ABNER (EBR.: «IL PADRE È LUCE»)

ABNER (ebr.: «il padre è luce»). - Cugino di Saul per parte paterna (I Sam. 14, 50 sg.; secondo I Par. 9, 9 ne sarebbe stato zio) e capo del suo esercito, stimato dal re che se lo teneva alla destra (I Sam. 20, 25).

Dopo la morte di Saul, l'ambizioso A. fece eleggere re, a Mahanaim in Transgiordania, il quarto figlio di Saul, Isboseth, uomo inetto, destinato a essere un puro strumento nelle sue mani. Riconquistate le regioni di Issachar, Efraim e Beniamin, tentò di occupare anche Giuda che si trovava alle dipendenze di David. Dinanzi a Gabaon l'esercito di A. si scontrò con quello davidico comandato da Joab; dopo la morte dei 24 campioni dei due eserciti trafittisi a vicenda in singolar tenzone, la battaglia si accese furibonda e terminò con la sconfitta di A. Per evitare le personali inimicizie col feroce comandante nemico, A. tentò inutilmente due volte di far desistere dal suo inseguimento Asael fratello minore di Joab, finché, stancato, lo uccise col calcio della lancia, quasi a simulare un fortuito incidente (II Sam. 2, 12-32). Nel desiderio di accapararsi qualche diritto alla successione, prese in moglie Resfa concubina di Saul, ma sdegnato per il rimprovero di Isboseth, passò a David tentando di condurgli l'intera tribù di Beniamin. Perì, pianto da David (ibid. 3, 33 sg.), in un'imboscata tesagli a Hebron da Joab, che volle così vendicare la morte di Asael.