LOCULO. - Diminutivo di locus, che nella terminologia funeraria classica e cristiana (cf. iscrizioni cristiane con locus, in Diehl [V. op. cit. in bibl.], nn. 3498-3533) significa: tomba, locus [sepolturae]. La parola l. è adoperata dagli archeologi moderni per indicare una particolare forma di sepoltura rettangolare o talvolta a forno, ricavata nelle pareti di una galleria cimiteriale.
Tale termine non ha riscontro nell'antichità se non nel senso di nicchia, scrigno, o cassa funebre, come, p. es., nell'iscrizione di Toledo del 579 (locellus: Diehl, n. 3793) e in quella di Catania (loculus: ibid., n. 1549). Se il l. doveva ricevere più cadaveri era chiamato a seconda dei casi « bisomus o biscandens, trisomus o tercandens, quadrisomus » (cf. le iscrizioni cristiane che vi si riferiscono, ibid., nn. 3797-3822).
Il cadavere vi era avvolto in bende o panni preziosi e ricoperto, per la disinfezione e conservazione, da uno strato di calce. Il l. veniva in seguito chiuso con laterizi o lastre di marmo sigillate al tufo con calce, nella quale erano spesso infissi, oltre le lampade, monete, ampolle, vetri dorati, fondi di piatti e oggetti vari, quali segni di riconoscimento. L'iscrizione relativa al defunto era, a seconda dei casi, scolpita, dipinta o graffita.
A. Pietro Frutaz