ABRAMO QIDONĀYA (O DI BĒTH QIDONĀ)

ABRAMO QIDONĀYA (o di BĒTH QIDONĀ). - N. nel 296 d. C. da famiglia agiata, consentì al matrimonio sotto la pressione dei genitori. Celebrate le nozze, fuggì e andò a vivere in una cella a due miglia dalla città. Il vescovo di Edessa gli conferì l'ordine sacro e lo inviò a convertire il grosso villaggio idolatrico e assai restò di Bēth Qidonā, da cui ebbe il nome. Ma dopo un anno, ritornò all'eremo. Secondo il cod. britan. add. 12, 155, f. 177, A. morì nel 366, e secondo gli Atti, a 70 anni di età e 50 di religione.

BIBL.: P. Bedjan, Acta mort. et sanct., VII, Parigi 1896, p. 465 sg. (Atti sir.); J. T. Lamy, Analecta Bolland., 10 (1891), pp. 5-49 (proleg. e Atti sir.); id., S. Ephraem Syrii byzosi et serm., III, Malines 1889, pp. XL-XLIII, e coll. 750-836 (proleg. e i 15 anni di s. Efrem); IV, ivi 1902, coll. 1-12 (prol.) e 13-84 (Atti sir. con versione latina dal siriano e le varianti); PL 73, 281-294 e 651-66 (Atti latini); W. Budge, The Book of Paradise, Londra 1904, p. 1009. Pietro Sfair
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“ABRAMO QIDONĀYA (O DI BĒTH QIDONĀ).” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 100. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/abramo-qidonaya-o-di-beth-qidona.