volume-05

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o a tutte le donne di un altro gruppo e reciprocamente tutti gli uomini di questo gruppo con le donne del primo.

Lo stadio della "f. consanguinea "sarebbe stato caratterizzato dal matrimonio tra fratelli e sorelle e della sola esclusione dal matrimonio tra i genitori e i figli e in linea generale tra gli appartenenti a generazioni diverse. Questo stadio sarebbe stato ancora preceduto dall'"agamia "ossia dalla "promiscuità sessuale illimitata ", per cui tutti gli uomini avrebbero accesso a tutte le donne, senza nessun limite d'incesto.

Il Morgan costrui il seguente schema di evoluzione della f.:

1. fase iniziale: l'agamia, ossia la promiscuità illimitata. Non c'è alcun limite all'istinto sessuale.

Fasi intermedie :
2. la f. consanguinea: sono proibiti soltanto i matrimoni tra i genitori e i figli.
3. Il matrimonio di gruppo: nella tribù tutti i membri dello stesso sesso possono ancora avere relazioni coniugali con ogni membro del sesso opposto, ma subentra una altra limitazione: sono proibiti non solo più i matrimoni tra i genitori e i figli ma anche quelli tra i fratelli e le sorelle.

Le fasi 2 e 3 sono caratterizzate dall'assenza di ogni principio di matrimonio individuale: non si conosce ancora né il padre né la madre.
4. L'unione matriarcale: comincia il matrimonio individuale; solo la madre è conosciuta, il padre è ancora incerto.
5. La f. patriarcale paligamica: i figli vivono con le loro mogli sotto il comando del padre o del fratello maggiore. In questa fase c'è già una vera f. dove il padre e la madre sono entrambi noti.
6. Fase finale: la monogamia, ossia il matrimonio individuale in tutta la sua pienezza.

Questa scala era stata costruita sulla tacita convinzione - la quale per il Morgan e per gli evoluzionisti del suo periodo aveva il valore di un postulato logico, che non aveva bisogno di essere dimostrato - che lo sviluppo dell'umanità era stato un continuo progresso, il quale si era svolto secondo una linea uniforme e ascendente. Nel nostro caso tre il punto di partenza (1), caratterizzato dall'assenza assoluta di regole nell'istinto sessuale, a quello opposto di arrivo (6), determinato dalle norme molto precise su cui è fondata la f. monogamica, era necessario collocare fasi intermedie (2,3,4,5), concepite tutte in modo che la precedente risultasse meno complessa della seguente. Inoltre ciascuna fase (1,2,3,4,5,6) era concepita come un
passaggio obbligatorio per tutta l'umanità nel suo sviluppo: nessun popolo sarebbe potuto giungere alla monogamia (6) senza essere passato attraverso la successione delle fasi 1,2,3,4,5.

Basta'ano pochi esempi presi qua e là, anche da popoli di cultura molto diversa, per costruire una fase di sviluppo; spesso anzi si costruirono forme di passaggio senza nessuna documentazione positiva solo perché si ritenevano necessarie per costruire la base di una determinata teoria o per unire gli anelli di una escena di evoluzione, costruita con un criterio puramente psicologico.

Solo in base a questi apriorievi e senza il minimo tentativo di un'indagine positiva, il Morgan fissava la precendenza cronologica della f. consanguinea sul matrimonio di gruppo: in quella vedeva la prima e più semplice limitazione all'assoluto promiscuità sessuale nel solo divieto di sposare i propri genitori, mentre nel matrimonio di gruppo trovava la proibizione estesa anche all'unione tra fratelli e sorelle.

Per lo stesso motivo il "matriarcato" - nel quale si vedeva soprattutto uno stadio sociale in cui il figlio sapeva con certezza solo chi era sua madre ma il padre gli era ancora ignoto o almeno incerto - aveva dovuto precedere il "patriarcato paligamico ", in cui i figli vivono con le loro mogli sotto il comando del padre o del fratello maggiore. In questa fase c'è già una vera f., in cui il padre e la madre sono entrambi noti.

La "monogamia" era collocata all'apice dello sviluppo perché fondata completamente sul matrimonio individuale, retto da norme molto precise e quindi del tutto contrarie al supposto stadio originale della promiscuità sessuale, caratterizzato dalla mancanza assoluta di regole.

Il sistema di parentela dei Punalua dell'arcipelago delle Nawai o Sandwic (Polinesia) - i quali hanno un solo termine per indicare tutti i parenti di una generazione, senza nessuna distinzione del loro grado di maggiore o minore consanguineità - fu interpretato dal Morgan come un resto della f. consanguinea.

Infatti un punaluano indica con il nome sunhua sua padre, sua madre, i suoi zii e le sue zie paterne a materne a specifica soltanto il sesso con termini qualificativi, i quali indicano "uomo " o "donna ". Altrettanto avviene in linea discendente: il padre chiama con lo stesso nome i suoi figli e quelli di sua sorella, maschi e femmine. Un sistema analogo hanno gli abitanti del Nuovo Mecklenburgo centrale (Melanesia), come si vede dal seguente schema riassuntivo che riproduce però solo una parte del sistema di parentela di questi indigeni (riportato completo in W. Schmidt e W. Koppers, Volker und Kulturen, Ratiabona 1924, p. 137):

questa semplicità nel sistema di parentela, non comune tra i popoli primitivi, fu interpretata dal Morgan e dai seguaci della sua teoria come un resto della f. consanguinea fondata sul matrimonio tra fratelli e sorelle a si concluse:
i) che il padre è chiamato ancora con lo stesso nome dello zio materno perché in una fase anteriore entrambi sposavano le loro sorelle e quindi erano realmente padri;
2) che il vero padre non è distinto dai suoi fratelli di tribù perché, data la mancanza di regole nei rapporti sessuali, era sconosciuto.

Al due esempi forniti dal sistema di parentela dei Punalua e degli indigeni del Nuovo Mecklenburgo centrale se ne aggiunsero in seguito altri presi da popoli diversi, che furono interpretati come nuove prove in favore della teoria del Morgan, la quale, non ostante forti opposizioni a riserve anche da parte di evoluzionisti, fu per qualche decennio la più largamente accettata dagli emologi e dai sociologi. E gli oppositori, poiché partivano dallo stesso postulato del Morgan che l'evoluzione si era svolta secondo una linea uniforme e ascendente, non potevano fare una critica fondata su un'indagine positiva, ma si limitavano a costruire nuove teorie infondate come quelle che volevano demolire. Così il Mc Lennan - che aveva definito l'opera del Morgan del tutto antiscientifica -