ABIMELECH. - Nome proprio, che in ebraico significa: «il Padre» oppure: «mio padre (nome di-vino?) è re». Dalle lettere di El-Amarna è noto Abi-milki di Tiro (sec. XIV a. C.). Nella Bibbia si ricor-dano:
1. ABIMELECH re di Gerara, il quale compare nella storia di Abramo e d'Isacco. Recatosi a Gerara, Abramo dissimulò che Sara era sua moglie, chiamandola sorella (era tale solo per parte di padre, cf. Gen. 20, 12), sicché A. la poté rapire in buona fede ma, avvertito da un sogno cui seguì una malattia, restituì Sara al marito con proteste di riparazione e di stima (Gen. 20). In seguito, a Bersabea, composto un dissenso per un pozzo, strinse alleanza solenne con Abramo (Gen. 21, 22-33).
Nella storia di Isacco compare ancora un re di Gerara di egual nome che, senza aver commesso il ratto come nel caso precedente, rimprovera ad Isacco una simile dissimulazione (Gen. 26, 7-22), e più tardi, ancora a Bersabea, dopo altre controversie a proposito di pozzi, stringe un patto con Isacco (Gen. 26, 28-31). Ragioni cronologiche sembrano escludere che si tratti di un sol personaggio; A. poteva essere un nome usuale nella dinastia dominante in Gerara. I critici della scuola di Wellhausen vedono in questi due episodi un unico fatto trasmesso con confusione di nomi, in due redazioni, la prima nel documento elohista, l'altra nel jahvista (duplicati). Contro tale asserzione basti osservare che il carattere statico della civiltà patriarcale rende verosimile un ripetersi di circostanze, luoghi e persone; d'altronde, la teoria dei duplicati ammette che il documento jahvista ripeta se stesso, poiché allo stesso documento è attribuito l'episodio simile di Gen. 12, 10-20 (cf. A. Bea, De Pentateucho, 2a ed., Roma 1933, p. 81).
2. ABIMELECH, figlio di Gedeone (Iude. 8, 31-9, 57). Dopo la morte del padre, con l'aiuto dei parenti della madre dimoranti in Sichem, uccise i 70 suoi fratelli, considerati concorrenti pericolosi, e si fece proclamare re. Regnò in Sichem per tre anni, ma in seguito IOATHAM (v.), unico figlio di Gedeone scampato alla strage, represse crudelmente i Sichemiti, capitanati da Gaal, distrugendo la città e incendiando le terre. Ma poco dopo fu ferito a morte da una pietra scagliata da una donna nell'assedio della vicina Tebes, e si fece uccidere dal suo scudiero. Più che come giudice, deve considerarsi come il primo che abbia tentato di organizzare un regno in Israele.