LEPTIS

LEPTIS. - Città nell'Africa settentrionale (Libia) che i Romani dissero Lepcis; per distinguerla dall'omonima nella Bizacena fu chiamata L. magna. Fondata dai Fenici, fu dal sec. IV al VII sotto il dominio di Cartagine, poi del Re di Numidia, donde nel 25 a. C. fu incorporata nella provincia romana d'Africa. Vi nacque Settimio Severo nel 140 d. C. e questi, divenuto imperatore, abbellì la città. Nel 533 passò ai Bizantini, ma l'interramento delle sabbie e delle alluvioni la fecero decadere rapidamente.

L'antica L. ha rivelato finora due edifici cristiani. Il primo, situato nel Foro Vecchio, usufrui di una costruzione precedente; è preceduto da un nartece da cui si entrava in un'aula a tre navate di m. 20,60 x 15,80, alla quale si poteva accedere mediante altri quattro ingressi, due ca. a metà e due alla fine delle navate minori, che erano divise dalla centrale da colonne binate che facevano riscontro a contrafforti rettangolari addossati ai muri perimetrali. Il presbiterio aveva un intercolunnio più ampio e rialzato da due gradini; dell'altare non si è trovata traccia, ma era ricoperto da un ciborio sostenuto da quattro colonne di modulo inferiore alle altre. L'abside sopraelevata aveva in giro un banco e sul centro restano avanzi della base della cattedra. Nel pavimento furono praticati sepolcri ed uno di questi conservava l'iscrizione di una defunta di nome Anna; a nord-est dell'aula era situato il Battistero recinto con materiale di spoglio e con due ingressi. La vasca battesimale venne adattata nel lastricato del foro; era cruciforme con quattro gradini che immettevano nel bacino circolaro.

Procopio parla di quattro basiliche erette a L. da Giustiniano e tra queste una bellissima dedicata alla Vergine che si ritiene sia da identificarsi con quella adattata nella grande basilica del Foro costruito da Settimio Severo. Venne rialzato il piano davanti all'abside orientale del magnifico edificio forense e vi si ricavò il presbiterio dell'aula cristiana, limitato da una balaustra ottenuta con lesene dell'arco trionfale severiano; l'abside stessa fu pavimentata con marmi di risulta; il sito dell'altare è riconoscibile da alcuni grossi blocchi di architrave marmoree che ne costituivano la base; verso il centro dell'aula venne costruito un pulpito ottenuto con altro materiale di spoglio, tra cui i capitelli dell'arco quadrifronte dei Severi; vi si accedeva mediante due piccole scale.

In uno dei vani a sinistra dell'abside venne adattato

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“LEPTIS.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 719. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/leptis.