MACRINA, SANTA

MACRINA, santa. - Nonna di s. Basilio Magno, da non confondersi con l'omonima sorella dello stesso Santo.

N. a Neocesarea nel Ponto, fu discepola di s. Gregorio il Taumaturgo. Scoppiata la persecuzione di Dio-

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(fol. Enc. Catt.) Madara - Iscrizione repolcrale nabatea del tempo del re Areta proveniente da M. - Roma, Museo Lateranense, parete A, 2.

1783 MADABAA - MADAGASCAR

p. 245; M. Séjourné, Médébu, in Revue biblique, 1 [1892], p. 640; E. Michon, L'inscription en mosaïque de Médéba, et la mosaïque de Kabr-Hiram, in Bulletin de la Société nationale des antiquaires de France, 1896, pp. 96-98). Una terza chiesa dedicata a S. Elia fu pure trovata a poca distanza dalla precedente; era a pianta rettangolare, con tre navate e abside inscritta nell'interno del rettangolo; munita di cripta, decorata di pavimento a musica; nella parte absidata due gazzelle si appressano all'albero della vita; nel resto, tra decorazioni geometriche e animali, tre medaglioni contengono tre iscrizioni in musica. Nel pavimento della chiesa si rinvenne una grande epigrafe musiva. Dalle epigrafi si ricava che i lavori furono compiuti alla fine del sec. VI a cura del presbitero della chiesa elianea Sergio e al tempo del vescovo Sergio.

La chiesa di S. Elia fu restaurata all'inizio del sec. VII da un presbitero Leonzio, come attesta un'iscrizione (M. Séjourné, L'Elianée de M., in Revue biblique, 6 [1897], pp. 652-94; E. Kalinka, Inschriften aus Syrien, in Jahreshefte des österreich. archäologischen Instituts, 3 [1900], p. 22). Ad oriente della chiesa elianea apparve un quarto edificio a tre navate munito di atrio, abside e pastorofi. Ad occidente della elianea si rinvennero avanzati di un'abside sopraelevata ora demolita, insieme con uno dei muri laterali. A sud della Via del Foro si riconobbero i resti di un sesto edificio absidato con muri perimetrali e capitelli corinzi. A sud dell'accopoli, tra le vestigia d'una basilica si rinvenne una lastra decorata appartenente ad una recinzione.

Pure a sud dell'accopoli si è identificata una ottava basilica di m. 36 x 21 con colonne, grandi capitelli corinzi, pilastri, architavi e tracce di musica. Presso questo edificio fu trovata un'epigrafe in scrittura e lingua nata batte contenente la data del regno di Arcta, ricordato da S. Paolo (II Cor. 11, 32). L'epigrafe è oggi nel Museo Cristiano Pio Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi

MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (primo segmento).

42). G. Ircano, verso il 128, prese la città dopo un asedio di quasi 6 mesi (Fl. Giuseppe, Antig. Ind., XIII, 9, 1). Un'iscrizione sepolcrale del tempo del re Areta (7 a. C.-40 d. C.), ora al Museo Lateranense, fa conoscere un governatore nabate della città.

L'identificazione dell'antica città con la moderna, rioccupata nel 1880 dai cristiani, è sicura per il nome sempre rimasto, per la posizione che combina bene con i dati letterari e per i resti rinvenuti.

Bibl.: L. Heidet, Médéba, in DB, IV, coll. 902-907; F.-M. Abel, Géographie de la Palestine, II, Parigi 1938, pp. 381-82, 394; N. Gluek, Explorations in Easter Palestine, I, in The annual magazine of American Schools of oriental research, 14 (1933-34), p. 6; L. Harding, Recent discoveries in Transjordan, in Palest. explorer, quarterly, 80 (1948), p. 119.

ARCHEOLOGIA. - Le esplorazioni nella città di M. hanno messo in luce un gruppo di edifici cristiani.

Nella parte nord della città si trovò una prima chiesa divisa in tre navate da colonne corinzie e preceduta da un nartecce: quella che ha rivelato un musica pavimentale rappresentante una pianta della Palestina accom-pagnata da 140 leggende dichiarative in greco, secondo l'Oinomasticon di Eusebio di Cesarea; il musica è stato attribuito all'età giustinianea (M.-J. Lagrange, La mosaïque géographique de M., in Revue biblique, 6 [1897], pp. 165-84; E. Stevenson, Di un insigne pavimento in musica esprimente la geografia dei luoghi santi scoperto in una basilica cristiana di M. nella Palestina, in Nuovo Bull. di arch. crist., 3 [1897], pp. 45-102; J. Germer-Durand, La carte mosaïque de M., Parigi 1897; H. Lammens, M., la ville des mosaïques, in Etudes, 73 [1903], pp. 721-736; 74 [1898], pp. 44-61; A. Jacoby, Das geographische Mosaik von M. Die älteste Karte des heiligen Landes, Lipsia 1905). Una seconda chiesa si rinvenne lungo la via del Foro, in forma caratteristica con rotonda e abside: era dedicata dalla città di M. alla B. Vergine Immacolata per la salvezza e il premio di tutti i benefattori vivi e defunti del Santuario, come insegnano le iscrizioni in musica rinvenute (G. B. De Rossi, Conferenze di archeologia cristiana, in Bull. arch. crist., 5a serie, 3 [1892], p. 245; M. Séjourné, Médébu, in Revue biblique, 1 [1892], p. 640; E. Michon, L'inscription en mosaïque de Médéba, et la mosaïque de Kabr-Hiram, in Bulletin de la Société nationale des antiquaires de France, 1896, pp. 96-98). Una terza chiesa dedicata a S. Elia fu pure trovata a poca distanza dalla precedente; era a pianta rettangolare, con tre navate e abside inscritta nell'interno del rettangolo; munita di cripta, decorata di pavimento a musica; nella parte absidata due gazzelle si appressano all'albero della vita; nel resto, tra decorazioni geometriche e animali, tre medaglioni contengono tre iscrizioni in musica. Nel pavimento della chiesa si rinvenne una grande epigrafe musiva. Dalle epigrafi si ricava che i lavori furono compiuti alla fine del sec. VI a cura del presbitero della chiesa elianea Sergio e al tempo del vescovo Sergio.

La chiesa di S. Elia fu restaurata all'inizio del sec. VII da un presbitero Leonzio, come attesta un'iscrizione (M. Séjourné, L'Elianée de M., in Revue biblique, 6 [1897], pp. 652-94; E. Kalinka, Inschriften aus Syrien, in Jahreshefte des österreich. archäologischen Instituts, 3 [1900], p. 22). Ad oriente della chiesa elianea apparve un quarto edificio a tre navate munito di atrio, abside e pastorofi. Ad occidente della elianea si rinvennero avanzati di un'abside sopraelevata ora demolita, insieme con uno dei muri laterali. A sud della Via del Foro si riconobbero i resti di un sesto edificio absidato con muri perimetrali e capitelli corinzi. A sud dell'accopoli, tra le vestigia d'una basilica si rinvenne una lastra decorata appartenente ad una recinzione.

Pure a sud dell'accopoli si è identificata una ottava basilica di m. 36 x 21 con colonne, grandi capitelli corinzi, pilastri, architavi e tracce di musica. Presso questo edificio fu trovata un'epigrafe in scrittura e lingua nata batte contenente la data del regno di Arcta, ricordato da S. Paolo (II Cor. 11, 32). L'epigrafe è oggi nel Museo Cristiano Pio Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi

MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi

MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi

MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi

MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi

MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi

MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi

MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi

MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi

MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi

MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi

MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi

MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il

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Madagascar is the fourth largest island in the world, separated from the mainland by the Mozambique Channel (400 km wide). It consists of a high (800–2,000 m) central plateau of ancient land, surmounted by volcanic peaks (Ankaratra: 2,607 m). While it drops steeply to the eastern coast, it descends in terraces on the opposite side, where it is bordered by extensive alluvial plains. The climate is hot, very humid on the Indian Ocean side, which is exposed to the SE trade winds, and arid on the African side; the extremes are moderated by altitude in the interior regions. The lush tropical forests that cover the first give way, on the second, to steppes and savannas. The areas most suitable for Europeans correspond to the highlands, which in fact occupy three-quarters of the island.

The population (4.3 million), mostly of Malay origin (25,000 French, 15,000 foreigners), is engaged in agriculture and livestock raising. Rice and cassava are the main crops; vanilla, coffee, cocoa, tobacco, bananas, and cotton are also produced. With 6 million head of cattle, the preserved-meat industry is well developed. The timber resources are considerable, and there are undoubtedly not inconsiderable mineral resources (besides coal, iron, copper, lead, nickel, asbestos, phosphates; also mica and gold, which are worked); yet only graphite has given rise to significant mining activity. The island could produce far more if better managed (it has only 885 km of railways and, in essence, a single port, Tamatave). The capital, Tananarive (163,000 inhabitants, of whom 20,000 are Europeans), stands on the highlands at 1,300 m. Since 1946 Madagascar has been an overseas territory of the French Republic, with an elective assembly.

BIBL.: A. & G. Grandidier, *Histoire naturelle, physique et politique de Madagascar*, Paris 1875 ff. (in progress); A. Yon, *Histoire, organisation, colonisation*, ibid. 1931; P. Launois, *Madagascar hier et aujourd’hui*, ibid. 1947. Giuseppe Caraci

EVANGELIZATION. — In the 16th century, specifically in 1540 and 1585, the Dominicans attempted a mission in Madagascar, which soon ended with the killing of the missionaries. The efforts made by the Jesuits from 1613 to 1630 were likewise unsuccessful, although Andrea Ramaka, son of a native chief, had been baptized in Goa. Only with the founding of the French colony and fortress of Fort-Dauphin in the south of the island in 1642 could regular missionary activity begin. After the arrival of a secular priest in 1643, the Vincentians arrived in 1648. Despite great sacrifices (20 priests and 10 brothers died from the deadly climate and savage natives), the results were very meager. In 1674, with the end of the French colony, the mission came to an end. The other two attempts by the Vincentians in the 18th century, namely in 1724 and 1784, also failed.

From 1820, Protestants worked fruitfully in Madagascar, while the island remained closed to Catholics. In 1829 the secular priest Enrico Solages was appointed Apostolic Prefect of the Islands of the South Seas, or Great Ocean, including the islands of Réunion and Madagascar; he died in 1832 while traveling toward Tananarive. His successor, Delmond of the Congregation of the Holy Spirit, succeeded in establishing the mission in the islands of St. Mary to the east of Madagascar and in the islands of Nossi-Bé and Mayotte to the west, which were erected into an Apostolic Prefecture in 1848. In that same year, Madagascar was erected into an Apostolic Vicariate and in 1850 assigned to the Jesuits, who, after a brief attempt in 1856, finally succeeded in 1861 in founding a stable mission in Tananarive among the Hovas. The mission soon made great progress, despite the positions already gained by the Protestants, to whom even Queen Ranavalona II had adhered. In 1871 the Jesuits succeeded in extending their missionary work among the Betsileos at Fianarantsoa. During the wars between the Hovas and the French in 1883 and 1895, the missionaries had to leave the island for a short time. The French occupation (a protectorate in 1885, a colony in 1896) initially had favorable results for the missions. In 1896 and 1898 Madagascar was divided into three Apostolic Vicariates: Central Madagascar, with the principal missions in the Imerina and Betsileo provinces, which remained with the Jesuits; Northern Madagascar, with the Comoro Islands, which was assigned to the Holy Spirit Missionaries; Southern Madagascar, which was entrusted to the Vincentians. In their vicariate, the Jesuits especially organized schools and broad-based education, but the anticlericalism of the colonial government, with its legislation of 1905, largely destroyed their work. Nevertheless, the mission, especially in the central provinces, achieved great progress among the Hovas and Betsileos; the other tribes, however, offered greater resistance to evangelization. Later, new missionary institutes arrived: in 1899 the Missionaries of La Salette, in 1920 the Premonstratensians, in 1926 the Trinitarians, in 1932 the Capuchins, in 1933 the Montfort Missionaries. In 1939 Madagascar had its first indigenous bishop in H.E. Msgr. Ignazio Ramarosandratana, Vicar Apostolic of Miarinarivo.

At present the island is divided into nine Apostolic Vicariates and three Apostolic Prefectures: Tananarive (1643 Apostolic Prefecture of Madagascar, 1848 Apostolic Vicariate of Madagascar, 1896 Apostolic Vicariate of Northern Madagascar, 1898 Apostolic Vicariate of Central Madagascar, 1913 Apostolic Vicariate of Tananarive), entrusted to the Jesuits; Fianarantsoa (1913 Apostolic Vicariate), entrusted to the Jesuits; Diego Suárez (1898 Apostolic Vicariate of Northern Madagascar, 1913 with the name Diego Suárez) and Majunga (erected in 1923), entrusted to the Holy Spirit Missionaries; Fort-Dauphin (1866 Apostolic Vicariate of Southern Madagascar, 1913 under the name of Fort-Dauphin), entrusted to the Vincentians; Antsirabé (erected in 1913 as Apostolic Prefecture of Betafo, 1918 Apostolic Vicariate, 1923 under the name of Antsirabé) and Morondava (1938 Apostolic Prefecture), entrusted to the Missionaries of La Salette; Ambanja (1848 Apostolic Prefecture of the Islands of St. Mary, Nossi-Bé, and Mayotte; in 1858 the Comoro Islands were annexed, St. Mary Island passed to the Apostolic Vicariate of Diego Suárez; in 1932 a territory on the island of Madagascar was annexed; in 1938 under the name of Ambanja, in 1951 Apostolic Vicariate), entrusted since 1932 to the Capuchins; Tamatave (1935 Apostolic Prefecture of Vatomandri, 1939 Apostolic Vicariate of Tamatave), entrusted to the Montfort Missionaries; Miarinarivo (erected in 1933 as *missio sui iuris* and entrusted to the Trinitarians, in 1939 Apostolic Vicariate entrusted to indigenous bishop and clergy); Tsiroanomandidy (1949 Apostolic Prefecture), entrusted to the Trinitarians.

MADAGASCAR

1) Colonial boundaries; 2) ecclesiastical circumscription boundaries; 3) railways.
BIBL.: P. Lhande, Notre épopée missionnaire M. 1832-1931, Parigi 1932; Chronique des missions confiées à la Congrégation du St-Esprit, Aperçu historique, ivi 1932; V. OSSIACH, Une belle mission à M. Lione-Parigi 1935; J. E. Canitrot, Au sud de l'Ile Rouge 7-7. Crouzet 18 sett. 1932, Bellevue 1937; Giuseppe della Vergine, I Trinitari nella missione di Miarinarivo, in La Madre del ivan e l'inizio del v sec. (loc. cit., n. 2764). Caratteristiche di Diego Suárez) e Majunga (eretto nel 1923), affidati ai missionari dello Spirito Santo; Fort Dauphin (1866 vicariato apostolico di M. meridionale, 1913 con il nome di Fort Dauphin), affidato ai Lazzaristi; Antsirabé (eretta nel 1913 prefettura apostolica di Betafo, 1918 vicariato apostolico, 1923 con il nome di Antsirabé) e Morondova (1938 prefettura apostolica), affidati ai Missionari della Salette; Ambanja (1848 prefettura apostolica delle Isole S. Maria, Nossi-Bé e Mayotta; nel 1858 furono annesse le Isole Comore, l'Isola S. Maria passò al vicariato apostolico di Diego Suárez; nel 1932 fu annesso un territorio nell'Isola M.; nel 1938 con il nome di Ambanja, nel 1951 vicariato apostolico), dal 1932 affidato ai Cappuccini; Tamaatve (1935 prefettura apostolica di Vatomandri, 1939 vicariato apostolico di Tamaatve), affidato ai Monfortani; Miarinarivo (eretta nel 1933 missio sui iuris e affidata ai Trinitari, nel 1939 vicariato apostolico affidato a vescovo e clero indigeno); Tsiroanomandity (1949 prefettura apostolica), affidata ai Trinitari.
BIBL.: P. Lhande, Notre épopée missionnaire M. 1832-1931, Parigi 1932; Chronique des missions confiées à la Congrégation du St-Esprit, Aperçu historique, ivi 1932; V. OSSIACH, Une belle mission à M. Lione-Parigi