MACARIUS. - Nome grecizzato di Giovanni L'Heureux, archeologo, filologo, ellenista, n. nel 1540 o 1551 in Gravelines sulla Manica, m. in Aire (Artois) l'11 giugno 1614. Dopo gli studi filosofici a Lovanio, viaggiò molto, anche in Grecia, riportando molti oggetti di scavo, che poi lasciò in Roma, dove dimorò per vent'anni, in relazione con i più colti studiosi di antichità cristiane: quali A. Chacon (v.), A. BOSONE (v.), F. de Winge, proponendosi di combattere l'eresia protestante con la documentazione derivata dai monumenti cristiani antichi. Si occupò di patristica e di filologia, dandosi all'insegnamento per vivere. Ritornato in patria, ebbe un canonicato nella città di Aire dove morì, lasciando vari manoscritti al collegio trilingue di Lovanio.
Le sue opere sono tutte postume: Disquisitio antiquaria de gemmis basiliadinis, cui titulus Abraxas seu Apistopistus, pubblicata da G. Chiffet (Anversa 1657); Commentarius de picturis et sculpturis sacris antiquioribus, praesertim quae Romae reperiuntur cui titulus Hagiographia, pubblicata da R. Garrucci (v. Parigi 1856); De antiqua scribendi ratione; De natura verbi medii, ac fere de tota natura verborum graecorum; Inscriptiones graecae, Macario interprete, cum notis; Emendatio bibliorum romana; altri scritti trattano argomenti scritturali e patristici.