Paul The Deacon

PAOLO DIACONO. – Monk and historian. What is known of his life is derived almost exclusively from his works. Of a noble Lombard family that had been established at Cividale del Friuli since the conquest, he was the son of Warnefrit and Teudelinda; he himself recalls his brother Arichi and a sister who was a nun.

He was educated at the court of Pavia, where he had as his teacher a certain Flaviano, nephew of the grammarian Felice, and formed part of the palatine clergy. Protected by King Rachis, he later stayed with King Desiderius, who entrusted him with the education of his daughter Adelperga, and accompanied this princess to Benevento when she went there to marry Duke Arichi. For her, around 768, he composed his Historia Romana: a continuation of that of Eutropius, carried down to the time of Justinian. The fall of the Lombard Kingdom reduced P.’s family to poverty and forced him himself to seek refuge by becoming a monk at Montecassino, which was then flourishing increasingly; so many misfortunes led P., in 782, to ask Charlemagne for mercy for himself and his family. Charlemagne summoned him to his court as a teacher alongside the other

Article illustration
(from A. Montecerdi, P. D., in Memorie storiche forogialici, 55 [1889], fasc. I, 1.)
PAOLO DIACONO — Portrait of P. D. Miniature (11th century) from the Pauli Diaconi Historia Romana — Florence, cod. Laurenz. 35, fol. 342.

Article illustration
(courtesy of Mons. A. P. Frutes)
PAOLO DIACONO - Collezione di lettere di s. Gregorio Magno, compilata da P. D. e inviata ad Adalardo. Si tratta probabilmente dell'autografo - Leningrado, Biblioteca, cod. lat. F. V. I. 7, f. 39.

«grammatico» Pietro di Pisa. Qui P., oltre all'insegnare quel poco di greco che sapeva, lasciò libero il suo estro di poetare e fra l'altro, per compiacere Angliammo vescovo di Metz, compose in versi, poco dopo il 783, il suo Libellus de numero vel ordine episcoporum qui sibi ab ipso praedicationis exordio in Mettensi civitate succestorum, che servì in seguito di modello per analoghe compilazioni. Oltre agli estratti di Pompeo Festo, P. compilò pure una raccolta di omelie di Padri per uso liturgico e pratico dei vescovi franchi, che fu largamente usata. Dopo ca. quattro anni, verso il 786 P. ritornò al desiderato Montecassino dove compilò una Vita di s. Gregorio Magno ed una scelta delle lettere di questo Pontefice per assecondare il desiderio dell'amico Adalardo abate di Corbia. Una Expositio super Regulam sancti Benedicti, la prima del genere, è opera molto probabilmente di quest'ultimo periodo della vita di P. durante il quale attese anche, secondo la comune opinione, a scrivere la Historia Langobardorum che egli conduce dalle leggendarie origini sino alla morte del re Liutprando. A questa soprattutto rimase legata la fama di P.; egli è infatti l'unico storico della sua gente, e ne scrisse con affetto filiale, pur non nascondendone la barbarie primigenia. Il materiale documentario era ben scarso e P. non rifuggi dal servirsi delle leggende epiche o dei ricordi tradizionali, vivi ancora nel suo ducato friulano. Utilizzò una Historia di Secondo di Trento, l'Editio di Rotari e l'Origo gentis Langobardorum che con questo va di solito unita, qualche documento della chiesa di Aquileia, le biografie del Liber Pontificalis, un catalogo delle provincie romane, qualche iscrizione e le opere di s. Gregorio Magno. Ebbe sotto gli occhi le opere di Jordanes, di s. Isidoro di Siviglia, di s. Gregorio di Tours e di s. Beda. Non furono senza influsso Plinio, Virgilio e Servio, suo commentatore, altri poeti e storici latini; di modo che P. ci informa anche sulla sua cultura, che certo non era poca per i tempi suoi; cultura attestata pure dai suoi versi, scritti per lo più con buona metrica e spesso con vera sensibilità poetica. Con Paolino d'Aquileia, P. è buon testimonio di quanto potesse l'Italia longobarda nel campo della cultura nel sec. VIII si da potere contribuire alla rinascita carolingia. P. morì infatti sul finire di quel secolo. BBL.: opere: Pl. 95, p. 413 sgg. In particolare: Historia Romana per cura di Crivellucci (Fontes), Roma 1914; per i

versi: MGH, Poetae aevi Carolini, I (1881), pp. 35-86; K. Neff, Die Gedichte des Paulus Diaconus, Monaco 1908 con ampio commento ed indagini biografiche; per l'Hist. Langob.: MGH, Scriptores rerum Langobard., II (1878), pp. 12-187 (con una ed. in usum scholarum); per l'Expositio super Regulam: Bibliotheca Casinen., IV, Florilegium, Montecassino 1880; per la Vita beatus, Gregorii Papae, ed. H. Grisar, in Zeitschr. für Kat. Theol., 11 (1887), pp. 138-73. - Studi: Manitius, I. V. indice; F. Novati, Le origini, Milano 1926, pp. 88-95; P. Paschini, Memorie stor. su uomini ed avvenimenti del Friuli, ecc., in Memorie stor. forogulicensi, 8 (1912), pp. 15 sgg.; Miscell. di studi intorno a P. D., ibid., 25 (1920); O. Dobiad-Rozdestevenskala, Itinéraire de Paul., en 787-788 et les premiers pas de la minuscule de Cividale en Frsoul. ibid., 27 (1931), pp. 55-72; D. Bianchi, Storia, leggenda e meraviglioso in P. D., ibid., 30 (1934), pp. 1-16; id., L'elemento epico nella Hist. Langob. di P. D., ibid., pp. 117-169, 31 (1935), pp. 1-74; 39 (1936), pp. 1-72; id., Da P. D. all'anonimo salernitano, ibid., 37 (1938), pp. 27-64. Pio Paschini

Cite this article

“PAOLO DIACONO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 461. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/article/paolo-diacono.