MACRINA, santa. - Nonna di s. Basilio Magno, da non confondersi con l'omonima sorella dello stesso Santo.
N. a Neocesarea nel Ponto, fu discepola di s. Gregorio il Taumaturgo. Scoppiata la persecuzione di Dio-

1783 MADABAA - MADAGASCAR
p. 245; M. Séjourné, Médébu, in Revue biblique, 1 [1892], p. 640; E. Michon, L'inscription en mosaïque de Médéba, et la mosaïque de Kabr-Hiram, in Bulletin de la Société nationale des antiquaires de France, 1896, pp. 96-98). Una terza chiesa dedicata a S. Elia fu pure trovata a poca distanza dalla precedente; era a pianta rettangolare, con tre navate e abside inscritta nell'interno del rettangolo; munita di cripta, decorata di pavimento a musica; nella parte absidata due gazzelle si appressano all'albero della vita; nel resto, tra decorazioni geometriche e animali, tre medaglioni contengono tre iscrizioni in musica. Nel pavimento della chiesa si rinvenne una grande epigrafe musiva. Dalle epigrafi si ricava che i lavori furono compiuti alla fine del sec. VI a cura del presbitero della chiesa elianea Sergio e al tempo del vescovo Sergio.
La chiesa di S. Elia fu restaurata all'inizio del sec. VII da un presbitero Leonzio, come attesta un'iscrizione (M. Séjourné, L'Elianée de M., in Revue biblique, 6 [1897], pp. 652-94; E. Kalinka, Inschriften aus Syrien, in Jahreshefte des österreich. archäologischen Instituts, 3 [1900], p. 22). Ad oriente della chiesa elianea apparve un quarto edificio a tre navate munito di atrio, abside e pastorofi. Ad occidente della elianea si rinvennero avanzati di un'abside sopraelevata ora demolita, insieme con uno dei muri laterali. A sud della Via del Foro si riconobbero i resti di un sesto edificio absidato con muri perimetrali e capitelli corinzi. A sud dell'accopoli, tra le vestigia d'una basilica si rinvenne una lastra decorata appartenente ad una recinzione.
Pure a sud dell'accopoli si è identificata una ottava basilica di m. 36 x 21 con colonne, grandi capitelli corinzi, pilastri, architavi e tracce di musica. Presso questo edificio fu trovata un'epigrafe in scrittura e lingua nata batte contenente la data del regno di Arcta, ricordato da S. Paolo (II Cor. 11, 32). L'epigrafe è oggi nel Museo Cristiano Pio Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).
Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi
MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (primo segmento).
42). G. Ircano, verso il 128, prese la città dopo un asedio di quasi 6 mesi (Fl. Giuseppe, Antig. Ind., XIII, 9, 1). Un'iscrizione sepolcrale del tempo del re Areta (7 a. C.-40 d. C.), ora al Museo Lateranense, fa conoscere un governatore nabate della città.
L'identificazione dell'antica città con la moderna, rioccupata nel 1880 dai cristiani, è sicura per il nome sempre rimasto, per la posizione che combina bene con i dati letterari e per i resti rinvenuti.
ARCHEOLOGIA. - Le esplorazioni nella città di M. hanno messo in luce un gruppo di edifici cristiani.
Nella parte nord della città si trovò una prima chiesa divisa in tre navate da colonne corinzie e preceduta da un nartecce: quella che ha rivelato un musica pavimentale rappresentante una pianta della Palestina accom-pagnata da 140 leggende dichiarative in greco, secondo l'Oinomasticon di Eusebio di Cesarea; il musica è stato attribuito all'età giustinianea (M.-J. Lagrange, La mosaïque géographique de M., in Revue biblique, 6 [1897], pp. 165-84; E. Stevenson, Di un insigne pavimento in musica esprimente la geografia dei luoghi santi scoperto in una basilica cristiana di M. nella Palestina, in Nuovo Bull. di arch. crist., 3 [1897], pp. 45-102; J. Germer-Durand, La carte mosaïque de M., Parigi 1897; H. Lammens, M., la ville des mosaïques, in Etudes, 73 [1903], pp. 721-736; 74 [1898], pp. 44-61; A. Jacoby, Das geographische Mosaik von M. Die älteste Karte des heiligen Landes, Lipsia 1905). Una seconda chiesa si rinvenne lungo la via del Foro, in forma caratteristica con rotonda e abside: era dedicata dalla città di M. alla B. Vergine Immacolata per la salvezza e il premio di tutti i benefattori vivi e defunti del Santuario, come insegnano le iscrizioni in musica rinvenute (G. B. De Rossi, Conferenze di archeologia cristiana, in Bull. arch. crist., 5a serie, 3 [1892], p. 245; M. Séjourné, Médébu, in Revue biblique, 1 [1892], p. 640; E. Michon, L'inscription en mosaïque de Médéba, et la mosaïque de Kabr-Hiram, in Bulletin de la Société nationale des antiquaires de France, 1896, pp. 96-98). Una terza chiesa dedicata a S. Elia fu pure trovata a poca distanza dalla precedente; era a pianta rettangolare, con tre navate e abside inscritta nell'interno del rettangolo; munita di cripta, decorata di pavimento a musica; nella parte absidata due gazzelle si appressano all'albero della vita; nel resto, tra decorazioni geometriche e animali, tre medaglioni contengono tre iscrizioni in musica. Nel pavimento della chiesa si rinvenne una grande epigrafe musiva. Dalle epigrafi si ricava che i lavori furono compiuti alla fine del sec. VI a cura del presbitero della chiesa elianea Sergio e al tempo del vescovo Sergio.
La chiesa di S. Elia fu restaurata all'inizio del sec. VII da un presbitero Leonzio, come attesta un'iscrizione (M. Séjourné, L'Elianée de M., in Revue biblique, 6 [1897], pp. 652-94; E. Kalinka, Inschriften aus Syrien, in Jahreshefte des österreich. archäologischen Instituts, 3 [1900], p. 22). Ad oriente della chiesa elianea apparve un quarto edificio a tre navate munito di atrio, abside e pastorofi. Ad occidente della elianea si rinvennero avanzati di un'abside sopraelevata ora demolita, insieme con uno dei muri laterali. A sud della Via del Foro si riconobbero i resti di un sesto edificio absidato con muri perimetrali e capitelli corinzi. A sud dell'accopoli, tra le vestigia d'una basilica si rinvenne una lastra decorata appartenente ad una recinzione.
Pure a sud dell'accopoli si è identificata una ottava basilica di m. 36 x 21 con colonne, grandi capitelli corinzi, pilastri, architavi e tracce di musica. Presso questo edificio fu trovata un'epigrafe in scrittura e lingua nata batte contenente la data del regno di Arcta, ricordato da S. Paolo (II Cor. 11, 32). L'epigrafe è oggi nel Museo Cristiano Pio Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).
Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi
MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).
Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi
MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).
Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi
MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).
Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi
MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).
Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi
MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).
Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi
MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).
Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi
MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).
Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi
MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).
Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi
MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9a serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 (1899), pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musica (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).
Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi
MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).
Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi
MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).
Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il 451; Giano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Josi
MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. VI). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nata batte trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2a serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musica rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).
Tra i vescovi di M. si conoscono Giano I, ca. il
perficie è la quarta della Terra), dal quale è separata per mezzo del Canale di Mozambique (400 km.). Consta di una elevata (da 800 a 2000 m.) platea centrale di vecchie terre, sormontata da cime vulcaniche (Ankaratra: 2607 m.), la quale, mentre scende ripida sulla costa orientale, digrada a terrazze sul lato opposto, dove la orlano ampie pianure alluvionali. Il clima è caldo, assai umido sul versante indiano battuto dagli alisi di SE., arido su quello africano; gli eccessi sono temperati invece con l'altezza nelle regioni interne. Alle rigogliose foreste tropicali che ammantano il primo si sostituiscono, nel secondo, steppe e savane. I territori meglio adatti ai bianchi corrispondono all'altopiano, che del resto occupa i 3/4 dell'isola.
Gli ab. (4,3 milioni), in grande maggioranza di origine malese (25 mila i Francesi, 15 mila gli stranieri) sono dediti all'agricoltura ed all'allevamento. Riso e manioca sono le colture prevalenti; si produce anche vaniglia, caffè, cacao, tabacco, banane, cotone, ecc. I bovini (6 milioni di capi) alimentano l'industria delle carni conservate. Cospicuo il patrimonio boschivo; e presenti, senza dubbio, tutt'altro che trascurabili risorse minerarie (oltre il carbon fossile, ferro, rame, piombo, nichel, amianto, fosfati; anche mica e oro, che sono coltivati); ma solo la grafite dà vita ad una apprezzabile attività estrattiva. L'Isola potrebbe produrre assai di più, se più curata (ap

pensa 885 km. di ferrovie e, in sostanza, un unico porto, Tamatave). La capitale Tannarive (163 mila ab., di cui 20 mila europei) sorge sull'altopiano a 1300 m. M. è dal 1946 Territorio d'oltremare della Repubblica Francese, con un'assemblea elettiva.
EVANGELIZZAZIONE. - Nel sec. XVI e precisamente nel 1540 e nel 1585 i Domenicani tentarono una missione nel M., che finì ben presto con l'uccisione dei missionari. Anche i tentativi fatti dai Gesuiti dal 1613 al 1630 non ebbero successo, benché Andrea Ramaka, figlio di un capo indigeno, fosse stato battezzato in Goa. Soltanto con la fondazione della colonia e fortezza francese di Fort-Dauphin al sud dell'Isola, nel 1642, poté essere iniziata un'attività missionaria regolare. Dopo l'arrivo di un sacerdote secolare nel 1643, i Lazzaristi vi giunsero nel 1648. Nonostante i grandi sacrifici (20 sacerdoti e 10 fratelli cadavero vittime del clima micidiale e dei selvaggi indigeni) i frutti furono assai scarsi. Nel 1674, con la fine della colonia francese, la missione ebbe termine. Anche gli altri due tentativi dei Lazzaristi nel sec. XVIII, e cioè nel 1724 e nel 1784, andarono a vuoto.
Dal 1820 i protestanti lavorarono con frutto nel M., mentre ai cattolici l'Isola rimase chiusa. Nel 1829 il sacerdote secolare Enrico Solages fu nominato prefetto apostoico delle Isole del Mare del Sud, o Grande Oceano, includendo le Isole delle Réunion e del M.; morì nel 1832 viaggiando verso Tannarive. Il successore Delmond, della Congregazione dello Spirito Santo, riuscì ad erigere la missione nelle Isole di S. Maria all'est di M. e nelle Isole di Nossibé e Mayotta all'ovest, le quali furono erette in prefettura apostolica nel 1848. In questo stesso anno il M. fu eretto in vicariato apostolico e nel 1850 assegnato ai Gesuiti, i quali, dopo un breve tentativo del 1856, riuscirono finalmente nel 1861 a fondare una missione stabile a Tannarive tra gli Hovas. La missione ben presto fece grandi progressi, malgrado le posizioni già conquistate dai protestanti, ai quali aveva aderito la stessa regina Ranalvana II. Nel 1871 i Gesuiti riuscirono ad estendere l'opera missionaria tra i Betsileos a Fianarantsoa. Durante le guerre tra gli Hovas e i Francesi nel 1883 e nel 1895 i missionari per breve tempo dovettero lasciare l'Isola. L'occupazione da parte dei Francesi (nel 1885 protettorato, nel 1896 colonia formata) ebbe al principio risultati favorevoli per le missioni. Nel 1896 e 1898 il M. fu diviso in 3 vicariati apostolici: M. centrale, con le missioni principali delle province Imerina e Betsileo, che rimase ai Gesuiti; M. settentrionale, con le Isole Comore, che fu assegnato ai Missionari dello Spirito Santo; M. meridionale, che fu affidato ai Lazzaristi. I Gesuiti organizzarono nel loro vicariato specialmente le scuole e l'istruzione su larga base, ma il settantismo del governo coloniale con la legislazione del 1905 distrusse in gran parte il loro lavoro. Ciononostante la missione, principalmente nelle provincie centrali, realizzò grandi progressi tra gli Hovas e i Betsileos; le altre tribù, invece, opposero una più grande resistenza all'evangelizzazione. Più tardi sopraggiunsero nuovi istituti missionari: nel 1899 i Padri della Salette, nel 1920 i Premostratensi, nel 1926 i Trinitari, nel 1932 i Cappuccini, nel 1933 i Montfortiani. Nel 1939 M. ebbe il primo vescovo indigeno nella persona di S. E. Mons. Ignazio Ramarosandratana, vicario apostolico di Miarinarivo.
Attualmente l'Isola è divisa in 9 vicariati apostolici e 3 prefetture apostoliche: Tannarive (1643 prefettura apostolica di M., 1848 vicariato apostolico di M., 1896 vicariato apostolico di M. settentrionale, 1898 vicariato apostolico di M. centrale, 1913 vicariato apostolico di Tannarive) affidato ai Gesuiti; Fianarantsoa (1913 vicariato apostolico), affidato ai Gesuiti; Diego Suárez (1898
MADAGASCAR - 1) Confini di colonia; 2) confini di circoscrizione ecclesiastica; 3) ferrovie.
vicariato apostolico di M. settentrionale, 1913 con il nome del ivan e l'inizio del v sec. (loc. cit., n. 2764). Caratteristiche di Diego Suárez) e Majunga (eretto nel 1923), affidati ai missionari dello Spirito Santo; Fort Dauphin (1866 vicariato apostolico di M. meridionale, 1913 con il nome di Fort Dauphin), affidato ai Lazzaristi; Antsirabé (eretta nel 1913 prefettura apostolica di Betafo, 1918 vicariato apostolico, 1923 con il nome di Antsirabé) e Morondova (1938 prefettura apostolica), affidati ai Missionari della Salette; Ambanja (1848 prefettura apostolica delle Isole S. Maria, Nossi-Bé e Mayotta; nel 1858 furono annesse le Isole Comore, l'Isola S. Maria passò al vicariato apostolico di Diego Suárez; nel 1932 fu annesso un territorio nell'Isola M.; nel 1938 con il nome di Ambanja, nel 1951 vicariato apostolico), dal 1932 affidato ai Cappuccini; Tamaatve (1935 prefettura apostolica di Vatomandri, 1939 vicariato apostolico di Tamaatve), affidato ai Monfortani; Miarinarivo (eretta nel 1933 missio sui iuris e affidata ai Trinitari, nel 1939 vicariato apostolico affidato a vescovo e clero indigeno); Tsiroanomandity (1949 prefettura apostolica), affidata ai Trinitari.
