MACARIO, abate di PELECETE, santo. - N. a
Costantinopoli, ca. ca. 1'820. Successore di s. Ila-
rione (fine del sec. VIII), lo eguagliò nello zelo per
le sacre immagini; è chiamato taumaturgo per la
sua intercessione nel curare le malattie e per ottenere
la pioggia. Uomo istruito oltre il comune, fu da s. Ta-
rasio ordinato sacerdote; ma ebbe a soffrire non poco
dagli imperatori iconoclasti Leone Armeno e Michele
Balbo. Alla sua morte era più che settantenne, rele-
gato in esilio nell'ignota Isola di Afrosia, forse la
Dafnusia di Tolomeo. Festa il 18 sg., della trasla-
zione il 1º apr.
MACARIO, ABATE DI PELECETE, SANTO
BIBL.: Acta SS. Aprilis, I, Anversa 1673, pp. 815-20; Acta
gracca, scritti dal suo successore Saba, in Anal. holland., 16
(1897), pp. 142-63; Ch. von de Vorst, Note sur Macaire de Pé-
lécète, ibid., 32 (1913), pp. 270-73. Emanuele Candal
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“MACARIO, ABATE DI PELECETE, SANTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 1042. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/macario-abate-di-pelecete-santo.