volume-11

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 orfani e dei malati. Approvazione dell'Istituto nel 1881. Contano 629 suore.
300. S. di Sant'Agostino di Meaux (Meaux). Nuova Congregazione iniziata nel 1844 dalle S. Agostiniane dell'ospedale di Meux, chiuso nello stesso anno. Scopo: assistenza dei malati a domicilio ed educazione della gioventù. Decreto di lode nel 1891; approvazione dell'Istituto e della Congregazione nel 1904. Contano 205 suore in 8 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., M, 52).
301. S. di Santa Maria degli Angeli del Terz'ordine di San Francesco (Angers). - Fondate ad Angers nel 1871 dal p. Crisostomo Pattau, cappuccino. Scopo: educazione della gioventù in scuole e collegi, cura dei malati in cliniche e ospedali. Decreto di lode nel 1875, approvazione definitiva dell'Istituto e delle Costituzioni nel 1925. Contano 513 suore con 19 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., A, 25).
302. S. di Santa Maria del Terz'ordine di San Francesco (St. Louis). - Fondate a St. Louis nel 1872 da Caterina Berger (suor Maria Ottilia) con alcune suore dell'Istituto delle Ancelie del S. Cuore, estintesi nel 1870. Scopo : assistenza agli infermi, specie poveri, in ospedali; protezione delle giovani operaie. Decreto di lode nel 1892; approvazione definitiva nel 1909. Lo stesso anno aggregazione all'Ordine francescano. Contano 522 suore in 15 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., L, 71).
303. S. di Santa Maria di Namur (Namur). - Fondate a Namur dal sac. Nicola Muisart nel 1834. Scopo: educazione della gioventù in convitti, semiconvitti, scuole professionali e di economia domestica. Decreto di lode nel 1908, approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1914. Contano 825 suore con 51 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., N, 24).
304. S. di Santa Marianna di Gesú (Riobamba). Fondate nel 1873 a Riobamba (Ecuador) da Mercedes Molina. Scopo : istruzione cristiana delle fanciulle, specialmente orfane, preservazione delle fanciulle pericolanti in asili e rifugi, cura delle carcerate. Decreto di lode nel 1895. Si contano 703 suore in 18 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., R, 36).
305. S. di Santa Marta (Antigonish). - Fondate nel 1900 da mons. Giovanni Cameron, vescovo di Antigonish (Canada). Scopo: istruzione della gioventù, cura dei malati e dei vecchi. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1931. Contano 280 suore in 22 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., A, 66).
306. S. di Santa Marta (Roma). Fondate a Ventimiglia nel 1895 dal vescovo mons. Tommaso Reggio. Scopo: cura dei malati negli ospedali, cliniche e a domicilio; educazione della gioventù in scuole, orfanotrofi, case di riabilitazione; assistenza nelle opere parrocchiali, direzione dei servizi nei seminari. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1928, definitiva nel 1935. Contano 429 suore in 56 case in Italia e Cile. Casa generalizia a Roma (Arch. d. Casa gener.).
307. S. di Sant'Andrea (Tournai). Risalgono alle S. Ospitaliere di S. Andrea, fondate a Cambrai, nel sec. xir; raccolte nel 1837 dopo la Rivoluzione Francese a Tournai, dove possedevano una casa, dalla madre Serafina Hanvarlet e ricostituite in nuova Congregazione. Scopo: assistenza agli infermi. Approvazione dell'Istituto nel 1857. Contano 314 suore.
308. S. di Sant'Andrea (Poitiers) : v. FIGLIE DELLA CROCE, dette S. DI SANT'ANDREA.
309. S. di Sant'Anna della Provvidenza (Torino). - Fondate a Torino nel 1834 dalla marchesa di Barolo. Scopo: educazione delle fanciulle del popolo con scuole, case
di ricovero, laboratori. Approvazione delle Costituzioni nel 1841. Contano 569 suore in 110 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., T, 5).
310. S. di Sant'Anna di Lachine (Montréal). - Fondate a Vaudreuil (dioc. di Montréal) nel 1850 da Ester Sureau (madre Maria Anna). Scopo : istruzione della gioventù, assistenza dei malati in ospedali e ricoveri. Nel 1864 la Casa generalizia si trasferi a Lachine. Decreto di lode nel 1863; approvazione dell'Istituto e delle Costituzioni nel 1884. Contano 3500 suore in 127 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., M, 18; Le Canada ecclésiastique, Montréal 1950, pp. 914-22).
311. S. di Sant'Antonio di Padova (Mercedes). Fondate a Mercedes (Argentina) nel 1889 da Maria Antonia Cerini. Scopo: cura degli infermi ed educazione della gioventù. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1937, definitiva nel 1945. Contano 142 suore in 19 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., P, 109).
312. S. di Santa Zita (Lucca). - Fondate nel 1882 dalla serva di Dio Elena Guerra. Scopo : istruzione della gioventù povera. Decreto di lode nel 1911; approvazione dell'Istituto e temporanea delle Costituzioni nel 1923. Contano 102 suore in 12 case (cf. P. Scavizzi, Elena Guerra, Apociala dello Spirito Santo, Lucca 1939).
313. S. di San Tommaso di Villanova (Parigi). Fondate a Lamballe nel 1658 dal p. Angelo Le Proust, agostiniano. Però solo nel 1670 le suore presero l'abito religioso, emisero i voti e adottarono Costituzioni proprie. Scopo: assistere i malati poveri e dedicarsi all'infanzia abbandonata. Decreto di lode nel 1860; approvazione dell'Istituto e delle Costituzioni nel 1873. Contano 809 suore con 110 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., F, 9).
314. S. di San Vincenzo De' Paoli dette Serve dei Poveri (Gand). - Fondate a Gand nel 1823 dalla baronessa di Gysegenn, ed erette in Congregazione religiosa nel 1829. Scopo: istruzione della gioventù nelle missioni, assistenza ai lebbrosi e ai malati contagiosi. Decreto di lode nel 1860; approvazione nel 1875. Contano 712 suore in 115 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., G, 5).
315. S. Domenicane del Bambino Gesú (Orléans) : v. PICCOLE s. domenicane del bambino Gesú.
316. S. Domenicane della Piccola Casa della Divina Provvidenza (Genova): v. domenicane della Piccola casa della divina provvidenza.
317. S. Domenicane del Perpetuo Rosario (Camden) : v. domenicane del perpetuo rosario.

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318. S. Domenicane del Sacro Cuore di Gesù (Tournai): v. domenicane del sacro cuore di gesú.
319. S. Domenicane del Santissimo Rosario (Mondovi). - Fondate a Mondovi nel 1844 dal vescovo mons. Tommaso Ghiiardi e dalla madre Angelica Manfredini. Scopo : istruzione delle fanciulle; assistenza ai malati e ai poveri. Decreto di lode e approvazione definitiva nel 1933. Contano 300 suore in 34 case, in Italia, Turchia, Argentina. Casa generalizia a Mondovi (Arch. d. Casa general.).
320. S. Domenicane di San Sisto Vecchio (Roma): v. domenicane di san sisto vecchio.
321. S. Domenicane di Santa Caterina da Siena (Guardamalati) (Auch): v. domenicane di santa caterina da siena (Guardamalati).
322. S. Domenicane di Santa Maria (Nuova Orleans): v. domenicane di santa maria.
![img-13.jpeg](img-13.jpeg)
(per cortesia delle S. Francescane Insegnaati)
Suore - Casa Madre delle S. Francescane Insegnaati - Roma.

323. S. Domenicane di West Maitland (Maitland): v. domenicane di west maitland.
324. S. Domenicane Insegnaanti e Infermiere di Santa Caterina da Siena (Roma): v. domenicane InSEGNANTI E INFERMIERE DI SANTA CATERINA DA SIENA.
325. S. Figlie del S.mo Cuore di Gesù (Yokosina). - Fondate nel 1920 da suor Teresa Illerhaus, già appartenente alla Congregazione delle Serve dello Spirito Santo, nella prefettura apostolica di Niigata (Giappone). Scopo : raccogliere ragazze giapponesi che aiutino l'apostolato dei missionari con opere sociali, caritative ed educative. Approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1949.
326. S. Francescane (Montpellier). - Fondate nel 1860 nella diocesi di Montpellier da J. V. Jalbert e M. Jvares de Signalac, e aggregate all'Ordine dei Frati Minori nel 1920. Scopo : istruzione delle fanciulle e assistenza ai malati in ospedali e cliniche. Decreto di lode e approvazione temporanea della Costituzione nel 1930. Contano 160 suore in 20 case tutte in Francia (Arch. d. S. Congr. d. Relig., M, 113).
327. S. Francescane Angeline (Torino): v. francescane angeline.
328. S. Francescane degli Afflitti (Varsavia) : v. francescane degli afflitti.
329. S. Francescane della Beata Maria Vergine Aiuto dei Cristiani (Cartagena, Colombia). - Fondate da sette s. terziarie francescane di Maria Ausiliatrice di Abidites (Svizzera) chiamate da mons. Pietro Schumacher, vescovo di Portovejo (Ecuador) nel 1888, rifugiatesi per la persecuzione del 1895 a Cartagena (Colombia) e costituitesi in Istituto autonomo. Scopo : istruzione della gioventù e assistenza ai vecchi e malati. Approvazione dell'Istituto nel 1926. Contano 294 suore in 25 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., C, 81).
330. S. Francescane della Famiglia di Maria (Leopoli). - Fondate nel 1856 a Leopoli dall'arcivescovo mons. Sigmund Felinski, e subito aggregate all'Ordine dei Frati Minori. Scopo : educazione della gioventù; assistenza ai malati in ospedali e a domicilio. Decreto di lode e approvazione temporanea della Costituzione nel 1913. Contano 756 suore in 127 case tutte in Polonia (Arch. d. S. Congr. d. Relig., L, 53).
331. S. Francescane della Sacra Famiglia (Dubuque): v. francescane della sacra famiglia.
332. S. Francescane della Sacra Famiglia (Treviri) : v. francescane della sacra famiglia.
333. S. Francescane dell'Immacolata (PalaganoModena) : v. francescane dell'immacolata.
334. S. Francescane dell'Immacolata Concezione di Lons-Le-Saunier (St-Claude) : v. francescane dell'immacolata concezione di lons-le-saunier.
335. S. Francescane del S.mo Cuore di Gesù di Joliette (Chicago) : v. francescane del santissimo cuoRe di Gesù di Joliette.
336. S. Francescane di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso (S. Luigi) : v. francescane di nostra Signora del perpetuo soccorso.
337. S. Francescane di San Giorgio Martire in Thuine (Osnabruck): v. francescane di san giorgio martire in thuine.
338. S. Francescane di Santa Cunegonda (Chicago) : v. francescane di santa cunegonda.
339. S. Francescane di Santa Maria degli Angeli di Waldbreitbach (Treviri): v. francescane di santa maria degli angeli di waldbreitbach.
340. S. Francescane d' Ggnissanti (Firenze) : v. francescane d'ognissanti.
341. S. Francescane Insegnaati (Roma). - Fondate nel 1888 a Slatihany u Chrudimé (Cecoslovacchia) dal vescovo Roman Sebastiano Zăngerle. Scopo : educazione della gioventù in collegi, scuole, laboratori, orfanotrof; assistenza ai malati negli ospedali, ecc. Decreto di lode e approvazione temporanea della Costituzione nel 1932, definitiva nel 1930. Contano 629 suore in 59 case in Italia e all'Estero (altre 27 confiscate dal governo comunista). Casa generalizia a Roma (Arch. d. Casa gener.).
342. S. Francescane Missionarie di Maria (Roma) : v. francescane missionarie di maria.
343. S. Francescane Missionarie di San Giuseppe (Salford) : v. francescane missionarie di san giusePpe.
344. S. Francescane dette Piccole Suore degli Orpani (Belley) : v. francescane dette piccole suore degli orfani.
345. S. Giapponesi della Visitazione (Tokio). Fondate dal p. Alberto Breton, il quale recatosi dal Giappone in California, vi chiamò nel 1913 alcune giovani giapponesi per l'assistenza dei loro connazionali colà emigrati. Tornato il padre e le giovani in Giappone, queste nel 1925 crearono la Congregazione della Visitazione a Tokyo, e nel 1937 ne trasportarono la Casa madre a Fukuoka. Approvazione temporanea della Costituzione nel 1942, definitiva nel 1950. Contano oltre 100 suore.
346. S. Giuseppe della Carità (Vich). - Fondate a Vich (Spagna) nel 1877 da Caterina Corominas y Augustin. Scopo : assistenza ai malati in ospedali e a domicilio. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1901, definitiva nel 1909. Contano 227 suore in 21 case, tutte nella Spagna (Arch. d. S. Congr. d. Relig., V, 80).
347. S. Giuseppe della Santissima Trinità (Placencia). - Fondate nel 1866 a Placencia dal sac. Eladio Mozas Santamera. Scopo : istruzione della gioventù e es-

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sistenza negli orfanotrofi e nei ricoveri. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1933. Contano 99 suore in 15 case tutte nella Spagna (Arch. d. S. Congr. d. Relig., P, 57).
348. S. Grigie (Montréal) : v. s. della carità vulgo s. grigie.
349. S. Guardamalati di Nostra Signora Ausiliatrice (Montpellier). - Fondate a Montpellier nel 1845 dal sac. Andrea Soulas. Scopo : assistenza ai malati a domicilio. Decreto di lode e approvazione temporanea della Costituzione nel 1868, definitiva nel 1882. Contano 459 suore in 52 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., M, 28).
350. S. Infermiere dell'Addolorata (Como). - Fondate a Como nel 1850 da Giovanna Franchi. Scopo : assistenza degli infe mi in casa di cura e cliniche, e, di giorno, a domicilio. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1935, definitiva nel 1942. Contano 200 suore in 9 case, tutte in Italia. Casa generalizia a Como (Arch. d. Casa gener.).
351. S. Insegnanti della Santa Croce del Terz'ordine di San Francesco in Menzingen (Basilea) : v. insegnanti della santa croce del terz'ordine di san francesco in menzingen.
352. S. Insegnanti di Nostra Signora Colocensi (Colocza) : v. POVERE s. INSEGNANTI DI NOSTRA SIGNORA COLOCENSI.
353. S. Maddalene (Penitenti di Santa Maria Maddalena) (Torino). - Fondate nel 1833 a Torino dalla marchesa Giulia Falletti di Barolo nata Colbert. Scopo: riparazione e rieducazione delle fanciulle pericolanti. Approvazione definitiva delle Costituzioni nel 1846. Contano 33 suore in 7 case in Italia. Casa generalizia a Torino (Arch. d. Casa gener.: A. Biancotti. Un'eroina della carità, la Marchesa Giulia di Barolo, Torino 1939).
354. S. Maestre di Santa Dorotea (Venezia) : v. maestre di santa dorotea.
355. S. Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacratissmi Cuori (Vicenza) : v. maestre di santa dorotea, figlie dei sacratissimi cuori.
356. S. Marcelline (Milano) : v. marcelline.
357. S. Mariste o della congregazione di Maria. Fondate dal servo di Dio C. J. Colin a Belley nel 1826. Scopo : educazione della gioventù femminile, ricovero delle pericolanti ed esercizi spirituali per le donne. Decreto di lode nel 1864, approvazione dell'Istituto nel 1884, approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1931, definitiva nel 1951. Contano 542 suore in 38 case, molte delle quali in luoghi di missione, ove coadiuvano i pp. Marieti. La Casa generalizia è a Belley (Arch. d. S. Congr. d. Relig., B, 19; L. Falletti, Ilven. G.C. Colm, Roma 1913).
358. S. Mercedarie (Aix) : v. s. della beata maria vergine della mercede.
359. S. Mercedarie del S.mo Sacramento. - Fondate a Città del Messico nel 1910 da suor Maria del Rifugio di Aguilar. Scopo : educazione della gioventù e sua formazione al culto eucaristico. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1948. Contano 263 suore in 52 case, tutte nel Messico. La Casa generalizia è a Città del Messico (Arch. d. S. Congr. d. Relig., M, 142).
360. S. Minime dell'Addolorata (Bologna) : v. minime dell'addolorata.
361. S. Minime del Sacro Cuore di Maria (Rodez) : v. minime del santissimo cuore di maria.
362. S. Minime di Nostra Signora del Suffragio (Torino) : v. minime di nostra signora del suffragio.
363. S. Misericordine di San Gerardo (Milano). Fondate nel 1891 a Monza dal sac. Luigi Talamoni e da Maria Biffi, vedova Levati. Scopo : assistenza ai malati specialmente poveri a domicilio; altre opere educative e assistenziali in cliniche, ricoveri, orfanotrofi; opere parrocchiali. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1942, definitiva nel 1949. Contano 260 suore in 45 case in Italia e Svizzera. Casa generalizia a Monza (Arch. d. Casa gener.).
364. S. Missionarie della Regina degli Apostoli (Vienna). - Fondata a Vienna dal sac. Teodoro Innitzer, poi cardinale arcivescovo di Vienna. Scopo: cooperare alla diffusione della fede nei paesi pagani, specialmente in India con opere di assistenza sanitaria e di insegnamento. Approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1949. Contano più di 200 suore.
365. S. Missionarie della Società di Maria (St-Foy-lès-Lyon). - Nel 1865 alcune giovani di Jonzieux iniziarono una Società religiosa sotto il nome di «Suore del Terz'ordine di Maria», che poi nel 1881 meglio si organizzò a St-Brieuc per opera di Maria Adele Troussel des Groues (suor Maria della Croce) e presero il nome attuale. Nel 1887 si stabilì a St-Foy-lès-Lyon, sotto la giurisdizione del superiore generale dei Marieti. Approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1931, definitiva nel 1952 (cf. anon., Soeurs missionnaires de la Société de Marie. Essai sur vos origines, Parigi 1941).
366. S. Missionarie dell'Immacolata Concezione (Montréal) : v. missionarie dell'immacolata concezione.
367. S. Missionarie dello Spirito Santo (Parigi). Fondate a Parigi nel 1923 da mons. Alessandro Le Roy, superiore generale dei Padri dello Spirito Santo. Scopo: lavorare nelle missioni. Approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1929, definitiva nel 1943. Contavano varie centinaia di suore.
368. S. Missionarie del Preziosissimo Sangue (Aarle Rixtel) : v. missionarie del preziosissimo sangue.
369. S. Missionarie di Nostra Signora d'Africa (Saint-Charles, Birmandreis) : v. missionarie di nostra signora d'africa.
370. S. Oblate dello Spirito Santo (Lucca) : v. s. di santa zita.
371. S. Orsoline di San Girolamo (Bergamo) : v. orsoline gerosolimitane, dette di gandino.
372. S. Orsoline di Somasca (Somasca di Vercurago, Bergamo) : v. orsoline di somasca.
373. S. Ospitaliere di Nostra Signora della Carità (Digione) : v. ospitaliere di nostra signora della carità.
374. S. Ospitaliere di Santa Elisabetta (Lussemburgo). - Fondate nel 1672 a Lussemburgo. Scopo : assistenza dei malati e dei bisognosi con case di salute, asili, scuole, orfanotrofi; era anche apostolato missionario. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1922, definitiva nel 1931. Contano 651 suore in 54 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., L, 52).
375. S. Ospitaliere e istitutrici del Terz'ordine di San Francesco, dette Francescane di Calais (Arras) :v. ospitaliere e istitutrici del terz'ordine di san francesco dette francescane di calais.
376. S. Ospitaliere Insegnanti di Maria Immacolata (Bourges). - Piccola comunità nota sotto il nome di Dame S. dell'ospedale, istituita a Bourges sugli inizi del sec. xix, erette nel 1826 a Istituto religioso dall' arcivescovo. Scopo : cura degli ammalati, educazione della gioventù. Decreto di lode nel 1850, approvazione dell'Istituto e temporanea delle Costituzioni nel 1934, definitiva nel 1942. Contano 83 suore in 11 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., B, 45).
377. S. Passioniste di San Paolo della Croce (Firenze). - Fondate nel 1872 a Castel di Signa (dioc. di Firenze) da mons. Giuseppe Fiammetti. Scopo : rieducazione ed educazione della gioventù. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1931, definitiva nel 1939. Contano 425 suore in 46 case in Italia e Brasile. Casa generalizia a Castel di Signa (Arch. d. Casa gener.).
378. S. Povere Bonaprensi di San Giuseppe (Buenos Aires). - Fondate a Buenos Aires nel 1882 da alcune religiose del monastero di Le Puys, costituitesi in Congregazione autonoma. Scopo: cura dei malati e scuole per la gioventù. Decreto di lode nel 1903; approvazione dell'Istituto e delle Costituzioni nel 1913. Contano 321 suore

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(fot. Pelrola)
In alto a sinistra: TRITTICO IN BAME OFFERTO DA BONIFACIO ROTARIO D'ASTI (1" settembre 1358) per l'ergendo santuario di Rocciameione. Al centro Madonna con Bambino; a sinistra a Giorgio, a destra a Giuseppe che presenta l'offerente - Susa, Cattedrale. In alto a destra: MARIA ANNUNZIATA, già ritenuta Adelaide, contessa di Torino, sposa di Oddone conte di Savoia. Stanza lignea del sec. xv. In basso PANORAMA PARZIALE con il campanile lombardo (sec. xI) della chiesa di S. Giusto, ora cattedrale; le cuspidi sono della fine del sec. xv. A destra il campanile della chiesa di S. Maria Maggiore (sec. xi), ora trasformata in abitazione (a destra).

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STORIE DI SUSANNA. In alto: I vecchioni tentano di indurla al peccato (davanti all'edificio del bagno, Daniele, anticipazione dell'artista). La scena dell'accusa è stata riprodotta al vol. VI, tav. XVII. In basso: Susanna in atteggiamento di orante rende grazie per la liberazione. L'orante maschile é forse suo marito. Affresco della cosiddetta Cappella greca (sec. II) - Roma, cimitero di Priscilla.

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con 25 case, tutte in Argentina (Arch. d. S. Congr. d. Relig., B, 61).
379. S. Povere Scolastiche del Terz'ordine di San Francesco (Lina). - Fondate a Voeklabruck (dioc. di Lina) nel 1842 dal sac. Sebastiano Schiwarz. Scopo : assistenza ai malati in cliniche e ospedali, istruzione della gioventù in scuole e collegi. Decreto di lode nel 1929; approvazione dell'Istituto e delle Costituzioni nel 1938. Contano 973 suore con 62 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., L, 77).
380. S. Riparatrici dei Sacri Cuori di Gesù e Maria (Milano) : v. riparatrici dei sacri cuori di Gesù e maria.
381. S. Riparatrici del Sacro Cuore (Napoli) : v. riparatrici del sacro cuore.
382. S. Sacramentine (Bergamo) : v. sacramentine.
383. S. Salesiane dei Sacri Cuori (Lecce) : v. salesiane dei sacri cuori.
384. S. Salesiane del S.mo Cuore di Gesù (Cartagena) : v. salesiane del s.mo cuore di Gesù.
385. S. Scolare del Terz'ordine di San Francesco (Hallein). - Fondate ad Hallein (dioc. di Salisburgo) nel 1723 da Maria Teresa Zechner, prima come pia associazione con vita comune, poi nel 1754 costituitesi in vera Congregazione religiosa con voti. Scopo : istruzione delle fanciulle in scuole inferiori, medie e superiori e in pensionati; opere di carità con orfanotrofi e istituti per i sordomuti. Approvazione pontificia nel 1819. Tra le varie filiali, alcune si eressero a Istituti indipendenti.
386. S. Scolare del Terz'ordine di San Francesco (Vienna). - Colonia di S. del Terz'ordine di S. Francesco, fondate nel 1723 da M. Teresa Zechner, chiamata da Hallein a Vienna nel 1845 dall'imperatrice Carolina Augusta. Le varie case fondatesi in seguito nell'arcidiocesi di Vienna si eressero a Congregazione indipendente nel 1833 , prendendo il nome attuale. L'Istituto fu aggregato all'Ordine dai Frati Minori nel 1904. Scopo : istruzione delle fanciulle. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1923, definitiva nel 1931. Contano 218 suore in 18 case (Arch. d. S. Congr. d. Relig., V, 79).
387. S. Scolare del Terz'ordine di San Francesco (Milwaukee). - Fondate a Milwaukee nel 1873 da madre Maria Alessia, proveniente dalla casa di Linz della stessa Congregazione, recatasi negli Stati Uniti su invito di mons. M. Henry, vescovo di Milwaukee. Scopo : scuole e ospedali. Approvazione della S. Congr. di Propaganda nel 1900, definitiva della S. Congr. dei Relig. nel 1908. Contano 2128 suore con 35 case (Arch. d. S. Congr. di Relig., M, 83).
388. S. Scolare di Graz per Terz'ordine di San Francesco (Eggenberg). - Fondate ad Eggenberg presso Graz (dioc. di Seckau) nel 1841 dal vescovo di Seckau, mons. Romano Sebastiano Zaengerle, e dalla signorina An tonia Lampl. Scopo : istruzione ed educazione della gioventù. Approvazione temporanea della Costituzioni nel 1929, definitiva nel 1937. Contano 494 suore in 46 case (Arch. d. Congr. d. Relig., S, 1).
389. S. Scolastiche del Terz'ordine di San Francesco (Roma). - Fondate nel 1888 a Siatihany, presso Chrudim (dioc. di Hradec Krǎhové, Cecoslovacchia) da suor M. M. Giacinta Zahalka, proveniente dalla omonima Congregazione di Graz. Scopo : istruzione della gioventù con ogni ordine di scuole, anche specializzate; istituti per cieche e deficienti, orfanotrofi, stazioni missionarie; ospedali e ricoveri per i vecchi. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1932, definitiva nel 1950. Contano 629 suore, 59 case, in Italia, Europa, America Nord e Sud (inoltre 27 case confiscate dal regime comunista). La Casa generalizia fu trasferita a Praga nel 1910, indi a Roma nel 1945 (Arch. d. Casa gener.).
390. S. Scolastiche del Terz'ordine di San Francesco di Maribor (di Cristo Re) (Roma). - Colonia di S. Scolare del Terz'ordine di S. Francesco di Heggenberg, chiamata nel 1864 a Maribor (dioc. di Lavant) dal vescovo Antonio Martino Slomšek, erette poi nel 1869 a Congregazione indipendente dal vescovo Giacomo Mas-
similiano Stepischnegg. Scopo : istruzione delle fanciulle in scuole di ogni grado; assistenza ai malati in ospedali a domicilio; servizi domestici in collegi e seminari. Decreto di lode e approvazione temporanea delle Costituzioni nel 1922, definitiva nel 1931. Contano 951 suore in 35 case (oltre le 65 in Jugoslavia) in Italia e all'estero (Arch. d. S. Congr. d. Relig., L, 78).
391. S. Serve dei Poveri del Boccon del Povero (Palermo) : v. boccone del povero, s. del.
392. S. Serve di Maria Riparatrice (Adria) : v. serve di maria riparatrice.
393. S. Serve di Maria Santissima Addolorata (Firenze) : v. serve di maria santissima addolorata.
394. S. Stabilite nella Carità di Gesù Buon Pastore (Firenze). - Fondate a Firenze nel 1589 dal sac. Vittorio dell'Ancisa e da Maria Triboli. Nel 1612 adottarono la stretta clausura; soppresse nel 1810 furono riunite nel 1816 dalla madre Sandrucci nel Conservatorio di Monticelli. Dal 1878 passarono alla vita attiva. Scopo : istruzione della gioventù in educandati, asili, scuole, laboratori. Approvazione definitiva nel 1951. Contano 70 suore in 10 case nella diocesi di Firenze e di Pisa. Casa generalizia a Monticelli (Arch. d. Casa General.).
395. S. Vincenzine di Maria Immacolata (Torino). - Fondate a Lanzo Torinese nel 1858 dal ven. Federico Albert. Scopo : educazione in asili, orfanotrofi, scuole; ospedali. Contano 200 suore in 15 case in Italia. Casa generalizia a Lanzo Torinese (Arch. d. Casa gener.).

Vincenzo Cusumano - Silverio Mattei -
SUOVETAURILIA: v. Roma, IV. Religione dei Romani (coll. 1125-33).

SUPERANTIUS (Suranzo), Nicolaus. - Giurista, n. a Venezia nel 1474, m. ivi il 20 nov. 1546.

Religioso agostiniano, fu priore del monastero di Venezia nel 1544. Insieme a Pier Aurelio Sanuto e Marco Padovano istigò il Consiglio dei Dieci ad emanare un decreto pregiudizievole all'autorità dei superiori regolari. L'intervento tempestivo del Seripando sventò le manovre fraudolente, delle quali i senatori non avevano tenuto conto e il decreto fu ritratto. Riconosciuto l'errore, S. si recò con Marco a Roma ove, con il perdono del Seripando, ottennero anche quello del Papa. Curò l'edizione del libro di Guglielmo Heytesbury De sensa composito et divisa (Venezia 1501). Le sue opere conosciute sono: De immortalitate animae contra Pomponatium (ivi 1501); Annotatione ad Francisci Accolti primam partem Codicis (Venezia 1589); In Guidonis Baysis Rosarium, seu Commentarium in Decretum Gratiani (ivi 1601); Annotationes ad Zabarellae volumen Clementinarum (ivi 1602).

Bibl.: A. Fontana, Amphitheatrum legale, II, Parma 1688. coll. 333-34; R. Maiocchi-PI. Casacca, Codex diplomaticus Ord. E. S. Augustini Papias, III, Pavia 1907, p. 90; D. A. Perin, Bibliogr. augustin., III, Firenze 1937, p. 206. Augusto Moresefaini

SUPERBIA. - È l'amore disordinato della propria eccellenza (Sum. theol., $2^{\mathrm{a}}-2^{\mathrm{ae}}$, q. 84, a. 2). Per eccellenza va inteso tutto ciò che innalza la propria persona e che viene ricercato appunto in vista di mettere in rilievo, innalzare la propria persona.

Mentre l'umiltà inclina a non voler attribuire a sé nessun bene, ma a Dio solo, la s. tende ad attribuire tutto a se stessa; ed è perciò una interna tumefazione della mente, i cui atti sono : a) considerare assai le proprie perfezioni reali e apparenti e dissimulare invece i difetti; e di conseguenza persuadersi di avere una perfezione superiore a quella che realmente si possiede; b) attribuire non a Dio, ma a se stesso i doni posseduti sia naturali che soprannaturali; c) grande stima della propria perfezione e compiacimento in essa; d) aspirazione a grandi cose, svincolo dalla soggezione di chiunque, stimandosi più perfetti di tutti; aspirazione alle dignità, agli onori come dovuti a sé, a preferenza di tutti gli altri; dolore, ira e lamenti quando non si riesce a conseguirli; e) rifiuto di soggezione agli stessi superiori, dei quali il superbo si stima più prudente e i cui ordini, almeno nel proprio interno, disprezza; $f$ ) finalmente talvolta

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Superbia - La s., in alto, assieme all'avarizia e alla vanagloria quali cause principali del mal governo, rappresentato dalla traminia. Aftresco di A. Lorenzetti ( 1338 ) - Siena, Palazzo del Comune
ribellione a Dio stesso, quasi che di lui non si abbia bisogno. Quest'ultimo è il massimo atto di s. e perciò peccato mortale in genere suo (ibid., $2^{\mathrm{a}-2^{\mathrm{a} \mathrm{\sigma}}}$, q. 162, a. 5 ; cf. ancora s. Gregorio Magno, Moralia, XXIII, cap. 6: PL 76, 258-59). Tale fu il peccato di Lucifero, che osò mettersi in opposizione a Dio stesso con la blasfema sfida: Salivò al cielo, ... sormonterò l'altezza delle nubi, sanò simile all' Altissimo (Is. 14, 13-14); e ne fu tosto punito con l'inferno (cf. ibid., 14, 15 e Lc. 10, 18). Tale è anche il peccato di coloro che rifiutano di sottomettersi all'autorità della Chiesa, o di accettare il suo magistero.

Da quanto si è detto, la s. si distingue in perfetta e in imperfetta. a) Perfetta è di colui che talmente ama la propria eccellenza, da non voler assoggettarsi a Dio o a coloro che a nome di Dio ci governano; è peccato mortale; b) Imperfetta è di colui che non rifiuta obbedienza a Dio o a quelli cui deve essere soggetto, ma ama più del giusto la propria eccellenza. E peccato veniale quando non è congiunta a grave disprezzo degli altri.
S. Gregorio Magno (Moralia, XXXI, cap. 45 : PL 76, 620-21), cui aderisce s. Tommaso (Sum. theol., $2^{\mathrm{a}-2^{\mathrm{a} \mathrm{\sigma}}}$, q. 132, a. 4), pone ancora la s. non tra i vizi capitali, ma al di sopra di tutti essi, quasi madre e regina di tutti i vizi, perché, per quanto non tutti i peccati siano di s., tuttavia l'orgoglio può condurre a qualsiasi colpa. In particolare, dalla s. derivano quasi necessariamente la presunzione, l'ambizione, la vanagloria (v. alle singole voci). La s. conduce poi facilmente alla durezza ed alla intransigenza verso gli altri. E un vizio eminentemente antisociale e sta all'origine della più parte dei conflitti tra gli uomini, spingendoli ad usare una diversa misura per sé e per gli altri.

BibL.: A. Tanqueroy, Comp. di isol. ascet. e misi., $7^{\circ}$ ed., Roma 1928, nn. 820-43; St. Carron de Wiart, Tractatus de peccatis et vitiis, Malines 1932, pp. 127-60; A. Meynard, Tratt. della vita inter., I, Torino 1936, nn. 42-46; R. Garriano-Lagrange, Les trois dges de la vie intérieure, I, Parigi 1938, pp. 514-26; J. Leclercq, La vie en ordre, Bruxelles 1938, pp. 171-76; E. Janvier, Espooiz. delle morale cati., vers. it., X, Torino 1938, pp. 177-203; XII, ivi 1939, pp. 189-205. Andrea Gennaro

SUPERIOR, diocesi di. - Città e diocesi nello Stato di Wisconsin (Stati Uniti).

La diocesi di S. fu eretta il 3 maggio 1905 per smembramento della parte nord di La Crosse e della parte nord-ovest di Green Bay. Mons. Agostino Francesco Schinner, primo vescovo, contava nella sua diocesi, nel 1905, 38.000 cattolici, 39 sacerdoti diocesani e 17 religiosi, 93 chiese e 33 stazioni. La popolazione è eterogenea, costituita di cattolici di lingue tedesca, polacca, francese, italiana, slava e boema. Oggi, suffraganca di Milwaukee, copre una superficie di 15.715 migliaq. con una popolazione totale di $259.428 \mathrm{ab}$. dei quali 68,671 sono cattolici. Vi sono inoltre 118 sacerdoti diocesani ( 40 religiosi : Preziosissimo Sangue, Francescani, Benedettini, Servi di Maria), 77 parrocchie, 31 cappelle, 71 missioni, 18 congregazioni femminili ( 540 suore), 55 seminaristi, l'orfanotrofio e 10 ospedali.

BibL.: The Official catholic directory 1930, Nuova York 1930, pp. 272-74; J. J. Driscoll, s. v. in Cath. Enc., XIV, p. 336; Th. Boemer, The Catholic Church in the United States, St-LouisLondra 1950, p. 326.

Gastone Carrière
SUPERIORE ECCLESIASTICO. - E il superiore delle missioni autonome o sui iuris, le quali rappresentano il primo stadio della organizzazione ecclesiastica nelle missioni.

Se ne ebbero esempi già verso la fine del secolo scorso, ma soltanto dopo il CIC si svolsero e si affermarono, specialmente per opera del card. Guglielmo van Rossum (v.), prefetto della S. Congr. de Propaganda Fide dal 1918 al 1932, allo scopo di permettere ai nuovi missionari di iniziare l'apostolato in un dato luogo. Oggi Propaganda preferisce che i nuovi missionari lavorino in una zona sotto la guida dell'Ordinario di luogo entro i limiti di una diocesi o quasi-diocesi ed il territorio a suo tempo potrà essere diviso ed eretto in diocesi o quasi-diocesi.

A capo delle missioni autonome vi è il s. c., che viene nominato direttamente con decreto da Propaganda, come i prefetti apostolici, ed alla pari di questi ha eguali diritti e facoltà e gode della stessa giurisdizione ordinaria e quindi è un vero Ordinario di luogo, sebbene non ne parli il can. 198, né il cap. VIII della parte 1a del 1. II del CIC. Detto capitolo, però, fino all'ultima redazione del 1916 parlava del s. e. Secondo l'istruzione di Propaganda in data 7 nov. 1929 (Sylloge P. F., n. 146, pp. 349350) alle missioni autonome ed ai loro s. e. si applicano, "scrvatis servandis" su linea generale, i canoni che si riferiscono alle prefetture apostoliche e ai prefetti apostolici. I s. e. possono quindi nominarsi il superiore delegato o meglio il vicario delegato, devono "ex iustitia" (cf. can. 306) applicare la Messa "pro populo" (Sylloge P. F., n. 187, pp. 463-64), ma non godono dei privilegi onorifici dei prefetti apostolici (cf. can. 308).

Il s. e. può inaccare anche l'Ordinario di luogo in rapporto al superiore religioso o regolare di un Ordine o Congregazione religiosa. Questi due termini, così contrapposti, sono particolarmente in uso nel diritto missionario per determinare i diritti ed i doveri dell'Ordinario di luogo nelle missioni e del superiore religioso dei missionari che vi lavorano (v. TERRITORI DI MISSIONE). Nella prassi delle società missionarie senza voti il superiore dei missionari è chiamato superiore regionale.

BibL.: S. Paventi, Breviarium inris missionalis, Roma 1952, pp. 71 se. e passim.

Saverio Paventi
SUPERIOREN-VEREINIGUNG. - Associazione dei Superiori maggiori (abati e provinciali) degli Ordini e delle Congregazioni clericali di Germania i cui membri lavoravano o nei territori di missione o in mezzo ai Tedeschi emigrati all'estero.

Fu fondata nel 1898 a Krefeld col nome di SuperiorenKonferenz (Conferenza dei Superiori). Fondatori ne furono le sette Congregazioni religiose che avevano missione nelle colonie tedesche. Più tardi fu ampliata con l'ammissione di tutti gli altri istituti missionari e cambiò il nome in quello di S.-V. (v Unione dei Superiori 1). Il segretario generale, incaricato di curare gli interessi degli istituti missionari dinanzi alle autorità ecclesiastiche e civili, si trova a Berlino dal 1923. Giovanni Rommerskirchen

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SUPERIORE RELIGIOSO. - E colui che ha la potestà legittima di comandare i membri di una società religiosa o parte di essa.

1. In diritto canonico si hanno superiori maggiori e minori. Tra i primi sono da annoverarsi : tutti i superiori supremi di istituti religiosi centralizzati, l'abate primate delle congregazioni monastiche benedettine confederate, l'abate preside delle stesse singole congregazioni benedettine (v. RENEDETTINI), i superiori provinciali e gli altri che, pur non avendo lo stesso nome, hanno di fatto gli stessi poteri ordinari; inoltre tutti i vicari di costoro quando abbiano poteri ordinari (can. 488, n. 8). Da notare che nelle religioni monastiche, nei Canonici regolari e nelle case sui iuris, sia maschili che femminili, il superiore locale, si denomini abate o priore o con qualunque altro nome, è vero superiore maggiore. Superiori minori o locali sono tutti coloro che in una religione centralizzata (v. religione) hanno il comando di una casa. Altra distinzione canonica si deve fare tra superiori maggiori che hanno un ufficio permanente, continuativo, e quelli che solo in determinate circostanze hanno autorità. Tali sono i visitatori di molte religioni, specialmente monastiche; occorre però che abbiano poteri ordinari, non soltanto delegati, nel qual caso non vengono sotto il nome di s. r., come, p. es., non è superiore maggiore il delegato dal superiore maggiore a fare una visita canonica. Una terza distinzione va fatta tra s. r. collegiali e personali. Tra i primi sono il Capitolo generale, la Dieta ed altre assemblee che agiscano come un corpo unico con responsabilità collegiale. Tutti gli altri superiori sono personali, ossia responsabili individualmente anche se hanno un consiglio, del quale devono sentire il parere tranne che superiore e consiglio compiano atti come collegio, come avviene in alcuni casi, nei quali si ha un superiore collegiale.
2. Nelle comunità religiose si è legittimamente costituiti superiori o mediante una libera elezione, o mediante una nomina. Questo avviene soprattutto nelle religioni centralizzate - dove solo le cariche maggiori, di superiore supremo, consigliere, procuratore, e, generalmente, economo e segretario generale sono fatte per elezione, nei Capitoli generali (v. capitolo) - mentre per tutte le altre cariche si ha assai frequentemente la nomina da parte dei superiori maggiori. Talvolta i Capitoli provinciali, pur essendo competenti ad eleggere il proprio superiore provinciale, devono ricevere una conferma della propria deliberazione dal governo supremo. L'elezione o la nomina dei superiori rappresenta uno dei diritti tipici delle religioni (can. 501 § 1) fin dal loro inizio; tuttavia, essendo il Romano Pontefice anche superiore supremo di tutte le religioni, egli ha il potere, per sé o per mezzo delle Congregazioni romane competenti, di imporre s. r. che, naturalmente, hanno gli stessi diritti e doveri di quelli eletti o nominati dalla religione (can. 499). Il modo, le condizioni giuridiche e le qualità richieste per essere eletti o nominati dipendono dal CIC e dalle costituzioni. Le condizioni comuni per essere superiori supremi sono esposte dal can. 504: è necessario essere figli legittimi, avere dieci anni di professione, 40 anni di età per esser superiori supremi o 30 per esser superiore maggiore; e, in generale, possedere tutte le qualità morali di prudenza e di governo necessarie per tali offici. La durata in carica di tutti is. r. è limitata nel tempo, salvo espresso disporre contrario delle costituzioni della religione (can. 505). I superiori locali minori, poi, non possono rimanere in carica oltre un sessennio nella stessa casa, senza una previa dispensa della S. Sede (can. 505). Per le superiore di religioni femminili d'Italia (sia religioni centralizzate, sia monasteri) deve essere tenuta presente anche la istruzione della S. Congr. dei Religiosi del 9 marzo 1920 (AAS, 12 [1920], p. 365), per la quale una superiore generale obadessa locale non può essere rieletta per il terzo sessennio consecutivo, senza postulazione e conferma della S. Sede.
III. I diritti e i doveri dei s. r. sono in proporzione diretta sia dell'àmbito territoriale sia delle limitazioni che il diritto canonico e le costituzioni stabiliscono, soprattutto nelle religioni centralizzate, dove la distinzione
tra superiore supremo e superiore provinciale e locale è della massima importanza. Diritto e dovere fondamentale di ogni s. r. è quello di adoperarsi con tutti i mezzi di autorità, prudenza e carità perché i sudditi raggiungano la santità religiosa alla quale si sono votati, e perché la religione o provincia o casa alla quale sono preposti raggiunga i fini speciali propri dell'istituto, approvati dalla S. Sede. La potestà, anche se dominativa, per la quale is. r. comandano è senza dubbio di natura pubblica, sia perché governano organismi di natura universale, per molti aspetti simili alle diocesi, sia perché tale potestà trae origine dalla stessa fonte pubblica suprema di ogni autorità, cioè il Romano Pontefice, che dà la giuridicità alle religioni. Nelle religioni esenti è anche un potere di giurisdizione che conferisce ai superiori maggiori delle stesse il grado di prelati e di Ordinari a norma del diritto canonico (cann. 110, 198, 501 § 1); ai superiori supremi compete, quale diritto proprio generale, quello di comandare su tutte le province, regioni, case della religione e su tutti e singoli i membri della religione stessa (can. 502). Il s. r. supremo diventa pure, dal momento della sua elezione, esclusivo rappresentante della religione come tale, con potere di obbligare, agire e rispondere sia in diritto canonico che civile. Tra i principali diritti e doveri vanno ricordati : quello di ammissione e regolamentazione delle professioni (can. 572); delle destinazioni dei membri ai diversi offici, della convocazione dei Capitoli generali, della visita canonica (v.), delle dispense temporanee dall'osservanza delle costituzioni meramente disciplinari, della redazione delle relazioni quinquennali e annuali (can. 510), della cura per la formazione dei novizi, ecc. Nelle religioni divise in province sono di competenza dei superiori provinciali quegli atti per i quali il diritto canonico parli di superiori maggiori, ed espressamente di superiori supremi, tranne che le costituzioni singole specifichino diversamente. La potestà dei superiori locali nelle religioni centralizzate è subordinata alle costituzioni di ogni istituto, con esclusione, in generale, di autorità nelle questioni più importanti sia di governo sia amministrativo. I superiori di monasteri o case sui iuris invece sono veri Ordinari e ad essi compete quindi tutta l'autorità che il CIC attribuisce agli Ordinari (can. 198 § 1).

Bibl.: A. Larraona, in Comm. pro relig., 2 (1923), p. 132; 4 (1924), p. 39; T. Schaefer, De religionis, Roma 1947, p. 265; autori vari, Direct. des supérieurs, Parigi 1948, passim; F. S. Ronsin, Super. sec. il Cuore di Dio, Roma 1931, passim.

Giulio Mandelli
SUPERREALISMO : v. orestano, francesco.
SUPERSTIZIONE. - Dal lat. superstitio (cf. il gr. $\varepsilon_{\text {kst }}$ (aric) "star fuori o al di sopra" designa nell'etnologia religiosa lo stato di isolamento dal mondo circostante, in grazia di una emozione o stimolo speciale; presso i Romani ha il significato di eccesso, esagerazione, osservanza superflua (cf. Lucrezio, V, 56-59; Isidoro, Etym., VIII, 3; Nonio Marcello, De comp. doctrina, V, 36; da escludere l'etimologia popolare di Cicerone, De nat. deorum, II, 28).

Il termine superstitio, nella Volgata traduce due differenti espressioni greche; negli Atti (17, 22; 25, 19) risponde alla voce $\delta \varepsilon \iota \sigma \iota \delta \alpha \iota \mu o v i \alpha$, che vuol dire credenza religiosa verso divinità malamente conosciute; nella letteraai Colosseo ( 2,23 ), traduce l'espressione $\varepsilon \theta \varepsilon \lambda \circ \theta \rho \rho \varepsilon \alpha i \alpha$, che designa pratiche speciali più che un puro sentimento religioso. Questi due termini scritturali continuano ad avere significati diversi presso i Padri greci (cf. Clemente d'Alessandria, Protrept.: PG 8, 224; Strom., L VII, 1 e 4: PG 9, 408, 428; Origene, Contra Cels., 1, II, 2: PG 11, 800; Eusebio, Hist. recl., VI, 12; Basilio, Const. monost., 25 : PG 31, 1412; Epifanio, Adv. haer.: PG 41, 172, 1040; Teodoreto, Epist., 161: PG 83, 1460). Per i Padri latini la s. è una contraffazione della vera religione, una religione simulata, che è quella dei culti pagani (cf. Lattanzio, Div. instit., IV, 28 : PL 536; in particolare s. Agostino, Enarrat. in Ps. XCV, n. 5: PL 38, 377-78; De Civ. Dei, IV, 30: PL 41,

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(do H. Bipoult, Le precis de Quichard frégus de Troyes [1868-13], Parigi 1888, Ire pp. 18-23)
Superstitizione - Lettera autografa di Giovanni di Calais, principale teste d'accusa al processo per stregoneria e beneficio intentato contro il vescovo di Troyes Guicardo, indirizzata al Re di Francia, poco prima di morire, in cui ritratta le sue accuse (17 apr. 1304) - Parigi, Archives Nat., I, 438, n. I.

136-38). Il medioevo si limita a coordinare, sotto l'aspetto teologico, tutte le nozioni precedenti, che, cioè, la s. è un vizio, una deformazione eccessiva, capricciosa, vana e pagana della virtù della religione (Sum. Theol.. $2^{2}-4^{20}$, q. 92, a. 1). Della s., infine, il Suárez (De relig., t. III, I, II, cap. 1; ed. Vives, t. X, III, Parigi 1861, p. 469 agg.), fornisce una minuta e sottile analisi psicologica.

Sotto il nome di s., che gli scolastici chiamano cultus vitiosus veri vel falsi numinis, va compreso il culto al vero Dio, ma in maniera errata (culto indebito), e il culto prestato ad una creatura (culto di un Dio falso; v. idolatria).

Nel culto falso del vero Dio - vero nelle sue aspirazioni e falso nelle sue applicazioni - si distinguono due elementi: la stima, che si ha della persona che si vuole onorare, e il segno, usato per prestarvi il culto. Non manca un elemento di verità e di bontà: la stima del vero Dio. L'errore sta nella parte materiale del culto, nell'utilizzare, cioè, procedimenti o mezzi punto idonei ad onorare Dio (Sum. Theol., $2^{2-4^{20}}$, q. 93, a. 1). Perciò la s. si basa o sul significato falso di un segno o sulla falsa intenzione di chi compie l'atto di religione, p. es.: onorare Dio con le cerimonie del Vecchio Testamento, ecc.

Anche il culto superfluo del vero Dio è retto nel suo orientamento, ma eccessivo, superfluo e inutile, nella parte oggettiva. Superfluo qui non significa un eccesso quantitativo, perché nulla può essere eccessivo nel culto divino, in quanto tutto ciò che l'uomo fa o possa fare è sempre al di sotto di quello che a Dio si deve. La generosità interiore dev'essere somma, e l'unico limite è dato dalle forze umane. L'eccesso o il superfluo consiste nelle circostanze delle pratiche del culto, che, al pari di ogni virtù morale, devono avere il giusto mezzo. E quindi superfluo ciò che non risponde ai fini del culto, invertendo l'ordine dei fattori, quia in exterioribus solum consistens, ad interiorem Dei cultum non pertinet, ovvero non seguendo le prescrizioni o le consuetudini riconosciute dalla Chiesa (ibid., q. 93, a. 2; q. 81, a. 5 ad 3; q. 92, a. 1). Così, p. es., aggiungere, contro le rubriche, alle funzioni sacre particolari cerimonie, preghiere, ecc.

Il culto falso del vero Dio, il cui disordine è grave ex genere suo (cf. s. Agostino, Contra mendacium, cap. 3), è ingiurioso a Dio, che non si può adorare con la falsità e la menzogna, ed è di danno alla religione, perché la si rende sospetta di errore. Nel culto superfluo del vero Dio, i moralisti trovano generalmente materia di peccato veniale, in quanto non vi si scorge grave irriverenza o cattiva volontà, ma piuttosto leggerezza, superficialità. Si aggiunge, però, che propter contemptum vel praeceptum si può ravvisare il peccato grave. Non bisogna, pertanto, considerare questi eccessi come cose insignificanti, col pre-
testo che non sono di ostacolo, ma di aiuto al vero culto di Dio, perché ogni disordine nelle cose religiose è importante e. Del resto, la colpevolezza di queste s. cultuali varia, a seconda dell'attaccamento che vi si ha, l'origine che vi si attribuisce, l'efficacia che vi si ascrive e la diffusione che vi si vuol dare.

Il CXC (con. 1251) riconosce agli Ordinari locali il dovere di vigilare, affinché il culto divino, in tutte le sue varie manifestazioni, si conservi puro da qualsiasi s.

Bibl.: oltre s. Tommaso (Sum. Theol., $2^{2}-2^{20}$, q. 92) e Suárez, loc. cit. sopra, e i trattati di teologia morale, cf. J.-B. Thiers, Traité des superstitions selon l'Écriture, les décrets des conciles, les sentiments des Saints Pères et des tithologies, Parigi 1670; P. Scipuetti, Superstition, in DThC. XIV, coll. 2763-2824, con abbondante bibl. Angelo Criccio

La s. nel medioevo. - Già i Padri della Chiesa, specialmente s. Agostino, avevano condannato severamente le s.; ma non erano riusciti a farle scomparire. Quando i barbari si convertirono al cristianesimo, fornirono un apporto nuovo alle credenze popolari, tanto che nel medioevo le s. presero uno slancio singolare. L'espansione della dottrina dei catari pare abbia rincarato la dose nei secc. xili e xiv. La bolla Summis desiderantes affectibus (3 dic. 1484) testifica che la stregoneria aveva preso un'estensione considerevole, la quale rese necessarie le sanzioni emanate da Innocenzo VIII (cf. Magnum Bullarium Romanum, ed. C. Cocquelines, III, parte $3^{a}$, p. 191). Delle s. che fiorirono nell'alto medioevo in Germania si trova l'enumerazione nell'Indeulus superstitionum et paganiarum (PL 89, 810-18) c in P. Lacroix, Superstitions, croyances populaires, moyen age et Renaissance (I, parte $2^{\mathrm{a}}$, Parigi 1848, cap. 24). Qui verranno indicate solo le principali.

Nel medioevo alcune persone passavano come fornite del potere di ritenere a loro servizio un demonio privato, che le aiutava efficacemente nelle loro imprese buone o cattive. In questo modo, i giuristi al soldo di Filippo il Bello, sfruttando la credulità dei loro contemporanei, accusarono falsamente Bonifacio VIII di tenerne uno al suo fianco. Si diceva anche che si facevano patti con il demonio, nei quali si specificava in maniera particolare il rinnegamento di Gesù Cristo e della Vergine e si imponeva un giuramento di fedeltà, che molto spesso poi veniva cotto da quelli che l'avevano prestato, quando avevano raggiunto il loro fine. Peggio ancora si credeva che i demoni potessero avere commercio carnale con gli uomini e procreare anche mostri. Satana contava tra i suoi più fedeli servitori gli stregoni e le streghe. Queste ultime venivano reclutate specialmente tra le vecchie, le quali, il giorno di sabato, inforcavano un manico di scopa o s'arrampicavano sul dorso di un demonio trasformato in animale e attraversavano invisibilmente il cielo fino a portarsi in un luogo di raduno sacrilego, dove si r