MACONI, STEFANO. - Certosino, n. a Siena nel 1350 ca., m. nel convento di S. Maria delle Grazie a Pavia il 7 sett. (o ag.) 1424. Nel 1376 entrò a far parte della «comitiva» di s. Caterina da Siena di cui divenne uno dei segretari abituali: l'accompagnò nei suoi viaggi e ne fu ambasciatore a Firenze (1377). Per obbedire alla volontà della Santa si rinchiuse nella certosa di Pontigniano (1381), di cui fu priore (1382-89). Da allora si dette ad attuare la riforma dell'Ordine, secondo il desiderio di s. Caterina. Per espressa richiesta di Gian Galeazzo Visconti fu proiure generale (1389-1410), per cui dovette trasferirsi a Seitz (Austria). Fu di nuovo priore a Pontigniano (1410), e poi a S. Maria delle Grazie a Pavia. È beato per il suo Ordine.
Nel 1411 Caffarini (v.) la sua deposizione per la canonizzazione di s. Caterina (ed. Brescia 1496; *Acta SS. Aprilis*, III, Anversa 1675, pp. 968-973, e varie altre tra cui la più recente in *Il processo Castel-lano*, a cura di M.-H. Laurent [*Fontes vitae s. Catharinae Semenisi*, 9], Milano 1942, pp. 257-74). Nell'apr. 1419 tradusse in latino il *Dialogo della Divina Provvidenza* che la Santa gli aveva dettato in volgare poco prima di morire, traduzione che per molto tempo fu attribuita a Raimondo da Capua (ed. Brescia 1496; Colonia 1553, 1596, 1601; Ingolstadt 1583; cf. I. Taurisano, *Dialogo della Divina Provvidenza*, Roma 1947, pp. xxiv-xxix). La critica moderna ha inoltre definitivamente attribuito al M. il volgarizzamento della *Leggenda minore di s. Caterina* da Siena scritta da Tommaso Caffarini, e da lui fatto tra il 1417-21 (ed. F. Grottanelli, *Leggenda minore di s. Caterina e lettere dei suoi discepoli* [*Collezione di opere inedite o rare*, 26], Bologna 1686). Di M. sono pubblicate anche varie lettere (cf. F. Grottanelli, *op. cit.*, V. indice.)