ABILENE (Volgata: Abilina). - Tetrarchia (Lc. 3, 1), così denominata dalla capitale Abila, spesso menzionata da Flavio Giuseppe come Abila di Lisania.
Abila sorgeva a est dell'Anti-Libano, presso il fiume Barada (v. ADANA), a 26 km. a nord-ovest di Damasco (cf. Itinerarium Antonini, n. 198, 5-6: Itineraria Romana, ed. O. Cuntz, Lipsia 1929, p. 27), sulla via di Eliopoli (Baalbek). Vi corrisponde oggi Sük Wadi Baradá, presso cui furono scoperte le antiche rovine; di essa è conservato un ricordo onomastico nel vicino Weli Abil, o preteso (dagli Arabi) sepolcro di Abele, figlio di Adamo.
L'A. fece parte, almeno fino alla morte di Erode il Grande, del regno di Calcide, dove regnò Tolomeo (85-40 a. C.) figlio di Menneo, a cui successe il figlio Lisania, ucciso da Antonio ad istigazione di Cleopatra, la quale entrò in possesso di gran parte di quei domini. Dopo il 4 a. C., l'A. fu costituita in tetrarchia (come risulta non solo dal citato passo di Luca, ma anche da un'iscri-
zione recentemente scoperta: cf. Revue Bibl., nuova serie, 9 [1912], pp. 533-540), che durante l'anno xv di Tiberio (14-37 d. C.) troviamo retta da Lisania Junior, poi da Erode Agrippa I (37-44), dai procuratori romani, e infine da Erode Agrippa II (53-93). Alla morte di costui, l'A. fu definitivamente annessa alla provincia romana di Siria.
BBL.: E. Schürer, Geschichte des jüdischen Volkes, I, 5ª ed., Lipsa 1920, pp. 716-20. Gaetano M. Perrella