BOSONE

BOSONE. - Primo vescovo di Merseburg (968-70), uno degli apostoli dei Vendi. Era monaco benedettino a S. Emmerano in Ratisbona, quando l'imperatore Ottone I lo prese come suo cappellano e lo inviò tra i coloni tedeschi stabiliti nei paesi dei Vendi fra la Saale e l'Elbe. Poi predicò il Vangelo e fece costruire la prima chiesa di pietra nei dintorni di Zeitz. Fu elevato alla sede vescovile di Merseburg, da poco eretta dall'imperatore Ottone, nonostante diverse resistenze, e approvata dal Concilio di Ravenna nel sett. del 968. Dopo due anni B. moriva, il 1ᵒ nov. 970.

BIBL.: Chronicon episcoporum Merseburgensium, in MGH, Scriptores, I, p. 192 agg.; Anon., Chronicon, in MGH, Scriptores, III, p. 750; P. Kehr, Urhandenbuch des Hochstiftes Merseburg, I, Halle 1890; H. Grossler, Die Begründung der christlichen Kirche zwischen Saale u. Elbe, Eisleben 1907; M. Manitius, Geschichte der lateinischen Literatur des Mittelalters, III, Monaco 1931, pp. 90, 445, 583. Lucchesio Spalding

BOSONE. - Cardinale inglese, m. a Roma nel 1178 ca. Nella stesura delle biografie papali, in continuazione al nucleo originario del Liber Pontificalis, B. succede al cardinale anacletiano Pandolfo. Monaco benedettino di S. Albano, quando lo zio, Niccolò Breakspear, fu creato cardinale, entrò a far parte della Curia in Francia sotto Eugenio III, quale scrittore apostolico. Seguì lo zio nella legazione di Scandinavia; da lui, divenuto papa col nome di Adriano IV, fu nominato camerario, quindi nel 1155 cardinale diacono dei SS. Cosma e Damiano e legato a latere in Inghilterra. Morto Adriano, fu attivo e fervente sostenitore dell'elezione di Alessandro III, che appoggiò anche con le armi, assicurando il possesso di Castel S. Angelo. Dal nuovo Papa fu trasferito al titolo presbiteriale di S. Pudentiana. Partecipò alla lotta tra Alessandro e il Barbarossa e fu tra i negoziatori della pace di Anagni e fra i presenti al Convegno di Venezia del 1177. Ritornò poi col Papa a Roma, chiudendovi poco dopo la vita operosa. Della sua attività di storico, ch'è quella soprattutto a cui è affidato il suo ricordo, si devono distinguere due diversi momenti: l'uno lo mostra compilatore piatto, scarno e uniforme di biografie, ricalcate sulle antiche, da Stefano VI a Inno-

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(Int. Enc. Catt.) BOSIO, ANTONIO - Lettera autografa all'abate Crescensi (28 febbr. 1629) - Roma, biblioteca Vallicelliana, ms. G. 20, c. 231.
cenzo II; l'altro presenta ben maggiore interesse, in quanto si rivolge a illustrare pontificati di cui era stato testimone e in cui anch'egli aveva agito spesso da protagonista (e ciò vale specialmente per le vite di Eugenio III, Adriano IV e Alessandro III). Quest'ultima, giuntaci incompiuta per la morte dell'autore, ha particolare interesse, per la vastità e la compiutezza dell'informazione; anche lo stile vi si anima e vi si innalza. Compose pure alcune vite metriche di santi.

BIBL.: Sul cardinale: L. Cardella, Memorie storiche de' cardinali di S. R. C., I, II, Roma 1792, pp. 85-86; J. M. Brixius, Die Mitglieder d. Kardinalkallegium von 1730-81, Berlino 1912; F. Geisthard, Der Kämmerer Boss, ivi 1936. Sul biografo: Liber Pontificalis, ed. L. Duchesne, II, Parigi 1892, pp. XXXIX-XLIII; G. Wattenbach, Deutschlandes Geschichtsquellen, 6ª ed., Lipsia 1894, p. 331; U. Balzani, Le Cronache italiane nel Medio Evo, 3ª ed., Milano 1909, pp. 198-201.

Pier Fausto Palumbo

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“BOSONE.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 1116. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/bosone.