MADABA

MADABA. - Città (ebr. Mēdhhbā'; Settanta Mᾶᾶᾶᾶ e Mᾶᾶᾶ; Volgata Medaba; stele di Mesa: Mhab') di Giordania, 8 km. Hesebon (v.). È ricordata per la prima volta in un canto di vittoria degli Amoriti sui Moabiti (Num. 21, 30), insieme a Hesebon e Diban, sicché sembra già un luogo di importanza. Conquistata la regione dagli Ebrei, Mosè dette la città alla tribù di Ruben (Is. 13, 9, 16). Nella guerra di Ammon contro Israele, durante il regno di David, l'armata aramea chiamata dagli Ammoniti si accampò presso M., ma fu sconfitta da Ioab (I Par. 19, 7). Mesa (linn. 7-8) si vanta d'averla presa agli Israeliti, che l'avevano occupata sotto Amri. Era sotto i Moabiti al tempo di Isaia, che ne predice le sventure (Is. 15, 2).

Giovanni Maccabeo, andato dai Moabiti per trovarvi appoggio nella guerra contro Bacchide, fu ucciso dai figli di Iambri, potente famiglia di M. Gionata e Simone vendicarono l'affronto in occasione di un solenne matrimonio che si celebrava nei dintorni di M., a Nadabah, probabilmente l'odierno et-Tejm (I Mach. 9, 36-

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MADABA - Iscrizione sepolcrale nabatea del tempo del re Areta proveniente da M. - Roma, Museo Lateranense, parete A, 2.
(fot. Eac. Catt.)
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MADABA - Carta geografica della Palestina (sec. vi). Pavimento musivo scoperto nel 1897 in una basilica di M. Riproduzione esistente nel Museo Lateranense (primo segmento).
(Ist. Enc. Catt.)
42). G. Ircano, verso il 128, prese la città dopo un assedio di quasi 6 mesi (Fl. Giuseppe, Antiq. Ind., XIII, 9, 1). Un'iscrizione sepolcrale del tempo del re Areta (7 a. C.-40 d. C.), ora al Museo Lateranense, fa conoscere un governatore nabateo della città.

L'identificazione dell'antica città con la moderna, rioccupata nel 1886 dai cristiani, è sicura per il nome sempre rimasto, per la posizione che combina bene con i dati letterari e per i resti rinvenuti.

BIBL.: L. Heidet, Médaba, in DB, IV, coll. 902-907; F.-M. Abel, Géographie de la Palestine, II, Parigi 1938, pp. 381-82, 394; N. Gluck, Explorations in Easter Palestine, I, in The annual of American Schools of Oriental research, 14 (1933-34), p. 6; L. Harding, Recent discoveries in Transjordan, in Palest. explor. quarterly, 80 (1948), p. 119. Bellarmino Bagatti

ARCHEOLOGIA. - Le esplorazioni nella città di M. hanno messo in luce un gruppo di edifici cristiani.

Nella parte nord della città si trovò una prima chiesa divisa in tre navate da colonne corinzie e preceduta da un nartece: quella che ha rivelato un musaico pavimentale rappresentante una pianta della Palestina accompagnata da 140 leggende dichiarative in greco, secondo l'Onomasticon di Eusebio di Cesarea; il musaico è stato attribuito all'età giustiniana (M.-J. Lagrange, La mosaïque géographique de M., in Revue biblique, 6 [1897], pp. 165-84; E. Stevenson, Di un insigne pavimento in musaico esprimente la geografia dei luoghi santi scoperto in una basilica cristiana di M. nella Palestina, in Nuovo Bull. di arch. crist., 3 [1897], pp. 45-102; J. Germer-Durand, La carte mosaïque de M., Parigi 1897; H. Lammens, M., la ville des mosaïques, in Etudes, 73 [1903], pp. 721-736; 74 [1898], pp. 44-61; A. Jacoby, Das geographische Mosaik von M. Die älteste Karte des heiligen Landes, Lipsia 1905). Una seconda chiesa si rinvenne lungo la via del Foro, in forma caratteristica con rotonda e abside: era dedicata dalla città di M. alla B. Vergine Immacolata per la salvezza e il premio di tutti i benefattori vivi e defunti del Santuario, come insegnano le iscrizioni in musaico rinvenute (G. B. De Rossi, Conferenze di archeologia cristiana, in Bull. arch. crist., 5ª serie, 3 [1892],

p. 245; M. Séjourné, Médebu, in Revue biblique, 1 [1892], p. 640; E. Michon, L'inscription en mosaïque de Médebu, et la mosaïque de Kabr-Hirom, in Bulletin de la Société nationale des antiquaires de France, 1896, pp. 96-98). Una terza chiesa dedicata a S. Elia fu pure trovata a poca distanza dalla precedente; era a pianta rettangolare, con tre navate e abside inscritta nell'interno del rettangolo; munita di cripta, decorata di pavimento a musaico; nella parte absidata due gazzelle si approssano all'albero della vita; nel resto, tra decorazioni geometriche e animali, tre medaglioni contengono tre iscrizioni in musaico. Nel pavimento della chiesa si rinvenne una grande epigrafe musiva. Dalle epigrafi si ricava che i lavori furono compiuti alla fine del sec. vi a cura del presbitero della chiesa elianea Sergio e al tempo del vescovo Sergio.

La chiesa di S. Elia fu restaurata all'inizio del sec. vii da un presbitero Leonzio, come attesta un'iscrizione (M. Séjourné, L'Eliane de M., in Revue biblique, 6 [1897], pp. 652-94; E. Kalinka, Inschriften aus Syrien, in Jahreshefte des Österreich. archäologischen Institutes, 3 [1900], p. 22). Ad oriente della chiesa elianea apparve un quarto edificio a tre navate munito di atrio, abside e pastoforii. Ad occidente della elianea si rinvennero avanzi di un'abside sopraelevata ora demolita, insieme con uno dei muri laterali. A sud della Via del Foro si riconobbero i resti di un sesto edificio absidato con muri perimetrali e capitelli corinzi. A sud dell'acropoli, tra le vestigia d'una basilica si rinvenne una lastra decorata appartenente ad una recinzione.

Pure a sud dell'acropoli si è identificata una ottava basilica di m. 36 x 21 con colonne, grandi capitelli corinzi, pilastri, architativi e tracce di musaici. Presso questo edificio fu trovata un'epigrafe in scrittura e lingua nabatea contenente la data del regno di Areta, ricordato da S. Paolo (II Cor. 11, 32). L'epigrafe è oggi nel Museo Cristiano Pio Lateranense (G. B. De Rossi, Iscrizione in scrittura e lingua nabatea trovata in M., in Dissertazioni della Pontif. Accad. rom. di arch., 2ª serie, 5 [1893], pp. 449-454). Poco lontano dagli avanzi monumentali di questa grande chiesa una iscrizione greca in musaico rammenta lo stesso presbitero Leonzio della Basilica Elianea, che avrebbe compiuto lavori nell'edificio nell'anno 603-604 (R. Savignac, Nouvelle inscription grecque de M., in Revue biblique, 9ª serie, 8 [1911], pp. 437-40). Per queste chiese V. G. Manfredi, Piano generale delle antichità di M., in Nuovo Bull. di arch. crist., 5 [1899], pp. 149-70 e tav. 7. Un'altra chiesa di M. in onore dei ss. Apostoli fu terminata al tempo del vescovo Sergio nel 578-79, come rivela un'iscrizione a musaico (H. Vincent, Nouvelle mosaïque à inscription à M., in Revue biblique, 11 [1902], pp. 426-28; id., L'église des Saints-Apôtres à M., ibid., p. 599).

Tra i vescovi di M. si conoscono Gaiano I, ca. il 451; Gaiano II, ca. il 458 e Sergio, noto per due iscrizioni, l'una del 578-79 e l'altra del 595-96. Enrico Joni

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“MADABA.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 1063. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/madaba.