ABEL (ebr. Abhèl «prato»; forse però è aramaizzazione dal cananeo abil «canale»). - Nome di cinque località palestinesi o transgiordaniche.
1. Abel beth-Maacha «A. Maacha (v.)», o Abel Majim «A. dell'acqua», o semplicemente A. Città fortificata alla frontiera nord del territorio israelitico nelle vicinanze di Dan. Vi si attestò Seba, inseguito da Joab; ma la città, «madre in Israele», proverbialmente savia e pacifica, gettò da sopra le mura la testa di Seba a Joab, che tolse l'assedio (II Sam. 20, 14-19). Benhadad la prese al re d'Israele Baasa (I Reg. 15, 20; II Par. 16, 4). Teglatfalasar l'occupò con le altre città di Neftali e ne deportò gli abitanti in Assiria (II Reg. 15, 29). Oggi è probabilmente Abil el-Kameh, a ovest di Banias.
2. Abel-satim (Volgata; ebr. Abel ha-Sittim «A. delle acacie» o anche solo Settim [Sittim]). Accampamento degli Israeliti prima di passare il Giordano (Num. 25, 1; 33, 49; Ios. 2, 1; 3, 1; Mich. 6, 5); oggi Tell Kefrein a 11 km. a est del Giordano, in direzione di Gerico (secondo pochi Wadi es-Sejale, a 5 km. più a sud).
3. Abel-kéramim «A. delle vigne». Villaggio degli Ammoniti (Iudc. 11, 33) situato, secondo l'Onomastico di Eusebio (32, 14-16), a 6 o 7 miglia (ca. 10 km.) da Filadelfia (v. RABBĀH); forse è l'attuale Na'ur o, secondo altri, Abil ez-Zait.
4. Abel-mehula (ebr. Abel Meholāh «A. della danza»). Patria di Eliseo (Iudc. 7, 22; I Reg. 4, 12; 19, 16); forse è l'odierno Tell Abu Sifri, a ca. 15 km. a sud di Beisan.
5. Abel Misrajim «A. d'Egitto», interpretato da Gen. 50, 11, per «lutto (èbel) degli Egiziani», perché ivi
Giuseppe e i fratelli piansero la morte di Giacobbe. Situato ad est del Giordano, forse è l'odierno Tell el-Ağlah o Hirbet Gharbe.
L'Abel magnus (della Volgata) in I Sam. 6, 18 corrisponde all'ebr. Abel ha-gédholāh; ma con i Settanta e Targum va letto eben ha-gédholāh, cioè «la pietra grande» (cf. vers. 14 sgg.).