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mite (Cant. 7, 1; gr. Σεινναιεῖτις). Oggi Sōlem o Sūlam, villaggio sul pendio meridionale del cosiddetto "Piccolo Hermon" ( $=$ Nebi ed-Dabi) a sud del Thabor. Nel tell sovrastante al villaggio è stata raccolta ceramica dal periodo del Bronzo II fino all'epoca araba.

Donato Baldi
SUÑOL, Ramon Gregorio Maria. - Abate benedettino e gregorianista, n. a Barcellona il 7 sett. 1879, m. a Roma il 26 ott. 1946.

Il motu proprio del b. Pio X (22 nov. 1903) indirizzo la sua attività al canto gregoriano, sotto la guida di d. Mauro Sablayrolles, Nel 1915 fu nominato priore di Montserrat, e già aveda pubblicato nella Rivista Montserratina, nella Vida cristiana ed in altre riviste spagnole numerosi articoli sul canto gregoriano e sulla liturgia. Per la organizzazione del movimento gregoriano visitò molti seminari e conventi spagnoli e nel 1905 pubblicò un Metodo di canto gregoriano che ebbe molte edizioni e traduzioni in lingue estere. Discepolo del Mocquereau (v.), scrisse in catalano l'Introduzzone alla paleografia musicale gregoriana (1925) dove espose i principi necessari per lo studio dei manoscritti. Quest'opera ebbe ampio sviluppo e fu aggiornata nella traduzione francese del 1935.

Nel 1931 fu chiamato dal card. Schuster a dirigere la Scuola superiore di musica sacra in Milano, allora fondata, e nel sette anni che vi rimase lavorò indefessamente per la restaurazione e la diffusione del canto ambrosiano, ricercandone i manoscritti, fotografandoli e corredandoli di ampi studi critici. Nel 1934 pubblicò l'Exultet ambrosiano, nel 1935 la Messa dei defunti e l'Antiplomale missarum, nel 1939 il Vesperale. Nel 1938, alla morte dell'abate Ferretti (v.), fu chiamato alla direzione del Pontificio Istituto di musica sacra in Roma e si consacrò ad una organizzazione più scientifica e moderna dell'Istituto e della biblioteca, scrivendo anche numerosi articoli di storia del canto gregoriano. Collaborò ai primi 4 voll. di questa Enc. Cart. Il 14 sett. 1942 era stato nominato abate titolare di S. Cecilia di Montserrat.

Bibl.: E. Cattaneo, L'abate G. M. S., in Ambrosius, 22 (1946), pp. 121-90; H. Angles, Le chant gregorienne et l'oeuvre de dom S., in Revue gregorienne, 27 (1948), pp. 161-73.

Eugenio Cardine
SUN YAT-SEN. - Forma cantonese del nome di Stienisien (Sun I-haien), uomo politico e rivoluzionario della Cina. N. il 12 nov. 1866 da umile famiglia di contadini nel villaggio di Tsuiheng, a metà strada tra Canton e Macao, m. a Pechino il 12 marzo 1925. Frequentò la scuola del paesello, poi a undici anni si recò con il fratello maggiore a Hawai in Honolulu, dove studiò nel Collegio Iolani, finché a sedici anni venne dal fratello ricondotto al villagio nativo per timore che si modernizzasse troppo.

Sentendosi a disagio in mezzo a gente arretrata, si rifugiò a Hongkong, dove al principio del 1884 ricevette il Battesimo dalle mani di un missionario protestante americano ed il 7 maggio si sposò. Per meglio consacrarsi alla rivoluzione, senza svegliare sospetti nella polizia, si diede agli studi di medicina, prima a Canton e poi di nuovo a Hongkong, dal 1887 al 1892, quando ottenne il grado di baccelliere in medicina e chirurgia. D'allora in poi fu conosciuto sotto il nome di dort. Sun Yat-sen, benché, di fatto, non fosse mai giunto al grado di dottore. Dopo le sconfitte delle guerre franco-cinesi del 1884-85 e cino-giapponese del 1895 , tentò un colpo di mano in Canton contro la dinastia mancesse. Ma la congiura fu scoperta a tempo e S. non si credette più al sicuro in Cina. In 16 anni di vita errabonda, cercò rifugio nel Giappone, in America, in Europa, nel Sinn, nella Malesia, nell'India, ecc. dovunque pedinato dalla polizia imperiale che mise sulla sua testa, vivo o morto, una taglia di un milione di nad. L'11 ott. 1896 venne quindi sequestrato nella Legazione cinese di Londra, ma un suo antico
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(per curtesia del Pont. Ist. di Musica Sacra)
Suñol, Ramon Gregorio Maria - Ritratto.
maestro di Hongkong riuscì a liberarlo. Continuò così a girare il mondo, predicando la rivoluzione e la democrazia ai numerosi Cinesi che trovava un po' dappertutto. Dopo i disastri della Cina verso il 1900, il partito rivoluzionario guadagnò terreno e nel 1905 si parlò seriamente della futura Repubblica Cinese. Era il momento in cui S. concentrava le sue riforme intorno al tridemismo (v.). Nell'ott. 1911, lo scoppio della rivoluzione in Cina lo trovò a Denver nel Colorado. Sicuro dell'appoggio dell'Inghilterra, S. il 25 dic. 1911 rientrò in patria, fu subito eletto presidente provvisorio della giovane Repubblica e ne assunse le funzioni a Nanchino il $1^{\circ}$ genn. 1912. D'allora in poi egli fu considerato come il "padre della patria ". Quarantacinque giorni dopo, stanco della presidenza, abdicò in favore di Iüenscecchae (Yuan Shih-k'ai), a condizione che anche l'Imperatore abdicasse, ciò che avvenne il 12 febbr. 1912. Libero da ogni responsabilità politica, si diede a predicare il nuovo vangelo politico, il tridemismo. Ma i rapporti tra il presidente Iüenscecchae e S. si guastarono specialmente quando, nel 1915, il primo avrebbe voluto ristabilire la monarchia in proprio favore. S. si rifugiò di nuovo in Giappone, donde ritornò nel 1916 alla morte del suo antagonista. Nel 1917 a Canton si formò il "governo militare " con S. come generalissimo, e quando nel 1921 la città si proclamò Repubblica indipendente da Pechino egli ne fu eletto presidente. Immediatamente predicò la spedizione contro il nord, la quale andò a vuoto due volte. Fedele ai suoi grandiosi piani di riforma, nel genn. 1924 ammise nel suo partito nazionalista il partito comunista, voluto dalla Russia, alla quale S. aveva domandato aiuto. Poi si rimise a predicare di nuovo il suo tridemismo. Il $1^{\circ}$ giugno 1929 i suoi resti mortali furono tumulati in un magnifico mausoleo di marmo a Nanchino.

Bibl.: v. TRIDEMISSIO.
Pasquale M. D'Elia
SUONO. - I. GENESI FISICA DEGLI STIMOLI ACUstici. - L'energia adeguata a stimolare l'apparato udi-

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tivo è una particolare forma di energia meccanica, cioè l'energia vibratoria. Un sistema meccanico conservativo, nel quale sia contenuta energia potenziale elastica, tende a restituirla sotto forma di energia cinetica e questa, se sono soddisfatte talune condizioni di simmetria, può trasformarsi in energia potenziale secondo un ciclo chiuso di scambio energetico dando luogo ad un movimento vibratorio periodico delle masse materiali del sistema intorno alla loro posizione di riposo. Le dissipazioni parassitarie dell'energia contenuta nel sistema fanno si che tale ciclo può ripetersi solo un limitato numero di volte, cosi che se il sistema vibrante non viene rifornito di energia le vibrazioni si smorzano in un tempo più o meno lungo.

L'ampiezza delle vibrazioni ed il numero delle vibrazioni che il sistema stesso compie nell'unità di tempo (frequenza) dipendono dalle grandezze meccaniche in giuoco, in particolare dalle masse e dalle forze di richiamo che le sollecitano continuamente verso la posizione di riposo. Una vibrazione completa al secondo, cioè un periodo al secondo, è l'unità di frequenza e si chiama Hertz (Hz).

Se il sistema vibrante si trova in un mezzo elastico (solido, liquido o gasoso), esso è anche s sorgente di vibrazioni s in quanto i suoi movimenti alternativi si comunicano al mezzo ed in esso si trasmettono per onde di pressione. E in questo modo che le vibrazioni pervengono all'apparato uditivo, attraverso l'aria, direttamente, ponendo in vibrazione la membrana timpanica e quindi successivamente le strutture dell'orecchio medio ed interno; una piccola parte di energia vibratoria perviene per conduzione diretta attraverso i solidi (p. es., il terreno) giungendo all'orecchio interno direttamente per conduzione ossea, come avviene del resto anche per una modesta frazione di quella condotta dal mezzo gasoso.

La membrana timpanica è sensibile alla "pressione" delle onde in arrivo e lo stimolo vibratorio risulta adeguato solo se tale pressione è compresa entro certi limiti ("soglia di udibilità e e soglia di dolore"), mentre la sua frequenza è pure compresa entro altri definiti limiti (limite inferiore e limite superiore del campo di udibilità totale). L'aumento della pressione dello stimolo è percepito come aumento nella intensità (soggettiva) del s., mentre l'innalzarsi della sua frequenza è percepito come innalzamento nella cosiddetta altezza (soggettiva) del s.

Attraverso l'orecchio esterno e medio le vibrazioni meccaniche a frequenza acustica pervengono alla coclea ove si creano le premesse per l'eccitazione del nervo VIII; gli impulsi nervosi viaggiano, modificandosi in vario modo, attraverso una catena di 4 neuroni e relative sinapsi e giungono alle radiazioni uditive e all'area corticale acustica. Quindi ha inizio il movimento soggettivo cosciente durante il quale nasce il s. a seguito dei più elevati processi associativi, percettivi e spercettivi.

Non vi è luogo a parlare di s. come presente nell'ambiente che ci circonda. Quivi ha realta fisica il fenomeno vibratorio. Ed è da notare che la sensazione di s. può insorgere anche in totale assenza di vibrazioni nell'ambiente esterno, ad es., per applicazione di correnti elettriche all'apparato uditivo (fenomeno elettrofonico); lo stimolo elettrico è qui stimolo inadeguato ma sufficiente.
II. Corpi vibranti. - Corde tese, lastre metalliche, verghe, campane e quasi tutti gli oggetti che ci circondano, sono sistemi meccanici suscettibili di vibrare a frequenza acustica; anche l'aria può divenire corpo vibrante se delimitata entro cavità, come nelle canne d'organo e nelle casse armoniche.

Mirabile sistema vibrante è quello costituito dalle "corde vocali", meglio dette "labbra vocali".
III. Velocità di vibrazione. - L'ampiezza e la frequenza del moto vibratorio determinano la velocità con la quale le particelle del corpo vibrante seguono il loro moto periodico alternativo intorno alla posizione di riposo,
verso la quale sono sollecitate ad ogni istante, come si diceva, dalle forze elastiche di richiamo.

In un diapason avente frequenza 100 Hz , eccitato in modo che l'ampiezza di vibrazione dell'estremità dei rebbi sia di un millimetro, ogni particella di tale estremità percorre in un secondo 100 volte a viaggi di i millimetro ciascuno, pari a 200 mm . di percorso, con velocità media quindi di 20 cm . secondo, pari a $0,72 \mathrm{~km}$./ora.

La membrana del timpano che alla frequenza di 3000 Hz puó essere posta in vibrazione da energia di appena 2 miliardesimo di microwatt al centimetro quadrato ha, secondo Wilska, un'ampiezza di vibrazione pari a 5,2 cento miliardesimi di centimetro: essa ha in tali condizioni, come è facile calcolare, una velocità media di 3,12 milionesimi di millimetro al secondo, cioè ca. 12 micron ora.
IV. Velocità di propagazione. - Anche per le particelle del mezzo (gasoso, liquido o solido) nel quale si propaga il moto vibratorio, si possono ripetere calcoli del genere. Nell'aria, p. es., la velocità delle particelle raggiunge al massimo frazioni di millimetro al secondo, poiché pure essendo il movimento rapido, è sempre piccolissimo il loro spostamento intorno alla posizione di riposo.

La velocità invece con la quale si propaga il moto vibratorio (comunemente indicata con il nome di "velocità del s. ) dipende dalle caratteristiche fisiche del mezzo, più precisamente dalla sua densità e dal suo modulo di elasticità, grandezze d'altra parte legate a fattori vari quali, p. es., la temperatura e la pressione. Nell'aria la velocità di propagazione è $331,45 \mathrm{metri}$ al secondo a zero gradi centigradi sotto la pressione atmosferica normale di 760 mm . di Hg . e cresce di $0,607 \mathrm{~m}$. al secondo per ogni grado di aumento della temperatura, cosicché si può assumere per essa il valore medio di ca. 340 m . al secondo in relazione con la temperatura media ambiente alle nostre latitudini. Nei mezzi liquidi la velocità è maggiore (nell'acqua distillata, p. es., è 1439 m./secondo a $5^{\circ} \mathrm{C}$ ), nei solidi ancora varie volte maggiore.

La velocità di propagazione non dipende, entro vasti limiti di approssimazione, dalla frequenza delle vibrazioni meccaniche (almeno nei limiti della gamma acustica); una stretta dipendenza tra frequenza e velocità renderebbe quasi impossibile l'ascolto a distanza delle parole e della musica, poiché toni di altezza diversa giungerebbero con ritardo diverso all'orecchio dell'ascoltatore. La velocità di propagazione non viene avvertita come tale dall'orecchio, ma siamo abituati ad apprezzarla come conseguenza indiretta nel fatto, p. es., di sentire il s. con maggiore o minore ritardo (in relazione alla distanza) a partire dall'istante in cui si ha la visione dell'atto che ha generato le vibrazioni meccaniche. Ancora tale velocità è di primaria importanza nella determinazione della direzione di provenzora di una vibrazione a frequenza acustica, legata alle differenze di tempo e di fase della percezione alle due orecchie.

Lo spostamento vibratorio delle particelle si compie nella direzione stessa della propagazione; in questo senso non esistono nel mezzo onde come tali, cioè secondo quanto si è portati ad immaginare prendendo a paragone il modello offerto dalle onde alla superficie dell'acqua, nelle quali il moto di ciascuna particella si compie secondo una direzione perpendicolare alla direzione della propagazione della perturbazione sulla superficie.

Nella propagazione di onde elastiche in un mezzo omogeneo esistono quindi soltanto zone compresse e rarefatte che si susseguono ordinatamente spaziate ad intervalli uguali nella direzione di propagazione della perturbazione elastica. La lunghezza dell'intervallo prende nome di lunghezza d'onda e ed è inversamente proporzionale alla frequenza. A 100 periodi al secondo con vel. 340 m . al secondo, ogni onda risulta lunga $3,4 \mathrm{~m}$.; a 1000 periodi al secondo, con la stessa velocità ogni onda è lunga 34 cm .

V. Moti semplici e moti comporti: timbro. Le vibrazioni meccaniche a frequenza acustica dei corpi sono movimenti periodici simili a quelli pendolari, ma non ne raggiungono la regolarità e la semplicità se non

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nei rari casi nei quali appunto siano realizzate (come, p. es., in un diapason) particolari condizioni di semplicità e simmetria di struttura. L'andamento del moto vibratorio nel tempo è in tali casi rappresentabile con una funzione sinoidale del tipo $y=\sin x$.

Un corpo elastico di forma qualunque vibra invece suddividendosi in varie porzioni vibranti (moto vibratorio composto), cosicché risultano simultaneamente prodotte vibrazioni aventi varie frequenze ed ampiezze. E possono esistere $x$ non esistere fra tali frequenze rapporti semplici di molteplicità (rapporti armonici). La componente di frequenza doppia di quella della frequenza fondamentale prende nome di seconda armonica, quella di frequenza tripla di terza, ecc. Qualunque moto composto è sempre scomponibile in una serie di moti vibratori semplici, cioè sinoidali, che, coesistendo, determinano il moto composto medesimo. La ricerca di tali componenti prende comunemente il nome di analisi del s. .

E alla "composizione" del moto vibratorio che corrisponde, l'apprezzamento soggettivo di timbro. Il timbro risulta variare in conseguenza della variazione del numero, della frequenza e dell'ampiezza delle vibrazioni che compongono la vibrazione complessa. Minore importanza hanno le differenze di fase.

Quando le vibrazioni componenti non sono in rapporti armonici, ma completamente indipendenti da qualunque legge di rapporto matematico, in specie quando il moto vibratorio si smozza rapidamente, l'ascoltatore definisce la sua sensazione uditiva più come rumore che come s. Esempio tipico è quello offerto dalla "ruota di Savart" una ruota dentata, cioè, sulla quale può venir appoggiato un cartoncino. Quando la ruota gira, al passaggio di ogni dente, il cartoncino compie una oscillazione cui consegue un ben determinato rumore; ma se i successivi urti sui denti si susseguono con rapidità, la sensazione uditiva può essere meglio definita come s. di altezza dipendente dal numero di urti al secondo, cioè dalla velocità e dal numero dei denti della ruota.

L'udito è dotato di notevoli poteri di analisi e può distinguere in un s. complesso le singole componenti apprezzandone l'altezza e l'intensità. Questa analisi avviene come se l'orecchio fosse costituito da una completa e numerosissima serie di risuonatori e dovrebbe essere, secondo la legge di Ohm acustica, indipendente dalle relazioni di fase dei toni componenti. Ciò è vero entro limiti di prima approssimazione poiché a rigore l'orecchio non è perfetto analizzatore, nel senso che zone finitime della membrana basilare alla quale le più recenti ricerche di Bekesy accreditano questo compito, risultano rispondere in minor grado anche a sollecitazioni di frequenza pressima a quella per la quale sono specificamente accordate. Ciò, mentre garantisce da un lato la risposta a stimoli di qualunque frequenza (entro la gamma acustica), dà, d'altra parte, luogo alla possibilità che per sollecitazione contemporanea con due stimoli di frequenza poco diversa, si abbiano effetti di periodico rinforzo ed indebolimento del s. sul ritmo della differenza fra le due frequenze (battimenti soggettivi).

Modificazioni del timbro per sfasamenti delle singole componenti di un tono complesso possono aversi per fenomeni di combinazione interferenziale con le armoniche auricolari; si modifica, cioè, lo stimolo effettivamente applicato all'organo cocleare ed in conseguenza risulta diverso l'apprezzamento soggettivo. Gravi modificazioni del timbro sono conseguenza di notevoli rivoluzioni di ampiezza del campo di udibilità tonale per affezioni dell'organo uditivo nelle numerose forme di sordità.
VI. Attributi psicologici del s. - I principali sono l'intensità e l'altezza rispettivamente tradotti nel giudizio del soggetto con indicazioni di "forte" e "debole" e con indicazioni di "alto" e "basso". L'intensità (sog. gettiva) corrisponde, per un dato stimolo vibratorio, alla pressione acustica a livello della membrana timpanica e quindi all'ampiezza di vibrazione, in generale al numero di erg che attraverso un centimetro quadrato viene trasmesso in ogni secondo. L'altezza corrisponde invece alla frequenza dello stimolo vibratorio. Queste due corri-
spondenze non sono peraltro cosi strette e soprattutto univoche come fino a qualche tempo fa si era creduto e si trova tuttora in molti trattati: tanto l'altezza che l'intensità sono ciascuna funzione delle due variabili, pressione acustica e frequenza; sicché è, p. es., possibile indurre variazioni di altezza modificando l'intensità di un s. Tali variazioni sono percentualmente piccole, ma rendono conto di molti fenomeni di acustica fisiologica.

Il livello di pressione acustica di uno stimolo vibratorio può essere espresso dal numero di decibel (dB) che indica di quanto esso supera il valore della soglia di riferimento, cioè della pressione acustica minima capace di generare sensazione acustica, soglia che per convenzione si assume relativa alla frequenza di 1000 Hz . Su questa scala :

$$
\begin{aligned}
& \text { zero } d B \quad 10^{-16} \text { watt } \mathrm{cm}^{-2} \\
& \text { o,000204 dine } \mathrm{cm}^{-2} \\
& 73,8 \text { dB sotto } 1 \text { dine per } \mathrm{cm}^{2} \text {. }
\end{aligned}
$$

Questi livelli di riferimento rappresentano la soglia uditiva per un orecchio normale, ma non costituiscono valori di inizio per una "scala di intensità" (soggettiva) strettamente intesa. Il campo di udibilità si estende fra 16 Hz e 19.000 Hz in media per l'udito normale; cioè fra lunghezze di onda di $21,3 \mathrm{~m} . \mathrm{e} 1,8 \mathrm{~cm}$. rispettivamente.
VII. Altri attributi psicologici del s. - Oltre al timbro di cui già si è accennato, esistono altri attributi; si nota che, per definirne uno nuovo, basta che la reazione da parte dell'organismo a variazioni dello stimolo sia sistematica ed i relativi valori ordinaliili in grafico. Rich nel 1916 pose in chiari termini il fatto che i s. hanno un carattere soggettivo di "larghezza" o "estensione" (volume) dipendente, secondo i suoi rilievi, dall'altezza. Halverson nel 1924 mise in rilievo la dipendenza del volume dall'intensità. Stevens nel 1934 mise in evidenza che è possibile far si che due s. appaiano uguali in volume pur essendo diversi in altezza ed in intensità precisamente perché, se si vuole che il volume resti costante, bisogna che il s. più alto abbia intensità maggiore. Così, perché il volume resti costante, partendo da uno stimolo vibratorio di frequenza 900 Hz e pressione alla membrana timpanica 55 dB sopra la soglia, un aumento di roo Hz nella frequenza deve essere seguito da un aumento di 10 dB nella pressione.

Molti soggetti hanno poi tendenza ad attribuire ai s. puri la valutazione soggettiva di "compattezza " o "densità " e ciò è stato oggetto di dettagliate ricerche da parte di Stevens (1934). La densità ha decorso invenso del volume, nel senso che un aumento di frequenza vien compensato da una diminuzione di pressione. Così, perché la densità resti costante, l'aumento di frequenza da 500 a 600 Hz in uno stimolo vibratorio che generi alla membrana timpanica la pressione di 60 dB sopra la soglia, deve essere compensato da una diminuzione di ca. 4 dB nella pressione ora detta.

Non è agevole indicare attraverso quali meccanismi si addivenga alla percezione del volume e della densità. E ovvio che il fatto che le risposte siano differenziate implica una differente eccitazione neurale e corticale. Così si può pensare che la densità sia legata alla densità dell'eccitazione nervosa nella corteccia, mentre il volume (Boring, 1926) dipenderebbe dalla "larghezza" dell'area corticale interessata.

La possibilità di giudicare i s. come "brillanti" e "opaciti" ha portato taluni a definire come altro attributo la brillantezza del s. Non sembra però che tale attributo possa godere di una propria vita, in quanto già Troland nel 1929 lo indicava come strettamente collegato all'altezza, mentre per Stevens è da ritenersi, in base a più rigorosa analisi, identico alla densità. Questi ha infatti constatato che produrre toni di varia brillantezza non è possibile se non mediante variazione di timbro; cosi che la brillantezza è più un apprezzamento soggettivo sul timbro che un nuovo attributo del s. Altri importan. tissimi attributi dei s. sono quelli "musicali" consistenti nel fatto che due s., o più, di frequenza diversa, possono essere giudicati consonanti o dissonanti, siano essi prodotti contemporaneamente o successivamente, e che l'in-

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tervallo relativo può essere giudicato uguale, maggiore o minore di un altro, conducendo tutto ció alla costituzione delle scale musicali, e in unione agli apprezzamenti sugli intervalli di tempo intercorrenti tra un s. ed un altro, alla armonia, al contrappunto, alla orchestrazione, in una parola alla musica in genere.
VIII. Riflessione. Ecc. - Se nella sua propagazione il moto vibratorio delle particelle dell'aria incontra una parete elastica, come, p. es., una lastra di marmo, un muro levigato, ecc., esso viene riflesso con leggi simili a quelle che regolano la riflessione della luce da parte di uno specchio. La riflessione si traduce in eco in particolari condizioni di ambiente.

Il moto vibratorio che raggiunge l'orecchio è sempre diverso da quello prodotto dalla sorgente per effetto delle varie e successive riflessioni sulle pareti dell'ambiente e degli oggetti in esso contenuti. Si ha cosi un perdurare dell'energia acustica nell'ambiente : fenomeno della riverberazione, sempre presente a meno che si operi in un campo libero, cioè in un teorico ambiente in cui pareti (riflettenti) non esistano o siano infinitamente lontane; o in cui tali pareti presenti e a distanza finita, siano completamente assorbenti, cioè nulla riflettano dell'energia su di esse incidente. L'esistenza di materiali «assorbenti» quali, ad es., la lana di vetro, la lana minerale, ecc., permette di realizzare camere dette appunto "assorbenti" nelle quali l'energia riflessa dalle pareti può essere solo una piccola percentuale dell'energia incidente. Nessuna parete è poi cosi riflettente da riflettere tutta l'energia incidente su di essa; esistono però materiali "riflettenti" (es., tipico il marmo) i quali permettono di costruire le camere dette "riverberanti", per scopi di indagine acustica. Il dosaggio nell'ambiente di materiali riflettenti ed assorbenti è importantissimo per l'acustica degli auditori e teatri.
IX. Risonanza. - Un sistema materiale può entrare in oscillazione sotto l'azione di forze esterne periodiche (vibrazione forzata). In tal caso il periodo e l'ampiezza di vibrazione non sono quelli competenti al sistema, quando vibra per suo conto, ma quelli competenti alle forze esterne, in parte modificati però per la presenza appunto del sistema materiale sul quale agiscono.

Le vibrazioni di quest'ultimo possono divenire molto ampie quando il periodo suo proprio e quello delle forze esterne coincidono; in tal caso il sistema entra in risonanza ed una forza anche piccola può generare oscillazioni cospicue. Cosi due pendoli che oscillino con uguale periodo, si sollecitano scambievolmente ad oscillare se posti in prossimità; e se uno di essi è fermo e l'altro vien posto in oscillazione, dopo un poco si vede oscillare anche il primo in conseguenza delle spinte ritmiche che attraverso l'aria riceve. Simile esperienza può compiersi con due diapason aventi la medesima frequenza; eccitandone uno e ponendolo in vicinanza all'altro, si constaterà che questo si mette a vibrare: ed ancora con due strumenti musicali, p. es., due violini, le cui corde siano state portate all'unisono, disposti in uno stesso ambiente anche alla distanza di alcuni metri, può constatarsi che eccitando ad una ad una le corde del primo e quindi fermandole con il posarvi sopra le dita, rispondono ordinatamente quelle dell'altro; si intende eccitandole per "pizzico" e non con arco o altro mezzo il che può indurre variazioni di frequenza alla corda strofinata.

Anche una massa d'aria delimitata da una cavità può entrare in risonanza; quella contenuta in un tubo, p. es., risuona su frequenza dipendente dalla lunghezza del tubo; in modo complesso risuona l'aria contenuta nella cavità dette "casse armoniche" negli strumenti musicali. Queste cavità, esempio tipico quelle dei violini, sono state studiate empiricamente in modo che l'aria in esse contenuta risuoni il più possibile uniformemente su tutta la vasta gamma delle frequenze fornite dallo strumento, avendosi appunto, data la complessa forma, lunghezze di colonna d'aria e massa d'aria diverse nelle diverse direzioni. Notevoli per gli usi che se ne sono fatti in acustica sono i «risuonatori di Helmholtz s sfere cave munite di due fori diametralmente opposti tramite i quali l'aria interna comunica con l'aria ambiente e con l'orec-
chio dell'ascoltatore. L'aria interna risuona a frequenza determinata dal diametro della cavità.
X. Interferenza. - Due moti vibratori sinoidali della stessa frequenza e fase disano luogo ad un moto ancora della stessa frequenza e fase con ampiezza somma delle ampiezze dei due moti; mentre se la fase è diversa, il moto risultante è di minor ampiezza (interferenza). Per fase opposta, cioè per angolo di fase uguale a $180^{\circ}$ (spostamento di $1 / 2$ lunghezza d'onda) ed ampiezza uguale, si ha per somma zero, cioè i due moti si elidono. Questo caso vien detto da alcuni "interferenza totale». Esso corrisponde al silenzio ottenuto "aggiungendo s. a s." secondo un detto antico.
XI. Battimenti. - Nel caso in cui le vibrazioni abbiano frequenza diversa, ad es., 200 Hz e 201 Hz rispettivamente, e ad un determinato istante si trovino in fase, è chiaro che con il passare del tempo la differenza di fase si accentua, e che, precisamente dopo mezzo secondo, l'una avrà compiuto 100 periodi completi e l'altra 100 e $1 / 2$. Cosi si troveranno in opposizione di fase. Dopo un altro mezzo secondo però saranno di nuovo in fase e le ampiezze si sommeranno. Un ascoltatore percepirà periodicamente rinforzi ed indebolimenti di s. detti "battimenti". Se la differenza tra le frequenze delle due vibrazioni è di 2, 3, 4, ecc. Hz, 2, 3, 4 ecc. sono i battimenti al secondo, come è facile calcolare; talché il numero dei battimenti risulta uguale alla differenza tra le due frequenze; e se tale differenza raggiunge la gamma delle frequenze acustiche, si ode un "terzo s." detto appunto "s. differenza" o "s. di Tartini" dal nome del celebre violinista che per primo ne fece uso. Tale "terzo s." è molto importante nella composizione musicale e nella orchestrazione poiché si deve tener conto della sua presenza e del fatto che esso faccia accordo o disaccordo con gli altri "s." presenti.
XII. Registrazione delle vibrazioni meccaniche a frequenza acustica. - L'antico primo dispositivo di Edison era composto da una membrana tesa che raccoglieva le vibrazioni dell'aria e le comunicava ad una punta, capace di incidere in un cilindro di cera ruotante un solco di profondità variabile, il cui profilo veniva a riprodurre la forma delle vibrazioni che avevano agito sulla membrana stessa. Ripassando una seconda volta la punta nel solco, la membrana connessa alla punta era condotta a ripetere le vibrazioni incise e quindi a comunicare all'aria un moto vibratorio simile a quello che era stato registrato. Si realizzava cioè la registrazione e la riproduzione delle vibrazioni meccaniche a frequenza acustica. Successivamente ai cilindri di cera sono stati sostituiti i dischi. Oggi la registrazione e la riproduzione vengono fatte tramite la trasformazione delle vibrazioni acustiche in correnti alternate di eguale frequenza e forma, sia su disco, sia seguendo i molti altri procedimenti di registrazione escogitati, quali quelli su colonna fotografica e su nastro o filo magnetico.

Bibl.: S. Baglioni, Udito e voce, Roma 1925; P. Tullio, L'orecchio, Bologna 1928; L. T. Trofand. The psychophysiology of auditory qualities and attributes, in Tourt. Gen. Psychol., 2 (1929), pp. 28-38; C. Doniselli, Udito e sensi generali, Milano 1933; H. Fletcher, Loudness, pitch and the timbre of musical tones and their relation to the intensity, the frequency and the over tone structure, in Tourn. Acous. Soc. Amer., 6 (1934), pp. 59-69; S. S. Stevens, Tonal density, in 7. Exper. Psychol., 17 (1934), pp. 383-92; H. Fletcher, Speech and hearing, Nuova York 1936; S. Stevens-H. Davis, Hearing, ivi e Londra 1938; A. Manfredi, Dell'effetto elettrofonico con correnti a radiofrequenza modulate in ampiezza, in Valsalva, 27 (1951), pp. 96-108.

Angelo Manfredi
SUORE. - Denominazione generale, comune a molte Congregazioni religiose femminili, seguita da altri titoli che ne accennano le caratteristiche distintive.
I. S. Adoratrici del Preziosissimo Sangue (Roma) : v. adoratrici del preziosissimo sangue.
2. S. Adoratrici del S.mo Sacramento (Rivolta d'Adda). - Fondate a Bergamo nel 1882 dal servo di Dio Francesco Spinelli, indi trasferite a Rivolta d'Adda (dioc.

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(per cortesia della Sapariana ierocrates
Suore - Casa generalizia e noviziato delle S. Armene dell'Immacolata Concezione - Roma.
di Cremona). Scopo: adorazione del S.mo Sacramento e tutte le opere di carità, secondo i bisogni dei tempi e dei luoghi. Approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1926, definitiva nel 1932. Contano 1200 suore in 145 case in Italia e Stati Uniti. Casa generalizia a Rivolta d'Adda (Arch. d. Casa gener.; P. G. Borgonovo, Il p. Franc. Spinelli, Milano 1938).
3. S. Alcantarine del Terz'ordine di San Francesco (Roma) : v. terziarie francescane alcantarine.
4. S. Amanti di Gesù e Figlie di Maria Immacolata (Placencia). - Fondate nel 1874 a Bejar (dioc. di Placencia, Spagna) da Matilde Teller Robles. Scopo: cura degli orfani e dei malati, direzione di orfanotrofi e ospedali. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1930, definitiva nel 1941. Contano 150 suore in 21 case (Arch. d. S. Congr. dei Relig., P. 72).
5. S. Ancelle della Santa Infanzia di Gesù (Oberzell) : v. serve della s. infanzia di Gesù.
6. S. Ancelle del Santuario (Roma) : v. ancelle del santuario.
7. S. Angeliche (Milano) : v. angeliche di s. paolo.
8. S. Armene dell'Immacolata Concezione (Roma). - Fondate nel 1847 a Costantinopoli dalla signorina Hagiandonian Serpula. Scopo: educazione delle fanciulle armene povere in collegi, orfanotrofi, scuole elementari e medie. Nella persecuzione turca del 1915-18 contro gli Armeni molte case furono distrutte e molte religiose martirizzate e deportate. Furono accolte nel 1922 da Pio XI con 480 orfanelle a Castelgandolfo, dove fu pure trasferita la casa generalizia. Decreto di lode nel 1847; approvazione definitiva delle Costituzioni nel 1932. Si contano 150 suore in 28 case, in Italia, Turchia, Egitto, Libano, Siria, Iran, Irak (cf. Servizio informaz. della Chiesa orient., II [1947], foll. 6-7; Arch. d. Casa gener.).
9. S. Ausiliatrici delle Anime Purganti (Parigi) : v. ausiliatrici delle anime purganti.
10. S. Benedettine della Divina Provvidenza (Voghera) : v. benedettine della divina provvidenza. - Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1936, definitiva nel 1943. Contano 508 suore in 68 case in Italia e nel Brasile. Casa generalizia a Voghera (Arch. d. Casa gener.; anon., Un cammino di cento anni. Celebraz. centen. 1949, Pavia 1949).
II. S. Betlemite del Sacro Cuore di Gesù (Bogotà) : v. Betlemiti.
12. S. Bigis (Grauen) di Santa Elisabetta (Breslavia). - Così chiamate dal colore dell'abito. Fondate a Niesse (Alta Slesia) nel 1842 da 4 signorine : Clara Wolff, Matilde e Maria Merket, Francesca Werner. Scopo: assi-
stenza dei malati a domicilio e in ospedali e ambulatori, asili per i vecchi, asili e giardini di infanzia per i bambini, scuole. Decreto di lode nel 1871, approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1898, definitiva nel 1924. Contano 481 case con 4500 suore (cf. O. Cohausz, Die Kongregat. der grauen Schwester von der hl. Elisabeth, zum 80 fahr. Bestehen [1842-1902], Breslavia 1922; M. Heimbucher, Die Orden u. Kongreg., II, Paderborn 1934, pp. 481-83).
13. S. Celestine (Meaux). - Fondate nel 1839 a Provins (dioc. di Meaux) da Verrina Chantal. Scopo : educazione delle fanciulle, cura dei malati poveri, cucine popolari. Decreto di lode nel 1902 (Arch. d. S. Congr. di Relig., M. 72).
14. S. Cieche di San Paolo (Parigi). Fondate a Parigi nel 1852 da A. F. Villemain, Anna Bergunion e dall'abate Juge. Scopo: assistenza ai ciechi e alle cieche in ospedali, pensionati, laboratori, orfanotrofi. Una parte delle stesse suore è costituita da cieche. Decreto di lode nel 1876, approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1937. definitiva nel 1948. Contano ca. 100 suore (cf. anon., La Congrép. des Soeurs aveugles de St-Paul pendant son premier demi-siècle, Parigi 1903).
15. S. Clarisse Francescane. Missione del S.mo Sacramento di Bertinoro (Roma). - Fondate nel 1898 a Bertinoro dalla ven. M. C. Serafina di Gesù (al secolo Francesca Farolfi). Scopo : educazione della gioventù femminile, con preferenza delle fanciulle del popolo più povere e più abbandonate; assistenza ai malati in ospedali, cliniche e sanatori. Approvazione definitiva nel 1907. Contano 885 suore in 80 case in Italia e all'estero. Casa generalizia a Roma (cf. L. Cambise, Mondo cattolico, Roma 1952, p. 270 ).
16. S. Compassioniste Serve di Maria (Castellammare di Stabia) : v. compassioniste, serve di maria.
17. S. Crocifisse Adoratrici di Gesù Sacramentato (Napoli) : v. crocifisse adoratrici di Gesù sacramentato.
18. S. degli Angeli (Faicchio, Cerreto Sannita). Fondate nel 1891 a Casolla (dioc. di Caserta) da Clotilde Micheli (in religione: suor M. Serafina del S. Cuore). Scopo: istruzione ed educazione delle fanciulle e assistenza agli infermi. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1928, definitiva nel 1936. Contano 387 suore in 60 case in Italia. Casa generalizia a Napoli (Arch. d. Casa gener.).
19. S. degli Angeli (Wilna). - Fondate a Wilna da un sacerdote della diocesi. Scopo : cooperare all'insegnamento del catechismo, preparare i moribondi a ricevere i Sacramenti, diffondere la buona stampa, istruire la gioventù femminile. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1913, definitiva nel 1921. Dopo la seconda guerra mondiale se ne ignora il numero (Arch. d. S. Congr. d. Relig., V, 74).
20. S. degli Angeli Custodi (Vitoria). - Fondate nel 1894 a Bilbao (dioc. di Vitoria) da Raffaella Ibarra de Villalonga. Scopo : raccogliere le giovani cadute o pericolanti e averne cura in appositi collegi. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1929, definitiva nel 1940. Contano 349 suore in 20 case (Archivio d. S. Congr. d. Relig., V, 75).
21. S. dei Malati di Saint-Mauriac (St-Flour) : v. piccole suore dei malati di st-mauriac.
22. S. dei Poveri (Zamora). - Fondate a Zamora (Messico) nel 1884 da Margherita Jones. Scopo : educazione della gioventù e assistenza agli infermi. Decreto di lode nel 1907; approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1931, definitiva nel 1939. Si contano 144 suore in 17 case, tutte nel Messico (Arch. d. S. Congr. d. Relig., L, 2).

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Suore - Istituto delle S. del Bambino Gesù - Roma, Via (Mona.
23. S. dei Poveri (Rennes) : v. Piccole suore dei Poveri.
24. S. dei Poveri di Maiquetia (Caracas) : v. PicCOLE SUORE deI Poveri di MAIQUETIA.
25. S. dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria (Brentwood). - Congregazione formata dalle case d'Inghilterra delle "Serve del Cuore di Gesù» (v.), che nel 1902 si eressero in Istituto indipendente a Chywell (dioc. di Brentwood) prendendo il nome attuale. Scopo : cura degli orfani e dei bambini deficienti; direzione di ospedali e asili per donne penitenti. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1927, definitiva nel 1936. Contano 315 suore in 29 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., B, 107).
26. S. dei Sacri Cuori di Gesù e Maria (Rennes). Fondate a Paramé (dioc. di Rennes) nel 1853 da Amelia Virginia Friatel. Scopo : si occupano di ricoveri per i vecchi, di ospedali e di scuole parrocchiali. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1930, definitiva nel 1948. Contano 550 suore in 100 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., R, 53).
27. S. dei Santi Nomi di Gesù e Maria (Outremont, Canadà). - Fondate nel 1843 a Longueuil (dioc. di Montréal) da Eulalia Durocher, Melodia Dufresne ed Enrichetta Léré. Scopo : educazione della gioventù. Decreto di lode nel 1863, approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1886, definitiva nel 1925. Contano 228 case con 3735 suore (Arch. d. S. Congr. d. Relig., M, 16).
28. S. dei Vecchi Abbandonati, Piccole (Valencia). - Fondate a Barbastro nel 1872 dalla serva di Dio Teresa di Gesù Jorenet Ibars. L'anno seguente la casa madre passò a Valencia. Scopo : assistenza morale e materiale ai vecchi abbandonati. Decreto di lode nel 1876; approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1887, definitiva nel 1897. Contano 452 suore in 22 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., V, 47).
29. S. de la "Retraite" del Sacro Cuore di Gesù (Angers). - Fondate nel 1682 a Quimper (dioc. di Rennes) da Teresa de Kermens. Scopo : promuovere speciali ritiri per donne. Disperse dalla Rivoluzione francese, risorsero nel 1820, aggiungendo anche l'attività educativa delle fanciulle in scuole, pensionati, patronati, ecc. Nel 1907 le S. di Quimper si unirono alle S. della Società di Maria di Angers fondato nel 1662 dalla ven. Caterina de Francheville. Il nuovo Istituto ebbe l'approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1909, definitiva nel 1926. Contano 556 suore in 70 case. Casa generalizia ad Angers (Arch. d. S. Congr. d. Relig., Q, i).
30. S. de la Tour Pitrat (Lione) : v. s. di s. franCESCO D'ASSISI de la TOUR Pitrat.
31. S. del Bambino Gesù (Le Puy). - Fondate ad Aiguille (dioc. di Le-Puy-en-Velay) nel 1667 da Anna Maria Martel, che nel 1776 presero il nome di "Les demoiselles de l'instruction" e più tardi quello di "Soeurs de l'instruction". Scopo : formazione intellettuale e morale della fanciulle di ogni classe sociale. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1867, definitiva nel 1931. Contano 47 case con 550 suore (cf. M. Douglas, Les Soeurs de l'Instruction, Parigi 1865).
32. S. del Bambino Gesù (Roma). - Fondate nel 1846 a Derby (Inghilterra) dalla signora Cornelia Connelly, americana, convertitasi dal protestantesimo nel 1835. Scopo : educazione ed istruzione delle fanciulle di ogni classe sociale in collegi, pensionati, orfanotrofi, secondo ogni grado di scuola; istruzione dei convertendi e visite ai poveri e ai malati. Decreto di lode nel 1887; approvazione definitiva delle Costituzioni nel 1893. Contano 40 case con 747 suore (cf. M. Mary St. Peter, Holy child Jesus society, in Cath. Enc., VII, p. 400).
33. S. del Bambino Gesù di Chauffailles (Autun). Gruppo staccatosi nel 1846 sotto la direzione di suor Agostina (Reine Antier) dalla Società sopraccennata delle " Demoiselles de l'Instruction" e che, installatosi a Chauffailles, diventò Istituto autonomo nel 1859. Scopo : educazione delle fanciulle con scuole, pensionati, orfanotrofi, laboratori; cura di poveri e ammalati in ospedali e ricoveri. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1921, definitiva nel 1931. Si contano 34 case con 281 suore (Arch. d. S. Congr. d. Relig., A, 48).
34. S. del Buon Pastore (Milano). - Fondate a Milano nel 1845 dal sac. Luigi Speroni, oblato di S. Carlo, e Carolina del Carretto. Scopo : accogliere ed educare le fanciulle traviate. Decreto di lode nel 1852; approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1859, definitiva nel 1912. Si contano 4 case con ca. 50 suore (Arch. d. S. Congr. dei Relig., M, 8).
35. S. del Buon Pastore (Pittsburg) : v. s. di nostra SIGNORA DELLA CARITÀ DEL BUON PASTORE.
36. S. del Buon Salvatore (Bayeux). - Fondate a Caen nel 1720 da Anna Leroy. Disperse dalla Rivoluzione Francese, si riunirono di nuovo nel 1820 per cura del sac. Pierfrancesco Jamet (v.). Scopo: educazione delle fanciulle, catechismi parrocchiali, cura delle sordomute, ecc. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1913, definitiva nel 1928. Si contano 500 suore in 12 case (Arch. d. S. Congr. dei Relig., B, 84).
37. S. del Buon Samaritano (Sidney). - Fondate nel 1857 a Sidney (Australia) da mons. Spalding, primo vescovo della città. Scopo : cura delle donne traviate e degli infermi, istruzione ed educazione dei fanciulli. Decreto di lode nel 1903, approvazione temporanea delle

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Costituzioni nel 1920, definitiva nel 1932. Contano 68 case con più di 600 suore (Arch. d. S. Congr. d. Relig., S, 32).
38. S. del Buon Soccorso (Parigi). Fondate a Parigi nel 1872 dall'arcivescovo mons. de Quélen. Scopo: assistenza dei malati a domicilio e in cliniche: opere giovanili : patronati, laboratori, scuole, rifugi, ecc. Decreto di lode nel 1875 ; approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1877, definitiva nel 1933. Si contano 579 suore in 35 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., P, 18).
39. S. del Carmelo Apostolico (Mangalore). - Ramo staccatosi dal Carmelo apostolico di Bayonne, stabilitosi a Mangalore (India) nel 1870 e trasformatosi in Congregazione indipendente, aggregata all'Ordine dei Carmelitani Scalai nel 1921. Scopo: educazione della gioventù. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1926, definitiva nel 1949. Si contano 620 suore in 44 case (Arch. di Prop. Fide, pos. prot. c. 2136-2149).
40. S. del Cuore Immacolato di Maria, dette Serve del Buon Pastore di Québec. - Fondate a Québec nel 1850 da G. Manly Muir, segretario della Conferenza di S. Vincenza, come società di pie donne, dedite alla conversione e riabilitazione delle penitenti e pericolanti; erette poi nel 1856 in Congregazione religiosa. Decreto di lode nel 1880; approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1918; definitiva nel 1921. Contano 82 case con 1152 suore (Arch. d. S. Congr. d. Relig., Q, 3).
41. S. del Cuore Immacolato di Maria del Terz'ordine di San Francesco (Caestochowa). - Fondate a Zakroczym (dioc. di Ptock, Polonia) nel 1888 dal p. Onorato, cappuccino, e presto trasferite a Nowe Miasto (dioc. di Czestochowa). Scopo: incrementare la vita cristiana fra la gente operaia, assistenza dei malati a domicilio, istruzione ed educazione delle fanciulle. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1929, definitiva nel 1958. Si contano 35 case con 268 suore (Arch. d. S. Congr. d. Relig., V, 76).
42. S. del Divino Amore (Roma). - Fondate da una suora del disperso monastero di Montefiascone, rifugiatasi a Roma, approvate dal cardinal vicario nel 1828 , erette in Istituto indipendente nel 1908. Scopo: educazione della gioventù femminile : laboratori, asili, scuole, opera degli Esercizi e preparazione alla prima Comunione. Approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1908, definitiva nel 1916. Si contano 22 case con più di 200 suore (Arch. d. S. Congr. d. Relig., R, 31).
43. S. del Divino Maestro e Nostra Signora della Mercede (Buenos Aires). - Fondate nel 1887 a Buenos Aires (Argentina) da mons. Antonio Rasore e Sofia Bunge. Scopo: istruzione della gioventù nelle scuole, asili, pensionati. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1950. Si contano 12 case con ca. 130 suore (Arch. d. S. Congr. d. Relig., B, 142).
44. S. del Divino Pastore (Messico). - Fondate nel 1900 ad Antequera (dioc. di M. ssico). Scopo : promuovere gli esercizi spirituali, aiutare nei catechismi parrocchiali, educare la gioventù femminile; asili, orfanotrofi, collegi. Fu dichiarata di diritto pontificio. Si contano 14 case con 140 suore (Arch. d. S. Congr. d. Relig., M, 145).
45. S. del Divino Salvatore (Roma). - Fondate a Tivoli nel 1888 dal p. Francesco Jordan e dalla madre Maria degli Apostoli, nata baronessa Wüllersveber, sotto il titolo di "Società apostolica istruttiva ". Presero poi il titolo attuale passando a Roma nel 1893. Scopo: assistenza dei malati a domicilio e in ospedali propri; scuole materne, primarie e secondarie, scuole professionali, opere assistenziali, ecc. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1911, definitiva nel 1926. Contano 1925 suore in 127 case in Italia, Europa, Asia, America. Casa generalizia a Roma (Arch. d. Casa gener.; E. Federici, La M. Maria degli Angeli, Roma 1944).
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(per cartella della Superiora Generale)
Suore - Casa generalizia delle S. del Divino Salvatore - Roma.
46. S. della Beata Maria Vergine della Mercede o S. Mercedarie (Aix). - Fondate nel 1864 dal card. Lavigerie. Scopo: l'educazione cristiana delle fanciulle con pensionati, asili, scuole; cura degli ammalati negli ospedali, dispensari, case famiglia, rifugi. Decreto di lode nel 1912; approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1931, definitiva nel 1941. Si contano ca. 180 suore in 25 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., A, 41).
47. S. della Beata Maria Vergine della Misericordia (Varsavia). - Ramo staccato della Congregazione francese delle S. di Nostra Signora della Misericordia di Laval e canonicamente eretto a Varsavia nel 1922. Scopo : cura delle donne e delle ragazze traviate e penitenti. Decreto di lode nel 1922, approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1927, definitiva nel 1935. Si contano 231 suore in 9 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., V, 85).
48. S. della Beata Vergine (Cremona). - Fondate a Cremona nel 1610 da Lucia Perotti. Scopo : educazione della gioventù femminile. Decreto di lode nel 1612; approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1933, definitiva nel 1941. Contano 80 suore in 5 case. Casa generalizia a Cremona (Arch. d. Casa general.; G. Cassiani Ingoni, Madre L. Perotti, Padova 1935).
49. S. della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo del Terz'ordine Carmelitano (Orihuela). - Fondate nel 1891 a Caudette (dioc. di Orihuela) dal carmelitano Cirillo Font. Scopo : assistenza dei malati in ospedali e a domicilio cura dei poveri in ospizi, istruzione della gioventù. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1923, definitiva nel 1949 (Arch. d. S. Congr. d. Relig., O, io).
50. S. della Beata Vergine Maria del Santissimo Rosario (Udine). - Fondate a Udine nel 1705 da Emilia Freschi e, dopo varie vicende, riportate a felice ripresa nel 1925 dalla superiora generale suor Maria Dolores. Scopo : educazione cristiana dell'infanzia e delle fanciulle in asili, orfanatrofi, collegi e laboratori. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1943. Si contano 12 case con 120 suore (Arch. d. S. Congr. d. Relig., U, 8).
51. S. della Carità (Namur). - Fondate nel 1734 a Namur (Belgio) per suggerimento della signora Maria Martina Bomtonbourt, che ne lasciò in testamento le direttive. Scopo: assistenza dei malati negli ospedali, cliniche, sanatori, ambulatori; attività caritative con ospizi e orfanatrofi, visita dei malati e dei poveri a domicilio. Contano 607 suore in 79 case (cf. L. Cambise, Mondo cattolico, Roma 1952, p. 329).
52. S. della Carità (Québec) : v. s. della carità, vulgo s. grigie.
53. S. della Carità (Roma). - Fondate nel 1799 a Besançon da s. Giovanni Antida Thouret. Chiamate da

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principio «S. della zuppa dei poveri e delle piccole scuole», crebbero mirabilmente di numero e di case in Europa, Francia, Svizzera e Italia. Nel 1810 ebbero offerta da Letizia Bonaparte in Napoli la casa di Regina Codi, diventata presto centro di grandi sviluppi; nel 1844 vennero chiamate da Gregorio XVI nell'arciospedale di S. Spirito. Scopo: assistenza negli ospedali civili e militari per tutte le malattie, nei manicomi, brefotrofi, asili; educazione della gioventù con scuole di ogni grado. Decreto di lode e approvazione delle Costituzioni nel 1819. Co