ABRAMO ECCHELLENSE. - In arabo Hâqilì perché nativo del villaggio di Hâqilì nel Libano (n. nel 1605, m. il 5 luglio 1664). Studiò nel collegio maronita di Roma e fu poi professore di arabo e si- riaco alla Sapienza e scrittore nella Biblioteca Va- ticana. Insegnò arabo e siriaco all'Università di Pa- rigi, mentre collaborava alla Bibbia poliglotta di M. Le Jay. A collaborò largamente alla Bibbia araba stampata nel 1671 col testo della Volgata a cura della S. Congr. di Propaganda. Le sue opere videro la luce a Roma e a Parigi.
Tra le altre, nel 1651 tradusse e stampò a Parigi il Chronicon Orientale di Ibn ar-Râhib (filius monachi), a cui aggiunse, da p. 141 in poi, l'Historiae orientalis supple- mentum. Nel 1653 diede alla luce a Roma, con traduzione e note, il catalogo di Ebediesu, che poi fu ristampato con correzioni e più ampie note da G. S. Assemani in Bibl. Orient. III, 1.
Un'altra sua opera è: Eutychius Patriarcha Alexan- drinus vindicatus, di cui la prima parte, stampata nel 1661, tratta De Ecclesiae Alexandrinae originibus, e la seconda, stampata nel 1660, tratta De origine nominis Papae nec non de illius proprietate, de Romano Pontifice, adeoque de eiusdem primatu. In esse controbatte Giove. Sedem il quale, male traducendo Eutichio, ne aveva dedotto teorie protestantiche sulla gerarchia e contro il Papa. Final- mente è da menzionarsi la A. E. et Leonis Allatii concor- dantia nationum christianarum orientalium in fidei cathol. dogmate (1655). I suoi 64 manoscritti, descritti da G. S. Assemani (Bibl. Orient., I, 573 sq.), passarono alla Biblio- teca Vaticana.