821. Riviste secondo il Codice, le costituzioni furono di nuovo approvate il 7 dic. 1939.
La suore, dedite al servizio dei poveri, alla cura e al servizio degli ammalati e dei vecchi, nonché alla cristiana educazione degli orfani, sono presentemente 81 con 4 case.
BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, A. 9.
Agostino Pugliese
FIGLIE DEL S.MO E IMMAGOLATO CUORE DI MARIA (Gerona). - Istituto fondato in Olot (diocesi di Gerona) nel 1848 dal sac. Gioacchino Masmitja sotto la Regola agostiniana, che ricevette il decreto di lode il 20 febbr. 1893. Il 14 dic. 1901, sotto l'urgenza delle tomute leggi eversive, fu provvisoriamente approvato. L'approvazione delle costituzioni si ebbe il 21 genn. 1907.
L'Istituto si dedica all'istruzione ed educazione cristiana delle bambine. Nel 1949 aveva 32 case e 316 suore.
BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, G. 24. Agostino Pugliese
FIGLIE DEL S.MO SALVATORE DI POSONIO (Timavia). - La Congregazione è un ramo dell'Istituto delle Suore del S.mo Salvatore, fondato in Alsazia nel 1849. Da quell'Istituto si staccò nel 1865 il ramo austriaco delle F. del Divino Salvatore, dalla quale nel 1916 il primate d'Ungheria staccò la Congregazione delle F. del S.mo S. di P. La nuova Congregazione ottenne il decreto di lode il 6 luglio 1932, insieme con l'approvazione temporanea delle costituzioni, le quali furono poi definitivamente approvate l'ri maggio 1942.
La Congregazione, nata in tempi di guerra, soffri molto per le contingenze di tempo e di luogo, ma non venne mai meno allo scopo per cui era stata eretta: cura dei malati sia negli ospedali che a domicilio; educazione della gioventù, pensionati di donne, confusione di paranonti sacri.
Alla fine del 1942 le suore erano 534 con 32 case.
BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, T. 77; L. Pfleger. Die Congregationen der Silwestern vom alterheiligsten Hollande. Friburgo in Br. 1921; M. Heimbucker, Die Orden und Kongregationen der katholischen Kirche, II, Paderborn 1934, a 232 sec. Agostino Pugliese
FIGLIE DI BETHLEM. - Congregazione religiosa fondata a Milano nel 1864 da Virginia Besozzi per raccogliere ed educare ragazze povere. Approvata dalla S. Sede a diffusa in Lombardia ed in altre regioni d'Italia, la Congregazione conta oggi 50 case con oltre 300 religiose.
BibL.: C. Romano, La m. Virginia Besozzi, Milano a. d. Silverio Mattei
FIGLIE DI CRISTO RE (Granata). - Istituto religioso fondato in Granata il 26 maggio 1876 dal canonico G. Gras Granollers. Ottenne il decreto di lode il 15 febbr. 1898 e l'approvazione il 16 ag. 1901. Le costituzioni di ispirazione agostiniana furono approvate il 4 dic. 1906 e, definitivamente, il 12 luglio 1944.
Scopo particolare dell'Istituto è di dare un culto speciale alla regalità di Cristo e una educazione solidamente cristiana alle fanciulle nei collegi, negli opifici e nelle scuole domenicali.
Nel 1948 aveva 30 case e 300 suore.
BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, G. 26.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI GESÚ (Salamanca). - Il 6 ag. 1901, nell'imminenza di leggi eversive, fu approvato definitivamente questo Istituto sotto a Salamanca. L'anno dopo, ma ad experimentum, venivano pure approvate le costituzioni. Era stato fondato da una pia signora del luogo nel 1873 e canonicamente eretto come Istituto diocesano nel 1891.
Suo scopo è l'istruzione specialmente catechistica delle adulte e l'educazione dei bambini di ambo i sessi. Nel 1945 aveva 25 case e 555 suore.
BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, S. 22.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI GESÚ (Verona). - Istituto religioso femminile fondato a Verona per l'istruzione ed educazione delle giovani dal sacerdote Pietro Leonardi (1769-1844), uomo di grande attività caritativa e di instancabile zelo per le anime. Approvato dalla S. Sede, l'Istituto è diffuso nell'Italia settentrionale con 35 case e 237 suore.
BibL.: C. Bresciani, Vita di d. Pietro Leonardi, Verona 1859; anon., D. Pietro Leonardi, cenni biografici, (vi 1912.
Silverio Mattei
FIGLIE DI MARIA. - Associazione di giovanette, che ha lo scopo di onorare la S.ma Vergine con particolari pratiche di pietà, promuovere la santificazione personale dei membri e l'apostolato familiare e sociale, secondo i metodi e gli ataturi dei diversi rami.
Origini. - Più di una famiglia religiosa ha il merito di aver riunite le giovani in una specie di Congregazione ad onore di Maria. Nel sec. XIV prosperava in Ravenna, nella chiesa di S. Maria in Porto, dove si venerava la celebre Madonna Greca, una Confraternita miata di Figli e F. di M. Le Memorie Portumai (redatte nel sec. XIV su documenti anteriori : copia del sec. XVII nella Biblioteca Classense : A. Benini, La basilica rinascimentale di S. Maria in Porto e i suoi cimeli, Ravenna 1950, pp. 27-29) ne fanno istitutore il b. Pietro degli Onesti (de Honestie),
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detto il Peccatore, canonico regolare del sec. xit. Questa Confraternita divenne presto famosa sia per la qualità che per il numero dei confratelli. Insigni personaggi, perfino imperatori, vi diedero il nome. Nel 1230 gli iscritti superavano i centomila.
Nel '600 un altro canonico regolare della Lorena, s. Pietro Fourier ( 1565-1640 ), istituì un duplice sodalizio per mantenere nella gioventù femminile la pietà mariana; nel 1620 cresse, con uno speciale regolamento, la Congregazione delle Figlie secolari o esterne, per la ex-allieve delle Canonichesse regolari da lui fondate; nel 1631 fece approvare dal vescovo diocesano, per la sua parrocchia di Mattaincourt, una Confraternita sotto il titolo della Immacolata Concezione. L'associazione radunava, dopo i Vespri dei giorni festivi, le giovani ex-allieve dai quindici anni in su per onorare la Vergine Immacolata ed ascoltare per istruzioni. Le congregate portavano come distintivo uno scapoliere di colore celeste, che aveva impressa da una parte l'immagine della Immacolata Concezione, dall'altra l'iscrizione: «Maria è stata concepita senza peccato». Ebbe l'approvazione della S. Sede, ma solo per i monasteri delle Canonichesse regolari di NotreDeme. Innocenzo X le concesse numerose indulgenze (cf. P.-J. Rogio, Histoire du Sirah. Pierre Fourier, I, Verdon 1887, pp. 138-39; J.-B. Vuillemin, La vie de st Pierre Fourier, Parigi 1897, p. 305).
A metà del sec. xvi il greuita p. Giovanni Leone Flamaningue, professore nel Collegio Romano, formò tra i suoi alunni un'associazione mariana, avente gli stessi scopi, approvata nel 1584 da Gregorio XIII ed onorata poi del titolo di Prima-Primaria. Tre secoli dopo, sull'esempio del titolo dei Gesuiti, le Dame del S. Cuore crearono la stessa associazione per le allieve dei loro pensionati e nel 1832 per le signore esterne sotto il titolo dell'Immacolata Concezione.
D'una Congregazione di F. di M. per giovanette, nelle parrocchie, si fa cenno nella vita di Marie-Rose (Sulalia Durocher, 1811-55; cf. P. Duchaussois, Rose du Canada, Montréal 1932, p. 103). Questa Congregazione, la prima del Canada, fu eretta canonicamente il 26 maggio 1842 dal p. Telmon, O. M. I., e la prima "superiora" ne fu appunto la Durocher.
Ma tutte le associazioni ricordate erano circoscritte ad un luogo o riservate ad un determinato Ordine religioso e non ebbero uno sviluppo vitale e duraturo. Le associazioni mariane femminili viventi hanno i loro veri inizi nel sec. xix.
1. F. di M. Imnacolata. - L'origine si ricollega con le apparizioni della S.ma Vergine a s. Caterina Labouré ( 1830 ) ed è così formulata dalla Santa: "Un giorno dissi : alg. Aladel [il direttore spirituale della suora], la S.ma Vergine vuole che cominciate un'associazione di F. di M. Voi ne sarete il fondatore e il direttore ". Prima del 1830 nelle case delle Figlie della Carità, come per Parigi alla Provvidenza della Rue Oudinot (1820) e, pare, a S. Medardo e alla Maddalena (cf. M. Chevalier, La médaille miraculeuse, Parigi 1878, pp. 340-41), esistevano già associazioni di F.d.M., ma erano casi isolati. Si trattava di organizzare e diffondere l'iniziativa e il desiderio della Vergine apparve come un celeste invito. P. Aladel ( 1800-69 ) si mise all'opera.
La prima associazione fu eretta nella parrocchia di St-Pierre-du-Gros-Caillou a Parigi ( 6 sett. 1837). I gruppi si moltiplicarono rapidamente. Dieci anni dopo (1848) un rescritto di Pio IX accordava in perpetuo al superiore generale dei Preti della missione la facoltà di erigere l'associazione in tutte le scuole di giovanette dirette dalle Figlie della Carità, con tutte le indulgenze concesse alla Congregazione mariana Prima-Primaria del Collegio Romano. Questo favore si estenderà più tardi ai fanciulli poveri (1850), alle giovanette in generale (1876), alla parrocchie che ne faremo domanda (1931). Il primo manuale (1848), restato sostanzialmente fino ai nostri giorni (ultima ed. 1948), dà precise indicazioni sul funzionamento e l'organizzazione dell'associazione. Gli An-
nales des Enfants de Marie, dal 1919 sostituiti dal periodico mensile Rnyous, come organo centrale, in varie edizioni per le diverse classi di Figlie, e da un gran numero di bollettini nazionali e regionali (in Italia, Maria nostra luce, Torino dal 1894), tengono vivo lo spirito, lo iniziative, gli scopi dell'associazione: onorare e fare onorare Maria Immacolata, santificazione personale e esercizio di un vero e fartivo apostolato. Le Figlie hanno una propria organizzazione centrale a pariferica. In alcune parti sono a carattere diocesano e nazionale e costituiscono il vivale delle dirigenti di Azione Cattolica, sulla forma comune e specializzata. L'associazione ebbe le prime ramificazioni in Italia a metà del secolo scorso. A Roma la prima fu stabilita nella parrocchia di S. Giovanni dei Fiorentini nel 1862. Da questo ebbe origine la Pia Unione delle F. di M. (v. sotto), alla quale diede vita nel 1864 , sotto la direzione del parroco di S. Agnese fuori le mura in Roma, p. Passèri, la marchesa Costanza Lepri, Figlia di M. di S. Giovanni de' Fiorentini, assieme ad alcune altre associate. La Lepri aveva aperto presso la chiesa di S. Agnese una scuola per giovanette e volle istituire tra loro l'associazione. La Pia Unione, autorizzata dal direttore delle Figlie di S. Giovanni de' Fiorentini, ed organizzata con gli stessi metodi, manuale, aiutati e regolamenti, s'andò affermando poi nelle parrocchie, fu decorata dal titolo di Primaria e diventò uno dei rami più importanti dell'associazione (cf. C. Uttini, Relazione succinta dei vantaggi opportali dall'Associazione delle Figlie... in Roma nei primi 25 anni dalla fondazione, Roma 1887, p. 7). Secondo la statistica del 1948, le Figlie cminano 300.000 iscritte, distribuite in 3000 sedi.
Biel.: M. Chevalier. La médaille miraculeuse, Parigi 1878; E. Cassinari, Il I Centenario della medaglia miraculosa, Roma 1930, pp. 207-10; La médaille miraculeuse, in Annales de la Mission, 92 (1930), pp. 123-264 (cf. in particolare pp. 246-55); S. Caprer. La nostra storia vivente, in Annali della Missione, 36 (1949) pp. 22-31.
2. F. di M. Immacolata Ausiliatrice. - La loro origine risale a s. Giovanni Bosco, il quale desiderava che, anche per le giovanette come per i giovani, si istituisse un sodalizio nel quale trovassero i mezzi necessari per esser formate alla purezza e all'ape. stolato.
Fin dai primi anni della seconda famiglia religiosa ( 1877 ), vivente ancora il Fondatore e la confondatrice, madre M. Dom. Mazzarello, a l'esemplare Figlie di M. " (Pio XI), si ebbero vari tentativi per costituire tale associazione.
Ma l'idea fu attuata solamente durante il governo del successore d. Michele Rus, che l'8 dic. 1895 la istituiva ufficialmente in Valdocco (Torino), innestata all'accionfraternita dei devoti di Maria Ausiliatrice. Negli anni successivi crebbe rapidamente specialmente per impulso del servo di Dio d. Filippo Rinaldi. Ebbe regolamenti, medaglia e stendardo propri. Con rescritto dell's dic. 1911 la S. Sede ha concesso al rettor maggiore dei Salesiani la facoltà di erigerla canonicamente nelle case dell'istituto. Le Figlie nel 1945 contavano 294 centri e ca. 100.000 iscritte.
Bim.: annn., Piccolo manuale delle F. di M. Imnacolata Ausiliatrice, Torino 1942.
3. Pia Unione delle F. di M. - Dopo le apparizioni della Vergine S.ma a s. Caterina Labouré (1830) e la definizione del dogma dell'Immacolata (1854), associazioni mariane germogliarono in più parti. Per suggerimento e iniziativa della marchesa Costanza Lepri, il parroco di S. Agnese, fuori le mura di Roma, d. Alberto Passèri, poi abate generale dei Canonici Regolari Lateranensi, il 23 genn. 1864 fondò un'associazione di Figlie sul tipo e con i regolamenti di quella già esistente nella casa delle Figlie della Carità a S. Giovanni de' Fiorentini (della quale la
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Lepri era membro), ma a carattere parrocchiale. Approfittando poi della circostanza che la santa titolare della sua chiesa era la giovanetta romana venerata in tutto il mondo il p. Passèri ottenne che l'Associazione venisse eretta con il titolo di «Pia Unione delle F. di M. sotto il patrocinio della Vergine Immacolata e di s. Agnese v. e m." ( 30 sett. 1864).
Il p. Passèri modificò anche, in parte, il regolamento originario, inserendolo in un suo Manuale delle F. di M. che ebbe, in seguito, 47 edizioni. Pio IX, con lettere apostoliche, l'arric-chi di speciali indulgenze e, con breve del 16 febbr. 1866 , l'innalzò al grado di primaria, trasferendo poi il a febbr. 1870, nell'abate generale dei Canonici Regolari Lateranensi, la facoltà di aggregarle ad altre assocorzioni di F. di M. canonicamente erette, che ne facessero richiesta.
Numerosissime sono state sempre le domande di aggregazione alla Primaria di S. Agnese onde parteciparne i privilegi ed oggi (1930), raggiungono la cifra di ca. 13 mila.
La S. Congregazione delle Indulgenze, nel 1897 , fissò ed indulgensió, per tutte le F. di M. aggregate, una medaglia speciale da potrarsi indosso come distintivo.
Ciò che caratterizab, fin dal suo nascere, la Pia Unione delle F. di M. di S. Agnese, fu, oltre la devozione alla Martire romana, la sua universalita. Le altre Congregazioni mariane, allora, o non avevano il titolo di F. di M. o erano, di fatto, prevalentemente erette a beneficio dell'elemento maschile con preferenza per gli studenti a per i giovani delle classi elevate, come le era la celebre Congregazione della - Scaletta*: o, se avevano quasto titolo, erano riservate esclusivamente alle giovani viventi negli Istituri diresti da religizse. La Primaria di S. Agnese, invece, ebbe subito un carattere popolare e parrocchiale.
Le singole Pie Associazioni, poi, sono completamente autonome nella totale dipendenza dall'Ordinaria che, salva l'essenza della istituzione, può dar loro quegli statuti che giudica più convenienti per raggiungere il fine inteso nella fondazione della Primaria, con la quale mantengono, dopo l'aggregazione, solo una unione morale.
BibL.: A. Passèri, Manuale grande ad uso della F. di M., 47* ed., Roma 1028: La F. di M., periodico mensile, ergeao della Primaria di S. Agnese pubblicato a Roma dal dic. 1860 in poi. Annibale Buenini
FIGLIE DI MARIA (St-Denis de la Réunion). Congregazione religiosa fondata a Rivière des Pluies (Isola della Riunione) il 19 maggio 1849; il 27 dello stesso mese ricevette l'autorizzazione governativa con un decreto di Napoleone III. Nel 1891, il 28 genn., col decreto di lode entrava nell'ambito delle religioni di diritto pontificio e il 16 dic. 1901 veniva approvata da Leone XIII.
La Congregazione era sorta per catechizzare le schisve trasferite in quella calonia a scopo di sfruttamento. Venuto meno l'ideale primitivo con l'abolizione ufficiale della schisvita, le religioze si occuparono di scuole, di crilani, di abbondonati, di ammalati in ospedali e a do-
micilio nei campi di missione dove la Congregazione è nata e prospera.
Le costituzioni furono approvate la prima volta il 3 luglio 1934, e poi definitivamente il 13 dic. 1948.
Le religinse sono 273 in 48 case.
Bibl.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, D. 9; M. Heimhocher, Die Orden und Kongregationen der katholischen Kirche, II, Paderborn 1934. B. 513.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI MARIA, dette SUOre di SaNTA Filomena. - Istituto religioso sorto a Leuvesc in Francia nel 1841 per opera dei pp. gesuiti Fignillot e Robin, i quali affidarono la formazione del primo nucleo delle iscritte alle religioze di Nostra Signora del Cenacolo, dalle quali l'Istituto si staccò e prese vita autonoma nel 1838. Le suore hanno cura della gioventù che lavora in fabbriche, stabilimenti, opifici, ecc., nonché dei malati a domicilio. Fu approvato dalla S. Sede nel 1936 e conta al presente 25 case con oltre 200 religioze.
Silverio Mattei
FIGLIE DI
MARIA AUSI-
LIATRICE. - Isti-
tuzione sorta a Momese nel 1868 ad iniziativa del parroco locale d. Pestarino a della b. Maria Domenica Mazzarello in un modesto edificio già detto casa dell'Immacolata, e quindi Figlie dell'Immacolata le giovani che l'abitavano.
Nel 1871 s. Giovanni Bosco dette nuovo impulso a nuova vita a quest'istituzione, facendone una vera comunità religiosa e chiamando le giovani F. di M. A. L'Istituto è cosi divenuto il ramo femminile della grande istituzione scissiana, e le suore perseguono nel campo dell'istruzione e della educazione delle fanciulle lo stesso scopo di quello dei sacerdoti nel campo maschile. Dipende direttamente dal rettore maggiore dei Salesiani. Grandissimo è oggi il suo sviluppo e le suore, spiace in tutto il mondo, sono oltre 12.000 , con più di 1000 case.
Bibl.: F. Cerin, La b. Maria Domenica Mazzarello, Torino 1938.
Silverio Mattei
FIGLIE DI MARIA E GIUSEPPE, dette
Dames de Marie (Malines). - Istituto religioso sorto ad Olost-Gand (Belgio) al principio del sec. xix con lo scopo di istruire cristianamente la gioventù femminile; ottenne il decreto di lode il 20 luglio 1864 e l'approvazione il 22 luglio 1878. Le costituzioni furono approvate nel 1884; e definitivamente il 16 dic. 1891. Sono state poi conformate al Codice con decreto del 7 maggio 1932.
Scopo specifico dell'Istituto è l'educazione cristiana della gioventù nei pensionati, esternati e scuole gratuite per i poveri. Le suore sono divise in due classi: insegnanti e converse.
BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, M. 21; M. Heimbucher, Die Orden und Kongregationen der katholischen Kirche, II, Paderborn 1934. p. 507.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI MARIA IMMACOLATA (Agen). Fondato nel 1816 dal ven. Guglielmo Giuseppe
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Chaminade, l'Istituto ottenne il decreto di lode nel 1839 e quello di approvazione nel 1869 . Le costituzioni furono approvate definitivamente nel 1888. Inizialmente esso portava il titolo a Figlie di Maria", che con l'approvazione apostolica si completò con l'aggiunta: «Immacolata». Ha annessa la «Pia Associazione ospedaliera delle F. di M. I. - fondata nel 1836 e approvata dalla S. Sede insieme con l'Istituto.
Caratteristica di questo Istituto è il voto di stabilità che consiste essenzialmente in una consacrazione irrevocabile al servizio della Madonna. Il voto, voluto in origine dal fondatore, nelle redazioni posteriori delle costituzioni fu costituito da quello di clausura, cist, per la necessità delle opere, a sua volta scomparve. Però nel 1947 le suore chiesero la facoltà di ricmetterlo. Scopo specifico dell'Istituto è l'educazione e l'istruzione della gioventù. Ha 28 case e 297 suore.
Bial.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, A. 21; M. Heimbucher, Die Orden und Kongregationen der bethalischen Kirche, II, Paderborn 1924, p. 114. Agostino Pugliese
FIGLIE DI MARIA IMMACOLATA (Savona). - L'Istituto è stato fondato il 1^{0} marzo 1854 in Albisola Marina, presso Savona, da suor Teresa Vallega, per iniziativa del canonico Francesco Piccone. Le prime costituzioni furono approvate dal vescovo il 10 luglio 1872 . Il decreto di lode è del 12 sett. 1898 e l'approvazione temporanea delle costituzioni porta la data del 20 genn. 1941.
Lo scopo speciale dell'Istituto è l'istruzione e l'educazione della gioventù e l'assistenza degli infermi, specialmente poveri, anche a domicilio. E composto di una sola classe di suore che dopo un anno di noviziato emettono voti temporanei rinnovabili. Nel 1948, le religiose erano 242 e vivevano in 38 case.
Bial.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, S. 18.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI MARIA IMMACOLATA (Zakroczym). - Il 21 nov. 1891 il cappuccino p. Onorato Kuzminski, con l'approvazione dell'Ordinario diocesano, gettava le basi di questa Congregazione in Zakroczym (Russia), allo scopo di provvedere alle dellenne della moralità e della fede tra i cattolici delle città, e dava loro la Regola del Terziardine francescano e apposite costituzioni. Ma poco dopo le religiose, espulse, ripararono a Varsavia, ove continuarono a svolgere la loro attività. Per diverse contingenze solo il 9 febbr. 1934 si ottenne il decreto di lode e l'approvazione temporanea delle costituzioni.
Il fine speciale dell'Istituto è di promuovere i buoni costumi e la fede negli abitanti delle città con scuole d'ogni genere per fanciulle, con laboratori, convitti ed anche ricoveri per vecchi. L'Istituto è composto di coriste e converse. Nel 1942 le suore erano 214 con 8 case.
Bial.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, V. 97.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI MARIA IMMACOLATA DI GUADALUPE (Messico). - In seguito ad un suggerimento avuto da Pio IX nel 1879 il sacerdote Antonio Flancarte y Labastida fondava in Zamora (Messico) quest'Istituto religioso, allo scopo di provvedere all'insignamento catechistico allora vietato nello Stato. L'arcivescovo di Messico lo approvò insieme alle costituzioni nel 1885 . Il decreto di lode si ebbe il 21 maggio 1895 e quello di approvazione l'i1 ag. 1899. Le costituzioni furono poi conformate al Codice con decreto del 16 ag. 1938.
Lo scopo specifico è l'educazione cristiana e civile delle fanciulle di tutte le classi sociali, ma soprattutto delle più povere, in collegi e scuole gratuite, in asili e orfanotrofi per operale. L'Istituto ha anche cura degli
infermi negli ospedali e dai vecchi negli ospizi. Nel 1947 aveva 47 case e 540 suore.
Bial.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, M. 61.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI MARIA IMMACOLATA PER IL SERVIZIO DOMESTICO. - Istituto fondato a Madrid nel 1876 dalla b. Vincenza Maria Lopes Vicuña sotto la guida del p. Isidoro Hidalgo y Soba, per la cura e l'assistenza materiale e spirituale delle giovani addette al servizio domestico. L'Istituto fu approvato dalla S. Sede ed oggi ha 52 case con 1100 religiose.
Bial.: E. Federici, La b. Vincenza Maria Lopes Vivila, Roma 1990, p. 187 sgg. Silvario Mato
FIGLIE DI MARIA MISSIONARIE (Apuania). - L'Istituto fu fondato dal sacerdote cremanese Giacinto Bianchi nel 1875 in Pigna (diocesi di Ventimiglia) con l'assenso dell'Ordinario locale. La casa generalizia rimase a Pigna fino al 1901, allorché si trasferi nella diocesi di Mantova e successivamente a S. Paolo d'Enza (Reggio Emilia) nel 1915 e nella diocesi di Massa nel 1919. S. Giovanni Bosco se ne occupò incidentalmente ai suoi inizi, e comunicò una speciale benedizione di Pio IX. Il decreto di lode con l'approvazione temporanea delle costituzioni e del 1934. L'approvazione definitiva delle costituzioni è del 26 genn. 1942.
Le case sono sparse in Italia e Francia. Le suore si occupano dell'istruzione ed educazione delle figlie del popolo, con gali di infanzia, orfanotrofi, laboratori e altri mezzi simili. Prestano pure la loro opera nei seminari, collegi, ecc. Nel 1947 le case erano 35 e le suore 216.
Bial.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, M. 126.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI MARIA NOSTRA SIGNORA. Istituto fondato a Nuova Britain (Stati Uniti) dal sacerdote polacco Luciano Bojanowski, per la direzione di un orfanotrofio sotto forma di pia associazione. Nel 1929 assunse la forma di Congregazione religiosa per l'assistenza degli orfani e dei vecchi. Conta 16 case con 154 suore. Ha avuto l'approvazione dalla S. Sede nel 1936. Giulio Mandelli
FIGLIE DI MARIA Sima ADDOLORATA E DI SAN FILIPPO NERI (Siviglia). - Nel 1859 il sacerdote Francesco Garcia Tejero, dell'oratorio di S. Filippo Neri, fondava in Siviglia questa Congregazione di suore, la quale ottenne il decreto di lode nel 1874 e l'approvazione definitiva nel 1909. La regola fu conformata al Codice nel 1943.
La Congregazione, non molto sviluppata, a propone, secondo lo spirito di s. Filippo Neri, di educare e redimere le giovani cadute o pericolanti a impartire una cristiana educazione alla gioventù femminile, in riformatori e collegi. Nel 1948 constava di 8 case e 90 suore.
Bial.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, S. 7.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI MARIA Sima DELL'ORTO. Dette anche Gianelline. Istituto fondato a Chavari da s. Antonio M. Gianelli nel 1829 per la educazione ed istruzione della gioventù in asili e scuole di ogni grado, e per l'assistenza dei malati. Approvato dalla autorità ecclesiastica, l'Istituto è oggi molto diffuso in Italia, America e Asia con 75 case e oltre 2000 religiose.
Bial.: L. Sanguinetti, Consperidio della vita del b. Antonio M. Giannili, Isola Liri 1924. p. 38 sgg. Silvario Matoi
FIGLIE DI MARIA E SCOLOPIE FIGLIE DI MARIA (Bareellona). - Fin dall'a. 1829 esisteva nelle diocesi di Gerona, Barcellona e Vich l'i-
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sututo delle F. di M., le quali si occupavano dell'istruzione religiosa a civile delle ragazze secondo lo spirito di s. Giuseppe Calasanzio. Srano distinte in macstre e operaie. Furono approvate nel 1860 e dieci anni dopo furono temporaneamente approvate anche le costituzioni. Al titolo originario fu poi aggiunta la specificazione "Scolopie». Le costituzioni furono approvate definitivamente nel 1887 . Nel 1949 l'Istituto aveva 50 case in cui vivevano 726 sttore.
Bial.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, G. 4: M. Heimbucher, Die Orden und Kongregationen der katholischen Kirche, II, Paderborn, 1934, p. 314.
## FIGLIE DI NOSTRA SIGNORA AL MONTE
GALVARIO (Roma). - L'Istituto sorse nel 1641, per opera di Virginia Centurione Bracelli, e andò soggetto a molteplici vicissitudini finché non raggiunse la stabilita attuale merce la generosita del patrizio genovese Emanuele Brignola.
Il 23 maggio 1827 Leone XII chiamò a Roma alcune suore perché si occupassero delle riceverate nell'Ospizio di S. Maria degli Angeli alle Terme. Il 10 giugno 1833 Gregorio XVI assagno loro il monastero e la chiesa di di S. Norberto e l'8 luglio 1842 ne approvava la regola. Il 2 giugno 1022 furono approvate le costituzioni conforme al Codice e il 13 setr. 1948 fu approvato definitivamente un cuovo testo redatto secondo nuove esigenze.
Fine speciale dell'Istituto è l'insegnamento e l'educazione; le suore si occupano anche di giovani abbandonati, di vecchi e ammalati in ospedali, preventori ecc. Nel 1949 l'Istituto aveva 74 case e 290 suore.
Bial.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, R. 2: M. Heimbucher, Die Orden und Kongregationen der katholischen Kirche, II, Paderborn 1934, s. 23.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI NOSTRA SIGNORA DEI DO. LORI (Tarbes). - Istituto fondato a Tarbes in Francia il 28 marzo 1866, per opera della pia signorina di St-Fraz col concorso dei can. Ribes e con l'approvazione dell'autorità ecclesiastica diocesana, sotto la Regola di s. Agostino. Tre anni dopo l'Ordinario ne approvò le prime costituzioni. Il decreto di lode e l'approvazione temporanea delle costituzioni vennero il 9 dic. 1930.
Il fine speciale dell'Istituto è di onorare i Dolori della Vergine, diffondondone il culto e praticando in suo onore le opere di misericordia spirituale e corporale verso i poveri vecchi abbandonati, infermi e incurabili, mecogliondeli gratuitamente nelle proprie case e provvedendo al'e loro necessità con la questua.
Bial.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, T. 58.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI NOSTRA SIGNORA DELLA COMPASSIONE (Wellington). - Congregazione religiosa sorta nel 1883 a Jerusalem, nella diocesi di Wellington, per opera di una pia donna, Susanna Aubert, che da Lione era andata nella Nuova Zelanda fin dal 1860 . La nuova fondazione incominciava la sua vita giuridica nel 1892 con l'approvazione dell'Ordinario locale; il 1^{°} apr. 1917 otteneva il decreto di lode e il 14 febbr. 1940 la prima approvazione delle costituzioni.
Scopo specifico della Congregazione è l'esercizio delle opere di carità per ammalati di qualsiasi colore e religione in ospedali a a domicilio; per i figli illegittimi, abbandonati, orfani e le ragazze povere; le suore si occupano anche di giardini di infanzia, di nidi, di cucine per i poveri a disoccupati, ecc. Nel 1947 aveva 120 suore in 9 case spesse per le diocesi della Nuova Zelanda.
Bial.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, V. 77.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI NOSTRA SIGNORA DELLA MISERICORDIA. - Istituto fondato a Savona nel 1837 da s. Maria Giuseppa Rossello sotto la guida del vescovo mons. Agostino De Mari, per la istruzione a la educazione dei figli del popolo, per l'esercizio delle opere di carità ed assistenza, in scuole elementari e medie, collegi, orfanotrofi, case di pena, ricoveri per vecchi. Hanno presentemente 262 case con 3830 religiose.
Bial.: anon., S. Maria Giuseppe Rossello, Roma 1049; A. Odilonc, Lineamenti biografici di s. Maria Giuseppe Rossello, ivi 1949.
Silverio Mattei
FIGLIE DI NOSTRA SIGNORA DELLE MISSIONI (Southwark). - Fondato a Lione nel 1861 da suor Maria del S. Cuore per l'educazione e istruzione della gioventù e delle donne, soprattutto nei paesi di oretici o infedeli, l'Istituto ebbe il decreto di lode il 9 giugno 1869 e l'approvazione il 28 sett. 1877. L'approvazione temporanea delle costituzioni è del dic. 1890, la definitiva del 6 luglio 1906. Il 20 ott. 1932 furono approvate di nuovo le costituzioni stesse adeguate al Codice.
Scopo particolare è l'Istruzione e l'educazione cristiana delle fanciulle e delle donne, specialmente nei paesi di missione.
Nel 1948 l'istituto aveva 92 case con oltre 1000 suore.
Bial.: Arch. S. Congr. dei Religiosi L. 29 b: M. Heimbucher, Die Orden und Kongregationen der katholischen Kirche, II, Paderborn 1934, p. 342.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE (Bourges). - L'Istituto deve la sua esistenza al p. J. Chevalier, fondatore del Missionari del S. Cuore, che lo fondò nel 1882 a Issoudun con la signora Hartzer, in religione madre Maria Luisa. Nel 1906, a causa delle persecuzioni, la casa generalizia fu trasferita a Thuin nella diocesi di Tournai, ma nel 1922 fu di nuovo riportata a Issoudun. Il decreto di lode è del 23 luglio 1908; quello di approvazione dell'Istituto e delle costituzioni del 4 apr. 1928.
L'Istituto promuove un culto di onore, amore e riparazione al S. Cuore, in unione al Cuore Immacolato di Maria, e lavora nei luoghi di missione accanto ai Missionari del p. Chevalier. Sul principio c'erano due classi di suore che avevano un abito differente; ma ora esse formano una sola viore e vestono alla stessa maniera.
Bial.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, T. 62: A. Raimbert, Guide des vocations religieuses, II, Parigi 1934, pp. 497-73; M. Heimbucher, Die Orden und Kongregationen der katholischen Kirche, II, Paderborn 1934, pp. 387-91.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE (Napoli). - Ebbero la loro origine in Montefalcione (arcidiocesi di Benevento) nel 1888 per opera di Ida Cassi e con l'approvazione dell'Or-
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dinario locale. La casa generalizia fu nella diocesi di Nola e successivamente nell'arcidiocesi di Napoli in Arzano, dove è attualmente. L'S apr. 1935 ricevettero il decreto di lode e insieme l'approvazione temporanea delle costituzioni, le quali furono poi approvate definitivamente l'S apr. 1946. Nel 1922 fu alquanto modificato l'abito delle suore.
Queste si occupano delle scuole, asili, laboratori, educandati, orfanotrof, ricovari, seminari, assistenza agli infermi in ospedali e case di cura, insegnamento del catechismo nelle parrocchie. Nel 1943 erano 288 suore con 41 case.
Biel.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, N. 29 .
Agostino Pugliese
FIGLIE DI
SAN CAMILLO. Istituto fondato a Roma da suor Giuseppina Vannini e p. Luigi Tezza nel 1892, per l'assistenza agl'infermi sia negli ospedali che a domicilio. Ma oltre 200 suore in 14 case sparse in Italia, Olanda, Argentina.
FIGLIE DI SAN FRANCESCO D'ASSISI (Strigonia). - L'Istituto ebbe i suoi inizi nel 1894 per opera di Anna Mutter, la quale, con alcune compagne, dalla Svizzera s'era recata a Budapest per curarè i malati a domicilio.
Per quanto esse portassero un abito religioso e fossero ben viste dall'autorità ecclesiastica, solo nel 1904, quando il loro numero fu notevolmente aumentato, l'arcivescovo di Strigonia ne avesse canonicamente l'Istituto e dette loro un testo di costituzioni redatte dal gesuita p. Ludovico Trancsanyi. Il decreto di lode fu concesso il 18 genn. 1935 a con la stessa data furono temporaneamente approvate le costituzioni.
L'Istituto ha una sola classe di religjose che si occupano di ammalati tanto negli ospedali quanto a domicilio sotto il patrocinio di s. Francesco d'Assisi. Nel 1947 l'Istituto aveva 32 case, con 472 suore professe.
Biel.: Arch. S. Congreg. dei Religiosi, S. 47.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI SAN FRANCESCO DI SALES (Imola). - L'Istituto fu fondato nei 1869 in Lugo, diocesi di Imola, dal prevosto della Collegiata canonico Cavina e da suor Ippolita Fantini, la quale con una compagna era uscita a questo scopo dall'Istituto delle Suore di Carità di S. Vincenzo dei Paoli.
Nel 1872 il vescovo approvò l'Istituto, che già fin dal 1892, nonostante varie opposizioni e la ristrettezza finanziaria, varco i confini della diocesi e si estese assai. Il 30 genn. 1931 fu concesso il decreto di lode e contemporaneamente furono approvate le costituzioni in via di esperimento.
L'Istituto comprendeva due classi di suore, coriste e converse; ma, sul finire del 1946, le superiore chiesero a nome di tutte di unificare le due classi. Le suore al occupano della cristiana educazione della gioventil, dell'assistenza agli ammalati a della cura agli invalidi. Nel 1949 aveva 37 case, con aro suore professe.
Biel.: Arch. S. Congreg. dei Religiosi, I. 10.
Agostino Pugliese

Figlie di SAN GIUSEPPE (Gerona). - Sul principio del 1875 due giovani di modesta famiglia, Maria Comas e Maria Gri, desiderose di vivere una vita di ritiro e di raccoglimento, affittarono una casa a Calella de la Costa, diocesi di Gerona, nella quale furono presto raggiunte da altre giovani, a tutte insieme presero a condurre una vita di lavoro e di preghiera.
Foco dopo vennero in contatto col gesuita p. Francesco Butina che le prese sotto la sua direzione spirituale, prescrisse loro un primo regolamento e ne fece una vera congregazione religiosa che venne canonicamente creta il 18 ag. 1876 e approvato dall'Ordinario diocesano insieme con le costituzioni il 5 genn. 1879.
L'Istituto ricevette il decreto di lode il 21 sett. 1920 e la definitiva approvazione il 14 nov. 1902. Le costituzioni furono approvate definitivamente il 21 maggio 1935.
Lo scopo speciale è la cura degli ammalati e dei poveri negli ospedali e ospizi e a domicilio, e l'educazione e istruzione cristiana delle fanciulle povere. Nel 1948 l'Istituto aveva 51 case con 870 suore.
Biel.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, G. 28.
Agostino Pugliese
FIGLIE DI SAN GIUSEPPE (Santiago del Cile). - L'Istituto nacque nel 1866 per opera di monz. Gioacchino Lavrain Gandarillas, arcivescovo titolare di Anagarbo, in Santiago del Cile e approvato dall'autorita diocesana nel 1888 , od è costituito con le Suore della Provvidenza che non avevano accettato la riforma delle regole. Fu eretto canonicamente il 29 marzo 1895. Il 18 genn. 1920 la S. Sede concedeva il decreto di lode con l'approvazione temporanea delle costituzioni, che furono conformate al Codice e definitivamente approvate il 21 giugno 1938.
Il fine dell'Istituto è l'educazione dei fanciulli e l'assistenza ai malati. Nel 1946 aveva 16 case con 121 suore.
Biel.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, G. 22. Agostino Pugliese
FIGLIE DI SAN GIUSEPPE (Torino). Istituto fondato a Rivalba, Torino, nel 1877 dal sacerdote Clemente Marchisio, per la preparazione di quanto occorre al culto divino, come: ostie, vino, cera, biancheria, ecc. L'Istituto, approvato dalla S. Sede, conta oggi ca. 500 suore in 30 case diffuse in varie regioni d'Italia.
Biel.: D. Francberti, D. Clemente Marchisio fondatore dell'Istituto delle F. di S. G., Torino 1935. Silverio Mattei
FIGLIE DI SAN GIUSEPPE (Venezia). Questo Istituto fu fondato il 30 apr. 1850 da monz. Luigi Carbulotto, parroco di S. Giacomo Dall'Orio in Venezia, per raccogliere ed educare le figlie del popolo, sotto la Regola di s. Agostino e approvato dall'Ordinario locale il 23 luglio 1897. Esso ottenne dalla S. Sede il decreto di lode nel 1866 e l'approvazione temporanea delle costituzioni nel 1911, le quali furono poi definitivamente approvate il 7 maggio 1927.
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PORTA BRONZEA DELLA BASILICA VATICANA.
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A sinistra: SOGNO DI FILIPPO II, Dipinto di Domenico Thesonopedi detto "Il Greco" (fine del sec. xiv) - Escurizia, Sala Capitolare. A destra: RITRATTO DI FILIPPO III dipinto dal Velasquez e dal Gonzalez - Madrid, Gallerie del Prado.
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L'Istituto si occupa principalmente dell'educazione della gioventù, con preferenca di quella femminile abbandonata o pericolante, con scuole, asili, oratòri.
Nel 1949 aveva 54 case con 472 suore.
BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, V. 29. Agostino Pugliese
FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA (La Rochelle). - L'Istituto fu fondato a Saintes, diocesi di La Rochelle, nel 1817 dal parroco della Cattedrale, De Rupt. L'Ordinario diocesano lo approvò il 9 sett. 1819 e il 20 marzo 1820 approvò pure il primo schema delle costituzioni, che, ritoccate, furono di nuovo approvate il 24 marzo 1823.
Le suore seguono la regola di a. Agostino ed al principio emettevano solo i voti di obbedienza e di castità; però nel 1825 vi fu aggiunto quello di povertà e più tardi quello di stabilità con la promessa di consacrarci all'educazione della gioventù.
Le leggi Combiste del 1904 colpirono gravemente l'Istituto che fu ridotto alla sola casa madre riconosciuta come ospedaliera. Passate la persecuzione si riprese e il 1^{°} apr. 1934 ottenne il decreto di lode e l'approvazione temporanea delle costituzioni.
Le suore si occupano dell'educazione della gioventù in pensionati, scuole, orfanotrofi, opere, patronati, visita al mulatto domicilio e assistenza a cliniche e dispensari.
Nel 1947 erano 170 suore con 20 case.
BibL.: Arch. S. Congr. dei Reliziosi, L. 86; M. Heimbacher, Die Orden und Kompessationen des hutholischen Kirche, II. Paderborn 1934, n. 206. Agostino Pugliese
FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA (Como). - D. Luigi Guanella, divenuto parroco di Piancllo Lario nel 1881, vi trovò iniziato dal suo predecessore un esprcio per orfanello con l'assistenza di alcune pie Figlie di Maria Immacolata, a capo delle quali era Marcellina Bosatta. Egli ne prese cura speciale e lo riordinò disciplinamnente ed economicamente e chiamo quel gruppo di Figlie di Maria che volevano continuare ad occuparsene «F. di S. M. della P.», dando loro opportuni regolamenti, dai quali si svilupparono poi le costituzioni dell'Istituto, e nel 1885 un abito religioso speciale.
Cosi ordinato l'Istituto crebbe, oltrepassò i confini della diocesi e diede ovunque fruti consolanti, sicché la S. Sede gli concesse il decreto di lode nel 1901 e quello di approvazione dell'Istituto e di approvazione in via di esperimento delle costituzioni il 27 sett. 1908. L'approvazione definitiva di queste venne il 19 maggio 1917. Il 18 ott. 1920 la S. Congregazione dei Religiosi approvava le modifiche alle costituzioni, per conformarle al Codice.

Iper cortesia delle Fialle di S. Giuseppes Figlie di S. Giuseppe - Preparazione del vino per le SS. Messe. Istituto di S. Stefano Bellos (Como).

(per casticia delle Figlie di S. Anna)
Figlie a S. Anna - Ritratto della fondatrice Rosa Gattorno.
Scopo speciale dell'Istituto è la cura e l'assistenza alle orfane, alle deficenti e alle abbandonate. L'Istituto aveva, nel 1943, 43 case con 1030 suore profezie.
BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, C. 47. Agostino Pugliese
FIGLIE DI SANT'ANNA. - Istituto fondato a Piacenza nel 1866 da Rosa Gattorno (n. a Genova nel 1831, m. a Roma nel 1900), donna di grande virtù che, dopo la morte del marito, si diede tutta alle opere di carità. Scopo della fondazione è l'educazione degli orfani, l'assistenza agli ammalati e ai vecchi, le scuole per i fanciulli poveri. L'Istituto fu approvato dalla S. Sede nel 1892, e conta oggi ca. 8000 religiose in oltre 400 case, molte delle quali in luogo di missione.
BibL.: A. M. Fiocchi, La S. D. Rosa Gattorno, Roma 1937. Silvacio Mattei
FIGLIE MINIME DI MARIA IMMAGOLATA (León). - L'Istituto ebbe origine nel 1883 per opera dell'arcidiacono d. Paolo Anda, di León nel Messico, con l'approvazione dell'autorità ecclesiastica. Ottenne il decreto di lode il 30 maggio 1913, quello di approvazione delle costituzioni il 16 genn. 1933, le quali poi furono approvate definitivamente il 1 genn. 1941.
Scopo dell'Istituto è l'assistenza dei malati negli ospedali, l'educazione ed istruzione delle bumbine negli asili e nelle scuole; la cura dei vecchi nei ricoveri.
Nel 1945 aveva 42 case con 310 suore. BibL.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, L. 92. Agostino Pugliese
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FIGLIE POVERE DI SAN GIUSEPPE CALASANZIO (Firenze). - Il 24 giugno 1889 l'arcivescovo di Siena mons. Zini, scolopio, vestiva le prime cinque povere calasanziane cui dava il mandato di educare le bambine povere, e il cardinale arcivescovo di Firenze le approvava ufficialmente.
Ebbero il decreto di lode nel 1910; l'anno dopo fu approvato l'Istituto e solo ad esperimento le costituzioni, le quali furono definitivamente approvate il 28 febbr. 1920.
Loro scopo specifico è l'educazione e l'istruzione cristiana delle fanciulle, specialmente povere, secondo lo spirito e il metodo calasanziano.
Nel 1946 avevano 30 case con 180 suore.
Bibl.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, F. 14.
Agostino Pugliese
"FIGLIO DELL'UOMO". - Espressione semitica significante normalmente "uomo". In ebraico ben 'ädhäm ( = f. d'u. ") si trova in parallelismo con 'ädhäm o 'énäś (u uomo "): Job 25, 6; Ps. (ebr.) 144, 3; Is. 51, 12; Ex. 2, 1, ecc. In aramaico e in siríaco bar 'énäś ( = f. d'u. n) o bar nä̃ád ( = il f. dell'u. n) si usa comunemente per indicare "uomo".
Sembra tuttavia che l'espressione assuma un senso particolare, messianico, in Daniele e nei Vangeli.
Dan. 7, 13 sg., dopo aver descritto la visione delle 4 bestie, soggiunge: "Stavo osservando nelle visioni notturne, - ed ecco con le nubi del cielo - veniva uno come un uomo (nell'aramaico hebar 'énäś "come un f. d'u. n) e giunse sino all'Antico dei giorni - e lo fece venire al suo sospetto. - E gli fu dato potere - e maestà e regno ecc." (versione di G. Rinaldi, p. 82). Daniele stesso spiega la versione: "Queste grandi bestie - ve ne sono 4 - sono 4 re, che sorgevano sulla terra, ma poi riceveranno il regno i santi dell' Altissimo e lo terranno di eternità in eternità" ( 7,17 sg.); e più innanzi: "Il regno... sarà dato al popolo dei santi dell' Altissimo" (7, 27). Il passo è certamente messianico: cosi lo intesero ebrei e cristiani. Si fa questione se quel "f. d'u. " sia un individuo (Messia) o una collettività (il popolo dei santi, messianico). Dal contesto sembra risultare che il profeta lo intese in senso collettivo ( 7,17 \mathrm{sg} .27 ). Ma tale senso collettivo non esclude che "al popolo dei santi" prestata il Messia individuo: il Re che, per gli antichi, impersonava il regno. Questo senso individuale (che potremmo dire "letterale pieno" se non fu perfettamente inteso dal profeta, ma solo da Dio ispiratore) è visto nella profecia della rivelazione successiva, che lo interpreta autenticamente.
Gesù dinanzi a Caifa cita e interpreta autenticamente il vaticinio di Daniele, applicandolo al Messia individuale, anzi a se stesso: "Vedrete il F. dell'u. assiso alla destra della Potenza, venire sulla nubi del cielo" (Mr. 26, 64). Nella tradizione giudelea la espressione era applicata al Messia dall'apocrifo di Enoch etiop. 46, 2. Anche IV Esd. 13, 8 sgg. (sec. d. C.) vi scorge un senso individuale.
Nei Vangeli l'espressione determinata con due articoli "il f. dell'u." ( 6 viós τ ° 6 áv θ púnou) ricorre 32 volte in Matteo, 14 in Marco, 26 in Luca, 12 in Giovanni, sempre in bocca a Gesù (o a persone che ripetono le parole di Gesù). I passi sono esaminati da P. Vannutelli (pp. 1-17). Nel resto del Nuovo Testamento, la formola ricorre un'altra volta in bocca a s. Stefano: "Vedo il F. dell'u. ritto alla destra di Dio" (Act. 7, 55, allusione a Dan. 7, 13) e due volte in Apoc. (1, 13 e 14, 14, citazione di Dan. 7, 13: 6pouov uibv δ v θ púnou).
Che significa questa espressione che solo Gesù applica a se stesso? P. Vannutelli (p. 45) conclude che "il f. dell'u." in bocca a Gesù significa "uomo", ossia "io" ( 6 uibs τ ° 6 áv θ púnou = áv θ pumos = é τ \dot{α} ).
Dal punto di vista grammaticale questa interpretazione dell'espressione semitica può essere giustificata; tanto più che in alcuni passi paralleli dei Sinottici la formula è sostituita con "io" (cf. Mt. 5, 11 con Lc. 6, 22; Mt. 10, 32 con Lc. 12, 8; Mt. 16, 31 con Mc. 8,27 e L c .0,18 ; M t .16,21 con M t .8,31 e L c .0,22 ; M t .16, 28 con L c .22,29 ; M t .10,28 con M t .10,45 e L c .22,27 ).
Tale soluzione però non sembra soddisfacente m tutti i casi. L'opinione più comune tra i Padri e gli esegeri antichi ritiene che Gesù, usando questa formula, intenda dare risalto alla sua natura umana, assunta nell'incarnazione.
Altri suppongono che Gesù, usando questa formola, si qualifichi chiaramente come il Messia predetto da Daniele. Questa soluzione sta bene per il passo di Mt. 26, 62, di fronte a Caifa; non sembra però ammissibile per tutti gli altri casi: tanto più che, se Gesù si fosse attribuito chiaramente il titolo di Messia glorioso, avrebbe fomentato le speranze in un Messia politico, che invece intendeva correggere.
La soluzione migliore ritiene che Gesù, applicandosi q