a religiosa.
Uomo di talento, calvinista convinto, talora fanatico, fu per molti decenni l'avversario più agguerrito della dottrina cattolica, che combatté in numerose opere: Examen du livre de la réunion du christianisme (Parigi 1671): dove confuta l'opera anonima di alcuni calvinisti, che propugnavano la riunione di tutti i cristiani in base ai soli articoli del Simbolo apostolico; fa già capolino la teoria degli articoli fondamentali (v.), in seguito calorosamente difesa; Apologie pour la morale des réformés (ivi 1675): controbatte le accuse di Arnauld; Traité de la puissance de l'Eglise (ivi 1677) : è un tentativo di attenuare le antinomie del calvinismo, che in teoria accettava la sola autorità della Bibbia e in pratica si sottometreva alle decisioni sinodali; Préscrvatif contre le changement de religion (ivi 1677): vi confuta l'opera del Bossuet, L'exposition de la doctrine de l'Eglise catholique sur les matières de controverse : mentre questi aveva sottolineato i punti di contatto delle due confessioni per facilitare il ritorno dei calvinisti, J. mira ad ingrandirne l'opposizione; l'opera non valse ad arrestare il celere ritmo delle conversioni, che, cominciate con quella del Turenne (1668), ricondussero alla Chiesa eminenti personalità. Sfortificato per questi successi del cattolicesimo, pubblicò, anonimi, una serie di opuscoli, in cui tentò spiegare tutto con la coazione legale. Scrisse inoltre: Examen de l'Eucharistie de l'Eglise romaine (Amsterdam 1682) : è la risposta alla 2ᵃ ed. della classica opera di Arnauld e Nicole, Perpetuité de la foi touchant l'Eucharistie. Poco dopo scrisse due libelli diffamatori contro l'Arnauld, in cui la sua insufferenza religiosa oltrepassò ogni limite. Nel 1683 pubblicò 4 volumi sulla storia del calvinismo, luteranesimo e papiano, in risposta agli attacchi di Mannheimg. Altri scritti: Vray sati'me de l'Eglise (ivi 1686); Traité de l'unité de l'Eglise et des points fondamentaux (ivi 1688) : ribatte il Nicole, rifacendosi ai principi svolti nell'opera analoga del 1677. Dopo il 1688 fu impegnato nella confutazione della celebre opera del Bossuet, Histoire des variations: le sue Lettres pastorales, che scrisse allo scopo, ebbero straordinario successo in Francia, ma non neutralizzarono il benefico effetto del'opera combattuta. Negli ultimi scritti si immischiò nella controversia quietistica e cercò di farsi sentire ancora in patria, ma l'ora sua era fissata e mori, come attesta un contemporaneo, nell'abbattimento.
Bibs.: A. Rébelliau, Bossuet histories du protestantisme, Parigi 1891, passim; L. Cronali, Bossuet et le protestantisme, ivi 1901, passim; R. Lureau, Les idées politiques de 7., Bordesus 1904; I. Dedieu, Le rôle politique des protestants français, Parigi 1921; A. Humbert, s. v. in DThC, VIII, coll. 1996-2001; J. Vienot, Histoire de la Réforme française de l'Edil de Nantes à sa résecution, Parigi 1926, passim; C. Kaeppler-Vielzeuf, Bibl. chronolog. des oeuvres de 7., in Bull. de la Soc. de l'hist. du protestantisme français, (vi 1935, pp. 391-440; R. Struman, La perplexité de la foi dans la controverse Bossuet-Torieu (1888-91), in Rev. d'hist. ecclés., 37 (1941), pp. 145-89. Antonio Piolanti
JURODIVYJ. - Titolo dato nella Russia agli asceti che con il loro contegno cercano il disprezzo degli uomini e la libertà interna nel servizio divino. Di questi «pazzi per Cristo» ve ne sono stati sempre sia in Occidente che in Oriente, p. es., Andrea Saloa (v.). Essi però hanno goduto in Russia di una stima speciale e si sono manifestati fino ai giorni nostri in tutti i ceti sociali. Notissimo fra essi un certo Basilio (m. nel 1552) alla cui memoria è dedicata la tipica chiesa sulla Piazza Rossa di Mosca, già duomo di Maria Ausiliatrice. Questo genere di pietà è ovviamente esposto al pericolo della degenerazione.
Bibs.: Gamayoun, Etudes sur la spiritualité populaire russe: I. Les "fous pour le Christ", in Russie et Chrétienté, nuova serie, 1 (1948-79), pp. 57-78.
Alberto M. Ammann
JURUÀ. - Prelatura «nullius» nello Stato di Amazonas nel Brasile.
Ha una superfice di 20.000 kmq . con 78.000 ab. dei quali 75.000 cattolici; conta 6 parrocchie con 11 sacerdoti regolari, 6 comunita religione maschili e 1 femminile (Annuario Pontificio, 1951, p. 629).
## Page 400
La prelatura fu creata dal papa Pio XI con la cost. apost. Munus regendi universam del 22 maggio 1931, per smembramento dalla diocesi di Amazonas, elevando a dignità prelatizia la chiesa della B. V. M. Assunta nella città di Cruzeiro do Sul, sede residenziale della prelatura stessa, che è suffraganea di Belem de Parà.
BISL.: AAS. 24 (1932). pp. 219-21. Enrico Josi
JUS. - Periodico trimestrale, dal sottotitolo Rivista di scienze giuridiche pubblicata per cura della Università Cattolica del S. Cuore, fondato a Milano nel 1940, con lo scopo di cogliere nello studio delle dottrine generali del diritto e di quei problemi più generali, che si hanno nei singoli rami di esso, l'unità essenziale del fenomeno giuridico e del suo svolgimento, e potere cosi metterne in luce il valore spirituale.
Il comitato direttivo era costituito da p. Agostino Gemelli e dai proff. Amedeo Giannini, Federico Patetta, Salvatore Riccobono, Santi Romano, Marco Tullio Zanzucchi; redattori i proff. Giorgio Balladore-Pallieri e Orio Giacchi.
Sospese le pubblicazioni dopo il 1° fascicolo della terza annata (1943). Nel luglio 1950 è uscito il 1° fascicolo di una nuova serie. Il Comitato scientifico di redazione è composto dai proff. Enrico Allorio, Giorgio Balladore-Pallieri e Biondo Biondi. Rodolfo Danieli
JUS PONTIFICIUM. - Titolo della rivista trimestrale, fondata a Roma nel 1921 dal sac. Alberto Toso (autore di un apprezzato commento al CIC), avente per oggetto la trattazione di argomenti canonistici; aveva perciò come sottotitolo: seu ephemerides Urbanae ad canonicas disciplinas spectantes. Tra i periodici di questa materia, sorti dopo la promulgazione del CIC, si distinse per il suo indirizzo altamente scientifico e per la larga collaborazione di canonisti stranieri, oltre che di canonisti della Curia romana.
Sospese le pubblicazioni dopo il XX vol. (1940), a causa delle difficoltà derivanti dalla guerra; e non fu più ripresa, essendo nel frattempo ( 13 ag. 1946) morto il fondatore, che l'aveva fin dall'inizio diretta.
Pio Ciprotti
JUS PONTIFICIUM DE PROPAGANDA
FIDE. - E la collezione di documenti riguardanti le missioni compilata dal vescovo Raffaele De Martinis, lazzarista ( 1845 -1900).
Essa è divisa in due parti, di cui la prima contiene gli atti pontifici e quelli delle Congregazioni romane che vi si trovano inseriti. La seconda parte raccoglie tutti gli altri decreti di Propaganda. Alcuni documenti anteriori all'erezione di Propaganda sono riportati in calce e in appendice. I documenti sono disposti in ordine cronologico. La prima parte consta di sei volumi, di cui il testo in due parti, stampati nel periodo 1888-95. La seconda ha un solo volume del 1909. Saverio Paventi
JUVARA (Juvarra), Filippo. - Architetto e incisore, n. a Messina il 16 giugno 1678, m. a Madrid il 31 genn. 1736. Dal padre cesellatore apprese l'arte del disegno, compiendo di pari passo gli studi che lo preparavano alla carriera ecclesiastica. Una delle sue prime concezioni architettoniche fu quella riguardante gli apparati per le feste che Messina organizzò per l'incoronazione di Filippo II. Ottenne quindi di studiare architettura in Roma sotto la guida di Carlo Fontana. Vinto il concorso indetto da Clemente XI, fu nominato membro dell'Accademia di S. Luca. Accolto alla corte papale, si dedicò all'architettura teatrale e alla scenografia.
Viaggio l'Italia sempre occupato in molti progetti, ma svolse la sua attività principalmente al servizio di Amedeo II di Savoia, al quale fu presentato quando questi fu a Messina per prender possesso del Reame delle due Sicilie (1714). Sempre a Messina per mandato di Amedeo II progettò l'ingrandimento della Reggia che andò poi distrutta; e nel dic. dello stesso anno si guadagnò il titolo di "primo architetto civile del re". Da quest'epoca ha inizio il periodo più brillante della sua attività. F. J. a Torino nel 1715 portò a compimento la facciata di S. Cristina; l'anno dopo i quartieri di Porta Susa. No primi mesi del 1716 elaborò i modelli lignei per la chiesa e il convento di Superga e per la cappella di Venaria Reale. Due anni dopo iniziava i lavori di costruzione dello scalone di Palazzo Madama e portava a compimento i progetti del Castello di Rivoli e della chiesa di S. Croce. Seguivano immediatamente quelli di Palazzo del Senato, Palazzo Birago di Borgaro, Palazzo Martini di Cigala e del coronamento del campanile del Duomo. Chiamato dal re Giovanni V del Portogallo a Lisbona nel nov. 1719, progettò il faro del porto di quella capitale e altri importantissimi edifici quali : un palazzo reale, una chiesa patriarcale, un palazzo per il patriarca e una canonica per una località non identificata. Tale sua attività gli procurò il titolo di "cavaliere dell'Ordine di Cristo». Rimase a Lisbona ca. un anno, di li andò a Londra, sempre ospite del re portoghese, poi a Parigi. Nei primi mesi del 1721 risulta a Roma. Di ritorno a Torino riprese i lavori interrotti (Superga-Venaria-Rivoli), esegui Palazzo Richa di Coassolo, la Palazzina di caccia di Stupinigi, la fascista di Palazzo Guareni e tracciò un buon numero di progetti per ville e palazzi in varie località dello Stato sabaudo. Tra questi importanti il progetto dell'Oratorio di S. Filippo (1723) e il piano urbanistico di Porta Vittoria (1731), la certosa di Collegno (1726) e l'ingresso della chiesa della Madonna d'Oropa. Nel 1728 ebbe la nomina di abate commendatario dell'abbazia di Selve. Chiamato a Roma architetto un "conclave stabile" e, dopo la morte del suo maestro C. Fontana, fu eletto architetto di S. Pietro. La sua attività fu allora divisa tra Roma e Torino, soggiornando a Roma particolarmente d'inverno, quando in Piemonte erano impossibili i lavori murari a causa del freddo. Nel 1732 eseguì nella capitale per Clemente XII un progetto per la sacrestia di S. Pietro e nel 1735 Filippo V, che lo aveva conosciuto alla corte di Amedeo, lo reclamò in Spagna, quando ormai la sua fama aveva raggiunto l'apogeo. Gli fu affidata la costruzione del Palazzo reale di Madrid e J., nell'attesa che fosse scelto il luogo per la costruzione, progettò la Granja di S. Ildefonso e il Caselle di Aranjuez. Senonché, quando aveva quasi ultimato il modello in legno del Palazzo reale, fu colto dalla morte e l'esecuzione del Palazzo fu realizzata dal Sacchetti. F. J. fu sepolto a Madrid dopo solenni onoranze funebri.
Egli amò la regolarità e la semplicità e ad esse uniformò le sue opere per quanto non sia difficile individuare in lui influssi barocchi del Borromini e del Bernini. F. J. amò e studiò i classici eseguendo molti rilievi dai monumenti antichi. Pur sensibile alle influenze francesi, si mantenne da esse indipendente sempre deliberatamente lontano da complicazioni e da retorica. Del barocco egli adorò il linguaggio plastico, per trarne vigoria chiaroscurale. Colonne e lesene sono espressione viva del suo sentire; cornici a forte sporgenza sostenute da mensole, e luminose arcate a tutto sesto creano quei magistrali contrasti di luce ed ombre che, dell'opera dello J., appaiono come la principale caratteristica. - Vedi tavv. XLl-XLII.
BISL.: A. Bı ssi, Vita del cav. don F. 7. fatta seguire dal catalogo dei disegni, Perugia 1784; L. Masini, La vita e l'arte di F. 7., Torino 1920; A. Telluccini, L'arte dell'architetto F. 7. in Piemonte, ivi 1926; M. Labò, a.v. in Thione-Bocher, XIX. p. 358 sgg., con bibl.: L. Rovers, V. Viale, A. Brickmann, P. 7., Milano 1937; G. Chevalley, La formazione della personalitd artistica di F. 7., in Bollett. Soc. Piemontese di Arch. e di Belle arti, 1 (1947), pp. 72-82.
## Page 401
KA: v. DOPPIO.
KA'BAH. - Edificio di pietra grigia, collocato nel mezzo del recinto sacro della Mecca, avente forma di cubo ( h .= \& dado \% ). Due muri sono lunghi 12 m ., gli altri due ca. 10; altezza 15 m . Una porta si apre nel muro nord-est. L'edificio poggia su una base di marmo alta 25 cm . e sporgente in fuori 30 cm .
All'interno si trovano tre colonne di legno, a sostegno del tetto. Nell'angolo est, a m. i, 50 da terra, è fissata una pietra nera di lava o basalto, misurante ca. 30 cm . di diametro. I muri della k. sono rivestiti di un drappo di broccato nero (hizwah), con iscrizioni ricamate in argento ed oro; esso viene sostituito durante il pellegrinaggio annuale con un drappo bianco, che scende fino a 2 m . dal suolo.
Edificio di culto pagano prima dell'islám, vi erano venerati molti altri idoli e feticci. Nell'anno 2 dell'ègira, Maometto (v.) adattò la venerazione della k. all'islám, dichiarandola il primo santuario eretto da Abramo ed Ismaele (Carano, 2, 121) ed ordinando di rivolgersi verso di essa nella preghiera (ibid., 2, 139). Alla conquista della Mecca (anno 8 dell'ègira), la purificò dagli idoli e feticci, eccetto la pietra nera.
La k., come gli edifici circostanti, è al centro del rito del pellegrinaggio (v. Islám).
Bibl.: A. J. Wensinck, Ku'ba, in Handwörterbuch des Isläm, Leida 1941, pp. 236-44. Sabatino Moscati
KABYLIA. - Regione inclusa interamente nelle due diocesi di Algeria e Costantina, abitate da una popolazione di ca. I. 250.000 ab. in continuo aumento, completamente islamizzata e molto attaccata alle tradizioni antiche. La povertà del suolo e l'incremento demografico costringono il cabilo a duri lavori fisici e intellettuali ed anche ad emigrare, specialmente verso la Francia. Le scuole di Stato, quasi esclusivamente per ragazzi, sono assai numerose e insieme con altri fattori, mentre agiscono nel senso del perfezionamento della società e degli individui, contribuiscono a rendere l'individuo materialista e laico. La situazione della donna è penosa, perché essa non gode di nessun diritto nella vita sociale. Vi si parla un dialetto berbero, il cabilo.
I Gesuiti furono i primi ad esercitarvi l'apostolato e dal 1872 i Padri Bianchi e più tardi le Suore Bianche incominciarono una lenta opera di penetrazione, specialmente per mezzo di istituzioni caritative e assistenziali. La missione, che non dipende da Propaganda, possiede anche 8 scuole per ragazzi e 6 scuole per ragazze, nonché 8 laboratori che dànno lavoro a ca. 2000 ragazze. Come in altri ambienti islamizzati, è necessario gran tutto, profondo disinteresse, completa conoscenza della lingua, delle istituzioni, della mentalità e delle aspirazioni del popolo, che nei suoi recenti contatti con il mondo si è reso subito consapevole delle proprie forze e capacità.
Bibl.: J. Bouniol, The White Fathers and their Missions: K., Londra 1920, pp. 140-47; A. Philippe, Missions des Pères Blancs, Mission de Kabylie, Parigi 1930, pp. 57-102; M. Bémond, Au coeur du pays Kabyle, Algeri 1933. Giovanni Cottino
KADUNA, PREFETTURA APOSTOLICA di. - Creata come prefettura apostolica il 24 ag. 1911. Il 18 luglio 1929 i territori del vicariato apostolico della Nigeria occidentale al nord dei fiumi Niger e Benue, staccati dal vicariato stesso, furono assegnati alla prefettura della Nigeria occidentale, che fu detta allora Nigeria settentrionale; il 9 apr. 1934 questa prefettura fu divisa in due, denominate K. e Jos (v.). Con decreto del 28 apr. 1943 il territorio francese del Niger fu assegnato alla nuova prefettura apostolica di Niamey.
Superfice totale 125.000 kmq., popolazione ca. 6.000 .000 di cui 4.000 .000 musulmani. I cattolici sono 17.125, distribuiti in 11 stazioni primarie e 61 stazioni secondarie, evangelizzati da 27 Padri della Società delle Missioni africane, coadiuvati da 15 suore irlandesi. I cate-
chisti sono 264. Scuole elementari 7 con 422 alunni, medie 2 con 219, professionali 2 con 111, normali 4 con 21.
Bibl.: AAS, 3 (1911), p. 481; 22 (1930), pp. 126-27; 27 (1933), pp. 252-53; MC, 1930, p. 16; Arch. di Prop. Fide, Prospectus statet missionis, pos. pror. n. 3767/49.
Giovanni B. Tragella
KAFKA, Franz. - N. a Praga il 3 luglio 1882 da famiglia israelita, m. di tubercolosi a Kierling (Vienna) il 3 giugno 1924. Si laureò in legge nel 1906 nella patria Università. Al 1912, anno di un suo viaggio a Weimar, risalgono alcuni dei suoi più significativi racconti: Das Urteil o Die Verwandlung; sembra che a questa epoca risalga anche il romanzo Amerika. Nel 1915 gli venne attribuito un premio letterario, il «Fontanepreis».
L'amara e pessimistica esperienza vitale di K. che si riflette nella sua opera, con la forza monotematica di un incubo, è incessantemente approfondita sia nei racconti di cui l'autore stesso curò la pubblicazione (i già citati, più: Betrachtung [1913], Ein Landarat e In der Straftoklonie [1919], Der Hungerhänstler [1924]), sia nei tre grandi abbozzi di romanzo pubblicati postumi. Il mondo sordamente ostile di Amerika, il tribunale misterioso di Der Prozess, la burocrazia sottocante di Das Schloss rappresentano uno dei poli del mondo poetico di K., con un protagonista che, solitario di fronte a un nemico ignoto e inafferrabile, finisce con essere soppresso insieme con i suoi problemi vitali. L'altro polo è rappresentato da una fede che, accompagnata a volte dalla speranza, ha condotto alcuni e ravvisare imprudentemente in K . un progressivo avvicinamento a posizioni cattoliche, ma che, molto più spesso disperata, richiama posizioni esistenzialiste, sia per influsso diretto di Kierkegaard, sia, e più, per analogia di temperamento.
Infatti il problema che più di ogni altro può avvicinare il lettore a una comprensione più approfondita del mondo e del pensiero di K. è quello dei rapporti tra l'uomo e la legge. Problema che si trasfigura in mito poetico nel frammento Vor dem Gesetz, pubblicato nel 1919, in Ein Landarat e rifuso in Der Prozess, cap. 9. Il rapporto dell'uomo con la legge sovrannaturale è qui sentito e fissato nei termini di una visione allucinata, dai contorni definiti, che non lascia adito alla speranza. Ogni uomo ha una sua porta, un suo guardiano; l'ingresso al regno della legge è precluso e, quando l'uomo muore dopo anni di attesa, il guardiano chiude la porta da cui nessun altro potrà passare. Mai, forse, come in questa breve parabola, K. è riuscito a sintetizzare il dramma dell'anima umana alla ricerca del divino e di una ragione di vita: la necessità imperiosa di postulare una legge da un lato e, dall'altro, il senso profondo e vivo della necessità di una conquista interiore e individuale della legge stessa.
E questo il dramma di tutti gli eroi di K. ed è questa difesa appassionata della categoria dell'individuale e del singolo che può farlo avvicinare a Kierkegaard, tra i precursori del moderno esistenzialismo, mentre dalla tradizione giudaico-talmudica si possono far derivare il cupo fatalismo e il gusto delle analisi spietatamente esatte, delle argomentazioni sottili ed estenuanti.
Bibl.: Opere: Gesammelte Schriften, 6 voll., Praga 1935; Sämtliche Werke, 10 voll., Nuova York 1946. Studi : M. Brod, F. K. Eine Biographie, Praga 1937; H. Tauber, F. K. Eine Deutung seiner Werke, Zurigo 1941; B. Groethuysen, A propos de K. e Phénoménologie de K., in Mythes et portraits, Parigi 1947. E. Rocca, Storia della letter. ted. dal 1870 al 1933, Firenze 1950, pp. 170-76. Ampia esposizione bibliografica in The K. problem. a cura di A. Flores, Nuova York 1947. Traduzioni: a cura di A. Spaini sono stati pubblicati: Il processo, Torino 1933; Amerika, ivi 1942, Milano 1947. A cura di A. Rho, Il messaggio del imperatore, Torino 1935 e Il castello, Milano 1948. Il primo dei due volumi contiene quasi tutti i racconti e frammenti di K.; Ch. Neider, K., bis Mind und Art, Londra 1940.
Giulio de Angelis
KAGOSHIMA, PREFETTURA APOSTOLICA di. Nella costa meridionale dell'Isola Kyūshū (Giappone), cretta il 18 marzo 1927, con territorio smembrato
## Page 402
dalla diocesi di Nagasaki. Con una superfice di kmq. 7883 e una popolazione di 1.800 .000 ab., comprende 577 cattolici; 360 catecumeni; 3 sacerdoti nazionali; 7 suore native; 5 catechisti; 15 maestri; stazioni 5 ; una chiesa e 2 cappelle; una scuola media; un orfanotrofio; un giardino d'infanzia.
Questa missione, fin dal 1936, è affidata al clero secolare giapponese e retta attualmente da un amministratore apostolico. Il 13 genn. 1947 le Isole Ryūkyū, essendo divenute, di fatto, dominio degli Stati Uniti d'America, furono distaccate dalla prefettura apostolica di K. e affidate al vicario apostolico di Guam e successivamente poste sotto la cura di un amministratore apostolico.
K. è la città principale e la residenza dell'Ordinario. Essa fu la prima città giapponese che entrò in relazione con il cristianesimo, essendo quivi approdato, il 15 ag. 1549 , s. Francesco Saverio, accompagnato da due gesuiti spagnoli, p. Cosma da Torres e fra Giovanni Fernandez, e dal semurai giapponese Paolo di Santa Fede, che dall'Apostolo era stato battezzato a Goa. Ma il primo nucleo di comunità cristiana in seguito scomparve senza lasciar tracce. Nel 1844 mons. Forcade, delle Missioni Estere di Parigi, vicario apostolico del Giappone, riuscì faticosamente a raggiungere Naha, capoluogo della provincia di Okinawa, nelle Ryūkyū, seguito via via da altri missionari, ma con irrilevante successo di conversione. Nel 1890 il p. Ferrier, dopo aver fondato varie stazioni missionarie, tra cui K., poté mettere piede nell'Isola di Oshima (Ryūkyū), iniziandovi un consolante movimento di conversioni. Nel 1906, infine, vi giunsero i Francescani che tennero la missione fino al suo passaggio al clero locale.
BibL.: AAS, 17 (1927), pp. 270-71; MC, 1950, pp. 404-405. Edoardo Pecoraio
KAIBEL, GEORG. - Filologo, epigrafista tedesco, n. a Lubecca il 30 ott. 1847, m. a Gottinga il 12 ott. 1901. Fu professore prima nell'Università di Strasburgo, poi in quella di Gottinga.
È sua l'edizione, in 3 voll. (Lipsia 1887-90) dell'opera Deipnosofisti (s sofisti o sapienti a banchetto") di Ateneo di Naucratī (Egitto), dell'età imperiale, che costituisce una fonte di grandiasima importanza per la conoscenza della cultura greca del periodo ellenistico: vi sono conservati frammenti della commedia attica antica e nuova, scritti di storiografi greci e un gran numero di notizie dei più svariati argomenti. Il K. iniziò anche la pubblicazione dei Comicorum Graecorum fragmenta (Lipsia 1899). Curò inoltre l'edizione (prima tedesca) della Res publica Atheniensium di Aristotele (Berlino 1893), scoperta nel 1891, pubblicata per la prima volta a Londra nello stesso anno, e poi di nuovo in Germania (Berlino 1903, Lipsia 1909). L'opera epigrafica del K. è data dal Corpus inscriptionum Graecarum, dalle Inscriptiones Graecae, Siciliae et Italiae (Berlino 1890), e dalla raccolta Epigrammata Graeca ex lapidibus conlecto (ivi 1878). Cedo Caduti
KAIFENG, ARCIDIOCESI di. - Nella provincia civile del Honan, nella Cina centrale. Eretta in missione autonoma, con il nome di vicariato apostolico del Honan orientale, il 21 sett. 1916, per divisione del vicariato apostolico del Honan meridionale (v. NANYANG), e affidata, come la missione madre, al-
l'allora Istituto per le Missioni Estere di Milano, prese il nome dalla città di K. il 3 dic. 1924; il 15 dic. 1927 cedette alcune sottoprefetture civili che, con altre della missione di Nanyang, dettero origine alla prefettura apostolica di Sinyangchow (v. SINYANG) e il 19 giugno 1928 fu divisa per dar vita all'attuale diocesi di Kweiteh (v.). Con l'istituzione della gerarchia episcopale in Cina, l'i i apr. 1946, K. fu elevata ad arcidiocesi metropolitana della provincia ecclesiastica del Honan, con suffraganee le diocesi di Chengchow, Chumatien, Kweiteh, Loyang, Nanyang, Sinyang e Weihwei.
Ha una superfice di 24.000 kmq . Al 30 giugno 1947, su una popolazione di ca. 4.500 .000 ab., i cattolici erano 18.018 e i catecumeni 970 . Oltreall'arcivescovo, vi erano 17 sacerdoti italiani e 11 cinesi. Il Seminario minore aveva 7 alunni, i filosofo, e 3 teologi di K. studiavano nel Seminario regionale del Honan che ha sede in K. Tra il personale ausiliario vi erano 2 fratelli italiani, 92 suore, di cui 65 cinesi, 22 catechisti. Nei 18 distretti ecclesiastici, rispondenti alle 18 prefetture civili, erano sparse 162 cristianità; raccolte in 19 stazioni primarie e 162 secondarie, con 17 chiese, 28 oratòri e 34 cappelle. Le scuole primarie erano 9 con 1669 bambini, quelle secondarie 2 con 1302 alunni, quelle di preghiera e primi elementi 7 con 275 ascoltatori. Tra le opere figuravano i orfanotrofio con 39 ricoverati, i ospedale con 40 letti e 12 ambulatori medici. Il Pontificio Istituto Missionj Estere, che ha 5 missioni in Cina, ha costruito in K., capitale della provincia civile del Honan, la Casa regionale per lo studio della lingua cinese e la preparazione immediata alla vita apostolica dei suoi missionari.
Non si sa a chi si deve la prima predicazione cristiana a K. Sembra che nel 1605 vi fosse, oltre a una colonia di ebrei, un nucleo di discendenti di antichi cristiani, che si chiamavano "zdoratori della Croce" (nestoriani), che poi scomparvero. Nel sec. xvir risiedettero a K. diversi religiosi gesuiti tra cui i pp. Trigault, Sambiasi, Figueredo, Herdtrich e Gozzani, ma la persecuzione del 1724 cattedeli ogni memoria del loro ministero, tanto che nel 1837 il b. Perboyre non trovò a K. che una decina di cristiani, di professione orologisi, oriundi di Pechino: in seguito scomparvero anch'essi. Per tutto l'Ottocento nessun missionario poté stabilirsi in K.; vi riusci finalmente nel 1902-1904 l'allora p. Tacconi, che fu poi primo vicario apostolico di K. e alla cui attività si deve il grande sviluppo fatto dalla missione.
BibL.: AAS, 8 (1916), pp. 385-86; GM, pp. 198-99; G. B. Tragello, Italia Missionaria, Roma-Milano 1939, pp. 207214; Archivio S. Congr. di Prop. Fide, Relazione K. al 30 giugno 1947; MC, 1950, pp. 347-48. Adamo Pucci
KAISEDORYS, diOCESI di. - Diocesi nella Lituania. Entro 9743 kmq., conta 228.026 ab., di cui 220.426 cattolici, distribuiti in 66 parrocchie (1951).
La diocesi fu creata dal papa Pio XI con la cost. apost. Lituanorum gente del 4 apr. 1926, elevando a cattedrale la nuova chiesa della Trasfigurazione.
BibL.: AAS, 18 (1926), pp. 121-23. Enrico Josi
KAISERCHRONIK. - Poema storico tedesco di ca. 17.000 versi, redatto verso la metà del xir sec.;
## Page 403
narra la storia degli imperatori da Giulio Cesare a Corrado III di Svevia (I147); una rielaborazione del sec. xili scende fino a Rodolfo d'Asburgo (1276).
L'autore, da alcuni identificato con il prelato Konrad, poeta del Rolanddied sul modello francese, è ignota; fu certo un alto funzionario alla corte di Ratisbona del duca di Baviera Enrico il Leone. La cronaca accoglie, accanto alle notizie storiche, derivate per

(per cortesia ditta Superiara delle Suore della Detarricione, Roma) KAkowskr, Alessandro - Rirratto.
lo più da fonti latine, molte leggende anche della tradizione tedesca e le intreccia alle vite degli imperatori di cui il modello ideale è lo figura di Carlomagno. Pervade l'opera un sentimento religioso che tende a fondere l'ethos cristiano con il nuovo ideale di cultura e glorifica come «verità" nella storia e nella favola tutto ciò che rivela la presenza della legge divina; esso si esprime anche nell'aspirazione ad un impero cristiano come mistica comunità e unione di potere spirituale e temporale. Il grande rilievo dato a fatti ed interessi del papato mostra l'ingerenza che, dopo la lotta per le Investiture, la Chiesa aveva assunto nella vita politica. Un'edizione critica del poema è stata curata da E. Schröder, in MGH, Deutsche Chroniken, I, pp. I-441.
BibL.: C. Rohrscheidt, K., Gottinga 1907; R. G. Grossley, Die K., Friburgo in Br. 1938. Per altre indicazioni bibliografiche cf. J. Körner, Bibliographisches Handbuch des Deutschen Schrift. tuna, Berna 1949, p. 94.
Alba Cori
KAKOWSKI, Alexander. - Cardinale, n. a Dembica, diocesi di Plock, in Polonia, il 3 febbr. 1862, m. a Varsavia il 30 dic. 1938.
Compiuti gli studi a Roma, divenne rettore del Seminario arcivescovile di Varsavia, e poi rettore dell'Accademia ecclesiastica di Pietroburgo, per essere finalmente eletto arcivescovo metropolita di Varsavia il 2 maggio 1913. Ottimo pastore, fu da Benedetto XV creato cardinale prete del titolo di S. Agostino il 15 dic. 1919; nello stesso anno consacrò vescovo mons. Achille Ratti, il futuro Pio XI, allora nunzio apostolico in Polonia.
Buon patriota, oltre che sacerdote piissimo, dopo la proclamazione del Regno di Polonia, durante la prima guerra mondiale, fece parte del Consiglio di reggenza (1917-18). In morte volle essere sepolto tra i poveri del cimitero di Brudno a Varsavia.
Witold Wehr
KALBERMATTEN, Wilhelm. - Generale pontificio, n. a Brig nel Vallese (Svizzera) il 15 nov. 1793, m. in Roma il 15 dic. 1875. Chiamato da Pio IX nel 1850 a riorganizzare i due reggimenti di fanteria estera, fu ammesso al servizio della S. Sede il 17 giugno con il grado di brigadiere generale.
A partire dal 1854 ebbe il comando della divisione territoriale di Bologna e nel giugno 1839 seppe impedire l'estendersi dei moti rivoluzionari, scoppiati nelle Legazioni, alle Marche ed all'Umbria. Distintosi durante la campagna del 1860 come comandante delle suddivisioni militari, fu dal gen. Kanaler preposto nel 1865 all'ispettorato generale di tutte le truppe e funse anche da consigliere presso il Ministero delle armi. Dopo il 20 sett. 1870 si ritirò a vita privata, dedicandosi ad opere di assistenza in favore degli ex-soldati pontifici.
BibL.: G. Del Bono, Bologna e le Romagne durante la guerra del 1239, in Memorie storiche militari, 4 (1911), pp. 218-20;
A. Vigevano, La fine dell'etercito pontificio, Roma 1920, passim; id., La campagna delle Marche e dell'Umbria, ivi 1923, passim; P. Dalla Torre, L'anno di Mentana, Torino 1938, passim.
Paolo Dalla Torre
KALEVALA: v. finlandia. IV, Letteratura.
KAMI: v. SHINTO.
KAMIENIEC, diOCesi di. - In Podolia (Russia Sovietica sud-occidentale). Diocesi dal 1370 ca. Amministrata fra il 1866 e il 1918 dal vescovo di Luck, ne fu poi separata il 22 sett. 1918. E suffraganea di Mohilew. Nel 1926 fu consacrato un amministratore apostolico, che fu incarcerato nel 1930 e poi esiliato nel 1932. Oggi la sede è vacante, e i fedeli sono senza pastori.
BibL.: Annuario Pontificio, 1951, pp. 226-27.
Guglielmo de Vries
KAMLOOPS, diocesi di. - Città e diocesi nel centro meridionale della Colombia nel Canadá. Il primo sacerdote che vi giunse nel 1842, fu il rev. Modesto Demers, canadese-francese. Gli Oblati di Maria Immacolata seguirono e visitarono i fedeli prima di stabilirvisi definitivamente.
La diocesi di K. fu eretta da Pio XII il 22 dic. 1945 con la sua costit. apost. Quae rei sacrae, per smembramento dall'arcidiocesi di Vancouver della quale è suffraganea. Conta dieci parrocchie con una popolazione di 4500 canadesi e di 4300 indigeni, su una popolazione totale di 55.000 ab . Il clero comprende 9 sacerdoti diocesani, 3 redentoristi e 10 oblati di Maria Immacolata; questi ultimi hanno la cura degli indigeni. La diocesi conta anche 39 suore, in maggior parte della Congregazione delle suore di Ste Anne, con casa madre a Montréal.
BibL.: A. G. Morice, Histoire de l'Eglise catholique dans l'Ouest canadien, III, Montréal 1912, v. indice; Le Canada ecclésiastique, ivi 1950, pp. 623-23.
Germano Lesage
KAMPALA, vicariato apostolicO di. - E affidato alla Società di S. Giuseppe di Mill Hill per le Missioni Estere ed è sito nel protettorato dell'Uganda (Africa orientale britannica), nella parte sud-sudovest dell'antico vicariato del Nilo superiore, dalla cui divisione ( 10 giugno 1948) deriva.
Mentre la parte nord-nord-est del territorio continuò a chiamarsi vicariato apostolico del Nilo superiore, la parte sud sud-ovest prese il nome di vicariato apostolico di K., dalla città che, costituendo un quid unum con l'adiacente stazione missionaria di Nsambya, rappresenta il centro donde la Società di Mill Hill, dalla sua prima venuta in quella regione dell'Africa, diffuse in essa il cattolicesimo. Il vicariato di K. comprende una porzione del Regno di Buganda, cioè una parte del distretto civile di Mengo, e il distretto civile di Busoga. E abitato dalle tribù Baganda e Basoga, che parlano il Luganda. Ha una estensione di 16.226 mathrm{kmq}. con una popolazione, secondo le statistiche del 1947, di oltre 700.000 ab., di cui oltre 100.000 sono cattolici, 90.000 protestanti, 40.000 musulmani, ca. 470.000 pagani. Vi sono 9 sacerdoti indigeni. I missionari esteri sono 50 sacerdoti e 5 fratelli laici, le suore estere 63 , le indigene 85 . Le stazioni missionarie sono 15 ; i maestri ca. 340 ; le scuole 79 . Vi è un seminario minore con 45 alunni e uno maggiore con 47 .
BibL.: AAS, 40 (1948), pp. 532-33; Arch. della S. Congr. di Prop. Fide, p. n. 25, 1948, pos. prot. 1484/48. Carlo Corvo
KANCHOW, diOCesi di. - In Cina, nella parte meridionale del Kiangsi. Eretta in vicariato apostolico, il 25 ag. 1920, per divisione del vicariato apostolico del Kiangsi meridionale, oggi Kian (v.), rimase affidata, come la missione madre, alla Congregazione della Missione, che vi manda i lazzaristi della sua provincia orientale degli Stati Uniti; l'11 apr. 1946, con l'istituzione della gerarchia episcopale in Cina, fu elevata a diocesi suffraganea di Nanchang.
Ha una estensione di kmq. 38.609; al 30 giugno 1948, su una popolazione di ca. 2.000 .000 di ab., i cattolici
## Page 404
erano 15.68 e e i catecumeni 72 . Oltre al vescovo, vi erano 18 sacerdoti lazzaristi, di cui 11 americani, e 16 sacerdoti secolari cinesi; 6 alunni studiavano nel locale Seminario minore e i nel Seminario maggiore di Kian. Tra il personale ausiliario si contavano 30 suore cinesi e 6 americane; 38 catechisti, 53 maestri, 21 battezzatori, 4 medici e 39 infermiere. Il territorio, diviso in 4 distretti, aveva 18 stazioni primarie e 220 secondarie, 14 chiese e 43 cappelle. Le opere consistevano in 2 ospedali con 84 letti, 12 ambulatori medici, 1 orfanotrofio con 365 ricoverati e 2 ospizi per vecchi
con 24 degenti. Le 9 scuole elementari raccoglievano 1008 bambini, le 2 professionali 47 alunni e le 23 di preghiera e primi elementi 48 I ascoltatori.
Le origini cristiane di questo territorio sono comuni a quelle dell'intera provincia civile del Kiangsi e in particolare a quelle della missione Madre Kian (v.) : verso la metà del sec. xvir la regione di K. fu visitata dai Francescani, dai Domenicani e dai Gesuiti. Il p. gesuita Giacomo Le Favre edificò una

Kandy - Seminario.
K'ANGHSI. - Grafia inglese di un termine (in italiano "Ccamsci") che indica il periodo 1661-1722, durante il quale regnò il secondo imperatore della dinastia mancese; in pratica vien preso per il nome stesso di questo imperatore ( 4 maggio 1654-20 dic. 1722), il più grande che la Cina abbia mai avuto.
Salito al trono a 7 anni, a 13 si dichiara maggiorenne e, abolendo il Consiglio di reggenza, prende in mano le redini del governo. Durante otto anni (1673-81) egli soItomette quattro grandi generali che si erano resi più o meno indipendenti nelle province del sud-est, del sud e del sud-ovest. Nel 1683 ricongiunge Formosa alla Cina. Il 7 sett. 1689 egli regola con Pietro il Grande difficoltà di fronticre sull'Amur con il Trattato di Nercinsk, primo trattato internazionale della Cina, al quale erano presenti da parte cinese due missionari gesuiti, in qualità di interpreti
chiesa in K.
BibL.: AAS, 12 (1620), pp. 364-65; GM, p. 199; MC, 1950, pp. 371-72; Arch. S. Congregazione de Prop. Fide, Relazione K. 1948.
Adomo Pucci
KANDY, diocesi di. - Al centro dell'isola di Ceylon, fu dapprima vicariato apostolico, eretto il 20 apr. 1883 per distacco dall'allora vicariato apostolico di Colombo e affidato alla Congregazione benedettina silvestrina. Il 1⁰ sett. 1886 Leone XIII stabilì la gerarchia cattolica nell'isola di Ceylon e il vicariato apostolico di K. fu elevato a diocesi. Comprende le "Central and Uva Provinces" e confinacon le diocesi di Jaffna, Chilaw, Trincomalie e con l'arcidiocesi di Colombo.
Il suo territorio ha una superfice di kmq, 13.917, la popolazione supera 1.600 .000 ab., di cui 46.500 cattolici, 20.000 protestanti, 900.000 buddhisti, 550.000 hindú e 90.000 musulmani. E divisa in 4 distretti, 12 parrocchie, 16 stazioni primarie con residenza del sacerdote e 25 stazioni secondarie. Le chiese sono 39, le cappelle 182. Vi lavorano 33 padri silvestrini, 18 dei quali ceilonesi, 10 preti secolari indigeni, una quarantina di fratelli di vari istituti. Le suore sono 175 : 100 indigene e 75 estere. Le scuole diocesane: 59 elementari, con 5919 bambini e 4898 bambine, 26 medie con ca. 4700 studenti, 15 superiori con quasi 1100 alunni. Le opere di carità sono rappresentate da 7 orfanotrofi con un totale di 420 orfanelli, 1 ricovero di mendicità. Vi è un seminario minore ed uno scolasticato dei Silvestrini. Nel 1893 venne aperto in K. un seminario pontificio, inaugurato l'anno seguente. Rimasto dapprima sotto la sovraintendenza del delegato apostolico in India, il 31 maggio 1905 fu affidato ai Gesuiti sia per la direzione che per l'amministrazione.
Pontificio Ateneo di K. - Nel suddetto Seminario il 27 luglio 1926 furono erette le facoltà di filosofia e teologia. Finora sono usciti da detto Ateneo ca. 600 sacerdoti, di cui non pochi sono stati elevati alla dignità vescovile. E in progetto il trasferimento delle facoltà a Bangalore, città più centrale dell'India.
BibL.: Papal Seminary K. Ceylon. Golden jubilee celebrations, Kandy 1946; Catholic directory of India, Pakistan, Burma and Ceylon, Madras 1948, pp. 326-32; MC, 1950, p. 256. Pompeo Borgna
e praticamente di negoziatori. Verso il nord-ovest, nella Mongolia esterna di oggi, sconfigge gli Eleuti nel 1690 e nel 1697; e per mezzo di un suo figlio, nel 1719-20 annette alla Cina il Kukunor e il Tibet.
K. fu alto mecenate delle lettere, delle scienze e delle arti. Egli si circondò di uomini dotti, architetı, meccanici, pittori ed artisti. Sotto di lui furono pubblicati tre grandi dizionari, di soggetti (1710), di frasi (1713) e di caratteri (1716); quest'ultimo porta il suo nome. Parecchi di questi dotti e artisti erano gesuiti; p. es., F. Verbiest, J. F. Girbillon, J. Bouvet, che gli insegnarono le matematiche e le scienze applicate. Più di una volta fu guarito dagli infermieri gesuiti, che gli fecero anche sperimentare l'efficacia del chinino, allora di recente (1639) importato in Europa dall'America. Recandosi in Manciuria d'estate, spesso si fece accompagnare dai gesuiti, otto volte dal Gerbillon, due dal Verbiest e due da F. Grimaldi. Questi nel 1686 fu mandato da K. in missione speciale presso Pietro il Grande. Cinque altri gesuiti furono mandati a Roma dal Papa rispettivamente negli aa. 1706, 1708 e 1721. Egli incaricò pure una diecina di gesuiti di tracciare per la prima volta la carta scientifica di tutto l'Impero, ciò che essi fecero nel breve spazio di meno di dieci anni (1708-16); la prima (1717) e la seconda edizione (1719) comprendevano 28 carte; la terza (1721) e la quarta (1943) ne contengono 32.
Tutto questo grande favore autorizzava le più belle speranze anche sotto l'aspetto cristiano. Fin dal 1671, pregatone dal Verbiest, egli richiamò i missionari esiliati dai reggenti. Grato dell'opera efficace dei pp. Gerbillon e A. Pereira al Trattato di Nercinsk, e già scosso dalla lettura del Solido trattato su Dio del Ricci, il 22 marzo 1692 promulgò il decreto di libertà religiosa nel suo Impero. Più tardi scrisse di suo pugno quattro celebri iscrizioni inneggianti al Dio dei cristiani, di cui fece regalo alle chiese dei Gesuiti a Pechino. Un momento i missionari pensarono che lo stesso K. stesse sul punto di farsi cristiano, ciò che, umanamente parlando, avrebbe condotto alla conversione di tutta la Cina e dei paesi limitrofi nel giro di poche generazioni. Ma la dolorosa questione dei riti cinesi (v.), culminata nell'arrivo
## Page 405
a Pechino di due legati pontifici nel 1705-1707 e nel 1720, irrito il potente monarca e lo allontanò sempre più dalla religione cristiana.
BibL.: J. Bouvet, Portrait historique de l'Empereur de la Chine, Parigi 1697; H. Cordier, Bibliotheca Sinica, ivi 1904, coll. 634-39; L. Pfister, Notices biographiques et bibliographiques sur les Técnites de l'ancienne mission de Chine, Sciengei 1931-34, p. 1044; C. W. Allan, Temiits at the court of Peking, ivi [1935], pp. 176-93, 200-24; A. W. Hummer, Eminent Chinese of the Ck'ing period, Washington 1943, pp. 327-31; W. Fuchs, Der Territenutlas der K'anghsi-Zeit, Pechino 1943. Pasquale M. D'Elia
KANGTING, diocesi di. - Nella Cina centrooccidentale. Comprende il Tibet indipendente o Sitsang, le Marche tibetane o Sikang e il distretto di Weisiting nella provincia dello Yunnan. Fu eretta in vicariato apostolico, con il nome di Lhasa (detto poi anche Tibet), con territorio distaccato dal vicariato apostolico Tibet-Indostan, il 27 marzo 1846. E affidata alla Società delle Missioni Estere di Parigi. Il 3 dic. 1924 prese il nome di vicariato apostolico di Tatsienlu; l'ir apr. 1946, con l'istituzione della gerarchia episcopale in Cina, il vicariato apostolico fu elevato a diocesi suffraganea di Chungking con il nome di K., come si chiamava già da qualche tempo la città di Tatsienlu.
Il territorio tibetano misura 1.200 .000 mathrm{kmq}., il territorio propriamente cinese 160.000 kmq . Al 30 giugno 1949 le popolazione complessiva era calcolata sui 4.000 .000 di ab. (tibetani 3.500 .000 , cinesi 300.000 ); i cattolici erano 5475 e i catecumeni 223 . Oltre al vescovo, i missionari di Parigi erano 13 di cui uno italiano, i sacerdoti secolari cinesi 6; a Weisi poi v'erano 7 canonici regolari di S. Agostino (Gran S. Bernardo) e a Mesimien i Frati Minori avevano un lebbrosario diretto da 4 padri e 3 fratelli laici, tutti italiani. Il Seminario minore aveva 10 alunni, i alunno latinista e 2 teologi studiavano per K . a Kunming. Il personale ausiliario aveva 54 suore, di cui 37 cinesi e tibetane; 21 catechisti, 39 maestri, 22 battezzatori. Il territorio, diviso in 2 vicariati foranei, aveva 16 stazioni primarie con residenza del missionario e 13 secondarie, 5 chiese e 21 cappelle. Tra le opere figuravano 2 ospedali con 60 letti; 5 orfanotrof con 54 ricoverati, 2 ospizi per vecchi con 29 degenti; i lebbrosario con 253 malati; 9 ambulatori medici. Le 10 scuole elementari avevano 301 bambini e le 2 magistrali 8 alunni, le 16 scuole di preghiera e primi elementi 358 ascoltatori.
Nel territorio di K. è particolarmente difficile la penetrazione del cristianesimo, specie nella regione tibetana. Verso la metà dello scorso secolo, il p. Renou giunse a Kiengkha, nel territorio di Lhasa, e ca. il 1880 il p. Desgodins fondò una piccola cristianità a Pedong, ma, data la severità dei divieti cinesi, ambedue furono poi costretti a ritirarsi, il che toccò pure al vicario apostolico Thomine-Desmasures (1857-62). Nel 1946 anche la piccola cristianità di Yerkalo, al confine tra il Tibet, il Sikang e lo Yunnan, su territorio propriamente cinese e fondata dai pp. Desgodins e Biet, nel 1865, con i fedeli espulsi dal Tibet, dopo numerose persecuzioni negli aa. 1873, 1877, 1887, 1903, fu distrutta per opera dei lama, nemici mortali della religione cristiana, e nel 1949 fu massacrato il p. Tournay, dei Canonici Regolari, rimasto per assistere i fedeli superstiti.
BibL.: AAS, 17 (1925), p. 25; GM, p. 210 (v. Tatsienlu); MC, 1930, p. 355 ; Arch. S. Congregazione de Prop. Fide, Relazione K., 1946 e 1949.
Adamo Pucci
KANISKA. - La maggior parte delle notizie di fonte cinese, che riguardano il regno e la vita di K., il «re dei re» Kuşāna, sono prive di valore storico, ed è oggetto di controversia anche il tempo nel quale egli visse, poiché le date proposte dai più autorevoli storiografi, differiscono tra loro di secoli.
Gli scavi alla base del grande stûpa o «tumolo» di Peshāwār hanno dissotterrato un cofanetto di metallo, che porta incisi i nomi di K. e di Agesilao, il costruttore greco
del monumento, ma non ha data. L'opinione del Hoernle, che K. abbia regnato dal 225 al 152 ca., sembra la più plausibile. Non si conoscono con precisione i confini del vastissimo impero di K., in gran parte extraindiano, che aveva per capitale Purusapura (Pashāwār), ma pare giungesse, a nord, fino al bacino del Tarim e comprendesse il Gandhāra, il territorio dell'odierno Afghanistan fino all'Osua (Amu Daria), e le province indiane del Panjab e del Sind, alle quali K. aggiunse anche il Kaşmir. Egli era impegnato in una campagna transimalayana, quando fu ucciso da ufficiali malcontenti di lui. Gli succedere il figlio Huvişka. In età avanzata, K. diventò uno zelante fautore del buddhismo (v.), nel quale fu iniziato dall'anzano Pārsvika. Nelle ore libere dalle cure dello Stato, egli studiava attentamente i testi sacri del buddhismo, e manifestò la sua venerazione per il Buddha (v.), facendo imprimere sulle sue monete l'immagine dell'illuminato. Per sedare le contese fra i monaci, le quali erano causa di scismi, e ricondurre alla purezza la dottrina del Buddha, K. s'indusse a convocare un concilio che fu il IV dalla fondazione dell'Ordine monastica. Fu tenuto in un convento presso Jälandhara, sotto la presidenza di Pārsivika e Yasumitra, e v'intervennero, secondo la tradizione, 500 monaci. Questi non sottoposero a revisione il Cànone; si limitarono a commentare il Tripltaka. Racconta Hiuen Tsang che i tre commenti elaborati dai monaci, incisi per ordine di K. su lastre di rame, furono racchiusi in un'urna di pietra, su cui fu eretto uno stûpa a perpetuo ricordo del concilio. Ma il pellegrino cinese scriveva alcuni secoli dopo K., e molte delle notizie ch'egli raccolse durante i suoi viaggi ( 850 - 44 ) hanno del favoloso. La tradizione associa al ricordo del IV Concilio anche il nome di Aśvaghosa, l'autore della vita del Buddha (Buddhaćarita), ch'è il più antico poema d'arte della letteratura sanscrita. Egli avrebbe preso parte al Concilio come vicepresidente. Alla corte di K. sarebbe anche vissuto, in qualità di archiatro, il celebre Caraka a cui si deve il più antico trattato di medicina indiana.
BibL.: A. F. Rudolf Hoernle, H. Stark, A history of India, Cuttack 1909, p. 46 sg.; P. Masson-Durest e altri, Ancient India c. Indian Civilisation, Londra 1934, pp. 43-44.
Ferdinando Belloni Filippi
KANKAN, PREFETTURA APOSTOLICA di. - E stata eretta il 12 maggio 1949 con la parte orientale del vicariato apostolico di Guinea francese, che nella stessa data ebbe il nome cambiato in vicariato apostolico di Konakry. E affidata alla Congregazione dello Spirito Santo. La sua erezione è stata necessaria perché la vastità del territorio non permetteva dal centro di Konakry un'efficace azione missionaria. Infatti il massiccio montuoso di Fouts-Djallon, interamente islamizzato, rendeva difficile le comunicazioni tra la nuova prefettura apostolica e il territorio dell'attuale vicariato apostolico di Konakry.
La prefettura apostolica di K. forma un complesso etnografico omogeneo risultante da elementi di razza «mandingo» con sottotribù Kissiens e Tomaj. Ha facili comunicazioni con le varie stazioni missionarie anche durante il periodo delle pioggia. La sua superfice è di ca. kmq. 101.475 con 6 stazioni principali, 15 padri, 2 fratelli, 3 suore europee e 3 indigene con più di 100 catechisti. I cristiani sono ca. 7000 , i catecumeni sorpassano i 5000 su di una popolazione di ca. 382.000 di cui più di 200.000 sono animisti.
BibL.: AAS, 41 (1949), pp. 533-34. Saverio Paventi
KANNEMANN, Johann. - Predicatore e polemista, n. ca. il 1400 nella Sassonia inferiore, m. dopo il 1469 . Nel 1440 , già lettore, entrò nell'Università di Erfurt. Divenne reggente di studi in Magdeburgo ( 1446-49 ), professore di teologia a Berlino (1457) e inquisitore contro i valdesi nel vescovato di Brandeburgo (1458). Nel 1461 era a capo di un gruppo di conventi riformati nella provincia di Sassonia. Prima di questa data va posto il suo passaggio
## Page 406
dai Minori Conventuali agli Osservanti. Nel 1469 è ricordato per l'ultima volta in Wismar, predicatore di una crociata contro gli ussiti.
Fra i suoi numerosi scritti si ricordano: De Pussione Domini (Colonia 1474; Basilea 1500); il Defensorium pro seipso, a giustificazione della sua predicazione contro coloro che lo accusavano come denigratore dell'autorità ecclesiastica; lo Scotum defensionis super pricilegits fratrum; e vari trattati sopra i io Comandamenti, il Pater noster, l'Ave Maria ecc., di cui si conservano i manoscritti nelle biblioteche di Germania.
BibL.: Wadding, Annales, a. 1460, 32; id., Scriptores, p. 144; Sbaralea, II, p. 94; W. Lampen, Nomenclature et description des manuscrits franciscains, in France franciscaine, 17 (1934), p. 484 .
Giovanni Odoradi
KANSAS CITY, diocesi di. - Città nello Stato del Missouri, negli Stati Uniti d'America. La diocesi comprende la parte dello Stato del Missouri a sud del fiume omonimo e le zone ad oriente e occidente delle contee di Moniteau, Miller, Camden, Lacled, Wright, Douglas e Ozark, per una superfice complessiva di 23.539 miglia quadrate.
Ha una popolazione di 1.216 .239 ab., dei quali 85.000 cattolici. Conta 101 parrocchie, 69 cappelle, 32 missioni e 2 stazioni; ha 142 sacerdoti diocesani e 106 regolari, un seminario (St. John's Catholic Seminary), 13 comunità religiose maschili, tra le quali l'abbazia benedettina della Concezione, 26 comunità religiose femminili, due colleges, 16 high-schools diocesane, 62 schools parrocchiali. Nel 1949 vi furono 844 conversioni.
La diocesi fu creata da Leone XIII il 10 sett. 1880; ne fu primo vescovo mons. J. J. Hogan, trasferitovi dalla diocesi di S. Giuseppe, di cui divenne amministratore apostolico; nel 1896 egli ebbe, quale coadiutore, mons. J. J. Glennon, promosso, nel 1903, arcivescovo di St-Louis e nel 1946 cardinale (1862-1946). Successori : T. F. Lillis (1913-38); dal 1938 mons. E. V. O'Hara.
La Cattedrale è dedicata alla Immacolata Concezione : la dioce