Umile bovaro del monastero di Streaneshalch (Whitby), come narra Beda (Hist. ecel., IV, 24), C. non aveva mai composto versi, e una notte, mentre nel monastero si svolgeva una gara di canto, si era appartato, conscio della sua ignoranza. Durante la notte ebbe una visione, nella quale si sentì spinto a poetare. Improvvisò,
così, un mirabile inno sulla creazione, tra lo stupore dell'abbadessa Hilda, che ravvisò in lui un ispirato da Dio e l'accolse tra i suoi monaci. Da questi apprendeva gli episodi biblici, cui egli poi dava forma poetica. Secondo William of Malmesbury (1123) fu probabilmente sepolto a Whitby. La sua festa ricorre l'i i febbr.
Sicuramente di C. sono i 9 versi di un Inno a Dio, riportati da Beda in latino. I cosiddetti C. poenis contengono invece parafrasi di parti della Genesi, l'Esodo, Daniele e il Cristo e Satana ( 3 poesie sulla caduta degli angeli, la diocesa al limbo e la tentazione). La Genesi e Cristo e Satana si distinguono per il loro accento drammatico; specialmente il carattere di Satana è vigorosamente disegnato.
Wolf Giusti