CAFFARINI, TOMMASO

CAFFARINI, Tommaso. - Domenicano, propriamente Tommaso di Antonio (Thomas Antonii) da Siena. Il Laurent, che gli restituì il cognome, lo chiama comunemente "C.".
CAFFARINI, Tommaso. - Domenicano, propriamente Tommaso di Antonio (Thomas Antonii) da Siena. Il Laurent, che gli restituì il cognome, lo chiama comunemente "C.".

N. a Siena verso il 1350, m. a Venezia nel 1434. Entrò giovane nell'Ordine de' Predicatori a S. Domenico in Camporegio. Sin dal 1364 fu in relazione personale ed epistolare con s. Caterina. Lettore di teologia a Genova nel 1391, dopo un viaggio in Terra Santa si fissò a Venezia (nov. 1394) fu provinciale della provincia di Grecia (1397), priore dei SS. Giovanni e Paolo a Venezia (1409-11) e di S. Domenico di Castello (1414-22).

Nella storia del Terz'ordine secolare di s. Domenico e del culto cateriniano ebbe meriti del tutto speciali. Il b. Raimondo da Capua gli affidò nel 1396 la direzione

delle Mantellate a Venezia. Nel 1401 il p. Tommaso da Fermo lo fece vicario generale per tutte le Mantellate d'Italia e lo incaricò delle trattative per la canonizzazione della Senese e per l'approvazione della Regola di Muñoz da Zamora. Compose un Trattato sul Terzo ordine domenicano di cui la parte 1a fu terminata nel 1402, la 2a nel 1407, la 3a, che è una raccolta di lettere d'indulgenza, sembra sia rimasta incompleta dopo il 12 ag. 1407.
A imitazione dei loro confratelli d'altre città, i Figli e le Figlie di S. Domenico a Venezia presero l'uso di commemorare con una certa solennità l'anniversario della morte di Caterina da Siena. Nel 1411 in seguito ad una discussione su questa usanza sorta fra devoti e avversari della Senese, una deputazione di Domenicani chiese al vescovo di Castello di aprire un'inchiesta la quale avrebbe avuto per scopo di mostrare le virtù attribuite a Caterina da Siena. C. da principio ebbe in mano le fila della faccenda sulle virtù cateniane noto come Processo Castellano. Esso fu presentato alla Curia vescovile di Castello e contiene 23 deposizioni (Domenicani, altri religiosi, laici), con 2 supplementi ed 1 lettera del cardinale Giovanni Dominici, raccolte tra il 1411 e il 1416. L'importanza dell'inchiesta e delle notizie è grande. Il Laurent ha messo in evidenza la storia e il valore storico e giuridico di queste deposizioni castellane.
Lavorò molto a due altri manoscritti su Caterina, cioè poco prima e sino al 1411 al Supplementum alle leggende cateniane del Capuano (Proc. Cast., LXI-LXVII) terminandola nel 1416-18 nella forma in cui ci è pervenuto (ibid., LXI), mentre nel 1412-13 consegnò per scritto la prima relazione della Legenda minor che ebbe nel 1413-1414 una seconda redazione (ibid., XIX-LXI). C. raccolse anche lettere cateniane.

Bibl.: Monumenta Ord. Praedicatorum Historica, XIX, Roma 1937, pp. 67, 81, 90, 212; Epistolario di S. Caterina da Siena (ed. E. Dupre Thescier), I, Roma 1940, pp. 11-18 e passim; M.-H. Laurent diede una edizione perfetta del Tractatus de Ordine FF. de Paenitentia S. Dominici di F. Tommaso da Siena (Fontes vitae s. Cath. Sen., 21), Firenze 1938, mentre l'edizione di F. Corner in Ecclesiae Venetae etc., VII, Venezia 1749, pp. 1-166 è incompleta; E. Francuschini, La vita e i lavori e i minori di S. Caterina da Siena, Milano 1939. - M.-H. Laurent curò una bella edizione del Processo Castellano nelle Fontes vitae s. Cath. Sen., IX, Milano 1942. Angelo Walz