CADORNA, RAFFAELE. - Generale italiano, n. a Milano il 9 febbr. 1815, m. a Torino il 6 febbr. 1897.
Di famiglia profondamente cattolica, di temperamento difficile, di mentalità autoritaria e soldatesca, alieno da ogni accomodante comprensione negli affari civili, non fu sempre felice nel condurre a termine alcuni incarichi, nei quali alle funzioni proprie del suo grado s'affiancavano compiti più largamente amministrativi, sociali, politici ed anche diplomatici, in momenti particolarmente complessi e delicati. In particolare ciò si vide nella dura repressione dei lagrimevoli ed inconsulti moti palermitani dell'autunno 1866, che lo mise, per basse manovre anticlericali, in gravi difficoltà col clero, a torto indiscriminatamente accusato di sostenere i rivoltosi, ed aspramente colpito nei più specchiati ed egregi suoi uomini.
Né a minori e meno giustificate critiche d'ogni parte offriva il fianco l'operato del C. nel corso della breve campagna e del breve suo governo di Roma nel 1870. Impari a superare le molteplici e gravi difficoltà d'ordine non solo militare, ma soprattutto religiose, politiche e diplomatiche legate a quegli eventi, fu egli allora e poi oggetto d'aspre polemiche, culminate ancora un ventennio dopo con la pubblicazione, studiatamente ritardata, del suo volume su La liberazione di Roma (Torino 1889), libro non felice, sia per le inesattezze di dati di fatto che contiene, sia per la scarsa comprensione di quegli avvenimenti, sia per l'acre spirito trasfusovi, sia per il poco senso cavalleresco nei riguardi dell'esercito avversario, mentre questo, come il C. medesimo aveva dovuto a suo tempo riconoscere e come studi critici dimostrano, s'era con pari idealità e valore strenuamente battuto nel Lazio e lungo le mura Aureliane.