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delle lodi nel tempo dell'Avvento, d'ignoto autore; figura in manoscritti del sec. x.

All'alba del giorno che nasce una chiara voce ammonisce di allontanare i fantasmi, perché Cristo si avvicina. Questa luce nuova avrà la potenza di dissipare tutte le tenebre, e quando, alla fine del mondo, apparirà per la seconda volta, ci avvolgerà per tutte l'oscurità.

Bibl.: G. Bell, Gli iuni del Breviario traduiti, Roma 1856, pp. 106-107; G. Blume, Die Hymnen des Thesaurus homologatus H. A. Biedel, Lipsia 1908, p. 49; V. Terreno, Gli iuni dell'Ufficio divino, Mondovi 1932, p. 28; A. Misra, Gli iuni del Breviario romano, Napoli 1947, p. 81.

Século Matró
ENCOLPIO. - Con questo termine si designavano piccole custodie racchiudenti reliquie di santi, o altri oggetti sacri, che i fedeli usavano portare appesi al collo. "Crucem cum pretioso ligno, vel cum Reliquiis Sanctorum ante pectus portare suspensam, hoc est quod vocant encolpia" (Anascasio Bibliotecario, Ad. Act. 5, VIII Synodi).

Queste custodie avevano però diverse forme. Talvolta erano piccole tache, tal'altra erano in forma di piccole croci apribili, e spesso portavano incisa una breve massima di scongiuro, un reato scritturale, oppure la raffigurazione di qualche mistero della Fede.

Più spesso nella letteratura antica l'e. è chiamato phylacterion, ma qualche volta lo si designa anche con il termine: chrismarium, specie quando era in forma di piccola ampolla, contenente stille di balsamo o olio, che erano stati in diretto contatto con le tombe dei martiri (Du Cange, s. v. chrismarium).

L'uso dell'e. tra i fedeli rimonta alla più remota antichità, ed era comune, come si può rilevare tanto dagli scrittori, quanto dai monumenti antichi, che ci hanno conservato delle descrizioni o degli esemplari.

L'uso è ricordato, tra gli altri: da s. Epifanio (Panarion Haeres., 19, 4; CR 1, p. 202-2-11-13); da s. Gregorio Nisseno (Vita Macrimae: PG 46, 86r, 989); da s. Giovanni Criscatomo (Hom. 19 ad pop. ant., 4: PG 49, 196); da Prudenzio (Peristaphanon, VI, 133-35; CSEL 61, 360); da s. Gregorio Magno (Epistil., 6: op. 12: PL 77, 799).

Tra i numerosi e. rinvenuti durante gli scavi archeologici in varie località, è da segnalare in primo luogo quello della Croce d'oro nielhata rinvenuta al tempo di Pio IX, nella basilica di S. Lorenzo fuori le mura, sul porto d'un defunto. Essa porta la seguente iscrizione, incisa sui bracci della Croce: EMMANOYHA - nobiscum Deus, e sul rovescio: Crux est vita mihi, mors inimice tibi (cf. G.B. De Rossi, Bull. d'arch. crist., I [1863], pp. 31-35).

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Di simile formato dovetto essere anche l'e. portato da s. Paolino da Nola, come risulta dalla descrizione lasciatavi da lui medesimo (cf. Epist., 31, ad Severum: CSEL, 29).

Di uguale fattura fu forse anche l'e. personale di s. Gregorio Magno, come si può concludere dalla descrizione fattane da Giovanni Diacono (Vita S. Gregori, IV, So: PL 75, 228).

E da nozze infine che quest'uso frequente dell'e. dovette forse talvolta degenerare in pericolosa superstizione, per cui si assiste al fatto che parecchi Padri si sono levati per combatterlo. Tra questi vanno annoverati s. Anastasio Alessandrino (De anafesis: PL 26, 1320); s. Girolamo (Commentarium in Evang. s. Matthaei, 23: PL 26, 168); s. Cesario d'Arles (Serme XIX, ed. dom Morin, I, Maresbous 1937, p. 87) e perfino un Concilio, quello di Laodicea (can. 36).

Bist.: A. de Waal, s. v. in Roulencydop. der chriat. Altertans 1, 419-22; C. Gatti-C. Korolevskii, I riti e le Chiese orientali, L. Groove 1942, p. 46.

ENCRATITI (Eyngurtes, éyngr:tual, éyngurmal). - Gli e. sono i - continenti - per antonomasia, eretici che rappresentano una tendenza eccessiva verso l'azerismo, proibendo l'uso della carne, del vino e del matrimonio e professano quindi una continenza nella forma più rigorosa. A difendere la loro dottrina si servivano di passi del Nuovo Testamento in cui è raccomandata la continenza, isolandoli dal contesto, interpretandoli eavillosamente ed anche alterandoli.

In realtà è chiarissimo come questa posizione derivi dal concetto neoplatonico e gnostico della materia che è male, che è l'opera malvagia del demiurgo, alla quale non si deve partecipare. Questa tendenza si manifesta fin dai tempi apostolici ( I Tim. 4, 1-5) e man mano si sviluppa durante il sec. II; gli apocrifi Atti di Paolo, di Pietro, di Giovanni la favoriscono. Verso la fine del sec. iv gli e. sono, secondo s. Epifanio, grandemente diffusi e le loro idee fanno presa anche su cristiani in buona fede (p. es., Alcibiade, uno dei martiri di Lione; cf. la Lettera delle Chiese di Vienna e Lione alle Chiese d'Asia e di Frigia, in Eusebio, Hist. recl., V, 30: PG 20, 437). Sembra anche che essi abbiano avuto una loro organizzazione ecclesiastica.

E evidente che gli e. rappresentavano un grave pericolo per la Chiesa e per la societa, specialmente riguardo alla produzione del matrimonio. Furono considerati eretici da s. Irenco (Adv. haer., I, 28: PG 7, 690-91), dallo pseudo-Tertulliano (De praescr., 52: PL 2, 72) e da Ippolito (Philosophaenens, VIII, 16-20; ed. P. M. Cruine, Parigi 1860). Cf. anche s. Epifanio, Haer., XLVI, XLVII: PG 41, 839-53.

La discussione sulla validità del Battesimo da essi conferito diede origine alla nota controversia tra papa Stefano e s. Cipriano.

Teodosic, insieme ai manichei, condanad espressamente gli e. ed anche gli apostattici, gli idroperessiti e i sacrofari, tutte clette, queste, ispirate ai principi dell'encrstismo (seconda costituzione contro i manichei, Codex Theodosianus, XVI, tit. V, I, 7 e II).

Tra i principali esponenti dell'encrstismo si ricordano Giulio Cassiano, doceta, che compose un libro Il epl eúvoycisc, "Tasiano, l'autore del Diatessaron, detto da s. Girolamo principio encratitarum (Epist., XLVIII, 2: PL 22, 494), del quale prese il nome una setta di e.

Bist.: Oltre agli articoli nelle principali enciclopedie v. A. von Harnack, Geschichte der altchristlichen Literatur bis Eusebios, Lipsia 1827-97; L. Duchesne, Histoire ancienne de l'Eglise, 1, 3ᵉ ed., Parigi 1907, p. 510 sgn: A. Elwhard, La Chieca dei martiri, Firenze 1947, pp. 225-206. Inverio Pericoli Riddifani

ENCYCLOPEDIE. - Nella storia della cultura si suol designare con questo termine, senalaltra specificazione, l'E. ou dictionnaire raisonné des sciences,
des arts et des métiers, di Diderot e d'Alembert (Parigi 1751-72), per l'importanza che riveste nella storia del pensiero moderno.

Non mancano però i precedenti o i precorrimenti dell'iniziativa : vanno ricordati il Ramsay, che spito l'idea in ambienti massonici; la parigina Société des arts del conte di Clermont; ma soprattutto la proposta fatta dall'inglese J. Mills nel 1743 all'editore parigino Le Breton, per tradurre, con G. Sellius, l'Enciclopedia inglese delle arti e delle scienze di E. Chambers (a vall., Londra 1728). Il Le Breton si urtò coi Mills e affidò nel 1746 la traduzione al Diderot sotto la direzione del matematico Gua de Malves, con il controllo del d'Alembert per la parte scientifica. A questi e al Diderot, che ebbero la direzione dell'impresa nel 1747, spetta il merito di aver data ben altra importanza all'iniziativa, convincendo l'editore ad ampliare l'opera, a dare articoli originali, ripartendoli fra vari collaboratori, - occupia chacun de sa portie et liés seulement par l'intérêt général du genre humain - (Diderot, Oeuvres, XIV, p. 421). Il Diderot evaluta le imprese accademiche ed esclude la protezione diretta del potere: gli fa eco il d'Alembert, almeno in parte, nell'Essai sur la société des gens de lettres et des grands, ecc. (1753). L'E. si trasforma così in una grande impresa culturale, espansione del maturo illuminismo francese. Il modello lontano è ancora costituito dal Dictionnaire historique et critique di P. Bayle (1693-97; 3^{text {e }} ed., 1774) che inizialmente era stato concepito come un "registro di errori" per insegnare a dubitare. Ora, dal dubbio di Bayle sembra esser stata una nuova passione e quasi una nuova forma di certezza, che tende a farsi positivo-empirica, ma non si stacca dal tutto dal cartesianesimo, attinge al Newton e al Leibniz, e insieme erige in dogma l'associazionismo del Locke.

Fin i primi collaboratori son da ricordare gli abbés Malles - per le voci teologiche e per le belle lettere de Prades, Yvon, Pesiré, subentrati al primo per la sola teologia; il grammatico du Marssis, ateo e cartesiano, il Toussaint, il Raynal. I patriarchi dell'illuminismo francese (Voltaire, Montesquieu) s'accostarono cautamente più tardi, dopo il 1752. Cullaborarono al successo dell'impresa, con il loro atteggiamento di benevola tolleranza, il cancelliere d'Aguessau, più il Malesherbes, che gli succede nella direzione della "librairie - dopo il 1762, e fino al 1763. C'è dunque una situazione di compromesso tra l'E. e il potere: ma il Diderot è cosciente del distacco, ormai inevitabile tra illuministi e monarchia, in Francia. Il d'Alembert addita invece come modello di sovrano illuminato il protettore Federico di Prussia (ad es., nelle voci Académie, Dictionnaire). I maggiori avversari dell'E. sono, all'inizio, i Gesuiti che pubblicavano il Journal de Trésors: essi ne avvertono subito il carattere pericoloso e contribuiscono a provocare il primo arrêt di condanna del 1752. La ripresa della pubblicazione, autorizzata dal governo, è una vittoria delle correnti favorevoli ai philosophes e avverse ai Gesuiti. Questi ultimi dovevano presto soggiacere alle ostilità convergenti dello spirito illuministico e del gallianismo radicale dei Parlamento. Il libello del d'Alembert Sur la destruction des Jésuites en France (1765) è un grido di trionfo del philosophe e testimonio il discredito che le quórelles de religion hanno gettato sulla Chiesa (G. Goyau). L'opinione pubblica è disposta ormai ad accogliere la leggenda del gran complotto gesuitico. Nel campo dell'educazione il d'Alembert può già sostenere la tesi dell'integrole laicizzazione (dopo il La Chalotais) e affacciare l'idea di un catechismo laico di morale (Oeuvres, I, p. 231). Superate una seconda crisi del 1758-59 (nel '58 esso De l'Esprit di Hebvolux che aduna le tempeste sul capo dei philosophes), l'E. si completa nel 1763 (data in cui escono gli ultimi volumi del testo) e nel 1772 (allora escono gli ultimi delle tavole). L'edizione originale completa comprende 17 volumi di testo, 12 di tavole, 4 di supplemento (1777).

Il famoso Discours préliminaire del d'Alembert, premesso al primo volume, contiene molte delle idee direttive dell'opera : alla semplice erudizione si deve sostituire una scienza filosofica dei principi; bisogna

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«risalire fino all'origine e alla generazione delle nostre idee» (e qui si utilizza la classificazione baconiana delle scienze, che si riempie di un nuovo significato e si lega al caratteristico dogmatismo delle dottrine associazioniste); è necessario, d'altra parte, a accumulare dei fatti e e cioè possare attraverso un'analisi storico-positiva, per liberare l'originaria verità delle erronee tradizioni dell'ignoranza e della superstizione. Cosi la fede nell'osservazione sperimentale, éclairée par l'esprit de méthode, si sposa all'assoluta fiducia nella razionalità universale che agisce, immanente, nelle leggi del cosmo e nella natura dell'uomo (v., p. es., le voci Leibniz, Raison del Diderot; nella voce Cosmologie il d'Alembert accoglie l'idea leibniziana della continuità universale; il T'urgot la trasporta nel campo storico e rivaluta in parte il medioevo, depressato radicalmente dagli altri enciclopedisti). Il d'Alembert parte dalla « rigenerazione delle idee» del Rinascimento : esalta la fecondità del pensiero moderno contro la scolastica, elogia il metodo di Bacone, la parte negativa e critica del pensiero cartesiano, la "filosofia di Newton, la metafisica di Locke, che definisce come una "fisica sperimentale dell'anima». Concludendo accenna alla polemica aperta dal Rousseau sul progresso delle arti e delle scienze (il Rousseau dà all'E. le voci sulla musica, e la voce Economie politique, prima di rompere con l'empia a setta a dei filosofi). Nella voce Encyclopédie il Diderot contrappone apertamente alla visione teocentrica del cosmo una visione antropocentrica (Oeuvres, XIV, pp. 452-53 " Pensées sur l'interprétation de la nature [1754], ibid., II, p. 53). Dalle idee baconiane trae una concezione organica a «trasformista della natura : il a genio * creatore s'inserisce, vitalisticamente, in questo crescere cosmico. Il a genio "rivifica la pratique aveugle delle arti meccaniche, che il Diderot rivaluta ancor più radicalmente del d'Alembert : nel mondo delle tecniche, tout est en action et vivant (voce citata sopra, e voce Art). Anche nel campo etico-religioso, il criterio di valutazione deve esser pratico-utilitario: " l'utile circoscrive tutto». Si svalutano le virtù a antiosociali * (Célibat, Macération, Population, ecc.); la pura contemplazione (Malabar); la morale fondata sulla S. Scritura (Mosaïque et chrétienne, philosophie: la natura è il libro del filosofo, la Bibbia del teologo). Nella voce Christiaxisme, sotto le apparenze del rispetto, riduce la religione ad una funzione sociale, ed afferma che a si potrebbe talora misurare il grado di verità di una religione dal grado di utilità che ne traggono gli Stati * (Oeuvres, XIV, pp. 143-45). Il d'Alembert è più reticente : afferma però, negli Eléments de philosophie (VII), che la morale nasce con la società, e altrove lascia intuire che l'elemento universale, utile e vero insieme, delle religioni consiste nelle verità morali (Oeuvres, pp. 224-34 " Opuetulas: Sur la véritable religion, pp. 6-8). Nell'articolo Genève, che per le polemiche tosto suscitate contribui a fargli abbandonare l'impresa enciclopedistica, nel 1758, d'Alembert esalta una costituzione ecclesia stica "puramente presbiteriana", e una professione di fede sociniana: nelle voci Hiérarchie, Société, Théocratie, Diderot va anche più oltre. Per l'idea di tolleranza, il maggior maestro è Locke.

Grande influenza ha esercitato il naturalismo diderotiano su quegli abbés, collaboratori dell'E., che potrebbero esser definiti illuministi cattolici. Nella voce Cerrilude il de Prades polemizza contro lo a sostituisimo storico a dei delati e delle stesse. Diderot (riferendosi alle Pensées philosophiques del 1746) : perviene ad una sorta
di sperimentalismo storicistico, condiviso dall'abbé Yvon. Questi sottolinea però lo sforzo creativo, antiasternatico della ragione nella genesi dello spiritualismo cristiano, alle voci Ame e Immaterialisme: i primi Padri cristiani mostrarono una deference trop soumise pour les systèmes regus: bisogna aspettare Cartesio e i moderni per trovare ce courage de raison qui se cherche une voie mûme où il ne voit point de trace. Un constante motivo diderotiano ritorna alla voce Charité, dove si conta una virtù attiva contro il puro amore quietista del Fénelon. Contro l'cudemonismo più banale si leva però nella voce Manichaisme, con spunti quasi romantici. Nella voce Athée, infine, è evidente il fascino che esercita su di lui il Bayle, che pur combatte. L'ideale illuministico dell'humanité, verso cui tendono anche questi incerti cattolici è tuttavia così ricco di retidui religiosi e cristiani, da legittimare certi equivoci : religiosa è l'attesa di un'imminente révolution... dans l'esprit des hommes et dans le caractère national (voce Encyclopédie); il mito razionalistico dell'originoria innocenza e verità da "liberare" dagli errori storici: la beneficenza e la socialsistà naturale che lascizano virtù cristiane, ecc. I motivi giusnaturalistici, ormai del tutto fatti, non escludono un animus riformistico religioso (voce Droit des gents, del de Jaucourt, ecc.; Liberté, del Diderot, dove si citano J. A. Turretini e Fénelon, ecc.). Per la genesi naturale della religione si vedano le voci Occanomie politique, del Boulanger (v.); Cérémonies, Polychoisme del Diderot.

Bias.: Del d'Alembert cf. Oeuvres compl., 5 voll., Parigi 1821-22 e le Oeuvres et corresp. imid., a cura di Ch. Henre, ivi 1887 (cf. Opuscules); da confrontare la corrispondenza in Gouten, 18 voll., ivi 1822; inoltre la corrispondenza di Voltaire (v.) e del Rousseau (v.). Del Diderot cf. Oeuvres, a cura di J. Assczat e M. Tourneur, 20 voll., ivi 1875-76; da confrontare Correa, litteraire, philosophique et critique par Grimm, Diderot, Rayaud, Meister, etc., notices, notes, lable gén., a cura di M. Tourneur, ivi 1882: Mémoire sur la liberté de la prene, di M. Lamonnon de Malesherbes, 111 1812; F. Venturi, op. cit. per altri opuscoli editi di recente (v. sotto). Ivi pure la bibliografia degli abbés enciclopedisti. Per i problemi del cente dell'Encyclopédie (alessasi talvolta del cauto editore) : H. Dieckmann, Le philosophie, texts and interpretation, St-Louis 1948; D. H. Gordon e N. L. Turner, The reasoning of Diderot's Encyclopédie, Nuova York 1040. Per una bibliografia generale dell'Encyclopédie: M. Rouston, Les philosophes et la société française au XV/IIe siècle, Lione 1096; R. Hubert, Les sciences sociales dans l'Encyclopédie, specialmente parte 17, ivi 1923, capp. 1 6 4: e parte 27, ivi 1923, capp. 1-3; id., Rousseau et/Enc., ivi 1920; D. Morrut, Les origines intellectuelles de la Rêval. Française (1713-87), Parigi 1933; C. Becker, The honoroly city of the XVIII century philosophere, New Haven 1932; F. Venturi, Jannesse de Diderot, ivi 1939; id., Le arisical dell'Ecclcispedle, Firenze 1046; id., L'audicbità realista e l'idea del progresso in N. A. Boulanger, Bari 1947; P. Hazard, La pensée européenne au XVII/ siecle, II: Notes et références, Parigi 1046, pp. 91-94. Sul d'Alembert: L. Brunel, Les philosophes et l'Académie, Parigi 1884; M. Müller, Essai sur la philosophie de 7. d'Alembert, ivi 1926. Sulla concezione della storia: K. Löwith, Meaning in history. The theological implications of the philosophy of history, Chicago 1940. Sul successo dell'E. cf. già Voltaire, Quotions sur l'Etat, 9 voll., Parigi 1771; B. Groothuyack, L'Encyclopédie, in Tableau de la littérature française de Carraelle à A. Chénier, ivi 1939. Sulle edizioni italiane: A. Bedarida et P. Hazard, L'influence frans: en Italie au XVIIIe siècle, ivi 1934. Per la storia religiosa in generale: O. Goyau, Histoire religieuse, in Histoire de la nation française, a cura di G. Honozaus, VI, ivi 1922. Da confrontare anche N. N. Saharga, History in the E., Nuova York 1047.

Ettore Passerin
ENDEBER, prefeettura apostolica di. - Situata nella parte centro-occidentale dell'Etiopia, fu cretta il 13 febbr. 1940, con territorio distaccato dal viceristo apostolico di Gimera (v.), cioè con la regione dei Guraghe-Hadia, contemporaneamente alla prefettura apostolica di Hosanna, e, al pari di essa, fu affidata ai Cappuccini. Per gli antecedenti e le cause dell'erezione v. hosanna.

La prefettura di E. ha una superficie di oltre 4000 kmq . Al momento dell'erezione contava ca. 400.000 ab., nella stragrande maggioranza musulmani, il resto pagani, a capti dissidenti; 2300 cattolici indigeni con 200 catecumeni; Cappuccini : 8 padri e 8 fratelli lisci; 1 sacerdote indigeno; alcuni catechisti; 5 stazioni missionarie prin-

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cipali e 3 secondarie; 3 scuole con 163 slunni. A cagione della guerra: Cappuccini italiani addetti alla prefettura dovettero nel 1942 abbandonarla, e il loro csodo determinò la dispersione di gran parte dei frutti del lavoro missionario fino allora compiuto. In seguito alcuni sacerdoti indigeni di tipo latino, provenienti da altre parti dell'Etiopeo, furono inviati nel territorio della prefettura di E. ad assicorvi quelle cristianità.

Bac. AAS, 32 (1944), pp. 467-68; MC, p. 104; Architio di Propaganda Fide, posizione n. prot. 190/40. Carlo Corvo

ENDELECHIO SEVERO, santo. - Autore di una poesia bucolica: De mortibus bono, forse scritta verso la fine del IV sec. da un retore cristiano in Aquitania. Il testo in PL 19, 797 sg. ed in F. Buecheler e A. Riese (Authologia latina, I, a, ab ed., Lipsia 1906, p. 334 sg.).

Bac. Schana, IV, 2, p. 360 sg. Sul significato simbolico delle 33 strofe v. E. R. Cortina, Europäische Literatur und latirischer Mitmialter, Berna 1948, p. 496. Erik Peterson

ENDOCRINE, GLANDOLE. - In contrapposto alle glandole a secrezione esterna, elaboratrici di fermenti ad attività biochimica (secreta) o eliminatrici di materiali inutilizzabili o dannosi per l'organismo (secreta), esistono glandole a secrezione interna (g. e.) che versano i loro prodotti d'elaborazione direttamente nel torrente circolatorio per mezzo dei vasi sanguigni o linfatici che le attraversano; tali prodotti prendono il nome di "ormoni" (ópuáca = eccito) per la loro azione stimolante sui più disparati organi e sull'apparato autonomo della vita vegetativa.

Per opera di questi regoiatori dei processi vitali, la cui azione si affianca a quella degli enzimi (v.), delle vitamine (v.), di alcuni metalli e metalloidi presenti nell'organismo, capaci, pur in quantita minime, di rilevanli azioni biologiche (attivita oligodinsmica), è possibile quella mirabile e perfetta unità d'azione che, pur nella miriade di elementi cellulari e nel numero così grande di organi o funzioni, appare nell'organismo umano in equilibrio funzionale. Tale unità poggio da un lato sulla funzione coordinatrice del sistema nervoso particolarmente della vita vegetativa, dall'altro sull'equilibrio umorale dei liquidi circolanti nel corpo (sangue, lichi, liquido cefalo-rachidiano e dei ventriculi cerebrali) della cui delicatissima composizione fisica, chimica, biologica sono fattori gli elementi suddetti.

In questo piano di azioni le glandole a secrezione interna, più che organi di lavoro, vanno concepite delicatissimi appositi di regolazione o di coordinazione delle funzioni vitali. La loro opera si manifesta : attraverso una attività morforegolatrice, se stimola, inibisce, orienta, coordina la costruzione della massa corporea o la differenziazione morfologica dell'organismo individuale, orientandolo verso questo a quel tipo costituzionale (v. costituzione); o un'attività chemioregolatrice, attivando o moderando il complesso chimismo che è a base dei fenomeni vitali; a un'attività neuro-psicoregolatrice sui grandi complessi neuro-vegetativi (simpatico-parasimpatico) o addirittura, sulle funzioni nervose che sono a base dei processi più elevati della vita psichica e sull'equilibrio dei centri nervosi corticali e sottocorticali dell'intelligenza e dell'emotività.

Attualmente non si conoscono ancora nella sua interezza l'apparato endocrino e le varie glandole che lo costituiscono; di alcune sembra di saper molto, altre appone sull'azione all'atziconte del sapere. Tra le meglio conosciute si citano: l'ipofisi, la tiroide, le paratiroidi, le glandole surrenali, la porzione endocrina del pancreas (lode di Langorhans), quella delle glandole sessuali (testicole, ovaiol) il timo e l'epifisi, organi sicuramente endocrini, sono perfettamente conosciuti. A tali produttori
di ormoni dovranno aggiungersene senza dubbio in seguito molti altri; di già alcuni autori ascrivono tra essi alcuni particolari aspetti funzionali del fegato (ormone antianemico del fegato o ormone epatico di Asher), della mitos, della tonsille, della mucosa intestinale, del rene, ecc.

Uno studio completo delle g. e. e del loro ormoni porterebbe fuori del piano stabilito; basterà quindi un breve profilo funzionale delle più importanti, soprattutto per porre in vista le interferenze che ciascuna di esse può avere nei riguardi dello psichismo superiore (emotivo, intellettivo).
I. L'ipofisi o glanDola fituitaria. - E del volume d'un pisello e d'un piccolo fagiolo, del peso di appena mezzo grammo cz., a posta (in una nicchietta [sella turcica] scavata a spese del sottostante osso armoide) alla base dell'encefalo con cui stabilisce particolari rapporti attraverso un peduncolo (infundibolo) che l'unisce alla zona diencefalica del cervello, sede di centri nervosi superiori della vita vegetativa e indirettamente in rapporto con i centri della vita emotiva. L'essere in cosi stretti rapporti con i centri nervosi e la possibilità di avere sotto il suo controllo quasi tutte le altre glandole a secrezione interna, per mezzo del suo complesso ormonale, pone l'ipofisi in un particolare piano di privilegio funzionale che le ha fatto meritare i nomi di "cervello endocrino e di "maestra d'orchestra glandolare». Essa è composta di tre porzioni: una anteriore nettamente glandolare, una posteriore di natura nervosa, in rapporto di sviluppo col cervello e di sinergia d'azione con l'apparato diencefalico, una intermedia di natura epiteliale, scarsamente sviluppata nell'uomo. Il lobo anteriore (preipofisi), tutto di tutti ormeni da potersi dire anche le funzioni dell'organismo che sfuggono alla sua azione, elabora : un ormone della crescenza, che stimola lo sviluppo della massa corporea in particolare nel senso dell'altezza, donde se in eccesso nell'età della crescita il gigantismo, l'acromegalia a sviluppo ultimato; ormoni stimolanti la tiroide e la certeccia dei surreni; regolatori della funzione endocrina del pancreas; stimolanti il fegato a cedere la sua riserva di glicogeno epatico (ormone diabetogeno); le glandole mammarie alla secrezione lattea durante il puerperio (prolastina), gli ormoni gonadotropi (gonadina A e B) che promuovono o inibiscono l'attività specifica dei tessuti germinativi e di quelli endocrini delle glandole sessuali.

La porzione posteriore dell'ipofisi dà origine a un ormone che frena la secrezione urinaria (la deficenza di esso produce il "diabete insipido", poliuria priva di glucosio); un ormone (cortipressina) capace di elevare la pressione arteriosa in rapporto alla contrazione delle piccole arterie capillari; la acitocina che, avendo raggiunto una particolare concentrazione nel sangue, sul finire della gravidanza, provoca le contrazioni espulsive dell'uomo. Il lobo intermedio, di più scarso importanza nell'uomo, produce l'intermedia, che, particolarmente in alcuni animali, agisce modificando la grandezza delle cellule pigmentarie della cute, cosi da produrre sulla pelle chiazzze di varia grandezza, configurazione e colore (a livrea di nozze e del pesce varone nel periodo degli amori); anche nella specie umana sembra che tale ormone abbia rapporto con la funzione generativa, producendo l'aumentata pigmentazione propria di particolari zone della pelle nello stato di gravidanza. Ciò basta per renderci conto di quanto pesi l'ipofisi nell'economia dell'intero organismo e quanto sia necessaria una perfetta quantitá e meccanica dei suoi molteplici ormoni, perché l'organismo, in giusto equilibrio di sviluppo, eviti le due opposte anomalie del gigantismo e del nanismo; perché si contervi l'equilibrio nel complesso giuoco dell'attività germinativa ed endocrina delle glandole sessuali, nella gravidanza, nel parto, nell'allattamento; perché il tessuto adiposo si depositi in quantita normale e con la dovuta constrictione topografica; per il normale ricambio dell'acqua nell'organismo, condizione di una regolare entrata e uscita delle sostanze saline, particolarmente del cloruro di sodio; per il metabolismo degli zuccheri; per l'equilibrio della veglia e del sonno, che eviti l'insonnia più ostinata o lo stato d'ipersonnia letargica; per un ottimo di pressione arteriosa, ecc.

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Ma non minora è l'importanza degli ormoni ipofisari per quanto riguarda le manifestazioni neuropsichiche e intellettuali dell'individuo. L'equilibrio della vita affettiva, un normale sviluppo dell'intelligenza, soprattutto le particolari caratteristiche di essa, sono legate al funzionamento dell'ipofisi; il temperamento neuropsichico, la indole variabile secondo il «tipo individuale» ricevono la loro impronta da un eccesso o da una deficenza funzionale dell'ipofisi. Tutto ciò va tenuto presente nella educazione e nel formolare un giudizio morale dell'individuo.
II. La trauma. - E situata davanti e lateralmente al laringe e ai primi anelli della trachea, e segue subito, per impontanza, l'ipofisi; prima fra tutte le altre, s'è meritata il nome di «regina delle g. e. n. Numerose sono le funzioni del suo ormone, con punti d'attacco sia sulla vita vegetativa che su quella di relazione. Con la sua attività morfore. golarice, l'ormone tiroideo influisce sullo sviluppo di molti tessuti : connettivo, cutaneo e annessi (peli e unghie), scheletrico, elementi del sangue, sistema nervoso, altro g. e. Tra l'altro, alla tiroide è devoluta la regolazione delle attività biochimiche, substrato dei fenomeni della vita vegetativa e di relazione; essa stimola direttamente i processi ossidativi e indirettamente, attraverso il simpatico, il commercio degli scambi materiali e di energie che si svolgono tra l'organismo e l'ambiente che la circonda (metabolismo), in particolare nei riguardi dei grassi, sostanze azotate, acqua, sali, idrati di carbonio (glicogeno), come pure influisce sulla produzione e sulla regolazione del calore del corpo. Particolarissima importanza ha l'azione stimolatrice che, anch'essa attraverso il simpatico, viene esercitata nelle attivistá nervose dell'organismo, sia morovegetative che della vita di relazione, donde la speciale importanza della tiroide sullo sviluppo e sulle caratteristiche delle funzioni psichiche dell'individuo (iperemotività, prontezza e rapidità all'azione e ideazione). La tiroide mantiene rapporti di collaborazione (sinergia) con la porzione germinativa delle glandole genitali, la midollare dei surreni, la ipofisi anteriore; di opposizione (antagonismo) con il timo, le insule del pancreas, la paratiroide, la corticale dei surreni, la ipofisi posteriore. I già ricordati elementi bioregolatori (vitamine, minerali oligodinamici) stabiliscono legami con essa: le vitamine A e B, ne ostacolano la funzione; nel sangue l'aumentato contenuto di iodio, di cui b assai ricco ( 65,5 \% ) l'ormone principale della tiroide (tirosina), ne stimola intensamente l'azione; i violenti stati emotivi, caprei addirittura di raddoppiare il contenuto di iodio del sangue, frustano l'azione della glandola, producendo nell'individuo accentuazione della fase catabolica del ricambio, magrezza e nervosismo; particolare azione eccitante esercita la nicotina (magrezza e nervosismo dei fumatori).

Un'iperfunzione della tiroide, che sorpassi i limiti di una normale variabilità individuale, dà luogo al quadro del "morbo di Flaiani-Basedow" o "gozzo esoffalmico", più frequente nel sesso femminile ( 6: 1 ) e nell'età gievanile ( 20-40 anni). In questa malattia, a un ingrassamento iperfunzionante della tiroide, si accompagna l'esagerato aumento delle pulsazioni, fin oltre 100 (tachicardia), il protuberare dei bulbi oculari, eccessivamente sporgenti tra l'aumentata rima palpebrale (esoftalmo), un esagerarsi dei processi d'ossidazione interna con un maggior consumo d'ossigeno, il prevalere della fase catabolica del ricambio, accentuato a volte estremo dimagrimento. Alcuni altri sintomi oculari, il tremore delle mani protese, la sudorazione eccessiva, alterazioni cutanee e degli annessi cutanei, disturbi della funzione intestinale (diurrea, ecc.) completano il quadro dell'iperfunzione patologica della tiroide. Una diminuzione dell'attività tiroidea, che vada al diastro della normale variabilità individuale, dà luogo, viceversa, al quadro del cosiddetto mixedema, particolare forma di gonfiore elastico della pelle, congiunto a rallentamento e decadimento più o meno grave di tutte le funzioni della vita vegetativa e di relazione con deficente sviluppo corporeo, per cui, se il difetto fu sin dalla nascita, l'individuo rimane nano. In modo particolare ne soffre il sistema nervoso e l'attività psichica del soggetto in cui appare torpidita d'azione, spatia mentale, fino alla più assoluta mancanza d'intelligenza (cretinismo). Spesso
il quadro è completato da un ingrassamento della tiroide nella sua parte connettivale di sostegno che, con il suo sviluppo esagerato, soffoca la porzione seccrnente della glandola; da ciò la caratteristica sporgenza al davanti del collo, cioè il gozzo. Questo, congiunto all'ipofunzione della tiroide e a un grado più o meno grave di cretinismo, costituisce malattia a carattere endemico in alcune regioni montuose della Svizzera, Prenee, Germania, Su-
via e in Italia nel Piemonte (Val d'Aceis), in Lombardia (Valtellina), in alcune zone della Liguria, Sicilia e Sardegna. Si discute tuttora sullo cause del gozzo endemico; secondo alcuni autori, il fenomeno sarebbe dovuto alla presenza di particolari sostanze gozzigene, allo stato colloidale, contenute nelle acque bevute sul luogo (gesso, fiume); 5. Fonde porta di "malattia endemica della montagna e ammette molteplici cause (scarcezza di jodio, di radiazioni solari, di alcuni alimenti, di igiene, consanguineità nei matrimoni, ecc.). Per i suddetti rapporti esistenti tra tiroide e glandole sessuali, nelle ipofunzioni tiroidee si ha mancato o ritardato sviluppo puberale con deficienza più o meno spiccata dei caratteri sessuali primari e secondari. Nell'ipertiroidismo, al contrario, precoce trasformazione sessuale. L'equilibrio funzionale della tiroide o il suo spostamento verso l'eccesso o il difetto, nei limiti d'una normale variabilità individuale, imprime all'organismo particolari caratteristiche costituzionali, deviandolo verso il tipo longilinea (v.) o brevilineo (v.), come pure in modo differente l'orienta nei riguardi del temperamento e dell'indole.
III. Le paratiroidi. - Sono situate posteriormente a ridosso della tiroide, normalmente in numerosi quattro, della grandezza circa di un chicos di risa, e, nonostante la piccolezza, pesano tanto nell'equilibrio endocrino dell'individuo, che la loro asportazione conduce alle più gravi conseguenze. La loro funzione è sufficientemente chiarita perché ne appaia la grandissima importanza come regolarrici del ricambio minerale del calcio e del fosforo, elementi basali per l'equilibrio meccanico del tessuto osseo a biochimico del sistema nervoso. Le ossa debbono la loro rigidità, capace di dare all'organismo la necessaria fissita " resistenza nella sua forma, al carbonato di calcio ( mathrm{ro} \% ) e al fosfato ricadice ( mathrm{po} \% ). Il sistema nervoso subisce variazioni nella sua eccitabilità, in rapporto al variare dell'equilibrio molecolare dei sali minerali disciolti nel plasma sanguigno; il calcio, in unione con il magnesio, esplica azione sedativa sull'eccitabilità neuromuscolare e psichica, il sodio e il potassio, al contrario, ne aumentano l'irritabilità. Tutto la vita viene, quindi, come a grattare tra questi due "pali chimici" (Bondoni) : da un lato l'astencicild, cioè la diminuita eccitabilità neuromuscolare, per il prevalere nell'equilibrio osmotico dei liquidi circolanti della coppia calcio-magnesio, dell'altra il prevalere della stericita, aumenta dell'eccitabilità neuromuscolare, per il prevalere della coppia sodio-potassio. In tutto ciò, la delicata regolazione degli scambi e dell'equilibrio del calcio, segna la meravigliosa importanza delle paratiroidi nell'economia dell'organismo.

Nella deficenza paratiroidea, per la diminuita quantità di calcio circolante nel sangue (ipocalcemia) compensata da un aumento del fosforo (iperfosforemia), le ossa non acquistano a perdono calcio mentre aumenta l'irritabilità neuromuscolare, fino alla forma di contrazione spastica e convulsivante della terania, dell'celampsio, della sparmofilia. Indizi rivelanti una funzione deficente delle paratiroidi possono essere: le unghie fragili e salcate, i difetti dello smalto dei denti incisivi, le cosiddette borse sotto gli occhi, la tendenza alle smorfia, ai "tic" facciali, gli straionamenti degli occhi, alcune forme d'emicrania, asme, nevralgia, la tendenza ai gonfiori. Particolari forme morbose sono prodotte da uno stato d'iperfunzione delle paratiroidi (osteite fibrocistica o morbo di Reklinghausen).

L'ormone paratiroideo è legato da rapporti di collaborazione con la vitamina mathrm{D}_{2} (vitamina calciofissatrice) e con altri ormoni, quali quelli della tiroide e del timo.
IV. Le Glandole sparmofili. - Sono in numero di due, situate a guisa di cappuccio, una per lato sul polo superiore dei reni, della grandezza di pochi centimetri (massimo: cm.

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5 times 3 times 1 ) ; per la loro attivitá specifica si sono meritate il nome di "glandole dell'energiu". Ciascun surrene non costituisce un organo unico, ma riunisce in sé una porzione corticale (corteccia) e una midellare (midelle), elaboranti ognuna differenti ormoni.

La cortesía, prima ritenuta anatomicamente e funsionalmente unitaria, agli studi moderni c'è rivelata costituita da tre differenti zone : la glomerulare - i cui ormoni (il più importante: il desossicorticosternae, unico attualmente ottenuto per sintesi) regolano il ricambio idrosslino, provocando la ritenzione del sodio (cloruro di sodio e sole da cucina) e dell'acqua nei tessuti e l'eliminazione del potassio con l'urina; inoltre aumentano la pressione arteriosa. La zona "fascicolata" produttrice di un altro gruppo d'ormoni; tra cui si ricorda il corticosternae, che regola il ricambio degli zuccheri e la loro formazione a spese delle proteine, manifestando, se in eccesso, azione diabetogena con aumento dello zucchero del sangue ed eliminazione con le urine. La zona " reticulare" elabora anch'essa un certo numero ancora non ben definito di sostanze, ad es., l'udrenosternae ad azione uguale a quella degli ormoni sessuali, in prevalente quantità maschile, assai meno ferumimie; i loro effetti appaiono nei casi d'iperfunzione della corteccia surrenale. I primi due gruppi di ormoni corticosurrenali sono veramente indispensabili per la vita: la loro completa deficenza produce il "morbo di Addison" o "mal bronzino" che, nel giro di pochi anni, conduce l'individuo a cschessia e morte. Esso è rarissimo nell'infanzia; in un'ulevata percentuale di casi è dovuto a tubercolosi dei surreni; clinicamente si manifesta progressiva intensa perdita di peso, debolezza stiuromutcolare, abbassamento della pressione arteriosa, diminuzione del cloruro di sodio e dello zucchero nel sangue, disturbi non esistenti della sfera sessuale (napotenza, amenorrea), diminuite resistenza dell'organismo alle cause dannose tossiche e infective, particolare colorazione bruna della pelle e delle mucose (donde il nome), caduta dei peli particolarmente nelle regioni assalibre e pubica. L'ipercorticalismo, che dai casi totali (morbo di Cushing) ai casi d'iperfunzione parziale presenta la più grande varietà sintomatologica d'intensità e combinazioni. L'imperata sulle già descritte caratteristiche attivita delle zone glomerulare, fascicolate, reticulare. In esso appare sempre caratteristico il sintomo "ipereticosi" (esagerato sviluppo dei peli) non solo sul tronco e sugli arti, ma altresi, nella donna sul retro. In rapporto alla iperfunzione della zona reticolare e all'esagerata quantitá di incerto ad attività sessuale (particolarmente della frazione androgena a mascolinizzante, più difficilmente di quella femminizzante o ostrogora), negli ipercorticalismi parziali si possono vedere i vari quadri di alterazioni dell'abito sessuale dell'individuo, sia nei riguardi dei caratteri primari che secondari nella forma del "virifismo surrenalico" del "femminilismo surrenalico" della "pubertà precoce "congiunta a morbo di Addison. Nel primo, se l'iperfunzione della reticolara s'istitui in individuo di rosso femminile, durante la vita fatale, si vede un quadro di "pseudocrmafrodistismo" per cui l'individuo (glaendroide) è insieme portatore di glandole sessuali femminili (ovale) e di organi sessuali esterni del sesso opposto ( v. ERMAFRODITISMO); se s'istitui prima della pubertà, appare il quadro della "pubertà precoce eterosessuale" o del "virifismo piapubera"; nelle donne già adulte provoca un aggiungersi di note mascolinizzanti alle precedenti caratteristiche femminili; nel maschio l'ipercorticalismo androgenico, che s'inizia prima della pubertà, si manifesta con un apparire precoce di questa. In alcuni casi, nel maschio adulto, per un particolare eccesso d'ormoni estrogeni, può errori il "femminilismo surrenalico" con perdita delle caratteristiche maschili e deviazione verso il tipo femminile. D'altra parte sono conosciuti casi in cui un'atrofia della zona fascicolata e della glomerulare, unità a iperfunzione della zona reticolare, conduce alla forma di pseudocrmafrodistismo o di pubertà precoce che si svolge nel quadro d'un morbo di Addison.

Se questi sono gli aspetti nodali dell'ipo- e dell'ipercorticalismo patologici, si può ammettere, nell'equilibrio funzionale fisiologico della corteccia surrenale, tutta
una serie sfumata di ectipi scaglionati tra i confini della variabilità individuale fluttuante che, mentre si dànno spiegazione di molte anomalie costituzionali, funzionali e neuropsichiche, si mostrano la immensa importanza di questi studi nei riguardi dell'orientamento educativo e morale dell'individuo, del giudizio morale delle sue azioni.

La corteccia surrenale ha stretti rapporti di sinergia con la vitamina C, la A, la B2; i suoi ormoni nei riguardi dell'apparato vagolatore della vita vegetativa hanno funsione vagotonica ( v. STERONOECATIVO, ESTERAI).

La sostanza midellare dei surreni estrinseca la sua funzione armonica nella produzione dell'adrenalina o superarenina ad azione ipertenziva, che stimolaeletivamente la porzione simpatica dell'apparato autonomo della vita vegetativa; è attivissima, capace di far sentire la sua azione specifica sul simpatico pur essendo nel sangue alla diluizione di una a un miliardo; sul cuore della zona è attiva ancorché diluita nel rapporto di 1: 1.000 .000 .000 .000 .000 .000 ! Viene usata, sotto forma di puntura intracardiosa, per stimolare la retiviscenta del cuore nei casi d'improvvisa paralisi di esso.
V. LE GLANDOLE SESSUALI. - Accanto agli spirali germinativi produttori degli elementi sessuali (spermanzoni, ovuli), destinati alla preccrazione del nuovo individuo, queste glandole posseggono parti con valore d'organi endocrini.

Il testicolo endocrino è costituito da "cellule interstiziali" contridate tra il groviglio dei tubuli seminiferi in cui hanno origine gli elementi sessuali; esse hanno un indubbio valore endocrino producendo un ormone (ormone intercistiale o testosterone) la cui azione si manifesta a vantaggio della funzione procreativa e dell'equilibrio organico generale. Infatti, il testosterone, passando in circolazione, promuove all'epoca della pubertà (v.), nell'uomo raggiunta tra i 15 e i 18 anni, il perfezionamento dei caratteri sessuali primari, già presenti alla nascita, e lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari propri del rispettivo sesso; allo stesso tempo alimenta la libido e la "potentia coeundi". Nei riguardi dell'azione generale, il testosterone eccita il ricambio catabolico, particolarmente dei grassi, esercita un'azione tenica e etenica neuromuscolare (azione ricostituente nella nevrostenia), psicotonica e psicostenica, che promuove le doti caratteristiche dell'età virile, l'attivita, l'audacia, la vivacità, e l'acutezza dei processi psichici, ostacolando, secondo N. Pende, unicamente ad altre glandole (ipafisi anteriore, tiroide, timo), l'insorgenza dell'invecchiamento fisico e psichico (raforzamento delle grandi funzioni organiche, arteriosclerosi, debolezza miocardica, diminuita resistenza alle fatiche e in traumi fisici e psichici, depressione psichica, sconforto, diminuita conibertività).

Una dimostrazione negativa dell'azione ormonica del testosterone ci dà la costruzione. Negli individui somministi (sottuichi), se la privazione avvenne prima della pubertà, segue arresto di sviluppo dei caratteri sessuali primari, mancata comparsa dei secondari, con evidenti e persistenti note d'infantilismo fisico e psichico, spesso con allungamento eccessivo del corpo (gigantismo); inoltre mancano le caratteristiche psichiche maschili; la "libido ", la "potentia coeundi " e "generandi ". Nell'adulto, per la castrazione, i caratteri sessuali primari tendono a regredire; per qualche tempo, a volte anche a lungo, può persistere la "libido " e la "potentia coeundi " sostanuta da un residuo di carica ormonale dei testicoli, degli ormoni cortico-surrenali e del meccanismo neuro-psichico dell'abito acquisito; i caratteri sessuali secondari sono anch'essi danneggiati : i peli della barba divergono nedi e cadono completamente, si sviluppa adiposità a topografia femminile (mammelle, pube, fianchi), la voce assume timbro acuto e femminos. l'indolo tende a perdere le caratteristiche viali divenendo molle e femminea, l'intelligenza non ne soffre anzi può divenire più acuta, spesso l'individuo scivola nella psicostenia e nella melanconia. Sull'azione generale del testosterone è basata l'efficacia del trapianto chirurgico nell'uomo dei testicoli di una scimmia antropomorfa (operazione alla Woronoff [v.]).

L'ovula possiede anch'esso, a sumiglianza del testicolo, ben determinate e importantissime funzioni endocrine legate alle cellule delle pareti del follicolo coforo

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(follicolo di Graaf) e al corpo luteo. Le prime, in virtù della loro secrezione interna (follicolino) promuovono il perfezionamento dei caratteri sessuali primari già formati al momento della nascita; la comparsa e lo svolgimento dei caratteri sessuali secondari nel periodo della pubertà, nella donna tra i 13 e i 15 anni d'età; alimentano la «libido», sia pure in quella forma più moderata che di solito si osserva nella donna. L'entrata in azione della follicolina all'iniziarsi della pubertà, è contrassegnata dalla comparsa della prima mostruazione che si ripete poi periodicamente a ogni costurazione di ovulo (in media ogni 28 giorni nel 70\% dei casi), per tutta la durata della vita sessuale femminile, fino all'epoca della menopausa (v. GLISIATERICHE, 27A) sui 45-50 anni, a volte 55-60, assai dubbio il limite estremo di 65 .

La menopausa contraddistingue l'arresto della funzione follicolinica dell'ovulo; ciò avvenuto, regrediscono man mano le caratteristiche della femminilità : il mutamento delle forme esterne, lo sviluppo dei peli sul viso, l'inasprimento e l'abbassamento del tono della voce, le modificazioni dell'indole imprimono alla donna crescente note di mascolinizzazione, che tendono via via a raccorciare le distanze che separavano i due sessi.

Accanto all'azione della follicolina va ricordata quella del corpo luteo, formazione endocrina che periodicamente riprende vita, a ogni scoppio di un follicolo di Graaf, nella cavità follicolare vuota. L'ormone da esso secreto (progestina o progesterone o luteosterone), chimicamente affine al testosterone, è il tutore della gravidanza (v.), poiché, nel periodo dei 12-16 giorni circa che intercede tra la rottura del follicolo a l'eventuale prossima mestruazione (qualora l'ovulo non venne fecondato), la progestina promuove nella mucosa uterina modificazioni tali da renderla terrena adatto all'impianto e allo sviluppo dell'uovo; tali modificazioni propitite son mantenute dal corpo luteo per i primi quattro mesi di gravidanza, se l'ovulo fu fecondato; per il seguito della gestazione, l'attività tutrice del corpo luteo viene assunta dalla funzione endocrina della placenta. Fino al quarto mese, l'azione del corpo luteo è affiancata da quella della "vitamina E" o "vitamina antisterile». Va commentato che l'attività endocrina del follicolo e del corpo luteo è sotto il controllo e la stimolazione degli ormoni genadotropi A e B dell'ipofisi anteriore e di un centro nervoso sessuale.
VI. L. PANCREAS. - Situato nell'addome nell'ansa formata dalla prima porzione dell'intestino (duodeno), oltre che glandola seccrnente i succhi digestivi, per le sue "isole di Langerhans" è organo endocrino che fabbrica l'insulina, ormone che regola il ricambio degli idrati di carbonio (zuccheri, amidi) nella glicogenesi, cioè la trasformazione e l'immagazzinamento di essi sotto forma di "glicogeno" nelle cellule epatiche e nei muscoli, e nel rendere più piena da parte delle cellule l'utilizzazione della porzione di zucchero disciolta nel sangue. Antagonista dell'insulina è la già ricordata adrenalina, ormone della nodulare dei terreni, che eccita la mobilitazione e la distruzione del glicogeno epatico (funzione gligolitica), conducendo, quindi, all'aumento della percentuale di glucosio (nell'individuo normale ca. l'r per mille) presente nel sangue circolante.

Se si pensa che gli idrati di carbonio sono per eccellenza i nostri alimenti dinamogeni, combustibile che, per la sua ossidazione in seno ai tessuti particolarmente muscolari, è fonte delle energie da noi esplicate, ci si potrà rendere conto di quale sia l'importanza dell'equilibrio endocrino insulina-adrenalina quale regolatore del meccanismo accumulo-utilizzazione delle sostanze idrocarbonate. Le vitamine B_{1}, B_{2}, C e lo zinco in funzione oligodinamica sono in rapporto di collaborazione con l'insulina.
VII. L'epifisi o Glandola pineale, - E della grandezza ca. d'un grosso pisello, del peso appena d'un quarto di grammo, situate al di sopra dell'istmo del cervello, tra il corpo calloso e il cervelletto, simmetricamente all'ipofisi situata inferiormente; assume anch'essa particolarissimi rapporti con il terzo ventricolo, sede, come già s'è detto, di importanti centri nervosi, regolatori della vita vegetativa. Il suo ormone può considerarsi ancora sconosciuto nella sua costituzione, ma non nella sua azione, parti-
colarmente importante nel primo periodo della vita dell'individuo. L'epifisi opera sulle glandole sessuali, con un'azione opposta a quella dell'ipofisi; infatti, mentre quest'ultima, come già è noto, per mezzo delle gonadostimoline, promuove l'attività delle gonadi, l'epifisi, che merita il nome di "tutore dell'infanzia", per mezzo di un ormone anti-gonadotropo, impedisce lo sviluppo pubertile a la differenziazione sessuale; da c.. il decimo anno di età, in rapporto al prepatorsi ed al successivo svolgersi dello sviluppo sessuale dell'individuo, la glandola subisce un processo natural