ABBĀHŪ, RABBI

ABBĀHŪ, RABBI. - Dotto amore palestinese, del « collegio dei dottori di Cesarea », vissuto alla fine del sec. III e all'inizio del IV.
Egli stabilì il sistema tuttora vigente per i suoni della buccina nel giorno del capo d'anno. Halakhista e haggadista, oratore, matematico, conoscitore del greco, godeva stima fra le autorità romane presso cui interveniva per migliorare le sorti dei suoi correligionari. In seguito ai suoi rapporti coi Romani sostenne dispute contro i cristiani, opponendosi (Talmud palest., Ta'anith, II, 65, 59) alla divinità di Cristo, alla dottrina trinitaria e all'Ascensione.

BIBL.: Z. Frankel, Mēhbā ha-jerāshalmī, Breslavia 1870, pp. 580-604; Isaac Hirsch Weiss, Dor dor we-doreshaw, III, Vienna 1883, pp. 103-105; W. Bacher, Agueda der palestinischen Anordn, II, Strasburgo 1896, pp. 88-142; J. Halévy, Dārāt harīthānim, II, Francoforte s. M. 1901, pp. 350-351; H. Grueta, Geschichte der Juden, IV, Lipsia 1908, pp. 284 sgg., 288, 291; A. Hyman, Tāledāt tannāim wa-anarāim, Londra 1910, pp. 63-71; H. Strack, Jesus, die Häretiker und die Christen nach den ältesten jüdischen Angaben, Lipsia 1910, p. 37; V. Larrañaga, L'Ascension de Notre Seigneur dans le Nouveau Test, Roma 1938, p. 11 sg. (cfr. p. 96 sgg.). Eugenio Zolli
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“ABBĀHŪ, RABBI.” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 41. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/abbahu-rabbi.